Timothy McVeigh

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Foto segnaletica di Timothy McVeigh, scattata dall'FBI

Timothy James McVeigh (Lockport, 23 aprile 1968Terre Haute, 11 giugno 2001) è stato un terrorista statunitense.

È stato condannato per l'attentato di Oklahoma City del 19 aprile 1995. Tale gesto è stato eseguito, secondo quanto affermato dallo stesso Timothy, come ritorsione per i fatti di Waco (avvenuti esattamente due anni prima) e per fomentare una rivolta contro un governo federale da lui ritenuto tirannico.[1] L'attentato uccise 168 persone, di cui 19 bambini, e fu il più sanguinoso atto terroristico perpetrato nel territorio degli Stati Uniti fino agli attentati dell'11 settembre 2001. McVeigh fu riconosciuto colpevole di 11 reati federali, condannato a morte e giustiziato l'11 giugno 2001 mediante iniezione letale.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Fase giovanile[modifica | modifica sorgente]

Timothy James McVeigh nasce in una famiglia cattolica irlandese di Lockport (New York), da William McVeigh, operaio della General Motors, e Mildred Noreen "Mickey" Hill. I suoi genitori divorziano quando Tim, come tutti lo chiamano, ha solo 10 anni; è il padre ad occuparsi principalmente della sua educazione, a Pendleton (New York), dove si sono trasferiti. La madre e le sue due sorelle invece si trasferiscono in Florida. Timothy è una persona educata e sensibile, un po' solitaria ed ombrosa ma con una grande curiosità verso il mondo che lo circonda. Per questo legge molto, dalla Costituzione americana alle poesie, di cui ama in particolare quelle di William Henley (1849-1903), un poeta che gli trasmette l'idea dell'eroe tragico che per la "causa" è capace di dare anche la propria vita[2].

Durante gli anni della High School si interessa di computer e sistemi informatici. Diplomatosi il 2 giugno 1986, con voti non brillanti, McVeigh comincia a pensare di entrare nell'esercito. Da sempre è infatti affascinato dalle armi, passione trasmessagli dal nonno; a tredici anni possiede il suo primo fucile, a sedici ne ha un altro a canne mozze. Per un breve periodo si iscrive all'Università di Stratton, ma ben presto se ne allontana.

L'esercito e la guerra del Golfo[modifica | modifica sorgente]

Nel maggio 1988, all'età di 20 anni, McVeigh si arruola nell’esercito, entrando nella 1ª Divisione di fanteria come artigliere. Con il grado di sergente partecipa nel febbraio 1991 alla guerra del Golfo all'età di 22 anni, guadagnandosi la Bronze Star Medal e congedandosi il 31 dicembre 1991.

La sua analisi politica sulle vicende legate alla guerra all'Iraq sarà esplicitata in seguito con queste parole:

«[Gli iracheni]...sono persone normali [...] ci raccontavano un sacco di bugie perché li uccidessimo. Ci dicevano che dovevamo difendere il Kuwait, dove gli abitanti erano stati violentati e massacrati. la guerra mi ha aperto gli occhi[3] [...] Il governo ha detto che l'Iraq non ha il diritto di tenere riserve di armi chimiche o biologiche [...], fondamentalmente perché le hanno adoperate in passato. Bene, se questo è lo standard in materia, allora gli Stati Uniti sono la nazione che ha stabilito il precedente. Gli USA hanno accumulato le stesse armi (e altre ancora) per più di quarant'anni. Gli USA sostengono che tutto ciò sia stato fatto in funzione di deterrente durante la guerra fredda contro l'Unione Sovietica. Perché allora l'Iraq non dovrebbe invocare la stessa motivazione (deterrenza) riguardo alla guerra (calda) contro il vicino Iran e alle continue minacce che gli provengono?»[4]

Formazione politica[modifica | modifica sorgente]

