Teoria del complotto

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La locuzione teoria del complotto (o della cospirazione) indica una teoria che attribuisce la causa prima di un evento o di una catena di eventi (in genere politici, sociali o talvolta anche naturali) a un complotto o una cospirazione. Questo tipo di ricostruzione sovverte spesso il senso comune o la verità comunemente accettata.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di una definizione che ha origine nella cultura americana, alla fine del XX secolo e poi diffusasi negli anni, in varie parti del mondo; con essa si fa riferimento a un'ampia classe di costruzioni ipotetiche in cui la fantasia ha un ruolo dominante.

In particolare, l'esplosione di tali "mitologie", nel corso del XXI secolo, viene considerato l'effetto di due fattori concomitanti: da un lato, il processo ha avuto un potente impulso dal potere suggestivo da quella serie di eventi eccezionali che sono gli attentati dell'11 settembre 2001[1]; d'altro canto, la proliferazione di teorie del complotto è sostenuta da una sempre più diffusa convinzione che la cultura di massa non esaurisca la sua funzione nell'intrattenimento, ma sia in grado di veicolare "profonde verità che un mondo dominato da "poteri occulti" impegnati a nascondere la Verità (con la V maiuscola) permetterebbe di esprimere soltanto in questa forma".[1]

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Queste teorie, di solito, attribuiscono la causa di un evento all'azione di cospiratori, offrendo spesso una ricostruzione artefatta degli avvenimenti, con accuse, alle istituzioni preposte, di occultamento della verità e di insabbiamento delle indagini. La nascita del fenomeno ha uno stretto rapporto con la cultura di massa (la popular culture, secondo l'accezione inglese del termine), quel tipo di realizzazioni da industria culturale (telefilm, cinema, letteratura di genere) che si offrono a un pubblico molto ampio proprio per la loro facile e immediata fruibilità come prodotti di disimpegnato intrattenimento.[1]

Tali teorie, che spesso sovvertono spesso il senso comune o la verità comunemente accettata, possono essere considerate come un processo mitopoietico, che comporta la creazione di vere e proprie "mitologie religiose".[1]

Complottismo[modifica | modifica sorgente]

Uno dei simboli degli Illuminati

Il termine "complottismo" viene invece usato per designare, generalmente in senso dispregiativo[2], il punto di vista di chi crede alle più svariate teorie alternative in modo ritenuto acritico e fideistico e senza sentire ragioni di sorta, per sottolineare l'aspetto maniacale e paranoico che avrebbe tale atteggiamento mentale. Il termine, come riconoscono gli stessi fautori delle teorie alternative, è tuttavia entrato nell'uso comune.[2]

Quando le teorie del complotto combinano elementi "illogici" con la mancanza di prove, ci si riferisce a esse come a una forma di complottismo, descrivendo con tale locuzione un punto di vista del mondo che interpreti praticamente tutti i più importanti eventi e le tendenze della storia come il risultato di cospirazioni segrete.[3]

Il termine complottisti può essere usato per indicare persone che credono nelle cospirazioni; gli psicologi fanno notare che una persona che crede a una teoria del complotto può credere con la stessa facilità anche ad altre teorie del complotto e che ciò accade di norma.[4] Per altro verso, l'idea di complotto colpisce l'immaginazione collettiva, rende apparentemente chiaro - fornendo una spiegazione - ciò che sembra a prima vista incomprensibile, suscita sentimenti contro un nemico comune; è stata quindi usata a più riprese dal potere in carica come strumento di costruzione del consenso[5].

Le cose sono complicate dal fatto che gruppi o individui potenti possono avere interesse nel cercare di screditare coloro i quali li accusano di crimini reali o immaginari. L'etichetta di "teoria del complotto" è stata utilizzata per squalificare, schernire e denigrare il dissenso politico o sociale[6], ad esempio quando una potente figura pubblica viene accusata di corruzione.

Nel giustificare la classificazione di una teoria come teoria del complotto, si tende logicamente a sollevare principalmente le seguenti obiezioni alla teoria:

  1. Non è sostenuta da prove sufficienti.
  2. È formulata in modo tale da essere non verificabile.
  3. È complessa in maniera improbabile.

I difensori rispondono puntualizzando che:

  1. Le persone potenti coinvolte nella cospirazione nascondono, distruggono od offuscano le prove.
  2. Gli scettici non sono dotati di una sufficiente apertura mentale.
  3. Gli scettici potrebbero essere politicamente motivati o avere interesse a mantenere lo status quo.

