Partito Pensionati

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Partito Pensionati
Partito politico italiano
Leader Carlo Fatuzzo
Fondazione 1987
Sede Piazza Risorgimento 14, Bergamo
Coalizione Il Popolo della Libertà e Polo dell'Autonomia
Partito europeo Democratici Europei
Sito web www.partitopensionati.it

Il Partito Pensionati è un partito politico italiano fondato a Milano il 19 ottobre 1987 da Carlo Fatuzzo.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Una collocazione moderata

Dopo aver contribuito ad eleggere alcuni consiglieri regionali e provinciali in competizioni amministrative, prevalentemente nel nord Italia, il partito si fa notare alle elezioni europee del 1999 quando si presenta liste in tutte le circoscrizioni ed riesce a raggiungere lo 0,8% nazionale facendo eleggere il segretario Fatuzzo al Parlamento Europeo.

Il partito si ripresenta alle elezioni europee del 2004, riscuotendo l'1,1% su base nazionale ed eleggendo di nuovo un parlamentare europeo.

Da sempre schierato su posizioni moderate e di centrodestra (nel parlamento europeo aderisce al Partito Popolare Europeo e ha a lungo sostenuto le giunte regionali di centrodestra), il partito presenta propri candidati autonomi in alcuni collegi del Senato alle elezioni politiche del 1996 e del 2001.

In occasione delle elezioni regionali del 2005 sceglie alleanze diversificate regione per regione, talora col centrosinistra e talora col centrodestra.

[modifica] Il passaggio a L'Unione e la scissione

La rottura definitiva col centrodestra si consuma, però, il 6 febbraio 2006, dopo un incontro a Bologna tra Fatuzzo e Romano Prodi, quando il partito delibera di schierarsi (in vista delle elezioni politiche) con L'Unione: Fatuzzo, in tale circostanza, dichiara finita l'alleanza tra i pensionati ed il centrodestra, in quanto il governo Berlusconi ha "disatteso alcune promesse", riferendosi alla riforma pensionistica che posticipa l'età pensionabile a partire dal 2008. In seguito a questa decisione, un gruppo di dissidenti esce dal partito, fondando la Federazione Italiana Pensionati Uniti - F.I.P.U., che rimane alleata del centrodestra.

All'indomani delle consultazioni, i risultati mostrano la riconferma sostanziale dei recenti consensi, che però non attribuiscono al partito alcun seggio, in quanto non ha superato il 2% previsto dalla legge elettorale e nella lista dei partiti della maggioranza miglior perdenti è stato superato dall'UDEUR di Mastella. Tra i partiti di maggioranza esclusi dal parlamento è quello che ha ricevuto più voti. I Pensionati raccolgono 334 mila voti alla Camera (0,9%) e 340 mila al Senato (1,0%). Il partito, tuttavia, non ottiene rappresentanti all'interno del Governo Prodi II.

In occasione del referendum costituzionale del 2006, il partito si schiera sulle posizioni del "No".

[modifica] Il ritorno nel centrodestra e il PdL

In una conferenza tenutasi il 20 novembre 2007 a Roma Carlo Fatuzzo ha dichiarato chiusa l'alleanza del Partito Pensionati con l'Unione di centrosinistra e annuncia l'adesione del partito al gruppo di Forza Italia nel Parlamento Europeo. Il Partito Pensionati è stato inoltre presente alla manifestazione del 2 dicembre 2006 a Roma contro la Finanziaria del Governo Prodi II.

Nei primi mesi del 2008 il partito ha dichiarato la sua confluenza nel Popolo della Libertà, il partito unico del centrodestra fondato da Silvio Berlusconi.

Alle elezioni politiche del 2008 tuttavia, nonostante la vittoria del PdL, il Partito non riesce a eleggere nessuno dei suoi rappresentanti né nelle liste PdL della Camera (nelle quali era candidato in Lombardia il vicesegretario Lino Miserotti), né del Senato (nelle quali era candidato il presidente nazionale Giacinto Boldrini, sempre in Lombardia). Nessun esponente viene nemmeno insignito di incarichi nel governo Berlusconi IV.

In seguito alla nascita del PdL (25 marzo 2009), il Partito Pensionati decide di non confluire. Alle elezioni europee del 2009 i Pensionati presentano una lista comune con La Destra di Francesco Storace, il Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo e l'Alleanza di Centro di Francesco Pionati, il Polo dell'Autonomia.[1]

[modifica] Valori

Il programma del partito consiste nella tutela corporativa del pensionato e nel perseguimento di alcuni obiettivi basilari, come dare ai lavoratori la possibilità di trattenere i propri contributi in busta paga, dare un contributo alle famiglie che assistono anziani non autosufficienti, l'abolizione del cumulo di reddito fra coniugi per le pensioni dirette, portare al 100% la pensione di reversibilità del coniuge defunto (attualmente è al 60%), ottenere un rimborso dei contributi per chi non arriva all'età pensionabile, case di riposo dignitose e in numero sufficiente, abolire la lunga tempistica d'attesa per le visite ospedaliere, dare contributi alle associazioni di anziani e pensionati e alle Università libere e della Terza età.

[modifica] Controversia sul finanziamento pubblico

Nel libro "La Casta" (Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, Rizzoli 2007) vengono riportate le cifre dei rimborsi elettorali ricevuti dal partito di Fatuzzo in occasione delle consultazioni. Emerge come in occasione delle elezioni europee del 2004 il Partito dei Pensionati abbia ricevuto 180 Euro per ogni Euro speso in campagna elettorale.

[modifica] Risultati elettorali

Voti % Seggi
Europee 1989 162.293 0,47 -
Politiche 1992 Camera 220.509 0,56 -
Senato 215.889 0,65 -
Politiche 1994 Senato 250.637 0,76 -
Politiche 1996 Maggioritario Camera nel Polo - -
Senato nel Polo - -
Europee 1999 233.874 0,75 1
Politiche 2001 Camera 68.439 0,18 -
Senato 78.572 0,23 -
Europee 2004 374.343 1,15 1
Politiche 2006 Camera 333.278 0,87 -
Senato 340.365 1,00 -
Politiche 2008 Camera nel PdL - -
Senato nel PdL - -
Europee 2009 (Lista l'Autonomia) 682.046 2,2 -

[modifica] Note

  1. ^ http://www.partitoladestra.com/?costante_pagina=polo_autonomia&id_lingua=2

[modifica] Collegamenti esterni


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