Odoacre

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Solido coniato da Odoacre, ma recante il nome di Zenone, cui Odoacre era ufficialmente sottomesso.
Solido coniato da Odoacre, ma recante il nome di Zenone, cui Odoacre era ufficialmente sottomesso.

Odoacre (434 circa – Ravenna493) fu re degli Eruli e primo dei re barbari di Roma.

Figlio di Edicone, principe sciro alla corte di Attila re degli Unni, nel 469 si mise al servizio dei romani come capo di una unità di mercenari germanici di stirpe erula (Heruli), fino a quando si pose a capo dei contingenti barbari ribelli. Ucciso il magister militum Oreste a Ticinum (Pavia), depose l'imperatore Romolo Augusto. Nominato rex gentium dalle sue truppe, decise di non indicare un successore all'imperatore appena decaduto e di inviare le insegne imperiali all'imperatore dell'Impero romano d'Oriente Zenone. Quest'ultimo gli chiese di riconoscere l'autorità dell'imperatore precedentemente appoggiato da Costantinopoli (Giulio Nepote) ed accettò il dominio di Odoacre sulle terre d'Occidente, decretando così la fine dell'Impero romano d'Occidente (476).

L'amministrazione di Odoacre non fu certo quella tipica di un sovrano sovvertitore dell'ordine, tuttavia egli cambiò parzialmente la posizione dei consociati, in particolare per quanto riguardava la gestione dell'esercito, composto interamente da barbari. Le truppe vennero mantenute tramite il pagamento di un salario su parte dell'erario, ma queste provvidero anche autonomamente ed arbitrariamente alla realizzazione dei propri desideri materiali tramite la costituzione (da parte del prefetto del pretorio Felice Liberio) di un istituto di esazione abusiva che andò molto diffondendosi in quel periodo: il salgamum, strumento tipico della mentalità barbara. Esso consisteva nella suddivisione delle villae dei ricchi latifondisti in tre parti: il proprietario aveva diritto di scelta per la parte di suo uso, i capi militari sceglievano quella che serviva per l'acquartieramento e l'ultima era destinata ai coloni che mantenevano barbari e Romani. In generale si ebbe un trasferimento e un accentramento di competenze tra i militari, lasciando ai romani la possibilità di mantenere l'esercizio delle cariche minori e la professione libera del Cristianesimo.

Dopo una campagna militare contro i Vandali (476 - 477) che occupavano la Sicilia e l'annessione della Dalmazia (nel 481/482, dopo aver sconfitto e ucciso l'assassino di Giulio Nepote, Ovida), Zenone, preoccupato dei recenti successi del re germanico, mobilitò Teodorico il Grande, re degli Ostrogoti, il quale sconfisse Odoacre presso Verona (489) e, dopo un lungo assedio a Ravenna, lo costrinse a capitolare (493), per poi ucciderlo a tradimento.

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- 476 - 493 Teodorico il Grande I
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