Cospirazionismo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cospirazione e Dietrologia.

La parola "cospirazione" deriva dal latino conspirare ("sperare assieme", "respirare assieme"), e nell'uso contemporaneo indica una situazione dove due o più persone si accordano per compiere un atto illegale o immorale. Le componenti essenziali sono il coinvolgimento di almeno due persone, la segretezza e l'intento malevolo. Tali cospirazioni sono considerate crimini nella maggior parte degli Stati[7] e, come tali, possono essere perseguite in quanto finalizzate a commettere un atto illegale; le persone coinvolte possono essere indagate come facenti parte di una struttura criminosa, o anche, talvolta, per essere semplicemente a conoscenza della cospirazione e non aver agito per opporvisi.

Gli storici generalmente usano il termine per indicare una cospirazione reale e provata o, quanto meno, seriamente plausibile e con alcuni solidi elementi a supporto. Il termine "teoria del complotto" viene invece usato, in ambito sociologico, per indicare le cospirazioni solo presunte ma non dimostrate da alcunché. Lo storico Richard Hofstadter, nel saggio The Paranoid Style in American Politics del 1964, sostenne che la paranoia e la convinzione dell'esistenza di complotti hanno caratterizzato la storia degli Stati Uniti d'America fin dalla rivoluzione americana.[8][9]

In Italia si utilizza, nel linguaggio politico e giornalistico, il termine "dietrologia", che indica la ricerca di supposte motivazioni nascoste che sarebbero all'origine di un avvenimento. Il punto cardine della dietrologia è la domanda cui prodest?, "a chi giova" un determinato fatto, sottintendendo l'ipotesi che tale avvenimento potrebbe essere stato provocato ad arte.

Dinamiche di formazione concettuale[modifica | modifica sorgente]

In generale le teorie del complotto sfruttano l'ignoranza e la carenza di senso critico dei destinatari nonché l'oscurità dei fatti e delle relazioni tra di essi, pertanto tali teorie sono basate anche sull'impossibilità della verifica di tali avvenimenti. Gli autori delle varie teorie pro-cospirazione sostengono le loro asserzioni con argomenti che danno l'impressione di essere precisi, anche se essi spesso non si basano su fonti neutrali o su prove scientifiche dall'indubbia validità. In particolare, si riscontrano fenomeni come:

  • Ingrandimento temporale o spaziale di attività di organizzazioni segrete: Nella teoria del complotto ideata da Robert Ludlum come mera finzione nel romanzo Il circolo Matarese (The Matarese Circle), un'associazione segreta còrsa, fondata all'inizio del Novecento, causa l'attività di ogni organizzazione terroristica nel mondo. Nello stesso modo, nel film propagandistico Esoteric Agenda si avanza la tesi che una setta pagana e occulta abbia governato il mondo fin dal tempo dell'antico Egitto.
  • Interpretazione libera di relazioni tra gruppi: Tutte le relazioni (guerra, tensione, amicizia, alleanza, indifferenza, ecc.) fra le istituzioni, siano esse locali o internazionali e di natura politica o economica, possono essere interpretate nei seguenti modi:
    • una istituzione è subordinata all'altra;
    • una si è infiltrata nell'altra;
    • entrambe sono la stessa istituzione con due facciate diverse;
    • entrambe cooperano nel raggiungimento dello stesso obiettivo, spesso illecito.

Le relazioni ufficiali tra le istituzioni, ossia quelle narrate dai mass-media e dagli storici appoggiati dalla comunità accademica, vengono rifiutate dai complottisti, che le considerano bugie preparate dalle stesse istituzioni per non allarmare la massa del popolo, che non fa ovviamente parte dei suddetti gruppi. Le teorie del complotto si differenziano soventemente fra di loro in rapporto alle relazioni tra le istituzioni.

