James Angleton

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James Jesus Angleton

James Jesus Angleton detto the Kingfisher (9 dicembre 191712 maggio 1987) è stato un agente segreto statunitense. È stato a lungo il capo del controspionaggio della CIA. Se il Generale William Joseph Donovan può essere definito il padre della CIA, dal suo canto Angleton è considerato la "madre" della intelligence statunitense.

Pur essendo uno dei più importanti cacciatori di spie della Guerra Fredda, Angleton non riuscì a smascherare la più famosa talpa sovietica del tempo, il britannico Kim Philby, che peraltro era suo amico. Amante della poesia, ed in particolare di Ezra Pound e Thomas Eliot, Angleton coltivò anche altri hobby quali la pesca, la gemmologia e la coltivazione di orchidee. Servì sotto importanti direttori della CIA quali Allen Dulles e Richard Helms.

Nato nell'Idaho da James Hugh Angleton, ufficiale di cavalleria, e da Mercedes, messicana, si trasferì con la famiglia negli anni Trenta in Italia, dove il padre diresse la filiale dell'azienda americana NCR. Questa esperienza gli permise di imparare l'italiano e di interessarsi quindi in seguito alle vicende del Paese. Dopo aver completato gli studi tra Malvern, Yale ed Harvard fu subito arruolato nell'Office of Strategic Services (OSS). Durante il primo periodo della guerra, dal 1941 al 1943, servì a Londra presso il Secret Intelligence Service britannico, al controspionaggio ed al servizio decrittazione. In particolare ebbe un ruolo attivo nella battaglia dell'Atlantico contro l'arma subacquea del Reich.

Dal 1943 è in Italia come agente operativo ed al termine del conflitto diviene capo del controspionaggio a Roma, avvalendosi di numerose risorse già del Servizio Informazioni Militare. Nel maggio 1945 si occupò in particolare del salvataggio del principe Junio Valerio Borghese, ex comandante della Xª Flottiglia MAS, che dopo un primo incontro rimasto infruttuoso l'8 maggio,[1]acconsentì infine a farsi trasferire da Milano a Roma l'11 dello stesso mese.[2]

In un documentario dal titolo MTM 548 diretto da Claudio Costa, il Sotto Capo Pilota della Decima Mas Sergio Denti, racconta di essere stato affidato ad Angleton, subito dopo la guerra, da un cappellano militare che lo prelevò da un carcere militare a Taranto, dove era stato imprigionato per i suoi trascorsi nella R.S.I. Angleton utilizzò Denti per rafforzare le difese della città di Roma armando ex fascisti e militari, nel caso in cui gruppi armati comunisti tentassero una rivolta armata durante le votazioni del 1946, che videro la monarchia sconfitta.

Prima della nascita della CIA, nel 1947, Angleton fa ritorno a Washington, dove lascia la carriera militare con il grado di Maggiore. Torna a Roma alla fine degli anni Quaranta ricoprendo il ruolo di capostazione CIA. Le sue varie esperienze in Italia servono a forgiare il sistema di sicurezza ed intelligence statunitense in Italia. Secondo fonti americane, Angleton ebbe un importante ruolo nel trasferire esperti e conoscenze del programma atomico italiano negli Stati Uniti, nello stabilire una duratura alleanza con la Mafia siciliana, avvalendosi dei contatti italo-americani, nel riammettere nel sistema di sicurezza e controspionaggio italiano elementi del passato regime al fine di evitare la vittoria delle sinistre.

