Grande Bulgaria

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La Grande Bulgaria e le regioni adiacenti, 650 d.C.

La Grande Bulgaria o Grande Bulgaria Antica (Παλαιά Μεγάλη Βουλγαρία nelle cronache bizantine, altro nome in bolgar: Onoguria/Onoghuria) era uno Stato bulgaro, fondato dal khan Kubrat, esistente nel VII secolo d.C. a nord del Caucaso nelle steppe tra il fiume Nistro ed il basso corso del Volga[1].

Kubrat[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Kubrat.

Kubrat (o Kurt o Houvrat) era membro del clan Dulo e l'erede al trono bulgaro. Passò la sua adolescenza nell'impero bizantino, dove venne educato e battezzato[2], mentre il suo zio materno Organa era il reggente della sua tribù.

Circa nel 628 Kubrat fece ritorno in patria e prese la guida del suo popolo, con molta probabilità sotto l'approvazione degli Avari. Poco tempo dopo riuscì a rovesciare la dominazione avara e anche a separarsi dal Khaganato dei turchi occidentali (che era invischiato in varie guerre dinastiche).

Fondazione[modifica | modifica sorgente]

Tra il 630 ed il 635 il khan Kubrat riuscì ad unire le due principali tribù bulgare, Kutrigur ed Onogondur, sotto un unico governo, creando una potente confederazione, a cui gli autori medievali si riferivano come La Grande Bulgaria[3], conosciuta anche come Onoghuria. Alcuni studiosi affermano che includesse anche gli sconfitti avari e si estendesse fino alla pianura pannonica. Si presume che la capitale fosse l'antica città di Phanagoria sulla penisola di Taman. La tomba di Kubrat è stata ritrovata nel 1912 a Pereščepina, Ucraina[4].

Disgregazione e stati successori[modifica | modifica sorgente]

Gli eventi che si svolsero dopo la morte di Kubrat vennero descritti dal patriarca bizantino Niceforo I[3]. Al tempo dell'imperatore Costantino IV, narrò che Kubrat morì e Batbajan, il maggiore dei suoi cinque figli, fu lasciato a reggere lo stato. Sotto una forte pressione khazara, gli altri figli di Kubrat non seguirono il consiglio del padre di rimanere uniti per fronteggiare il nemico, e partirono separando le varie tribù

Bulgari del Volga[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bulgaria del Volga.

Kotrag, il leader dei kutriguri (o kotraghi), partì alla volta del medio corso del Volga, dove si stabì e fondò lo stato della Bulgaria del Volga, alla confluenza del Volga e del Kama, uno stato che divenne in breve molto prospero. I bulgari del Volga, o bulgari d'argento, come venivano chiamati al tempo, si convertirono volontariamente all'Islam nel IX secolo e riuscirono a preservare la propria identità nazionale fino al XIII secolo, respingendo i primi attacchi dei mongoli nel 1223, diventando l'unico popolo ad aver mai sconfitto Gengis Khan. Ad ogni modo vennero comunque assorbiti e la loro capitale Bolğar divenne una città capitale del Khanato dell'Orda d'Oro ed i bulgari si mischiarono con i tatari. Si ritiene che i cittadini delle moderne repubbliche russe del Tatarstan e della Čuvašija siano i discendenti di questi bulgari.

Bulgari in Macedonia[modifica | modifica sorgente]

Kuber con un'altra parte dei kutriguri si separò e si diresse dapprima in Pannonia, riconoscendo apparentemente l'autorità del Khaganato degli Avari, e in seguito, dopo un tentativo fallito di prendere il potere nel Khaganato si diresse e si stabilì in Macedonia. Si stabilirono nella regione di Keremisia e tentarono inutilmente di catturare la città di Salonicco. In seguito il loro stato si è unito con la Bulgaria danubiana (809).

Bulgari in Italia settentrionale[modifica | modifica sorgente]

La perdurante testimonianza di una presenza nell'Italia settentrionale Altomedievale di gruppi di antichi Bulgari, molto probabilmente immigrati al seguito dei Longobardi, viene fornita da alcuni toponimi come quello della Burgaria (anche Burgària o Burgarìa) un antico contado (contea) dell'alto Medioevo, corrispondente all'attuale nord-ovest della provincia di Milano (o anche parte meridionale dell'Alto Milanese), ricordato come uno dei contadi in cui si suddivideva la Marca di Lombardia sotto la dominazione dei longobardi e dei franchi.

La più antica esistenza di un "Comitatus Burgarensis" viene menzionata in tre diplomi rispettivamente dell'877, dell'890 e del 919 d.C.[5].

Un'altra indicazione toponimica è data tra le altre da quella, ben nota, del paese di Bulgarograsso, in provincia di Como.