  • Opinione che tutte le organizzazioni segrete siano affiliate tra di loro. Questo è un caso specifico che testimonia le due caratteristiche precedenti. Secondo questa teoria, un'organizzazione segreta non può nascere in modo indipendente (cioè autonomo, spontaneo, "genuino") ma è fondata con l'intenzione di continuare l'attività di una precedente organizzazione segreta (massoneria e Cavalieri templari nel libro Il codice da Vinci di Dan Brown) o come filiale dell'altra organizzazione. Tale affiliazione è possibile nel caso di organizzazioni ufficiali, ma nelle teorie del complotto la questione si riferisce spesso a gruppi segreti.
  • Sostituzione di informazioni carenti o equivoche con informazioni inventate. Ad esempio gli autori del film Zeitgeist dichiarano che la biografia di Gesù (la nascita, l'attività, i 12 apostoli, la crocifissione, la risurrezione) somiglia precisamente al mito di Horus dall'antico Egitto. Ci sono molti miti di Horus, spesso divergenti, ma in realtà ogni mito di Horus è completamente differente dalla vita di Gesù negli aspetti primari.[10][11][12]
  • Interpretazione arbitraria dei nomi, delle abbreviazioni e dei simbolismo. Secondo gli autori del film Esoteric Agenda, il nome "Israele" deriva dai nomi di idoli egiziani e idoli del Vicino Oriente: Iside, Ra, El (considerato come un idolo locale). Ma esso deriva da un altro nome di Giacobbe del Vecchio Testamento e significa "Colui che ha combattuto con Dio"[13][14]. In modo analogo, Walter Veith interpreta "IHS" , o "JHS") - l'abbreviazione del nome di Gesù - come un'abbreviazione dei nomi di alcuni idoli dell'antichità.
  • Inserimento di molti dettagli: Molti autori di teorie del complotto fanno numerosi riferimenti a date e nomi con l'intenzione di renderle più credibili; spesso ovviamente questi dettagli sono falsi storici o forzature.
  • Presentazione sensazionale d'informazioni, che assomigli a una scoperta. Nella teoria del complotto antivaticana basata, tra l'altro, sulla Bibbia, Walter Veith presenta la sua interpretazione dell'Apocalisse di Giovanni in cui il personaggio di Babilonia la Grande è interpretato come la personificazione della Città del Vaticano. Ma questa interpretazione è conosciuta da molto tempo e predicata da protestanti radicali avversi al cattolicesimo. C'è soprattutto il frammento in cui si dice che Roma (ma non l'attuale Vaticano) era situata su sette montagne all'inizio dell'era comune che tende indicare la posizione geografica della Babilonia la Grande e non soltanto le teorie del complotto l'utilizzano. In commenti di altre confessioni cristiane (interpretazione preterista) Roma - o una città simile che esisterà alla fine del tempo - è considerata la nuova Babilonia perché nel tempo del Nuovo Testamento Roma era la sede di tutte le abominazioni.
  • Attribuzione di significato eccessivo a coincidenze e a somiglianze. Gli autori delle teorie cercano di convincere che una coincidenza di alcuni aspetti significhi la coincidenza in altri aspetti, fino alla totale identità. Il film Zeitgeist presenta opinioni di questo tipo in riferimento alla religione cristiana e alle religioni pagane. In realtà ogni grande religione ha assimilato riti locali.
  • Attribuzione di grande importanza a eredità o a legami di sangue. In alcune teorie di complotto legate al Nuovo Ordine Mondiale vengono presentati gli avi di tutti i presidenti degli Stati Uniti dai tempi antichi, sottolineando il ruolo che essi occupavano e le lobby di cui facevano parte direttamente o indirettamente; a volte viene sottolineata la loro parentela ancestrale.
  • Citazione di fonti senza valutazione e apprezzamento della loro validità. Molte delle fonti citate, ad esempio Le due Babilonie (The Two Babylons), sono parziali e/o inattendibili.
  • Asserzione della formula "Segreto = Inganno". Molte teorie del complotto si occupano di enti che mantengono segrete determinate informazioni (ad esempio, la ricetta della Coca-Cola). I fautori delle teorie del complotto mettono in primo piano le possibili intenzioni malevole, ma non prendono in considerazione, per esempio, i motivi legittimi che rendono necessario il "mistero" quali, di volta in volta, il segreto professionale, la proprietà industriale, la protezione della privacy.
  • Presentazione di versioni possibili di eventi come sicuramente valide. Questa è la base della creazione delle teorie del complotto. Una interpretazione che si accordi coi fatti conosciuti (dunque un'interpretazione possibile) e che sia considerata coerente con le tesi cospirazioniste, è trattata come vera. A causa dell'ambiguità o della mancanza di dati, tale interpretazione è difficile da confutare.
  • Attribuzione del complotto ad altri autori di teorie del complotto.[15] Secondo questo schema, Michael Tsarion è considerato allo stesso tempo un avversario del Nuovo Ordine Mondiale e come una delle persone che hanno contribuito a fondarlo.

