Pensione

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La pensione consiste in una rendita[1] vitalizia o temporanea corrisposta ad una persona fisica in base ad un rapporto giuridico con l'ente o la società che è obbligata a corrisponderla per la tutela del rischio di longevità o di altri rischi (invalidità, inabilità, superstiti, indiretta).

La pensione viene pagata con le imposte[2] in quanto servizio pubblico fornito in denaro con la spesa pubblica, nel caso di sistema pensionistico obbligatorio (es. in Italia INPS, INPGI, Inarcassa v. enti previdenziali o in Svizzera AVS).

La pensione viene pagata con il capitale accantonato es. fondi pensione e nella maggioranza dei sistemi pensionistici, prende il nome di pensione complementare.


La pensione nei rapporti giuridici[modifica | modifica sorgente]

La pensione è una rendita vitalizia o temporanea corrisposta ad una persona fisica in base ad un rapporto giuridico con l'ente o la società che è obbligata a corrisponderla.

Nel caso di rapporto giuridico di diritto pubblico la pensione è corrisposta da una pubblica amministrazione, sia essa con personalità giuridica pubblica o privata e si configura come una prestazione previdenziale per il soddisfacimento di un interesse pubblico.

Nel caso di rapporto giuridico di diritto privato la pensione è corrisposta come corrispettivo di un contratto di assicurazione di diritto privato.

Il caso del rapporto giuridico di diritto pubblico per la tutela di diritti sociali[modifica | modifica sorgente]

Il rapporto giuridico che contempla la pensione come prestazione per la tutela di diritti sociali, rientra nel diritto della previdenza sociale quale branca del diritto pubblico.

Nel rapporto giuridico obbligatorio per la tutela di diritti sociali, i soggetti sono l'ente previdenziale, persona giuridica ed il cittadino o società con persona giuridica privata.

Il rapporto giuridico obbligatorio, in una prima fase è quello tra ente impositore e contribuente ed ha il fine del finanziamento del sistema pensionistico obbligatorio.

Il rapporto giuridico obbligatorio, in una seconda fase è quello tra ente erogatore di un servizio pubblico ovvero di una prestazione legata a dei diritti sociali e cittadino possessore di specifici requisiti, fruitore del servizio pubblico sotto forma di pensione.

Gli enti previdenziali che gestiscono il servizio pensionistico obbligatorio, lo svolgono al di fuori del mercato e sono a tutti gli effetti pubbliche amministrazioni anche se con persona giuridica privata.

Il caso del rapporto giuridico di diritto privato con contratto di assicurazione[modifica | modifica sorgente]

Il rapporto giuridico volontario che contempla la pensione, è relativo ad un contratto di assicurazione trattato dal diritto delle assicurazioni.

Il finanziamento delle pensioni[modifica | modifica sorgente]

Il finanziamento delle pensioni avviene a seconda del tipo di rapporto giuridico da cui derivano e dal tipo di schema pensionistico utilizzato dall'ente gestore del sistema pensionistico cui si riferiscono. La pensione, essendo una rendita vita natural durante, ha un costo che dovrà essere sostenuto dal gestore e che può essere valutato con la matematica attuariale calcolando la riserva matematica necessaria in un dato momento in cui è in essere il rapporto giuridico. Si distinguono due sistemi di gestione: il sistema pensionistico senza copertura patrimoniale ed il sistema pensionistico con copertura patrimoniale delle obbligazioni conseguenti alla concessione della pensione.

Sistemi pensionistici senza copertura patrimoniale[modifica | modifica sorgente]

Nel caso di sistemi pensionistici senza copertura patrimoniale, l'ente previdenziale gestore, non ha alcun patrimonio in contropartita alla riserva matematica somma di tutte le obbligazioni derivanti dalla legge speciale sulle assicurazioni sociali obbligatorie. Il finanziamento avviene quindi secondo la legge con l'imposizione fiscale. L'INPS ad esempio nel 2012, a fronte di ca .... miliardi di euro di spesa pensionistica ha raccolto .... miliardi di euro con i contributi previdenziali e per la restante parte attraverso trasferimenti dello Stato, pertanto la spesa pensionistica dell'ente assume la stessa funzione di spesa pubblica come può essere la spesa per l'istruzione o le amministrazioni locali che in parte si finanziano con l'imposizione fiscale da loro imposta ed in parte con i trasferimenti dello Stato. In questo caso la sostenibilità fiscale dei sistemi pensionistici obbligatori deve essere valutata a livello statale.

