Santo Sinodo

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In numerose chiese cristiane orientali, il Santo Sinodo è il collegio dei vescovi che elegge il Patriarca o primate della Chiesa stessa e/o rappresenta la più alta autorità in materia di governo e fede. Nella cristianità latina, esso trova il più vicino corrispettivo nel Collegio cardinalizio.

Il Santissimo Sinodo russo[modifica | modifica wikitesto]

Sinodo istituito da Pietro I di Russia nel 1721, in sostituzione dell'autorità del patriarca di Mosca, la cui istituzione era stata soppressa dallo zar, il Santissimo Sinodo assunse il ruolo di massima autorità dottrinale e amministrativa della Chiesa cristiana ortodossa di Russia, operando in stretto accordo con lo Zar e approvandone puntualmente, da un punto di vista religioso, ogni decisione politica, anche in campo militare e repressivo.

Il Santo Sinodo fu visto dagli intellettuali russi di orientamento progressista, durante l'Ottocento, come baluardo dell'oscurantismo e dell'autocrazia, ma non mancò di ricevere l'appoggio di influenti intellettuali di ala conservatrice come Konstantin Pobedonostsev, oltre che l'approvazione di Fëdor Michajlovič Dostoevskij, che vedeva in esso una istituzione necessaria alla solidità della fede cristiana in Russia. Clamorosa fu la decisione presa dal Santo Sinodo, nel 1901, di scomunicare Lev Nikolaevič Tolstoj per le sue idee liberali in materia teologica e per la sua critica alla connivenza tra potere politico e religioso, da lui accusati di legittimare i soprusi degli aristocratici sul popolo e sui contadini.

Il Santo Sinodo fu sciolto nel 1917 in seguito alla rivoluzione d'ottobre e per la restaurazione della figura del Patriarca di Mosca.