Critiche[modifica | modifica sorgente]

Controversie sull'utilizzo dell'espressione[modifica | modifica sorgente]

Mettendo da parte le controversie sul merito di particolari rivendicazioni cospiratorie, la discussione generale della teoria cospirativa è di per sé materia di contesa pubblica. I 'teorici della cospirazione' su internet vengono spesso liquidati come un gruppo marginale e ridotto, ma la realtà suggerisce che al giorno d'oggi una vasta fetta di americani-che attraversa in maniera trasversale etnie, genere, educazione, occupazione ed altre suddivisioni-dà credito ad almeno alcune teorie cospirative.[16]

Data questa comprensione popolare del termine, esso può anche essere usato in maniera illegittima e inappropriata, come strumento per respingere quelle che sono di fatto accuse sostanziali e ben dimostrate. La legittimazione di ogni utilizzo di quel genere sarà pertanto motivo di controversie. Michael Parenti nel suo saggio del 1996, che esamina il ruolo dei media progressisti nell'utilizzo del termine, "The JFK Assassination II: Conspiracy Phobia On The Left" ("L'assassino di JFK II: La fobia della sinistra per le cospirazioni"), afferma:

« È un mondo "o con noi o contro di noi" per quelli di sinistra che hanno un'avversione per ogni tipo di indagine sulla cospirazione: O sei uno che è strutturalista nel proprio approccio con la politica oppure sei un 'cospirazionista' che riduce lo sviluppo della storia a macchinazioni di cabale, e di conseguenza dirotti la nostra attenzione lontano dai poteri di sistema maggiormente influenti.[17] »

Le analisi strutturaliste o istituzionali mostrano che il termine viene abusato quando è applicato a istituzioni che agiscono nel conseguimento dei loro obiettivi riconosciuti, per esempio, quando un gruppo di colossi multinazionali si accorda sottobanco sui prezzi, per incrementare i profitti. Ulteriori complicazioni si verificano per termini come UFO, che letteralmente significa "oggetto volante non identificato" ma connota astronavi aliene, un concetto anch'esso associato con alcune teorie cospirative, e quindi che possiede un certo stigma. Michael Parenti dà un esempio dell'uso del termine che mette in evidenza il conflitto nel suo utilizzo. Egli afferma:

« In gran parte delle sue operazioni, la CIA è per definizione una cospirazione, usando operazioni sotto copertura e progetti segreti, molti dei quali sono del genere più ripugnante. Cosa sono le operazioni clandestine se non cospirazioni? Allo stesso tempo, la CIA è una istituzione, una parte strutturale della condizione della sicurezza nazionale. Tirando le somme, l'agenzia è una cospirazione istuzionalizzata.[17] »

Su un piano di critica più generale - rivolto al fenomeno e non alla confutazione delle singole sue manifestazioni - si possono così riassumere le argomentazioni contro le teorie del complotto.

Inconsistenza logica[modifica | modifica sorgente]

Esistono altre critiche che si possono muovere alle teorie del complotto in genere:

  • La quantità dei cospiratori che prendono parte al complotto ipotizzato spesso dovrebbe essere molto grande, tanto grande da rendere difficile pensare che nessuno se ne penta e confessi o si lasci sfuggire delle informazioni.
  • La capacità operativa dei cospiratori, che spesso sono considerati così potenti da censurare qualsiasi notizia sgradita, manipolare prove scientifiche, influenzare l'economia e la politica mondiali e possedere strumenti e poteri superumani, dovrebbe essere tale da permettergli facilmente di uccidere o comunque neutralizzare coloro che mettono in risalto le loro macchinazioni e censurare le loro pubblicazioni.

Scientificità[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pseudoscienza e Problema della demarcazione.
International UFO Museum: ricostruzione di una presunta autopsia aliena dopo l'incidente di Roswell

Karl Popper ha sostenuto che a distinguere la scienza dalla "non scienza" sia la proprietà delle teorie scientifiche di essere falsificabili di principio, cioè di poter essere smentite in qualsiasi momento da fatti o da altre teorie non ancora smentite da fatti. Le teorie e asserzioni che non sono falsificabili di principio non sono scientifiche. Tuttavia Popper non afferma che una teoria non scientifica sia necessariamente falsa: più correttamente la scienza non è in grado di chiarire se sia verosimile o falsa. Popper afferma inoltre che molte teorie non scientifiche possono essere pre-scientifiche: cioè teorie che in un dato momento della storia non sono falsificabili di principio, ma che successivamente lo diventano, per effetto del progresso della conoscenza e della tecnologia (Popper cita la metafisica e fa l'esempio dell'atomismo di Democrito).