Sistemi pensionistici con copertura patrimoniale o a capitalizzazione[modifica | modifica sorgente]

In questi sistemi il gestore amministra un patrimonio che deve garantire la somma delle riserve matematiche dei singoli rapporti giuridici in essere. Il rapporto giuridico prevede una prima fase dove il soggetto che sarà titolare di una rendita vita natural durante, versa al gestore dei premi assicurativi e che vanno a costituire delle riserve finanziarie, ed una seconda fase, dove il gestore eroga la pensione attingendo alle riserve.

Esistono diversi schemi pensionistici che si distinguono per le modalità di calcolo dell'importo della pensione, sia per il finanziamento degli enti, nonché per i soggetti che si accollano i rischi finanziari del sistema.

Essi sono:

I rischi nel rapporto giuridico della pensione[modifica | modifica sorgente]

La pensione nell'ordinamento giuridico italiano[modifica | modifica sorgente]

La pensione come prestazione previdenziale[modifica | modifica sorgente]

In Italia, la pensione del genere di prestazione previdenziale è prevista dall'art. 38 della Costituzione per le situazioni di bisogno indicate dalle leggi dello Stato. La corresponsione avviene per esigenze pubbliche legate alla sicurezza sociale. La pensione è gestita dai sistemi pensionistici obbligatori per mezzo degli enti previdenziali e consiste in una rendita[3] vitalizia o temporanea al permanere di condizioni particolari di bisogno secondo quanto stabilito dalle leggi speciali sulle assicurazioni sociali obbligatorie vigenti al momento della maturazione dei requisiti o dell'evento tutelato.

La pensione è la finalità delle assicurazioni sociali[4] ossia quello di fornire un servizio pubblico agli iscritti all'AGO o sue forme sostitutive o esclusive, quindi su base obbligatoria, per le esigenze di vita, in caso di vecchiaia, invalidita' o nel caso dei superstiti di pensionati (reversibilità, indiretta) previste dall'art. 38 della Costituzione. In Italia gli enti o istituti predisposti per la sua erogazione sono correntemente detti "enti previdenziali" e comprendono l'INPS e le casse professionali. Le pensioni sono finanziate con le imposte ossia attraverso i contributi previdenziali ed altri trasferimenti di risorse fiscali dal bilancio statale attraverso quindi la solidarietà intragenerazionale e intergenerazionale. In genere nei sistemi previdenziali obbligatori pubblici non vi è un accumulo di patrimoni per la copertura dei debiti previdenziali in quanto la gestione avviene con il sistema a ripartizione. La pensione è quindi corrisposta in base alle leggi speciali sulle assicurazioni sociali obbligatorie vigenti che fissano i requisiti minimi di legge per accedervi e non è strettamente legata ai contributi previdenziali versati come ad esempio nel caso della pensione di vecchiaia determinata con il metodo di calcolo retributivo o con il metodo di calcolo contributivo a capitalizzazione simulata vigente in Italia. Quindi, essendo regolata da leggi e non da contratti, la rendita rappresentata dalla pensione erogata dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni preposte, diventa uno strumento di politica economica e di politica di ridistribuzione dei redditi in quanto il vincolo insormontabile è dato dalle risorse statali provenienti dall'imposizione fiscale e non dal patrimonio accumulato.[5] Il libro bianco della Commissione Europea sulla previdenza parla quindi di sostenibilità fiscale dei sistemi pensionistici obbligatori.

