Pier Fortunato Zanfretta

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Pier Fortunato Zanfretta (Nova Milanese, 28 dicembre 1952) è un metronotte in pensione italiano. Zanfretta deve la sua notorietà al fatto di sostenere di avere vissuto, tra il 1978 e il 1981, undici episodi di incontro ravvicinato del terzo e quarto tipo (IR3/4) con esseri alieni di tipo rettiliano[1].

Zanfretta descrive questi alieni come di pelle verde e increspata, alti quasi tre metri, grandi punte sulla testa e occhi triangolari gialli; egli dichiara che proverrebbero da un pianeta morente della "terza galassia" di nome "Titania", e avrebbero visto nella Terra uno dei possibili pianeti su cui trasferirsi in futuro. Gli alieni si chiamerebbero "Dargos", e sarebbero del tutto pacifici.

All'epoca Zanfretta prestava servizio presso la cooperativa Istituto Val Bisagno di Genova, e i presunti incontri ravvicinati sarebbero avvenuti proprio durante i pattugliamenti che egli svolgeva per lavoro nella città e provincia.

La storia di Zanfretta, come quella di altri contattisti, risulta a tutt'oggi non verificabile.

Le dichiarazioni dei testimoni[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni testimoni, tra cui diversi colleghi di Zanfretta, nonché numerosi residenti dei comuni di Torriglia e Propata (vicino a Genova), teatro di alcuni degli eventi, dichiararono di aver assistito a strani episodi (ad esempio avvistamenti di «oggetti volanti molto grossi e luminosi»[2]) correlati ai presunti rapimenti e ne informarono i Carabinieri[3].

Il brigadiere Antonio Nucchi raccolse 52 di queste testimonianze; egli stesso sarà testimone di un avvistamento UFO[4]. Il maresciallo Carlo Toccalino, che la notte tra il 6 e 7 dicembre 1978 era di turno al centralino della cooperativa di guardianaggio, disse in un'intervista che poco prima del primo presunto incontro, avvenuto intorno alle 24, Zanfretta aveva chiesto aiuto ai suoi colleghi via radio esclamando: "Mamma mia quanto è brutto! Non sono uomini, non sono uomini!". Proprio in quelle ore, alcuni abitanti della vicina Torriglia avrebbero visto un forte bagliore in direzione del luogo ove si trovava Zanfretta.

Allarmati dall'interruzione del contatto radio, i colleghi Walter Lauria e Raimondo Mascia si misero alla ricerca di Zanfretta: lo trovarono all'una: affermarono che il suo corpo era molto caldo nonostante il freddo di quella notte. Zanfretta era in stato confusionale e febbricitante. Quando si riprese, disse che era stato terrorizzato da "degli extraterrestri dalle sembianze mostruose". Le guardie giurate informarono il comando dei Carabinieri, il quale, poi, inoltrò al ministero dell'Interno verbali nei quali veniva definito "buono"[5] il grado di attendibilità delle testimonianze.

Durante il sopralluogo effettuato sul posto all'indomani si sarebbero rilevate sul terreno due impronte a ferro di cavallo aventi un diametro di circa tre metri. Lo spessore era di circa 15 cm e pareva suggerire che qualcosa si fosse posato sul prato. In seguito fu compilato il "Rapporto informativo circa l'avvistamento di oggetti volanti non identificati (Ovni) ed umanoidi da parte di Zanfretta Fortunato"; esso sarà inviato alla Pretura di Genova dal brigadiere Nucchi il 3 gennaio 1979, ed il giudice Russo ne disporrà l'archiviazione l'11 gennaio 1980 per "mancanza di estremi di reato". Sotto ipnosi regressiva, Zanfretta racconterà che, prima di essere ritrovato, avrebbe subito esami clinici invasivi a bordo di un UFO. Riferirà, inoltre, che i presunti alieni avrebbero manifestato il proposito di trasferirsi sulla Terra in futuro.

Un altro strano episodio si sarebbe verificato nella notte tra il 2 e il 3 dicembre 1979, quando Zanfretta scomparve nuovamente. La sua auto fu rinvenuta, senza di lui, di nuovo vicino a Torriglia. Questa volta fu però osservata una nuvola nel cui interno si sarebbero accesi due fari; il tenente Cassiba affermò di aver sparato alcuni colpi contro tale nuvola, al che essa sarebbe sparita. Poco dopo Zanfretta fu trovato nei pressi della macchina.