Bulgari in Italia meridionale[modifica | modifica sorgente]

Altri bulgari, circa nel 662, condotti dal loro "Duca Alzeco" (anche Alzecco, Altsek, Alcek) cercarono rifugio dagli avari con i longobardi e richiesero della terra[6] al re longobardo Grimoaldo I di Benevento in cambio dei servizi militari "per una ragione sconosciuta", sistemandosi all'inizio vicino a Ravenna[7] ed in seguito muovendosi verso sud. Grimoaldo mandò Alzeco e i suoi seguaci a suo figlio Romoaldo a Benevento e venne loro assegnata da lui la terra a nord-est di Napoli nelle "spaziose ma al tempo deserte" città di Sepino, Bovianum (Boiano), ed Isernia, nell'odierno Molise. Invece di essere confermato quale Duca, Alzeco venne insignito del titolo longobardo di "gastaldo". Paolo Diacono nella sua Historia gentis Langobardorum, scrisse dopo il 787 che ancora al suo tempo i bulgari abitavano ancora quell'area e che avevano cominciato a parlare "latino" anche se "non hanno dimenticato l'uso della propria lingua".[8]

Durante degli scavi nella necropoli di Vicenne-Campochiaro vicino a Boiano, che risale al VII secolo, sono stati ritrovati 130 sepolture tra cui tredici erano di uomini accanto a cavalli con manufatti di origine germanica e avara.[9][10][11] Le sepolture dei cavalli erano caratteristiche dei nomadi dell'Asia centrale, e perciò queste tombe sono chiaramente quelle dei bulgari che si erano insediati in Molise ed in Campania[12].

Bulgari caucasici o Balcari[modifica | modifica sorgente]

Il popolo di Batbajan, i cosiddetti bulgari neri, rimasero nella loro patria e vennero poco dopo sottomessi ai Cazari. Si ritiene che gli odierni balcari siano i discendenti della tribù di Batbajan anche se chiamano se stessi malcari (dal fiume Malka) e parlano una lingua turca di tipo Kipčaco.

Primo impero bulgaro[modifica | modifica sorgente]

Asparuh, il successore di Kubrat, conquistò la Mesia e la Dobrugia dall'impero bizantino nel 680 e diede vita al primo impero bulgaro.

Etimologia di Onoguria[modifica | modifica sorgente]

Le variazioni del termine Onoguria sono: Onoghuria, Onoguri, Onoghuri, Onghur, Ongur, Onghuri, Onguri, Onghuria, Onguria, Onogundur, Unogundur, Unokundur, ecc.

Ci sono numerose speculazione sull'origine del nome Onogur:

  • Nella moderna lingua degli avari caucasici, Onoguria può significare "Eterno", da uno - sempre e guro - durare.
  • Alcuni derivano il nome dalle parole turche On (dieci) e Ghur (freccia) che in combinazione possono diventare "Dieci frecce", cioè "Una federazione di dieci tribù".
  • Un'altra spiegazione indica che, dato che nelle lingue turche z tende a diventare r spostandosi verso ovest, l'etnonimo Oguz/Oghuz sarebbe suonato Ogur/Oghur ad ovest. Allora Onogur avrebbe significato "dieci clan di Oguz/Oghuz". In supporto a questa teoria sta il fatto che i bulgari venivano considerati tra i dieci figli di Togarmah (il mitico antenato dei turchi) nella corrispondenza cazara.
  • Altri invece collegano Onogur a Unok-vndur, un popolo bulgaro menzionato nelle prime fonti armene.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Theofane,Op. cit., p. 356-357
  2. ^ Ioannes di Nikiû, Chronicle
  3. ^ a b Patriarca Niceforo I di Costantinopoli, Historia syntomos, breviarium
  4. ^ Rašo Rašev, Die Protobulgaren im 5.-7. Jahrhundert, Orbel, Sofia, 2005 (in Bulgarian, German summary)
  5. ^ Vincenzo d'Amico, "I BULGARI STANZIATI NELLE TERRE D'ITALIA NELL'ALTO MEDIO EVO": http://ziezi.tripod.com/amico/kn1.htm
  6. ^ Vincenzo d'Amico: I BULGARI STANZIATI NELLE TERRE D'ITALIA NELL'ALTO MEDIO EVO :http://ziezi.tripod.com/amico/italiano.htm
  7. ^ Alsek giunse in Italia con un seguito di circa 2.000 seguaci chiedendo, ed ottenendo, dapprima ospitalità ai Bizantini nell'Esarcato di Ravenna. Si mosse poi a sud col permesso del longobardo Grimoaldo alla guida di soli circa 700 individui.
  8. ^ Paulus Diaconis, Historia gentis Langobardorum, Monte Cassino, Italy, 787, Libro V capitolo 29.
  9. ^ Bruno Genito, SEPOLTURE CON CAVALLO DA VICENNE (CB): (PDF) in I° Congresso Nazionale di Archeologia Medievale., 2001. URL consultato il 27 settembre 2007.
  10. ^ M. G. Belcastro, Faccini F., Anthropological and cultural features of a skeletal sample of horsemen from the medieval necropolis of Vicenne-Campochiaro (Molise, Italy) in Collegium antropologicum (Coll. antropol.) ISSN 0350-6134, vol. 25, nº 2, 2001, pp. 387-401. URL consultato il 27 settembre 2007.
  11. ^ Longobard necropolis of Campochiaro. URL consultato il 27 settembre 2007.
  12. ^ Conte Miltenova, N. - I Bulgari di Gallo Matese - Prefazione e postfazione di Giuseppe Mario Tufarulo; Passaporto Editore, Roma, 1993. - C.N.R.
  • 13) Tufarulo,G,M.- Al'cek! L'ultimo knjaz di Onoghuria in Sud Langbardland. Una risposta a Paolo Diacono, Pietro Giannone, Ludovico A. Muratori, Antonio De Meo, Cesare Balbo, Carlo Troya- G. Laterza, Bari, 2013( Versione in italiano e inglese.)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]