L'epistemologia post-popperiana ha evidenziato che atteggiamenti "fideistici", intesi come fiducia nella validità di una teoria al di là e nonostante iniziali (e apparenti) smentite sperimentali, sussistono anche negli scienziati e sono caratteristici della ricerca scientifica (per esempio, la formulazione della teoria della Relatività generale di Einstein è del 1915 mentre la verifica sperimentale di alcune sue conseguenze avvenne nel 1919, quindi tra l'una e l'altra intercorsero quattro anni).

I critici delle teorie del complotto talvolta argomentano che molte di esse non sono passibili di falsificazione e, quindi, non sono scientifiche. L'argomentazione nasce dalla struttura logica di certi tipi di teoria del complotto. Queste prendono la forma di dichiarazione di esistenza non circostanziata, che sostiene l'esistenza di soggetti, azioni od oggetti, senza specificare tempo e luogo nel quale essa sia stata o possa essere osservata. L'esistenza del complotto è creduta vera, appunto, al di là di qualsiasi verifica sperimentale.

La non osservabilità del fenomeno è attribuita, dai complottisti, a osservazioni fatte nel momento o nel posto sbagliato, ovvero all'attività di copertura della cospirazione stessa. Dimostrare che la cospirazione non esiste (ovvero falsificare la teoria) diventa impossibile e questo renderebbe tali teorie non-scientifiche. Ad esempio, si consideri come viene dimostrata, di solito, la consistenza reale di una delle principali varianti della teoria del complotto UFO (una diffusa teoria secondo la quale la venuta degli alieni sulla Terra, realmente accaduta, sarebbe stata occultata), a fronte delle smentite ufficiali. Poiché la teoria non specifica quando o dove la visita o il complotto siano avvenuti, non è possibile dimostrarne la falsità. In via ipotetica, non servirebbe a nulla neppure esaminare da cima a fondo gli archivi del Pentagono, o di qualsiasi altro organo governativo, dal momento che si potrebbe sempre obiettare che i documenti ufficiali sull'evento sono archiviati in qualche altro archivio a cui non si ha accesso.

Un'altra obiezione che gli scettici muovono ai teorici del complotto è il ricorso costante a ipotesi ad hoc ogni volta che un fatto sembri falsificare la loro teoria. Proseguendo l'esempio della teoria del complotto UFO, anche se si potesse accedere liberamente agli archivi del Pentagono (o di qualche altro ente governativo) e non si trovasse alcun riscontro, si può sempre sostenere che esiste un altro archivio segreto, da qualche altra parte, che contenga i documenti che dettagliano il complotto, ma a cui non si ha (ancora) accesso. E se si scoprisse davvero un archivio segreto del genere, ma che non contenga ugualmente documenti probanti del presunto complotto, allora si potrebbe ipotizzare l'esistenza di un terzo archivio, ancora più segreto, e così via all'infinito. Oppure si può sostenere che quei documenti siano stati distrutti, pur non potendo circostanziare quando, dove e da chi.

Jerry Bowyer, riferendosi alle accuse che la seconda guerra del Golfo fosse il risultato della volontà di George W. Bush di seguire le direttive delle compagnie petrolifere, disse: «Preferisco questa teoria del complotto, rispetto alle altre, perché è una delle poche che permette di essere confutata empiricamente»[18]. Egli fece notare come il declino dei valori azionari di dette compagnie fosse una dimostrazione a confutazione di tale teoria. In risposta a queste obiezioni, alcuni controbattono che l'applicabilità del criterio di Popper alle scienze sociali, con lo stesso rigore con cui viene applicato alle scienze naturali, è oggetto di discussione.

Molte teorie politiche, psicologiche e sociologiche possono non essere scientifiche, in base al criterio di Popper, perché non generano delle predizioni falsificabili con sicurezza; allo stesso modo molte teorie storiografiche si basano su presupposti non interpretabili univocamente o non sempre riscontrabili. Popper stesso, proprio per questi motivi, rigettò le pretese di scientificità avanzate da marxismo e psicoanalisi.

Un altro argomento che gli scettici oppongono ai teorici del complotto è il Rasoio di Ockham, il principio secondo cui fra più assunzioni per spiegare un dato fenomeno va scelta quella che spiega in modo più semplice l'evento.