Infine, in coincidenza del quarto presunto Incontro Ravvicinato, avvenuto in Corso Europa, a Genova, i residenti segnalarono un black-out circoscritto.

La testimonianza di Zanfretta stesso[modifica | modifica wikitesto]

Zanfretta afferma di aver ricevuto dai presunti esseri una sfera (inizialmente destinata all'ufologo Josef Allen Hynek) trasparente contenente un tetraedro dorato che ruoterebbe in sospensione.

L'esistenza della sfera non è mai stata provata. Zanfretta afferma di averla nascosta in un luogo noto solamente a lui, ed eventuali altri individui che si avvicinassero, sostiene il metronotte, verrebbero fulminati dalla sfera stessa, sorte che sarebbe capitata ad una lepre avvicinatasi casualmente; Zanfretta racconta di sentirsi psichicamente forzato a recarvisi almeno due volte al mese, pur ignorando il motivo di tali visite.

Egli afferma di aver provato a fotografare la sfera, ottenendo, dopo lo sviluppo, solo l'immagine di cinque punti luminosi.

I pareri contrastanti degli esperti[modifica | modifica wikitesto]

Gli psicanalisti Mauro Moretti e Cesare Musatti, che sottoposero Zanfretta a sedute di ipnosi regressiva, affermarono che le dichiarazioni circa tali eventi paranormali rese durante lo stato ipnotico sarebbero fatte in buona fede. Tuttavia, il loro collega Marco Marchesan precisò che queste dichiarazioni potrebbero comunque non corrispondere alla realtà. Inoltre, Roberto Pinotti ed Enrico Baccarini del Centro ufologico nazionale (CUN), pur ritenendo importante il "caso Zanfretta", scrissero su UFO Notiziario che l'ipnosi sarebbe stata inquinata irrimediabilmente dall'intrusione di un inquirente (Luciano Boccone).

Inoltre, l'ipnosi regressiva è considerata in genere un metodo assai inaffidabile, dato che è facile per lo sperimentatore "imbeccare" il paziente e instillargli dei finti ricordi. Questo tipo di tecnica infatti oggi non è più ammessa nei tribunali.

Durante una trasmissione su un'emittente locale, un esponente del Centro italiano studi ufologici ha dichiarato che il caso Zanfretta sarebbe un falso acclarato[senza fonte], in quanto i primi disegni degli alieni fatti dal metronotte, disegni dei quali sarebbe in possesso, sarebbero diversi da quelli attuali: Moretti e Musatti affermarono però che i disegni in stato di veglia sarebbero molto meno precisi di quelli effettuati sotto ipnosi.

Eco della vicenda sui media[modifica | modifica wikitesto]

La storia di Zanfretta ebbe una notevole eco nei giornali del tempo e il metronotte fu anche ospite di Enzo Tortora a Portobello.

La storia di Zanfretta ha ispirato, nel 1984, un libro giunto oggi alla sua quinta edizione, a firma del giornalista Rino Di Stefano, che può essere considerato "il padre del caso Zanfretta". Nello stesso anno RaiTre ne trasse uno sceneggiato-inchiesta intitolato UFO a Genova? Gli incontri ravvicinati di Piero Zanfretta, in due puntate di grande successo, proposto e realizzato dal regista televisivo Bruno Ferracciolo[6].

Parecchio tempo dopo, nel 2004, se ne parlò ancora nel film fantascentifico InvaXön - Alieni in Liguria di Massimo Morini (leader dei Buio Pesto), con la direzione scientifica dell'astronauta Franco Malerba. Nel film, che narra di un ipotetico tentativo di invasione della Liguria da parte dei Dargos, Zanfretta ha impersonato sé stesso, e gli incassi della vendita dei diritti della pellicola sono stati devoluti all'Associazione Sindrome dell'X Fragile.

Zanfretta dichiara che non ha mai tratto alcun profitto da iniziative editoriali e giornalistiche derivate dalle sue presunte esperienze.

Per contro, esse gli causarono la sospensione del porto d'armi, con ricadute sulla sua posizione lavorativa, essendo egli all'epoca guardia giurata. Zanfretta afferma inoltre che il racconto di quegli eventi provocò reiterati ed umilianti episodi di derisione nei suoi confronti sia da parte di privati (afferma in un'intervista: «Gente sconosciuta mi telefona a casa a tutte le ore per prendermi in giro. Io non lo so che cosa fosse quello che ho visto, però l'ho visto. Non sono un bugiardo.») che da parte di alcuni giornalisti (si sentì piuttosto deriso da Tortora quando fu invitato nella trasmissione "Portobello").

