Partito Pensionati

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Partito Pensionati
Partito pensionati
Segretario Carlo Fatuzzo
Presidente Giacinto Boldrini
Vicesegretario Lino Miserotti
Stato Italia Italia
Fondazione 19 ottobre 1987
Sede Piazza Risorgimento, 14
24128 Bergamo
Ideologia Liberalismo
Collocazione Centro-sinistra
Coalizione L'Unione (2006)
Il Popolo della Libertà (2008)
L'Autonomia (2009)
Coalizione di centro-destra (2013)
Partito europeo Democratici Europei
(1999-2009)
Gruppo parlamentare europeo Gruppo del Partito Popolare Europeo - Democratici Europei
(1999-2009)
Seggi Camera
0 / 630
Seggi Senato
0 / 315
Seggi Europarlamento
0 / 73
Seggi Consiglio regionale
1 / 1019
Testata Pensionati all'attacco
Sito web partitopensionati.it

Il Partito Pensionati è un partito politico italiano fondato a Milano il 19 ottobre 1987 da Carlo Fatuzzo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prodromi[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni Ottanta si afferma il Partito Nazionale Pensionati, che annovera tra i suoi maggiori esponenti Carlo Fatuzzo. Da tale soggetto politico si originano successivamente altre formazioni politiche: tra queste i Pensionati Uniti, fondato nel 1987 da Filippo de Jorio, e il Movimento Pensionati, nato nel 1991 su iniziativa di Roberto Olivato (le due formazioni daranno luogo ad un soggetto unitario per le elezioni politiche del 2006); il Movimento Pensionati Uomini Vivi, fondato dall'ex senatore DC Luigi D'Amato, presente alle elezioni politiche del 1992 all'interno della lista Federalismo Europa Autonomie; e lo stesso Partito Pensionati.

Una collocazione moderata[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver contribuito ad eleggere alcuni consiglieri regionali e provinciali in competizioni amministrative, prevalentemente nel nord Italia, il partito si fa notare alle elezioni europee del 1999 quando si presenta liste in tutte le circoscrizioni ed riesce a raggiungere lo 0,75% nazionale facendo eleggere il segretario Fatuzzo al Parlamento Europeo[1].

Il partito si ripresenta alle elezioni europee del 2004, riscuotendo l'1,1% su base nazionale ed eleggendo di nuovo un parlamentare europeo[2].

Da sempre schierato su posizioni moderate e di centrodestra (nel parlamento europeo aderisce al Partito Popolare Europeo e ha a lungo sostenuto le giunte regionali di centrodestra), il partito presenta propri candidati autonomi in alcuni collegi del Senato alle elezioni politiche del 1996 e del 2001.

In occasione delle elezioni regionali del 2005 sceglie alleanze diversificate regione per regione, talora col centrosinistra e talora col centrodestra.

Il passaggio a L'Unione e la scissione[modifica | modifica wikitesto]

La rottura definitiva col centrodestra si consuma, però, il 6 febbraio 2006, dopo un incontro a Bologna tra Fatuzzo e Romano Prodi, quando il partito delibera di schierarsi (in vista delle elezioni politiche) con L'Unione: Fatuzzo, in tale circostanza, dichiara finita l'alleanza tra i pensionati ed il centrodestra, in quanto il governo Berlusconi ha "disatteso alcune promesse", riferendosi alla riforma pensionistica che posticipa l'età pensionabile a partire dal 2008[3]. In seguito a questa decisione, un gruppo di dissidenti esce dal partito, fondando la Federazione Italiana Pensionati Uniti - F.I.P.U., che rimane alleata del centrodestra.

All'indomani delle consultazioni, i risultati mostrano la riconferma sostanziale dei recenti consensi, che però non attribuiscono al partito alcun seggio, in quanto non ha superato il 2% previsto dalla legge elettorale e nella lista dei partiti della maggioranza "miglior perdenti" è stato superato dall'UDEUR di Mastella. Tra i partiti di maggioranza esclusi dal parlamento è quello che ha ricevuto più voti. I Pensionati raccolgono 334 000 voti alla Camera (0,9%) e 340 000 al Senato (1,0%). Il partito, tuttavia, non ottiene rappresentanti all'interno del Governo Prodi II.

In occasione del referendum costituzionale del 2006, il partito si schiera sulle posizioni del "No".

Il ritorno nel centrodestra e il PdL[modifica | modifica wikitesto]

In una conferenza tenutasi il 20 novembre 2007 a Roma Carlo Fatuzzo ha dichiarato chiusa l'alleanza del Partito Pensionati con l'Unione di centrosinistra e annuncia l'adesione del partito al gruppo di Forza Italia nel Parlamento Europeo, decisione che è stata ratificata dall'Assemblea nazionale del partito, composta da 24 persone[4] Il Partito Pensionati è stato inoltre presente alla manifestazione del 2 dicembre 2006 a Roma contro la Finanziaria del Governo Prodi II[5].

Nei primi mesi del 2008 il partito ha dichiarato la sua confluenza nel Popolo della Libertà, il partito unico del centrodestra fondato da Silvio Berlusconi.

Alle elezioni politiche del 2008 tuttavia, nonostante la vittoria del PdL, il Partito non riesce a eleggere nessuno dei suoi rappresentanti né nelle liste PdL della Camera (nelle quali era candidato in Lombardia il vicesegretario Lino Miserotti), né del Senato (nelle quali era candidato il presidente nazionale Giacinto Boldrini, sempre in Lombardia). Nessun esponente viene nemmeno insignito di incarichi nel governo Berlusconi IV.