All'inizio degli anni Cinquanta, Angleton torna a Washington per gestire le relazioni con i servizi dei paesi occidentali. In questo modo prende il controllo su tutte le informazioni prodotte dai pochi servizi che sono riusciti ad infiltrare l'URSS: inglesi, italiani, israeliani e specialmente tedeschi Organizzazione Gehlen. Nel 1954 diventa capo del controspionaggio interno e si occupa a pieno regime della caccia alle spie sovietiche nell'ambito della ricerca atomica statunitense. Con questo incarico individua due talpe di basso livello di Mosca, il diplomatico britannico Donald Maclean e l'agente della NSA Jack Dunlap, mentre si lascia sfuggire tutte le altre. Negli anni Sessanta si occupa della controversa defezione di due ufficiali del KGB, Anatoliy Golitsin e Yuri Nosenko che passeranno il tempo ad accusarsi di essere falsi pentiti dando due opposte versioni sul coinvolgimento sovietico nell'uccisione di John Kennedy. Dal 1963 è il responsabile dell' attuazione dell' "Operazione CHAOS" (un'operazione "False flag") preposta alla sconfitta del comunismo ma che violava le leggi USA. Col passare degli anni controlla sempre più uffici, mettendo il naso in ogni attività della CIA senza mai apparire come il responsabile quando avviene l'inevitabile fallimento[3]. Restano fuori dal suo controllo le attività clandestine in Vietnam cioè l'operazione Phoenix, il cui successo proietta ai vertici della compagnia il responsabile William Colby. Fin dagli anni '60 insinua che numerosi leader occidentali siano agenti del KGB. Le accuse più famose riguardarono il britannico Harold Wilson, lo svedese Olof Palme, i canadesi Lester Pearson e Pierre Trudeau e il tedesco Willy Brandt. Ad un certo punto sospetta anche il Segretario di Stato Henry Kissinger. Questo stato di cose genera il caos nella compagnia, paralizzandone le attività. Quando Angleton accusa anche dei collaboratori del Presidente Gerald Ford, il Direttore della CIA William Colby ha il via libera per pensionare su due piedi l'onnipotente collega con molti suoi collaboratori. Ci vorranno anni per riorganizzare la compagnia, ricostruire la sezione URSS e per trovare le vere talpe.[4] Angleton muore nel 1987.

Alla figura di Angleton è liberamente ispirato il personaggio principale del film The Good Shepherd.

Negli anni '80 il giornalista investigativo americano David C. Martin ha sospettato, portando molti indizi, che Angleton sia stato in realtà un filo-comunista dai tempi della sua amicizia con Philby. Senza mai contattare i russi che non lo avrebbero nemmeno sospettato, avrebbe agito da solo per distruggere la CIA dall'interno con operazioni sempre più complesse, paranoiche ed inefficienti che generavano il caos nella CIA: richiesta di arruolare ex-nazisti, tentativi di avere rapporti esclusivi con Italia, Germania ed Israele, lettura di tutta la corrispondenza americana coll'estero, intercettazione di tutte le telefonate di Berlino est, caccia a continue spie introvabili senza mai trovare quelle vere (identificate tutte da altri uffici)[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jack Greene e Alessandro Massignani, Il principe nero, Junio Valerio Borghese e la X MAS, Oscar Mondadori, 2008, pag. 199 "L'8 maggio si presentò in casa il capitano dei carabinieri Giuseppe Polosa, dicendo che Carlo Resio e l'agente dell'Oss James Jesus Angleton erano a Milano e cercavano Borghese per dargli un messaggio dell'ammiraglio De Courten. L'incontro ebbe luogo il 9 maggio. Resio e Angleton informarono il principe che De Courten lo voleva a Roma per parlargli, ma questi, non del tutto convinto da quel messaggio che gli era stato riferito solo oralmente, rispose che si sarebbe riservato di decidere."
  2. ^ Jack Greene e Alessandro Massignani, Il principe nero, Junio Valerio Borghese e la X MAS, Oscar Mondadori, 2008, pag. 200 "Il principe decise di partire con i due e giunse a Roma il giorno successivo....Borghese fu portato in un appartamento in via Archimede e arrestato il 19 maggio dagli americani. Il principe e la moglie furono gli unici due fascisti italiani del periodo dell'Rsi a essere tratti in salvo dagli Stati Uniti, che sostanzialmente desideravano avvalersi di Borghese per la sua competenza nelle operazioni segrete e l'abilità nel combattere i comunisti. Alcune persone furono salvate dagli inglesi."
  3. ^ David C. Martin, Wilderness of Mirrors, 1980.
  4. ^ William Colby, La mia vita nella CIA, Mursia 1979
  5. ^ David C. Martin, Wilderness of Mirrors, 1980.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(EN) James Angleton in Find a Grave.

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