Di Timothy McVeigh si sa che era un accanito lettore e che, al rientro dall'Iraq, prende a leggere assiduamente Spotlight, un bollettino antigovernativo e antisemita, pubblicato dall'organizzazione di estrema destra Liberty Lobby. Legge inoltre Patriot Report, organo dell'organizzazione estremista fondamentalista Christian Identity, e soprattutto The Turner Diaries di William Pierce, un testo narrativo aspramente razzista. Tuttavia è bene evidenziare, come dirà in seguito lo psichiatra John Smith che lo perizierà durante la detenzione carceraria, che Timothy non ha mai avallato le tesi razziste e omofobe di questi gruppi, di cui condivideva invece l'idea che il "Sistema" andasse schiacciato, anche con l'uso della forza[5]. Era convinto però che il governo federale dovesse occuparsi solo della difesa del paese, per il resto dovesse lasciare i cittadini liberi di organizzarsi come pareva meglio a loro, ma senza alcun intento discriminatorio o persecutorio della maggioranza sulle minoranze.

Assedio di Waco ed altri fatti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Assedio di Waco.
Il ranch dei davidiani dopo l'assalto degli agenti appartenenti al BATF

Negli anni '90 avvengono negli Stati Uniti sanguinose operazioni che vedono direttamente coinvolti gli uomini dell'FBI e/o della polizia. McVeigh rimane molto turbato da questi violenti eventi, incubando il suo odio verso il governo federale.

La più violenta operazione federale di quel periodo si verifica il 19 aprile 1993, a Waco (Texas): nel 1993 il Governo degli Stati Uniti comincia ad indagare su una setta di estremisti religiosi, i davidiani, di cui David Koresh è il leader indiscusso, accusandola di svariati reati (possesso illegale di armi, abuso di alcool e droga, pedofilia, ecc.)[6]. Il 28 febbraio 1993, gli agenti del BATF (Bureau of Alcohol, Tobacco and Firearms), ente dipendente dal Governo Federale, cercarono di eseguire una perquisizione della comune religiosa di Waco. Ne nacque un conflitto a fuoco in cui morirono 6 davidiani e 4 federali.

Da quel momento iniziò l'assedio alla comune dei davidiani, che durerà 50 giorni. Il 19 aprile 1993 le forze di polizia circondarono la struttura e immisero gas lacrimogeno nell'edificio per costringere i residenti ad uscirne. A questo punto però si sviluppa un incendio che causò la morte di settantasei tra uomini, donne e bambini, e la cui natura (intenzionale o accidentale, provocato dai federali o dai davidiani) non fu mai stabilita con certezza. Nessun federale ne rimase ucciso.[7]. Nella comune furono ritrovate 305 armi automatiche appartenenti alla setta, tra cui AK47 e AR15 modificati[8]

McVeigh, come altri americani, si sposta a Waco per vedere di persona quanto sta accadendo. L'FBI lo segnala e lo fotografa, così come tutti gli altri curiosi che si recano a Waco.

Negli anni precedenti, diverse operazioni condotte dalla polizia e agenzie federali contro famiglie di estremisti si erano concluse in maniera sanguinosa[9]:

  • 1991, Garland (Texas): una perquisizione della polizia nella roulotte di Kenneth Baulch, durante un'operazione antidroga, si conclude con l'uccisione di quest'ultimo.
  • 1992, Everett (Washington): durante un'irruzione compiuta da una squadra SWAT della polizia, come racconta il «Seattle Times», viene uccisa nella sua casa Robin Pratt, madre di famiglia sul cui marito pendeva un mandato d’arresto (in seguito sarà prosciolto da ogni accusa).
  • 21 agosto 1992, Ruby Ridge: durante una ricognizione effettuata da sei Marshal, volta a preparare l'operazione di arresto di alcuni membri della famiglia Weaver, nasce un conflitto a fuoco tra gli agenti e i Weaver, in cui perdono la vita la madre, il figlio quattordicenne, un marshal ed il cane dei Weaver (del quale questi stavano seguendo le tracce, e che li ha condotti verso gli agenti appostati). Questo provoca l'intervento delle squadre HRT e l'assedio della proprietà dei Weaver.