In seguito alla nascita del PdL (25 marzo 2009), il Partito Pensionati decide di non confluirvi. Alle elezioni europee del 2009 i Pensionati presentano una lista comune con La Destra di Francesco Storace, il Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo e l'Alleanza di Centro di Francesco Pionati, L'Autonomia[6].

Nel 2010, con le elezioni regionali, il Partito Pensionati si schiera col centro-sinistra in Lombardia (dove viene eletta Elisabetta Fatuzzo figlia del leader del partito), e in Emilia-Romagna (nessun eletto ma è riuscito a presentare le liste solo a Modena riportando lo 0,91% e a Ferrara ottenendo l'1,19%); si schiera invece col centrodestra in Piemonte (con l'elezione di un consigliere, Michele Giovine), Liguria (nessun eletto), Lazio (nessun eletto) e Puglia (nessun eletto). In Campania il partito ha dato vita alla lista "Alleanza di Popolo" insieme con altri movimenti locali ("Alleanza Democratica" di Nicola Turco, e "Noi Consumatori" di Angelo Pisani)[7] e ha sostenuto la candidatura del centrodestra. La lista ha eletto un consigliere, Roberto Conte ex-Verdi e ex-Margherita, rifiutato da altre liste per problemi giudiziari.

L'ingresso alla Camera dei deputati[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile 2012 il Partito Pensionati entra con un suo esponente alla Camera dei Deputati. Infatti in seguito alle dimissioni di Adriano Paroli (incompatibile in quanto sindaco di Brescia), poi di Antonio Verro e poi ancora di Marco Airaghi viene recuperato come primo dei non eletti il pensionato Lino Miserotti che entra così nel Parlamento Italiano e aderisce al gruppo del Popolo della Libertà.

L'ingresso al Senato[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio 2012 il Partito Pensionati entra con un suo esponente al Senato. Infatti in seguito alla morte di Gianpiero Carlo Cantoni subentra Giacinto Boldrini che entra così nel Parlamento Italiano e aderisce al gruppo del Popolo della Libertà.

Valori[modifica | modifica wikitesto]

Il programma del partito consiste nella tutela corporativa del pensionato e nel perseguimento di alcuni obiettivi basilari, come dare ai lavoratori la possibilità di trattenere i propri contributi in busta paga, dare un contributo alle famiglie che assistono anziani non autosufficienti, l'abolizione del cumulo di reddito fra coniugi per le pensioni dirette, portare al 100% la pensione di reversibilità del coniuge defunto (attualmente è al 60%), ottenere un rimborso dei contributi per chi non arriva all'età pensionabile, case di riposo dignitose e in numero sufficiente, abolire la lunga tempistica d'attesa per le visite ospedaliere, dare contributi alle associazioni di anziani e pensionati e alle Università libere e della Terza età.

Controversia sul finanziamento pubblico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Finanziamento pubblico ai partiti.

Nel libro "La Casta" (Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, Rizzoli 2007) vengono riportate le cifre dei rimborsi elettorali ricevuti dal partito di Fatuzzo in occasione delle consultazioni. Emerge come in occasione delle elezioni europee del 2004 il Partito dei Pensionati abbia ricevuto 180 Euro per ogni Euro speso in campagna elettorale[8].

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Voti % Seggi
Europee 1989 162.293 0,47 0
Politiche 1992 Camera 220.509 0,56 0
Senato 215.889 0,65 0
Politiche 1994 Senato 250.637 0,76 0
Politiche 1996 Maggioritario Camera nel Polo per le Libertà 0
Senato 60.640 0,19 0
Europee 1999 233.874 0,75 1
Politiche 2001 Camera 68.439 0,18 0
Senato 78.572 0,23 0
Europee 2004 374.343 1,15 1
Politiche 2006 Camera 333.278 0,87 0
Senato 340.565 1,00 0
Politiche 2008 Camera nel Popolo della Libertà 0[9]
Senato nel Popolo della Libertà 0[10]
Europee 2009 ne L'Autonomia 0
Politiche 2013 Camera 54.854 0,16 0
Senato 123.457 0,40 0

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elezioni Europee del 13 giugno 1999 in Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali. URL consultato il 23 marzo 2010.
  2. ^ Elezioni Europee del 12 giugno 2004 in Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali. URL consultato il 23 marzo 2010.
  3. ^ Giovanna Cavalli, Fatuzzo. Il leader dei «nonni»: Silvio? Mi trascurava in Corriere della Sera, 09 febbraio 2006, p. 6. URL consultato il 23 marzo 2010.
  4. ^ Claudio Del Frate, Assemblea del partito dei pensionati: arrivano in 24 in Corriere della Sera, 26 novembre 2006, p. 13. URL consultato il 23 marzo 2010.
  5. ^ Mister Pensionati torna alla Cdl Prodi ha tradito in La Repubblica, 21 novembre 2006, p. 9. URL consultato il 23 marzo 2010.
  6. ^ Nino Alongi, La strana alleanza del governatore in La Repubblica, 04 maggio 2009, p. 1 sezione:Palermo. URL consultato il 23 marzo 2010.
  7. ^ [1]
  8. ^ Rizzo, Stella, 2007
  9. ^ Nel 2012, in seguito alle dimissioni di Marco Airaghi, subentra alla Camera l'esponente dei Pensionati Lino Miserotti
  10. ^ Nel 2012, in seguito al decesso di Gianpiero Carlo Cantoni, subentra al Senato l'esponente dei Pensionati Giacinto Boldrini

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]