Scifato

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Scifato di Andronico I di Bisanzio (1183 - 1185).
Scifato di Andronico I di Bisanzio (1183 - 1185).

Con il termine scifato o schifato si intende un tipo particolare di moneta emessa nell'Impero Romano d'Oriente a forma di coppa.

Indice

[modifica] Descrzione e storia

Scifato viene dal greco σκύφος (skýfos) che significa coppa, tazza. Questo termine si trova usato nella "Cronaca di Cassino[1], in una bolla di Innocenzo II del 1139[2] ed in altri testi del XII secolo[3].

Gli scifati, chiamati anche trachy nei paesi anglosassoni – dal greco τράχυς (trachys) irregolare, non liscio –, furono coniati sia in elettro (oro misto ad argento) che in biglione (argento con titolo inferiore al 500/1000).

Scifati furono coniati anche da zecche che avevano rapporti di commercio con l'Oriente, come alcune zecche dell'Italia meridionale, ad esempio il ducale d'argento battuto il 1140 a Brindisi dal re di Sicilia Ruggero II.

In italiano è spesso usato anche il termine scodellato.

Il motivo esatto per cui queste monete siano state coniate con questa forma non è noto, anche se si è teorizzato che siano state modellate in questo modo per la facilità dell'impilamento.

Esistono monete simili coniate da popolazioni galliche nel I secolo a.C. cui viene dato il nome di Regenbogenschüsselchen (Scodelline dell'arcobaleno)[4].

[modifica] Note

  1. ^ Martinori: La moneta... p. 450
  2. ^ ibid.
  3. ^ ibid.
  4. ^ Melville Jones: A Dictionary...

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Bibliografia

  • Edoardo Martinori. La moneta - Vocabolario generale. Roma, Istituto italiano di numismatica, MCMXV.
  • J. Melville Jones: A dictionary of Ancient Greek Coins. Londra, 1986
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