Cristalloterapia

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Pietre varie usate nella cristalloterapia

La cristalloterapia è una pratica di medicina alternativa, che si prefiggerebbe di eliminare disfunzioni o malesseri mediante la collocazione di cristalli di quarzo o di altri minerali su determinati punti del corpo.

Ogni cristallo, secondo i sostenitori di questa pratica, sarebbe dotato di una sorta di "campo energetico" proprio e avrebbe la capacità di entrare in contatto con ogni forma vivente del regno animale. Il cristallo opererebbe nel corpo umano sui piani definiti come "fisico-emotivo-mentale" e spirituale, riportando "l'equilibrio" e "l'armonia".

Scientificamente non esiste alcuna prova di tali affermazioni; la stessa espressione campo energetico, nel senso inteso dalla cristalloterapia, è priva di qualsiasi significato o riscontro; soprattutto, non esiste alcuna prova di efficacia o utilità clinica del metodo.

Nell'antichità, dal mondo classico al Medioevo, le proprietà e i presunti effetti dei minerali sono stati oggetto di speculazione filosofica e alchemica. Alle pietre era attribuito un preciso influsso terapeutico, specifico per ciascuna patologia, come affermato ad esempio nella Naturalis historia di Plinio o dal trattato Sulle rocce di Teofrasto.[1][2][3]

La scelta del cristallo[modifica | modifica sorgente]

Secondo chi propone queste pratiche, ogni tipo di cristallo avrebbe presunti differenti "effetti"; la scelta del cristallo, acquistato o trovato in natura, potrebbe essere fatta anche basandosi sull'intuito e sulle sensazioni ed emozioni ricevute dal contatto col minerale.

Applicazione[modifica | modifica sorgente]

I cristalli verrebbero usati soprattutto per presunti scopi "terapeutici" e di "trasformazione spirituale" e per "ricaricare" l'ipotetica aura dell'organismo, un "campo energetico" che, secondo le credenze New Age[4] circonderebbe gli esseri viventi.

Per il presunto utilizzo "terapeutico" vengono adottati metodi differenti:

  • contatto: l'operatore tiene la pietra in mano e la passa sulle parti del corpo da trattare;
  • amuleto: portare con sé il minerale (in tasca, come ciondolo o braccialetto) nella vita quotidiana;
  • meditazione: in gruppo o da soli, con il cristallo addosso o in mano, ci si concentra sul disturbo, tentando di ristabilire "l'armonia nell'animo";
  • elisir: il minerale viene posto in una caraffa o in un bicchiere pieno d'acqua e in seguito si beve "l'elisir", che si sarebbe caricato delle presunte "energie" che vengono associate alla pietra; questa pratica può ovviamente esporre a rischi di intossicazione, a seconda dell'eventuale tossicità del soluto minerale passato nel liquido.

I sostenitori della cristalloterapia credono anche nell'esistenza di altre ipotetiche applicazioni delle pietre, come la cura a distanza e la cura dell'aura.

Presunte proprietà dei vari cristalli[modifica | modifica sorgente]

Vari cristalli produrrebbero presunti effetti diversi; ad esempio:

  • per l'insonnia: sarebbe indicata la malachite, perché scioglierebbe le tensioni, diffondendo calma e serenità;
  • per le donne in gravidanza: la fluorite favorirebbe il trasferimento di "energie benefiche" della madre al figlio;
  • per i disturbi del fegato: il diaspro tigrato e leopardato diminuirebbe i dolori epatici;
  • per l'ansia: l'agata di Botswana dovrebbe far cessare il panico;
  • per rilassare: la sodalite servirebbe per conciliare il sonno e rilassare corpo e mente;
  • per il mal di testa: l'ametista aiuterebbe a far passare le emicranie.

Critiche e controindicazioni[modifica | modifica sorgente]

La cristalloterapia non ha alcun fondamento scientifico e, come per altre forme di medicina alternativa, il principale pericolo di questa forma di trattamento proviene dalla possibilità che chi soffre di determinate patologie trascuri terapie di comprovata efficacia, per affidarsi a pratiche pseudoscientifiche alternative, come questa.

La cristalloterapia non ha mai superato prove volte a dimostrarne l'efficacia. James Randi sottopose un'esperta di cristalli ad un esperimento in diretta televisiva, basato sul metodo del doppio cieco, dimostrando l'assoluta assenza di qualsiasi effetto su un essere umano, che potesse essere attribuito ai cristalli.[5]

In definitiva, eventuali ed ipotetici effetti benefici dei cristalli vanno ricondotti esclusivamente al ben noto effetto placebo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Revière P.: Alchimia e spagiria. Dalla grande opera alla medicina di Paracelo, Ed. Mediterranee, Roma, 2000
  2. ^ Strehlow W.: La medicina di santa Ildegarda. Guida sintetica e pratica, Ed. Mediterranee, Roma, 2002
  3. ^ Paolo Cherubini, Lapidari, virtù terapeutiche di pietre piante e animali, scongiuri in un codice medico-alchemico tardo-medievale a Palermo, Unipa 2001
  4. ^ Medicine non convenzionali e pluralismo sanitario. Prospettive e ambivalenze della medicina integrata, Guido Giarelli, Franco Angeli, 2005, ISBN 8846465245
  5. ^ (EN) James Randi Tests Crystal Power and Applied Kinesiology

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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