McVeigh sembra percepire tutti questi accadimenti come vere e proprie dichiarazioni di guerra del governo federale contro i suoi cittadini e probabilmente è in questo clima che nasce il progetto di compiere un attentato ad Oklahoma City.

L'attentato ad Oklahoma City[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Attentato di Oklahoma City.
L'edificio dell'FBI di Oklahoma dopo l'attentato

Il 19 aprile 1995, due anni dopo la strage di Waco, Timothy McVeigh compie un'azione di rappresaglia contro l'edificio federale Alfred P. Murray, nel centro di Oklahoma City. Per l'attentato McVeigh utilizza un camion Ryder che aveva noleggiato a Junction City (Kansas); si ritiene che esso contenesse 2.300 kg di esplosivo fatto in casa con del fertilizzante utilizzato nell'agricoltura e del nitrometano, un combustibile facilmente infiammabile. Nell'attentato muoiono 168 persone e se ne feriscono oltre 800.

Per Timothy quello non è solo un semplice gesto di rappresaglia, ma un vero e proprio atto di guerra contro il suo stesso governo, che a sua volta, secondo lui, aveva dichiarato guerra ai cittadini americani:

«Spiego qui perché ho fatto saltare in aria il Murrah Federal Building di Oklahoma. Non per farmi pubblicità né per cercare di affermare le mie ragioni, ma perché quest'azione, rispetto ad altre, sarebbe servito a più scopi. In primo luogo, l'attentato era un gesto di rappresaglia [...] Di conseguenza, l'attentato era da intendersi anche come un attacco preventivo (o proattivo) contro quelle forze militari e i loro centri di comando e controllo all'interno degli edifici federali. Quando una forza nemica lancia continui attacchi da una specifica base operativa, è una buona strategia militare portare la battaglia in campo nemico [...] ho deciso di mandare un messaggio a un governo che sta diventando sempre più ostile [...]far saltare in aria il Murrah Federal Building era moralmente e strategicamente equivalente alle azioni militari degli Stati Uniti contro edifici del governo in Serbia, in Iraq o altre nazioni. Basandomi sull'osservazione della politica del mio stesso governo, ho considerato la mia azione come una scelta accettabile.»[10]

Le indagini e la condanna a morte[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'attentato Timothy si mette in macchina per rientrare a casa ma viene fermato solo 90 minuti dopo l'esplosione. La sua automobile è senza targa e dopo una breve perquisizione gli trovano anche un fucile. Arrestato immediatamente, attraverso una serie di verifiche fatte dall'FBI sulla sua automobile, Timothy McVeigh entra nelle indagini sull'attentato all'edificio dell'FBI. Timothy McVeigh viene imputato di aver fatto saltare in aria l'edificio; della progettazione dell'attentato sono accusati, lo stesso McVeigh, Terry Nichols (ex compagno d'armi che al momento dell'esplosione si trovava in Kansas) e suo fratello Terry James.

Durante il processo la testimonianza più preziosa per l'accusa è Michael Fortier, ex commilitone di McVeigh, e sua moglie Lori.

Poco prima della lettura della prima sentenza, la corte consente a Tim di fare una dichiarazione: «Vorrei che le parole del giudice Brandeis, che dissentì sul caso Olmstead, parlassero per me. Il giudice scrisse: "Il governo è il nostro possente e onnipresente maestro. Nel bene e nel male, educa l'intero popolo con il suo esempio"»[11].

Alla fine, il 2 giugno 1997, Timothy McVeigh viene dichiarato colpevole di undici reati e condannato a morte; a Terry Nichols viene dato l'ergastolo, mentre Terry James viene assolto per mancanza di prove.