La pensione complementare[modifica | modifica sorgente]

In Italia, la pensione basata su un rapporto giuridico volontario è denominata pensione complementare e consiste nella rendita corrisposta dalla previdenza complementare, strettamente legata ai premi assicurativi previsti nel contratto assicurativo di tipo privatistico.

Normativa di riferimento vigente in Italia[modifica | modifica sorgente]

Tipologie[modifica | modifica sorgente]

I tipi di pensione erogati dallo Stato italiano sono:

  1. pensione di vecchiaia;
  2. pensione di anzianità;
  3. pensione di invalidità;
  4. pensione di reversibilità;
  5. pensione ai superstiti;
  6. pensione indiretta;
  7. pensione di guerra;

Se non si raggiungono i requisiti di legge per l'ottenimento della pensione, la forma di assistenza fornita dallo Stato è l'assegno sociale.

Pubbliche amministrazioni predisposte per l'erogazione delle pensioni[modifica | modifica sorgente]

Le pubbliche amministrazioni che in Italia gestiscono il sistema previdenziale pubblico sono elencate tra quelle che fanno parte della previdenza di primo pilastro.

In particolare si distinguono:

  • pubbliche amministrazioni di forma giuridica di diritto pubblico (regolate dalla legge);
  • pubbliche amministrazioni di forma giuridica di diritto privato (regolate dalla legge, dagli statuti e dai regolamenti).

Ogni pubblica amministrazione ha regole diverse:

per quanto riguarda il rapporto con chi usufruisce del servizio:

  • i requisiti di iscrizione obbligatoria;
  • il livello e le modalità di contribuzione obbligatoria;
  • le prestazioni previdenziali corrisposte.

per quanto riguarda la gestione finanziaria:

  • gestione a ripartizione senza copertura (es. INPS);
  • gestione a ripartizione a parziale copertura.

Critiche all'informazione sulle pensioni in Italia[modifica | modifica sorgente]

Critiche all'affermazione "La pensione è una retribuzione differita"[modifica | modifica sorgente]

Sovente si sente l'affermazione che la pensione sarebbe una retribuzione differita,[6] che deriva quindi dal contratto di lavoro e che dovrebbe essere agganciata alle retribuzioni correnti.

Tale orientamento è stato ribaltato dalla più recente sentenza della Corte dei Conti 951 2012[7] che afferma "non può essere applicato alla pensione sulla base della sua pretesa natura di retribuzione differita, poiché la pensione, pur presupponendo la avvenuta percezione della retribuzione, di cui rappresenta in termini contabili l’erogazione di un accantonamento, in termini giuridici e sociali rappresenta un istituto del tutto diverso, sostenuto ed improntato a principi di mutua assistenza piuttosto che a quelli di garanzia della sinallagmaticità tra prestazione lavorativa e retribuzione, da cui deriva la garanzia della proporzionalità tra le due poste economiche."

La stessa sentenza ribadisce che non esiste una correlazione tra stipendio e pensione e che comunque la perequazione delle pensioni deve essere attuata nel "ragionevole bilanciamento del complesso dei valori e degli interessi costituzionali coinvolti (…), compresi quelli connessi alla concreta e attuale disponibilità delle risorse finanziarie e dei mezzi necessari per far fronte ai relativi impegni di spesa".

La stessa sentenza evidenzia che sopravvenuti mutamenti economici possono rendere non immediatamente attuabile la dichiarazione di principio dei Presidenti del Consiglio e dei Ministri degli affari sociali della Comunità Europea del 6.12.1993 circa il mantenimento del potere d'acquisto delle pensioni.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fu Otto von Bismarck nel 1889 a promulgare la prima legge che garantiva la pensione ai lavoratori dipendenti e stabilì, appunto, l'età limite per usufruire di questo diritto. Da quel momento molti paesi industrializzati dell'Europa e gli Stati Uniti presero spunto dalle normative della Germania quando si trattò di regolamentare, sotto questo aspetto, il mondo del lavoro.