Strumentalizzazione politica[modifica | modifica sorgente]

Umberto Eco ha fatto notare[19] come spesso i complotti, pur mostrandosi come spiegazioni invise ai potenti, siano essi stessi uno strumento di potere utilizzato per screditare i nemici politici o creare un capro espiatorio, come fece il regime nazista grazie ai Protocolli dei Savi di Sion, o Nerone che incolpò i cristiani del grande incendio di Roma. I complotti veri, invece, come il Golpe cileno del 1973, sono tragicamente evidenti e rapidi. Ancora oggi le teorie del complotto come il negazionismo dell'Olocausto sono usate per fomentare l'antisemitismo, ma si possono trovare riferimenti a teorie del complotto anche in pubblicazioni politiche o religiose di qualsiasi fazione, volte a screditare gli avversari ideologici in mancanza di argomenti concreti.

Argomenti delle teorie del complotto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Argomenti delle teorie del complotto.

Teorie del complotto sono emerse in correlazione ai più diversi ambiti: economico, politico, scientifico e medico. In generale le teorie del complotto vengono formulate su fatti storici gravi e imprevedibili, come gli attacchi terroristici, gli assassinii o le catastrofi naturali oppure su fenomeni fisici che avrebbero o hanno un grande impatto sulla società, come la fusione a freddo, e tendono a descrivere fenomeni o eventi complessi e importanti con spiegazioni semplici e lineari che prevedono l'intervento di una regia occulta. La semplicità della teoria, però, è in genere solo apparente perché per spiegarne le incongruenze vengono poi ideate delle modifiche che la rendono estremamente contorta.

I rapporti con le leggende metropolitane[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Leggenda metropolitana.

Esiste una notevole somiglianza tra certe teorie del complotto e le leggende metropolitane. Molte di queste, in particolare quelle che toccano il governo o il mondo della finanza, hanno alcuni, anche se non tutti, gli attributi tipici delle teorie del complotto.

Similitudini tra vita reale e teorie del complotto[modifica | modifica sorgente]

Ciò che dà forza alle teorie del complotto è che talvolta la vita reale sembra imitarle. Diversi progetti e organizzazioni governative sono stati descritti come somiglianti a quelli descritti in teorie del complotto. Ciononostante, questi sono pienamente riconosciuti dai rispettivi governi, o da un ampio numero di esperti, come reali:

  • L'Information Awareness Office (IAO) del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti possiede molte similitudini con le teorie del complotto. In primo luogo, il suo scopo dichiarato è di raccogliere e correlare informazioni sui cittadini comuni, allo scopo di predire atti terroristici e altri crimini. Secondariamente, il suo logo originale ritraeva l'«occhio nella piramide», un simbolo (presente anche su tutte le banconote da un dollaro) associato agli Illuminati e alle rappresentazioni massoniche di potere e divinità, che getta lo sguardo sulla Terra. Anche se è stato cambiato in seguito, il logo originale è ancora ampiamente disponibile su internet. Da ultimo, il nome "Iao" è un termine gnostico per indicare Dio, usato tra gli altri dalla Golden Dawn e da Thelema.
  • ECHELON è una rete per l'intercettazione delle comunicazioni fatta funzionare da Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda. È progettata per catturare chiamate telefoniche, fax e messaggi e-mail. La Nuova Zelanda ha ammesso apertamente l'esistenza di Echelon, e l'Unione Europea ha commissionato un rapporto su questo sistema.
  • La struttura interna della "Cosa Nostra" era praticamente sconosciuta a chi non ne faceva parte fin quando non venne rivelata dal pentito Joe Valachi nel 1963, anche se durante il periodo fascista, l'offensiva del Prefetto Cesare Mori (1925 - 1927) mise a nudo un'imbarazzante serie di collusioni tra potere statale e organizzazioni mafiose. Durante la seconda guerra mondiale, l'OSS americano si avvalse dei servigi del noto gangster Lucky Luciano per agevolare l'invasione della Sicilia da parte degli Alleati[senza fonte] (1943).
  • Dagli anni cinquanta agli anni settanta, la CIA e l'Esercito statunitense, in collaborazione con scienziati ex nazisti, portarono avanti un programma di ricerca sul controllo mentale, il cui nome in codice era MKULTRA. In questo programma, gli agenti della CIA somministravano LSD e altre droghe a vittime inconsapevoli e non consenzienti, nel tentativo di congegnare un "siero della verità" funzionante e/o una droga per il controllo delle menti. L'esistenza del MKULTRA venne svelata dai comitati di ricerca presidenziale e del Congresso nel 1975, e il progetto venne abbandonato. Molti noti scrittori e figure storiche della sperimentazione con le droghe vennero a contatto con l'LSD a causa di questo programma, compresi Ken Kesey dei Merry Pranksters, Timothy Leary, Allen Ginsberg, e Baba Ram Dass (Richard Alpert).[20]
  • L'Operazione Northwoods era un piano della CIA degli anni 60 per simulare atti di terrorismo di cui incolpare Cuba, al fine di incoraggiare il supporto a una guerra. Questo piano fu per lungo tempo considerato niente più che una teoria del complotto[senza fonte], fin quando i documenti relativi al progetto vennero declassificati e resi pubblici, grazie al lavoro sulla NSA del ricercatore James Bamford, pubblicato nel libro L'Orecchio di Dio (2001).
  • Lo Studio sulla sifilide non curata nella popolazione maschile nera di Tuskegee. Per un periodo di 50 anni, il governo statunitense utilizzò alcuni membri della popolazione nera di una città dell'Alabama per osservare gli effetti della sifilide non curata. I partecipanti non ne erano al corrente e non venne detto loro che la malattia non veniva sanata. L'utilizzo di cavie umane inconsapevoli per esperimenti medici segreti fu utilizzata a lungo negli USA, finché il Presidente Bill Clinton chiese ufficialmente scusa nel 1994.
  • Il Gruppo Bilderberg, è un incontro annuale dei politici e dell'élite economica occidentale. Viene considerato da alcuni un moderno complotto in stile Illuminati, in cui le persone che detengono il potere discutono e si accordano per il controllo del mondo.
  • L'Operazione Gladio, una struttura coperta della NATO di tipo stay-behind che aveva lo scopo di contrastare l'influenza comunista in tutta l'Europa occidentale [21], era da molti ritenuta una leggenda - come pure l'esistenza di organizzazioni stay-behind - fino a quando, nel 1990, l'allora capo del governo italiano Giulio Andreotti non ne rivelò ufficialmente l'esistenza al Parlamento.

