Süd-Tiroler Freiheit

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Süd-Tiroler Freiheit - Freies Bündnis für Tirol
Leader Eva Klotz
Segretario Werner Thaler
Portavoce Sven Knoll
Stato Bandiera dell'Italia Italia
Fondazione 2007
Dissoluzione
Sede San Giuseppe al Lago, 74
39052 Caldaro sulla Strada del Vino
Partito
Ideologia Autonomismo, nazionalismo, secessionismo
Collocazione
Coalizione nessuna
Partito europeo Alleanza Libera Europea (Membro)[1]
Gruppo parlamentare europeo
Affiliazione internazionale
Seggi Camera
Seggi Senato
Seggi Europarlamento
Seggi Consiglio regionale
Testata
Organizzazione giovanile
Iscritti
Colori
Sito web Suedtiroler-Freiheit
Il confine del passo del Brennero, con il cartello "L'Alto Adige non è Italia", voluto dal movimento Süd-Tiroler Freiheit

Süd-Tiroler Freiheit (in italiano Libertà Sud-Tirolese) è un movimento politico[2] altoatesino di estrema destra[3] fondato da Eva Klotz figlia di Georg Klotz‎.

Si pone come obiettivo la ri-annessione del Tirolo Meridionale (l'odierna Provincia Autonoma di Bolzano ceduta dall'Austria alla fine della prima guerra mondiale) allo Stato Federato del Tirolo attraverso un referendum. Per questo il nome del partito è Süd-Tiroler Freiheit, col trattino (a significare il carattere per loro temporaneo della divisione tra Tirolo settentrionale, meridionale e orientale).

L'altro punto caratterizzante è la difesa della maggioranza di lingua tedesca della Provincia Autonoma di Bolzano, minoranza dello Stato Italiano.

Controversa è la politica anti-italiana che va dalla discriminazione dell'educazione scolastica[4] allo sport.[5].

Esiste anche un movimento giovanile, la Junge Süd-Tiroler Freiheit.

Al momento della nascita, contava su un consigliere provinciale e regionale (la leader Eva Klotz)[6] ed una trentina di consiglieri comunali in tutta la provincia,[7] ora ne conta due.

[modifica] Storia

Il movimento è nato nel maggio del 2007 da una scissione dell'Union für Südtirol, quando esplosero le tensioni presenti da tempo fra i due leader del partito,[8] Eva Klotz ed Andreas Pöder. Fino a quel momento il partito era stato guidato da una diarchia. Pöder però, allora segretario, fece reintrodurre dal congresso del partito la figura dell'Obmann, accentrando su di sé i poteri ed estromettendo di fatto la Klotz.[9] La mozione era passata con soli 6 voti di scarto (76 contro 70) e la Klotz, con parte del gruppo dirigente, uscì dal partito che aveva contribuito a fondare.

Nelle elezioni provinciali del 2008 il partito ha ottenuto il 4,9% dei voti ed ha eletto due consiglieri: la leader Klotz e Sven Knoll.[10]

[modifica] Note

  1. ^ (ENDE) Süd-Tiroler Freiheit (STF) (Membro). URL consultato il 28-09-2009.
  2. ^ E non un partito, secondo quanto dichiarato da Eva Klotz: (DE) Eva Klotz präsentiert "Süd-Tiroler Freiheit". www.stol.it, link all'articolo non esistente. URL consultato il 28-10-2007., vedasi anche [1]
  3. ^ (FR) Richard Heuzé. L'allemand gagne à l'écrit dans le Haut-Adige. Le Figaro, 26 luglio 2010. URL consultato il 19 febbraio 2012.
  4. ^ (DE) Programmatische Grundzüge (Programma), dal sito ufficiale del Süd-Tiroler Freiheit; cit.: «Die Kinder dürfen nicht in der "Siamo-in-Italia"-Mentalität erzogen werden.»
  5. ^ (DE) Programmatische Grundzüge (Programma), dal sito ufficiale del Süd-Tiroler Freiheit; cit.: «Die Südtiroler Athleten sollen nicht für den italienischen Staat antreten und die eigene Identität verleugnen müssen»
  6. ^ I gruppi consiliari - Süd-Tiroler Freiheit. URL consultato il 28-10-2007.
  7. ^ (DE) Eva Klotz präsentiert "Süd-Tiroler Freiheit". www.stol.it, 08-05-2007. URL consultato il 28-10-2007.
  8. ^ Si veda l'intervista ad Eva Klotz sul quotidiano Alto Adige del 7 maggio 2007, p. 7.
  9. ^ (DE) intervista a Pöder su stol.it
  10. ^ Süd-Tiroler Freiheit. Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano. URL consultato il 10-03-2010.

[modifica] Collegamenti esterni


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