Malachite

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Malachite
Malachite needles.jpg
Classificazione Strunz V/C.01-20
Formula chimica Cu2(CO3)(OH)2
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino  
Sistema cristallino  monoclino
Classe di simmetria  
Parametri di cella  
Gruppo puntuale 2/m
Gruppo spaziale P 21/a
Proprietà fisiche
Densità 4 g/cm³
Durezza (Mohs) 3,5-4
Sfaldatura da perfetta a buona secondo la direzione.

 

Frattura irregolare
Colore da verde giada a verde smeraldo
Lucentezza cerea, vitrea, sericea
Opacità opaco
Striscio  
Diffusione abbastanza raro
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La malachite è un minerale della famiglia dei carbonati (per la precisione è un idrossido carbonato rameico), e risulta effervescente al contatto con l'acido cloridrico.

Abito cristallino[modifica | modifica sorgente]

È quasi sempre microcristallina (strato d'alterazione dei minerali di rame), ma si trova anche sotto forma di strati fibrosi, in ammassi reniformi o efflorescenti. In alcune cavità può essere raramente rinvenuta malachite in piccoli cristalli aghiformi.

Origine e giacitura[modifica | modifica sorgente]

Si origina per alterazione di minerali presenti di rame.

I giacimenti sono tutti quelli secondari di rame. I maggiori giacimenti di malachite si trovano in Africa nello Zaire e Zambia, in Russia, Australia e Stati Uniti. In Italia il giacimento più famoso si trova sull'isola d'Elba.

Forma in cui si presenta in natura[modifica | modifica sorgente]

Malachite (Congo)
Le colonne della Cattedrale di Sant'Isacco

Utilizzo[modifica | modifica sorgente]

Per il suo bel colore che va dal verde chiaro al verde scuro, ed il caratteristico accrescimento che la fa caratterizzare con zonature date da sfumature di tonalità, la malachite viene utilizzata in gioielleria soprattutto come cabochon e in oggettistica semipreziosa. Tuttavia essendo un minerale con scarsa durezza, i manufatti in malachite possono rigarsi e rovinarsi facilmente, se usati e toccati senza attenzione.

Pregiati lavori di intaglio vengono dalla Cina e dalla Russia.

Sono famose le bellissime colonne in malachite della Cattedrale di Sant'Isacco a San Pietroburgo, pietra ampiamente utilizzata anche nel rivestimento delle sale della residenza estiva degli zar, il Palazzo d'Inverno, a San Pietroburgo.

Malgrado alcune dicerie diffuse sul web è la polvere prodotta durante la lavorazione ed essere tossica, del resto gli stessi siti (in genere parlano dei "poteri" delle pietre) segnalano di portarla a contatto della pelle solo se la pietra è stata lucidata.

I Greci e i Romani ne facevano amuleti ritenendo che proteggesse dagli infortuni. In miniera era chiamata "verdura delle rocce" per il suo colore che la mette in risalto sulla ganga rocciosa circostante.

Veniva anche usato come pigmento pittorico, il pigmento era conosciuto con i nomi: verde azzurro di Spagna, verde azzurro, verde tedesco, verde minerale, verde azzurro di Magna Grecia e verde d'Alemagna.

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