Nell'arte[modifica | modifica sorgente]

Dagli anni sessanta in particolare, la teoria del complotto è divenuta un soggetto popolare per la fiction. Un tema frequente in questo tipo di opere è che i personaggi che scoprono una cospirazione segreta potrebbero essere incapaci di raccontare la verità sulla cospirazione, o anche solo cosa è reale: indiscrezioni, propaganda e contro-propaganda, costruite l'una sull'altra, fino a quando ciò che è cospirazione e ciò che è una coincidenza diventano indistinguibili. Grazie a questo meccanismo narrativo è possibile costruire una trama ricca di colpi di scena, a volte con l'aggiunta di elementi fantascientifici come il viaggio nel tempo o altre tecnologie futuribili.

  • Uno dei romanzi più acclamati che tratta di temi cospirativi è Il pendolo di Foucault (1988) di Umberto Eco, nel quale lo staff di una casa editrice, volendo creare una collana di libri popolari sull'occulto, si inventa un proprio complotto occulto, del quale però perde il controllo quando la teoria comincia a essere creduta. Un altro esempio è L'incanto del lotto 49 (1965) di Thomas Pynchon, sul cui sfondo si svolge un conflitto segreto che risale al Medioevo.
  • La serie di videogiochi Metal Gear Solid (1998) contiene un misterioso gruppo noto come "The Patriots" (I patrioti), che manipola la politica statunitense. Nel gioco sono presenti riferimenti a numerose cospirazioni e viene inoltre ipotizzata l'esistenza di un immenso capitale, denominato Eredità dei Filosofi, così grande che chi ne era in possesso avrebbe potuto coprire le spese di una guerra di durata sproporzionata. Anche Deus Ex (2000) è condito di riferimenti a cospirazioni quali quelle sugli Illuminati e sui Templari.
  • La serie di videogiochi Assassin's Creed contiene numerosi rimandi alla teoria del complotto. Il mondo, infatti, è controllato segretamente da due gruppi, ovvero i Templari e gli Assassini.
  • Nella serie di videogiochi Resident Evil ci sono varie teorie del complotto: il leader della compagnia farmaceutica Umbrella Inc.: Ozwell E. Spencer mirava a cambiare l'ordine mondiale e a diventare un Dio con un complotto che grazie ad uno speciale virus chiamato Progenitor avrebbe creato una razza di esseri umani superiori. Anche Albert Wesker, nemico principale dell'omonima saga mirava allo stesso piano di Spencer, sfruttando il virus Uroboros. Anche la setta dei Los Illuminados voleva assoggettare il mondo al loro volere con un complotto che mirava ad infettare il presidente USA con uno speciale parassita chiamato Las Plagas. Infine nell'ultimo capitolo della saga: Resident Evil 6, Derek C. Simmons e Carla Redames tramavano un complotto che avrebbe sconvolto e rivoluzionato il mondo tramite vari attacchi bioterroristici e l'eliminazione del presidente USA.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Massimo Introvigne, «Nuove mitologie religiose», XXI Secolo (2009), Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani
  2. ^ a b La definizione "teoria del complotto" è considerata dispregiativa da coloro che propongono ricostruzioni dei fatti alternative a quella conosciuta. Cfr. Il concetto di complotto di Roberto Quaglia
  3. ^ Conspiracism, Political Research Associates, 22 dicembre 2005.