Timothy McVeigh è stato giustiziato alle 7.14 dell'11 giugno 2001 mediante iniezione letale nel carcere di Terre Haute (Indiana). Prima dell'esecuzione, Tim ha consumato il suo ultimo pasto (un chilo di gelato alla menta con scaglie di cioccolato), ha parlato con i suoi avvocati ed ha lasciato come suo ultimo messaggio un verso della poesia Invictus di William Henley, in cui si può leggere: «Sono il padrone del mio destino, il capitano della mia anima».[12]

Il suo corpo è stato cremato e le sue ceneri vennero affidate al suo avvocato, che le disperse in un luogo segreto.

Ipotesi di complotto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Attentato di Oklahoma City#Ipotesi di un complotto.

Sugli eventi dell'attentato sono state proposte varie teorie cospirative, alcune delle quali ritengono che in realtà McVeigh sia stato usato come capro espiatorio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) McVeigh remorseless about bombing, rickross.com
  2. ^ Gore Vidal, La fine della Libertà, Fazi editore, pag. 45
  3. ^ Gore Vidal, La fine della libertà, Fazi editore, pag 104
  4. ^ Estratto da Saggio sull'ipocrisia, di Timothy McVeigh, scritto nel 1998 e spedito a Gore Vidal durante la sua detenzione carceraria. Si legga La fine della Libertà, Fazi editore, pag. 53
  5. ^ Il fatto che non fosse avverso agli omosessuali è peraltro dimostrato dagli stretti rapporti epistolari intrattenuti durante la detenzione con Gore Vidal, scrittore gay di sinistra americano. Si legga La fine della Libertà, Fazi editore, pag. 53
  6. ^ La terribile carneficina di Waco quale paradigma dell'inizio del nuovo ordine mondiale
  7. ^ Si legga anche No More Wacos: Waht's Wrong Eith Federal Lae Enforcement and How to Fix It, di David Kopel e Paul H.Blackman
  8. ^ "Report to the Deputy Attorney General on the Events at Waco, Texas/The Aftermath of the April 19 Fire ("The Fire Development Analysis" section)" (Retrieved 2008-04-17). "Final report to the Deputy Attorney General concerning the 1993 confrontation at the Mt. Carmel Complex, Waco Texas," by John C. Danforth, special counsel. Issued November 8, 2000. US Treasury Department July 13, 1995 Memorandum to the Press "Weapons Possessed by the Branch Davidians"
  9. ^ Gore Vidal, La fine della Libertà, Fazi editore, pag. 94
  10. ^ Appunti di Timothy Mcveigh scritti il 4 aprile 2001 ed inviati allo scrittore Gore Vidal, con cui intratteneva stretti rapporti epistolari. Si veda La fine della Libertà, Fazi editore, pag. 55
  11. ^ Gore Vidal,La fine della Libertà, Fazi editore, pag. 106
  12. ^ da "Lapenadimorte.com"

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Hoffman, David. The Oklahoma City Bombing and the Politics of Terror. Los Angeles: Feral House, 1998. ISBN 0-922915-49-0.
  • Stephen Jones e Peter Israel. Others Unknown: Timothy McVeigh and the Oklahoma City Bombing Conspiracy.1998; New York: PublicAffairs, 2001. ISBN 1-58648-098-7.
  • Lou Michel e Dan Herbeck. American Terrorist: Timothy McVeigh and the Oklahoma City Bombing. New York: ReganBooks, 2001. ISBN 0-06-039407-2.
  • Gore Vidal. Perpetual War for Perpetual Peace: How We Got to Be So Hated, Thunder's Mouth Press/Nation Books, 2002. ISBN 1-56025-405-X.
  • Gore Vidal. La fine della libertà, Fazi editore, 2001

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Intervista a Dan Herbeck, autore di American Terrorist, l'unico libro autorizzato da McVeigh.

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