Solido (moneta)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Leone I
Solidus-Leo I-RIC 0605.7.jpg
DN LEO PE-RPET AVC, busto di tre quarti, con lancia sulla spalle e scudo decorato. VICTORI-A AVCCC, Vittoria stante con lunga croce; in esergo CONOB, officina S.[1]
AV 4,48 g; 462-473 zecca di Costantinopoli.

Il solido era una moneta d'oro coniata nell'Impero romano: fu introdotta da Costantino I nel 309/310 e usata in tutto l'Impero Romano d'Oriente fino al X secolo. La moneta sostituì l'aureo come principale moneta d'oro dell'Impero Romano.

Il nome «solido» era stato utilizzato in precedenza da Diocleziano (284-305) per una moneta d'oro da lui introdotta, che era differente dal solido di Costantino. La moneta veniva emessa ad un valore teorico di 1/72 di libbra romana (circa 4,5 grammi). I solidi erano più larghi e sottili degli aurei, ad eccezione di alcune emissioni dell'Impero Bizantino, più simili all'aureo. Il peso e la finezza del solido rimasero relativamente costanti per tutto il periodo della sua produzione, con poche eccezioni. Vennero prodotte anche delle frazioni del solido, chiamate semisse (mezzo solido) e tremisse (un terzo di solido).

I termini "soldo", "soldato", "assoldare", oggi nell'uso corrente della lingua italiana, così come l'inglese "soldier" ed il tedesco "Soldat" , derivano proprio dal termine "solidus".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Vittoria che regge una croce ingioiellata è comune a molte monete bizantine dell'epoca.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Mostra numismatica online:"Quest'oro rotondo non è che l'immagine del globo più rotondo" (H. Melville). Il fascino dell'oro nella monetazione antica (italiano e inglese)