Vittorio Occorsio
Vittorio Occorsio (Roma, 9 aprile 1929 – Roma, 10 luglio 1976) è stato un magistrato italiano, che aveva partecipato al processo per la Strage di Piazza Fontana e ai processi a Ordine Nuovo. Fu vittima del terrorismo di estrema destra negli anni di piombo.
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[modifica] Biografia
Frequentò gli studi classici presso il liceo Giulio Cesare per poi laurearsi in giurisprudenza.
[modifica] La stagione delle bombe
Dopo l'esplosione dell'ordigno in Piazza Fontana, il 16 dicembre 1969, in qualità di sostituto procuratore si occupò del primo interrogatorio di Pietro Valpreda contestandogli l'omicidio di quattordici persone e il ferimento di altre ottanta[1].
Nell’aprile del 1976, fu il primo magistrato a occuparsi della loggia massonica segreta denominata loggia P2 e a indagare sui rapporti tra terrorismo neofascista, massoneria e apparati deviati del Sifar. L'ex ufficiale dei Parà Sandro Saccucci, interrogato in carcere, gli confidò di appartenere alla massoneria e gli parlò di Licio Gelli e della Loggia P2.
In precedenza Occorsio si era occupato anche del golpe Borghese.
Il convincimento in lui maturato al termine delle indagini è sintetizzato in una significativa dichiarazione fatta all'amico e collega Ferdinando Imposimato:
| « Sono certo che dietro i sequestri ci siano delle organizzazioni massoniche deviate e naturalmente esponenti del mondo politico. Tutto questo rientra nella strategia della tensione: seminare il terrore tra gli italiani per spingerli a chiedere un governo forte, capace di ristabilire l’ordine[2]. » |
[modifica] L'attentato
Fu ucciso da Pierluigi Concutelli a Roma la mattina del 10 luglio 1976, colpito da raffiche di mitra mentre si recava in ufficio con la sua auto, una Fiat 125 special.
[modifica] Movente
Nella sua auto fu rinvenuta la rivendicazione dell'attentato firmata dal Movimento Politico Ordine Nuovo. Nel testo, Occorsio veniva accusato di "avere, per opportunismo carrieristico, servito la dittatura democratica perseguitando i militanti di Ordine Nuovo e le idee di cui essi sono portatori".
[modifica] Risultanze processuali
Furono condannati per l’omicidio i neofascisti Pierluigi Concutelli e Gianfranco Ferro, come esecutori materiali. Assolti invece altri imputati quali mandanti dell'omicidio; mandanti che non saranno mai individuati.[3]
[modifica] Onorificenze
Alla memoria del magistrato è stato dedicato il parco di Villa Mercede a Roma dopo il restauro ed è intitolata un'aula del Palazzo di Giustizia di Roma. Anche un'aula del liceo Giulio Cesare, dove egli aveva studiato, porta il suo nome.
| Medaglia d'oro al valor civile | |
| «Si distingueva per l'eccezionale coraggio nella sua attività di Pubblico Ministero, rappresentando l'espressione vivente del fondamentale principio secondo il quale il giudice è soggetto soltanto alla Legge, principio che Egli, come magistrato, applicava con assoluta imparzialità a garanzia delle istituzioni democratiche. Cadeva vittima di un vile attentato con cui, nell'Uomo, si è voluto deliberatamente colpire la stessa funzione giurisdizionale che non conosce altro indirizzo politico che quello fissato dalla Costituzione. Roma, 10 luglio 1976.» — Roma, 31 marzo 1977.[4] |
[modifica] Voci correlate
[modifica] Note
- ^ Mario Caprara e Gianluca Semprini, Neri, la storia mai raccontata della destra radicale, eversiva e terrorista, Edizioni tascabili Newton, Roma 2011, pag 240-241
- ^ avvocatisenzafrontiere.it
- ^ Vittorio Occorsio - Associazione Vittime del Terrorismo
- ^ Medaglia d'oro al valor civile Vittorio Occorsio sostituto procuratore
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Vittorio Occorsio, dal sito dell'Associazione Italiana Vittime del Terrorismo
- Perché Occorsio? - Un magistrato nel mirino La Storia siamo noi - Rai Educational
