Corrado Alunni
Corrado Alunni (Roma, 12 novembre 1947) è un ex terrorista italiano, esponente delle Brigate Rosse e delle Formazioni Comuniste Combattenti..
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[modifica] Cenni biografici
Nato a Roma, nel quartiere Centocelle, studia da perito industriale per poi trasferìrsi a Milano, nell'estate del 1967, dove trova lavoro come operaio alla Sit-Siemens.
Durante la sua permanenza alla Sit-Siemens conosce Mario Moretti, Paola Besuschio e Giorgio Semeria, futuri esponenti delle Brigate Rosse.
Nel 1974 lascia il lavoro in fabbrica (percependo una liquidazione di 2 milioni di lire) ed entra in clandestinità.
[modifica] Attività terroristica
Nella primavera del 1973 entra a far parte delle Brigate Rosse dove milita per qualche anno e dove si impegna come reclutatore di nuovi militanti, per conto di Renato Curcio.
Verso la metà del 1975 lascia le Brigate Rosse per entrare a far parte del gruppo Rosso Brigate Comuniste, (l'organizzazione gravitante attorno alla rivista Rosso) per poi abbandonarle e partecipare, nel 1977, alla creazione delle Formazioni Comuniste Combattenti.
Rimane nelle FCC fino al giorno della sua cattura, il 13 settembre 1978, quando le forze dell’ordine irrompono in un appartamento di via Negroli, a Milano, traendolo in arresto. Nel covo vengono rinvenute anche numerose armi da fuoco e materiale esplosivo.[1]
[modifica] Tentativo di evasione
Il 28 aprile 1980 tenta di evadere dal carcere di San Vittore di Milano, assieme ad gruppo di sedici detenuti composto, oltre che da Alunni, anche dal boss della Comasina, Renato Vallanzasca, dal suo vice Antonio Colia, da Emanuele Attimonelli (esponente dei NAP) e da altri dodici detenuti comuni.
Il gruppo di detenuti riesce ad introdurre tre pistole nel carcere e, durante l'ora d'aria, prendono in ostaggio il brigadiere Romano Saccoccio e si fanno strada fino all'uscita del penitenziario.
Inseguiti dalle forze dell'ordine, scatenano una lunga sparatoria per le vie di Milano: Alunni viene ferito da due colpi di mitra e, assieme ad altri nove fuggiaschi (compreso Vallanzasca), viene catturato e ricondotto dietro le sbarre.
Solo sei, dei dodici detenuti, riescono a fuggire e a far perdere le loro tracce.[2]
[modifica] Dissociazione
Il 18 marzo 1987 Alunni espresse, in sede giudiziaria, durante il processo Moro ter[3], la propria volonta di dissociazione dalla lotta politica armata.
Nel 1989 gli venne concessa la semilibertà e la possibilità di lavorare all'esterno del carcere.[4]
Nel 1997, assieme ad altri 62 ex terroristi delle Brigate Rosse, di Prima Linea e di altri gruppi armati, è stato tra i firmatari un appello per mettere la parola fine alla Storia infinita (questo il titolo del documento) degli anni di piombo.[5]
[modifica] Voci correlate
[modifica] Note
- ^ Radio Radicale - Maxiprocesso alle Brigate Rosse: Interrogatorio Alunni 26.04.1989
- ^ Alunni: paura? si, ma tentare era un obbligo morale - Il Corriere della Sera
- ^ Radio Radicale - Processo Moro ter: Dichiarazione dissociazione Alunni 18.03.1987
- ^ Per Alunni arriva la semilibertà - La Repubblica
- ^ Non siamo più i sovversivi - La Repubblica
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