Terza Posizione
Terza Posizione fu una organizzazione neofascista italiana attiva dal 1976 al 1980. Essa deriva direttamente dal movimento giovanile denominato Lotta Studentesca.
Nacque intorno alla metà degli anni settanta come movimento nel quale confluirono alcuni esponenti di altri già presenti nella destra extraparlamentare in opposizione al Movimento sociale italiano, la cui posizione veniva da loro ritenuta "reazionaria".
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[modifica] Storia del movimento
[modifica] Origini
Il momento fondativo del movimento risale al febbraio 1976 quando, nella Libreria Romana gestita da Walter Spedicato, si tenne una riunione alla quale parteciparono Gabriele Adinolfi, Peppe Dimitri e Roberto Fiore. Il nome adottato dal movimento, formato da ragazzi in media di sedici anni, fu Lotta Studentesca.[1]
Subito venne aperta una sede, vicino alla fontana di Trevi e creata una rivista periodica del movimento Per la Terza Posizione.
La linea politica di Lotta Studentesca venne presentata sul secondo numero del giornale: “Militare nelle sfere di Terza Posizione significa combattere l’imperialismo russo-americano, rifiutare e sabotare i due fronti politici, commerciali, militari legati al Cremlino ed alla Casa Bianca”.[2][3]
Terza Posizione riuscì a coalizzare molti ex-militanti di gruppi già disciolti per apologia del fascismo, come Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Lotta di Popolo e Fronte Studentesco.
Nel 1978 il nome del movimento venne cambiato dai suoi fondatori in Terza Posizione.
[modifica] Ideologia movimentista
L'ideologia di Terza posizione si discostò da quella delle precedenti organizzazioni neofasciste per l'accento movimentista, mantenendo una forte impronta nazional popolare. I riferimenti culturali dell'organizzazione erano caratterizzati da un'impostazione militaristica, da un nazionalismo estremista che guardava con favore ai movimenti di liberazione nazionale, dalla propaganda di uno "stile di vita legionario", e dalla vicinanza con la tradizione del fascismo rivoluzionario e del nazismo, come testimonia il simbolo adottato dal gruppo.
Riprendendo una formula cara al generale argentino Peron e ispirandosi anche al pensiero di Julius Evola e Franco Freda si definiva alternativa al comunismo e alla destra reazionaria. TP definiva il proprio modello di Stato di ispirazione neofascista come alternativo sia ai modelli capitalisti come quello degli Stati Uniti d'America che a quelli comunisti dell'Unione Sovietica. Entrambi venivano definiti "imperialismi" e si poneva quindi come obiettivo la sovversione dell'ordinamento costituzionale democratico vigente in Italia.
La posizione era riassunta nel motto: "Né fronte rosso, né reazione, lotta armata per la Terza Posizione!".
| Inno di Terza Posizione |
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Più non risplende il denaro americano, Né fronte rosso né reazione: Popolo avanti, ogni minaccia è vana; Né fronte rosso né reazione: Tra mille infamie e tra mille tradimenti, Né fronte rosso né reazione: |
[modifica] Storia giudiziaria
Il 14 dicembre 1979, in Via Alessandria, a Roma, l'equipaggio di un'auto civetta della Polizia di Stato notò tre ragazzi che trasportavano alcuni scatoloni da un sottoscala ad un'automobile. Uno di loro era Peppe Dimitri, che fu bloccato dagli agenti mentre stava per aprire il fuoco. Gli altri due furono catturati dopo una breve sparatoria.
Dalla perquisizione dello stabile che ne seguì emerse un vero e proprio arsenale, composto da mitra, pistole, fucili, e tritolo. Furono rinvenute anche divise da ufficiale della Guardia di finanza e da metronotte. Nel bagagliaio dell'auto vennero rinvenuti scatoloni contenenti bombe a mano.
In un primo momento si ipotizzò l'appartenenza delle armi e degli arrestati ai Nuclei Armati Rivoluzionari, ma emerse quasi subito che tutti e tre i giovani erano membri di Terza Posizione.
Per gli inquirenti si poteva parlare di un doppio livello di TP, uno "politico", alla luce del sole, e uno occulto, "militare", di cui era capo Dimitri.