Nel 2002 è stato ospite del Maurizio Costanzo Show su Canale 5, e successivamente nel 2007 è stato ospite de Il bivio condotto da Enrico Ruggeri su Italia 1. Durante quest'ultima trasmissione l'ex-maresciallo dei carabinieri Antonio Nucchi, ormai in pensione, ha rivelato che all’epoca dei fatti in questione di essere stato testimone, assieme ad altre persone, di un notevole avvistamento UFO[7], e di esser stato "consigliato" dal comando di tacere.

Il 16 novembre 2007, nel corso di una puntata della trasmissione "Rebus, questioni di conoscenza" sulla rete satellitare Odeon Tv, condotta da Maurizio Decollanz, presenti in studio il giornalista Rino Di Stefano, Maurizio Baiata (direttore del mensile "AREA 51") e Marco Morocutti (progettista elettronico e membro del CICAP - Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), Zanfretta ha mostrato foto e video recentemente realizzati con la tecnica del digitale alla "sfera" di cui i presunti alieni gli avrebbero fatto dono. Ancora una volta, tuttavia, né le immagini fotografiche né quelle video hanno potuto provare alcunché dal momento che sono risultate completamente scure.

Il 15 e 16 ottobre 2008 è stato ospite di Ricomincio da qui, trasmissione in onda su Rai 2 (condotta da Alda D'Eusanio), dichiarando che a partire da gennaio fino a luglio 2008 si sono accese in sequenza (una al mese fino a giugno, cinque a luglio) 11 iscrizioni su 12 disponibili al di sotto della sfera, e che da agosto 2008 non riesce più ad accedere al luogo in cui custodisce la scatola con all'interno la sfera.

Il 3 maggio 2012, è stato ospite di Mistero su Italia 1. Nel corso della puntata, è stato trasmesso un video, condotto da Daniele Bossari e girato dalla troupe televisiva del programma nell'area di Torriglia, per ricostruire insieme a Zanfretta i fatti accaduti in quei giorni, raccogliendo anche le testimonianze di due ex guardie giurate, Giuliano Buonamici e Mauro Dellepiane. Successivamente, erano presenti in studio Zanfretta e il giornalista Rino Di Stefano, insieme a Mirko Bragaglia dei ghost hunters team, che ha realizzato indagini attraverso termocamere, fotocamere all'infrarosso e rilevatori elettromagnetici (k2). Il servizio di Bossari è stato poi ritrasmesso il 27 giugno 2012 durante la decima puntata speciale di Mistero, dedicata ai casi più interessanti affrontati nella serie del programma.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scienziato in cattedra: quanti ufo nel cielo, articolo de La Repubblica (edizione di Firenze), del 19 novembre 2007
  2. ^ Le testimonianze video di Cassiba e Pesci nel 1979
  3. ^ Dossier della Pretura Unificata di Genova
  4. ^ Dichiarazione rilasciata alla trasmissione di Italia1 Il bivio
  5. ^ Primo rapporto del Comando Carabinieri sul caso Zanfretta
  6. ^ Sceneggiato tv della serie "Come Siamo" in 2 puntate sul caso Zanfretta realizzato dalla RAI nel 1984
  7. ^ Zanfretta

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cinzia Caiani, Pierfortunato Zanfretta e l'invaxön dei "Dargos", da "UFO Notiziario" Nuova Serie - N. 56 dell'Aprile/Maggio 2005
  • Rino Di Stefano, Il caso Zanfretta - La vera storia di un incredibile fatto di cronaca, De Ferrari Editore, 2012, V Edizione, pp. 312, ISBN 978-88-6405-352-3 (ePub ISBN 978-88-6405-353-0)
  • Rino Di Stefano, Adesso gli Ufo mi vogliono rapire, apparso su Gente di Sabato 20 gennaio 1979
  • Rino Di Stefano, Storia dell'uomo che incontrò gli Ufo, apparso su Il Giornale di Venerdì 6 luglio 1984
  • Jimmy Guieu, Nos maîtres les extraterrestres, Presses de la Cité 1992, p. 96
  • Roberto Pinotti, Enrico Baccarini, Abductions, ignoranza, superficialità e improvvisazione, apparso su UFO Notiziario Nuova Serie - N. 48 del Dicembre 2003/Gennaio 2004

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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