Il 14 agosto 1935 il presidente degli USA Franklin Delano Roosevelt firma il Social Security Act che prevedeva il pagamento di un'indennità di disoccupazione e di una somma a vita per i lavoratori che avevano raggiunto l'età pensionabile. La legge creava il primo sistema pensionistico, a conclusione dei lavori della commissione parlamentare presieduta dall'economista Edwin E. Witte.

La legge istituiva la Social Security, organo di proprietà statale che aveva il compito di gestire il sistema pensionistico. Il sistema pensionistico americano funzionava secondo uno schema a ripartizione, ancora vigente, per il quale i contributi erano a carico per metà del lavoratore, e per l'altra metà, a carico del datore di lavoro. La trattenuta iniziale sul salario era del 2%, progressivamente aumentata nel tempo.

I primi contributi pensionistici iniziarono ad essere versati nel 1937, e il primo assegno pensionistico fu staccato il 1º giugno 1940 a Ida May Fuller, originaria di Brattleboro nel Vermont.

Nel 1939, il Congresso approva tre emendamenti al Federal Insurance Contributions Act, creando la pensione di reversibilità per orfani e vedove, e la pensione minima anche per quanti non avevano contributi versati. Questo provvedimento permise l'accesso ai benefici pensionistici anche a larghe fasce della popolazione, che avevano vissuto la Grande depressione.

In Italia[modifica | modifica sorgente]

In Italia la previdenza sociale nasce nel 1898 con la fondazione della "Cassa nazionale di previdenza per l'invalidità e la vecchiaia degli operai" , l'iscrizione a tale istituto diventa obbligatoria solo nel 1919, anno in cui l'istituto cambia nome in "Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali". Nel 1933 la CNAS diventerà Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale. La pensione sociale viene introdotta solo nel 1969. Esistono inoltre Enti previdenziali per specifiche categorie di lavoratori (giornalisti, notai, avvocati, commercialisti).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ D.L.201/2011, op. cit., art. 24 c.16 "...gli aggiornamenti dei coefficienti di trasformazione in rendita ..."
  2. ^ Pensioni, Treccani, Il libro dell'anno 2004, op. cit., Il motivo più pressante è che gli attuali sistemi di welfare hanno in molti paesi e per molti settori (pensioni, sanità) implicazioni dirette sul debito pubblico."
  3. ^ D.L.201/2011, op. cit., art. 24 c.16 "...gli aggiornamenti dei coefficienti di trasformazione in rendita ..."
  4. ^ R.D.L.636/1939, op. cit., art.2 - Finalità delle assicurazioni obbligatorie - L'assicurazione obbligatoria per l'invalidità e la vecchiaia ha per scopo l'assegnazione di una pensione agli assicurati nel caso di invalidità o di vecchiaia e di una pensione ai superstiti nel caso di morte dell'assicurato o del pensionato. Essa ha inoltre per scopo la prevenzione e la cura dell'invalidità.
  5. ^ Panorama20130607, op. cit., La colpa non è soltanto della Riforma Fornero ma anche di altri analoghi provvedimenti adottati in precedenza, negli anni '90 e dal 2000 in poi. Si tratta di misure che, in certi periodi, hanno interrotto o attenuato la rivalutazione automatica degli assegni Inps, che avviene ogni anno in base al tasso di inflazione (la cosiddetta perequazione).
  6. ^ Sentenza Corte Costituzionale 501 1988, op. cit., "Dato che, secondo il richiamato costante indirizzo della giurisprudenza di questa Corte, la pensione deve intendersi come retribuzione differita, ne consegue l'esigenza di una costante adeguazione del trattamento di quiescenza alle retribuzioni del servizio attivo."
  7. ^ Sentenza Corte dei Conti 951 2012, op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Leggi[modifica | modifica sorgente]

News[modifica | modifica sorgente]

Sentenze[modifica | modifica sorgente]

Web[modifica | modifica sorgente]

  • Tiziano Treu, Mario Carta, Pensioni. URL consultato il 9 giugno 2014.
  • indennità. URL consultato il 15 settembre 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]