  4. ^ Goertzel, Belief in Conspiracy Theories in Political Psychology, vol. 15, 1994, pp. 733-744. URL consultato il 7 agosto 2006.
  5. ^ Pierre-André Taguieff, L'illusione populista, Pearson Paravia - Bruno Mondad, 2003, ISBN 88-424-9881-5, 9788842498810
  6. ^ Di Luce D&Eramo, Marco D'Eramo, Il maiale e il grattacielo: Chicago, una storia del nostro futuro, Milano, Feltrinelli Editore, 2004, ISBN 88-07-81571-0, 9788807815713
  7. ^ Il codice penale italiano prevede i reati agli articoli 304 e 305
  8. ^ Richard Hofstadter, The Paranoid Style in American Politics, Harper's Magazine, novembre 1964, pp. 77-86.
  9. ^ Richard Hofstadter, Paranoid Style in American Politics, Vintage, 1973, ISBN 0-394-70385-5, 9780394703855
  10. ^ (EN) "Zeitgeist" Online Movie: Part One Refuted
  11. ^ (EN) Zeitgeist: Time to Discard the Christian History?, Interview at the Centre for Public Christianity, Sydney, Australia
  12. ^ (EN) Zeitgeist - Part 1: The Greatest Story ever told La collezione in Web Skeptic
  13. ^ Genesi (32,28)
  14. ^ (EN) Stephen A. Geller, "The Struggle at the Jabbok: The Uses of Enigma in a Biblical Narrative", saggio contenuto in The Journal of the Ancient Near Eastern Society, numero 14, pag. 46.
  15. ^ Pocetti
  16. ^ Transparency and conspiracy: ethnographies of suspicion in the new world order.(Trasparenza e cospirazione: etnografie del sospetto verso il nuovo ordine mondiale) Harry G. West, Todd Sanders. pp 4.
  17. ^ a b http://www.questionsquestions.net/documents2/conspiracyphobia.html questionsquestions.net, "The JFK Assassination II: conspiracy phobia on the left", Michael Parenti, 1996.
  18. ^ articolo su National Review
  19. ^ Corriere.it, 14 luglio 2005 - "Eco: l’inutile caccia al Grande Vecchio"
  20. ^ Informazioni su questo programma si trovano nel libro Acid Dreams di Bruce Shalin e Martin A. Lee.
  21. ^ "EVOLUTION IN EUROPE; Italy Discloses Its Web Of Cold War Guerrillas", New York Times, 16 novembre 1990
  22. ^ (EN) Ipotesi di complotto in Internet Movie Database, IMDb.com Inc.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

In italiano
In lingua inglese
  • Michael Barkun, A Culture of Conspiracy: Apocalyptic Visions in Contemporary America. Berkeley: Univ. of California, 2003. ISBN 0-520-23805-2 (estratto)
  • Mark Fenster, Conspiracy Theories: Secrecy and Power in American Culture. Minneapolis, MN: University of Minnesota Press, 1999. (estratto)
  • Robert Alan Goldberg, Enemies Within: The Culture of Conspiracy in Modern America. New Haven: Yale University Press 2001. ISBN 0-300-09000-5
  • Richard Hofstadter, The Paranoid Style in American Politics and Other Essays. New York: Knopf 1965. ISBN 0-674-65461-7 - The Paranoid Style in American Politics, Harper's, novembre 1964.
  • Peter Knight, Conspiracy theories in American history: an encyclopedia, ABC-CLIO, 2003, pp. 925 pagine, ISBN 1-57607-812-4, ISBN 978-1-57607-812-9. (estratto)
  • Frank P. Mintz, The Liberty Lobby and the American Right: Race, Conspiracy, and Culture. Westport, CT: Greenwood 1985. ISBN 0-313-24393-X
  • Carl Sagan, The Demon-Haunted World: Science as a Candle in the Dark. Random House 1996. ISBN 0-394-53512-X

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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