La posizione di TP fu che Dimitri aveva creato di sua iniziativa una struttura clandestina, con l'obiettivo di aderire ai NAR. Dopo un lungo periodo passato in prigione, Dimitri s'iscrisse ad Alleanza Nazionale e divenne consigliere di Gianni Alemanno.
Nel settembre del 1980 la magistratura romana ordinò un blitz contro Terza Posizione. A risultato di 150 perquisizioni ordinò 10 arresti e notificò otto ordini di cattura a persone già in carcere.
Gli ideologi Roberto Fiore e Gabriele Adinolfi si sottrassero all'arresto espatriando all'estero.
[modifica] I rapporti con i Nuclei Armati Rivoluzionari
Dopo la fuga dei dirigenti la guida del gruppo fu lasciata all'operativo Giorgio Vale, esponente di spicco dei Nuclei Armati Rivoluzionari.
A tal riguardo, Valerio Fioravanti, capo carismatico dei NAR accusò Fiore ed Adinolfi di avere portato con sé la "cassa" del movimento, lasciando intuire quasi che Terza Posizione altro non fosse che l'aspetto politicamente più accettabile degli stessi Nuclei Armati Rivoluzionari.
Tali accuse non troveranno però riscontro in alcun atto giudiziario, né furono confermate da dichiarazioni di aderenti di allora a Terza Posizione.
La vicinanza tra Nuclei Armati Rivoluzionari e Terza Posizione fu conflittuale.
Nel giugno 1980 i Nuclei Armati Rivoluzionari assassinarono a colpi di pistola il giudice Mario Amato, in quel periodo titolare di un'inchiesta sull'eversione neofascista e sui legami tra i due gruppi. Del commando di fuoco facevano parte Gilberto Cavallini e Luigi Ciavardini, ideatori dell'assassinio erano Francesca Mambro e Valerio Fioravanti.
Il 9 settembre del 1980 i NAR Giuseppe Valerio e Cristiano Fioravanti insieme a Giorgio Vale uccisero Francesco Mangiameli, leader siciliano di Terza Posizione, il cui corpo verrà ritrovato a Roma due giorni dopo. L'accusa mossagli era di aver tenuto per sé il denaro che i tre membri gli avevano affidato con l'incarico di organizzare l'evasione del terrorista nero Pierluigi Concutelli. Nel volantino di rivendicazione scritto da Francesca Mambro si poteva leggere: "... abbiamo giustiziato il demenziale profittatore Francesco Mangiameli degno compare di quel Roberto Fiore e di quel Gabriele Adinolfi, rappresentanti della vigliaccheria cronica...".
"Con i Nar i rapporti erano pessimi", spiega Marcello De Angelis, allora in Terza Posizione ed ora senatore della Repubblica e braccio destro di Gianni Alemanno. "Tanto che Giusva Fioravanti aveva deciso di fare fuori i nostri leader per prendere tutto il potere dell'area".
| Per approfondire, vedi la voce Nuclei Armati Rivoluzionari. |
[modifica] Note
- ^ Luca Telese Cuori Neri, Sperling & Kupfer, Milano, 2006.
- ^ All'interno dell'articolo "La nostra lotta"
- ^ Biografia di Marcello De Angelis, edizioni Zentropa
[modifica] Bibliografia
- Gabriele Adinolfi e Roberto Fiore Noi Terza Posizione, Settimo Sigillo, 2000. ISBN 8861480020
- Gianni Flamini L’ombra della piramide, Teti, 1989.
- Giorgio Cingolani La destra in armi, Editori Riuniti, 1996.
- Ugo Maria Tassinari Fascisteria, Castelvecchi Editore, 2001.
- Nicola Rao, La Fiamma e la Celtica, Sperling & Kupfer, 2006.
- Nicola Rao, Il Sangue e la Celtica, Sperling & Kupfer, 2008.
- Nicola Rao, Il Piombo e la Celtica, Sperling & Kupfer, 2009.
- Ugo Maria Tassinari, Guerrieri. 1975/1982, storie di una generazione in nero, Immaginapoli, 2005.
- Ugo Maria Tassinari, Naufraghi. Da Mussolini alla Mussolini: 60 anni di storia della destra radicale, Immaginapoli, 2007.