Ermunduri

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Gli Ermunduri (dal latino: Suevi Hermunduri) erano un'antica popolazione germanica di chiara origine suebica. Abitarono attorno alla fine del I secolo a.C. ad ovest del medio corso del fiume Elba, nell’attuale Turingia. Confinavano con i Catti a ovest, i Cherusci e gli Angli a nord, i Semnoni a nord-est, e i Marcomanni a sud.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Da Augusto a Claudio (10 a.C. - 50 d.C.)[modifica | modifica sorgente]

Le campagne di Domizio Enobarbo del 3-1 a.C. e di Saturnino in Germania del 6 d.C.

Vennero in contatto con i Romani nel corso delle campagne di Druso in Germania del 10-9 a.C. Un loro “ramo” tentò di migrare più ad occidente ma, intercettato dall'allora governatore della Gallia, Domizio Enobarbo, attorno al 3-1 a.C., veniva prima battuto e confinato nell'area abbandonata pochi anni prima dalla migrazione dei Marcomanni, tra la Boemia e l'alta valle del fiume Meno.

Divenuti in questo modo popolo alleato e cliente dei Romani, permettevano, al governatore della Gallia, Gaio Senzio Saturnino, e al suo esercito, di attraversare i loro territori durante la campagna del 6 d.C. contro il re marcomanno Maroboduo.

Nel corso della prima metà del primo secolo d.C., si scontrarono non meno di tre volte con i vicini Marcomanni di Boemia, uscendone sempre vittoriosi:

  • la prima volta nel 17-18 quando, schierati dalla parte di Arminio, re dei Cherusci, riuscirono a battere l'esercito marcomanno di Maroboduo;
  • la seconda volta nel 19-20, quando il loro re Vibilio sconfisse Catualda, divenuto re dei Marcomanni dopo il ritiro in esilio di Maroboduo;
  • la terza volta nel 50, quando il re Vibilio, con gli alleati Lugi, schieratisi dalla parte dei nipoti Vangione e Sidone, riuscì a battere l'esercito marcomanno e del loro zio, Vannio, costretto poco dopo a chiedere asilo all'imperatore Claudio.

Da Nerone ad Antonino Pio (54-161)[modifica | modifica sorgente]

Ne 58 combatterono i vicini Catti, sconfiggendoli presso le sorgenti salmastre del fiume Saale.

Nel 90 potrebbero essere intervenuti ancora una volta contro i Marcomanni, come alleati dei Romani, durante la prima fase della guerra suebo-sarmatica (iniziata da Domiziano nell'89 e conclusa da Traiano nel 97). È forse in questa circostanza che potrebbero aver occupato i territori settentrionali dell'attuale Boemia, evidentemente perduti dai Marcomanni.

Attorno al 146, potrebbe essere stata condotta contro di loro, e i vicini Naristi (questi ultimi migrati più ad est, fino al corso medio del Danubio, in zona Vindobona, in seguito a questi eventi), una campagna militare per l'avanzamento del Limes retico, al tempo di Antonino Pio.

Da Marco Aurelio a Caracalla (161-217)[modifica | modifica sorgente]

Attorno al 170-172 potrebbero aver compiuto diverse azioni di saccheggio in territorio romano, oltre il limes retico, insieme ai loro vicini Catti, nell’ambito delle Guerre marcomanniche. Per questi motivi un'intera legione, la III Italica, fu posizionata a protezione della provincia danubiana, dapprima (dal 172/173) a Eining sul Danubio e, pochi anni più tardi, nel 179, a Castra Regina, l’attuale Ratisbona.

Il III secolo[modifica | modifica sorgente]

Con l’inizio del III secolo, ai tempi dell'imperatore romano Caracalla, si fusero nella federazione di genti germaniche degli Alemanni, costituitasi proprio a ridosso del limes della Germania superiore e della Rezia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie[modifica | modifica sorgente]

Fonti secondarie[modifica | modifica sorgente]

  • R.Syme, L’aristocrazia Augustea, trad.it., Milano 1993.
  • C.M.Wells, The German Policy of Augustus, Londra 1972.
  • Cambridge Univ. Press, Storia del mondo antico, L’impero romano da Augusto agli Antonini, vol. VIII, Milano 1975.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]