Süd-Tiroler Freiheit

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Süd-Tiroler Freiheit
Freies Bündnis für Tirol
Leader Eva Klotz
Segretario Werner Thaler
Portavoce Sven Knoll
Stato Italia Italia
Fondazione 2007
Sede Via dei Portici, 9
39100 Bolzano BZ
Ideologia autonomismo, indipendentismo, antitalianismo
Collocazione incerta
Coalizione nessuna
Partito europeo Alleanza Libera Europea (Membro)[1]
Seggi Consiglio provinciale
3 / 35
 (2013)
Organizzazione giovanile Junge Süd-Tiroler Freiheit
Iscritti 3659 (maggio 2014)
Colori bianco-rosso
Sito web (DE) Suedtiroler-Freiheit
Il confine del passo del Brennero, con il cartello "L'Alto Adige non è Italia", voluto dal movimento Süd-Tiroler Freiheit

Süd-Tiroler Freiheit (in italiano Libertà Sud-Tirolese, nome completo Süd-Tiroler Freiheit - Freies Bündnis für Tirol, ossia Libera alleanza per il Tirolo) è un partito politico italiano attivo nella sola provincia autonoma di Bolzano, fondato e guidato da Eva Klotz, figlia del militante separatista Georg Klotz.

Il soggetto politico rifiuta tuttavia di definirsi partito, preferendo il termine movimento di raccolta.

Ideologia e programma[modifica | modifica wikitesto]

Il movimento si autodescrive come "alleanza liberale-patriottica che reclama il diritto all’autodeterminazione per il Popolo Sudtirolese". In dettaglio, si pone come obiettivo la ri-annessione del Tirolo Meridionale (l'odierna provincia autonoma di Bolzano ceduta dall'impero austro-ungarico alla fine della prima guerra mondiale) allo Stato Federato del Tirolo, ratificando tale atto attraverso un referendum. Significativo in tal senso è il nome del partito: Süd-Tiroler Freiheit, in cui il trattino rimarca il carattere a parer loro temporaneo della divisione tra Tirolo Settentrionale, meridionale e orientale).[2] Alcune campagne di propaganda, come quelle effettuate nel 2009 presso il passo del Brennero, con l'apposizione sul lato austriaco del cartello "Süd-Tirol ist nicht Italien!", rendono ancora più evidente la natura secessionista del partito.

Nel suo programma politico, il movimento dà per scontato che entro il 2019 l'Alto Adige sarà "riunito alla madrepatria austriaca"[3].

Un altro punto caratterizzante del programma è la tutela delle popolazioni altoatesine di lingua tedesca e ladina. Esiste anche un movimento giovanile, la Junge Süd-Tiroler Freiheit. Ritenendo vi fosse una crescita, in tempi recenti, di un sentimento analogo anche in Trentino, il partito ha creato una propria sezione mirata a coinvolgere anche la popolazione trentina, con il nome di Welsch-Tiroler Freiheit.

Altro punto fondamentale del programma del movimento è l'immediata richiesta di una maggiore autonomia, priva di imposizioni nazionali da parte dell'Italia, in vari ambiti: la concessione di doppia cittadinanza italo-austriaca ai cittadini altoatesini, ampliamento del diritto all'uso della lingua madre (citando ad esempio i foglietti illustrativi dei medicinali), libertà nella scelta dei programmi scolastici, con un maggior spazio concesso all'insegnamento della storia tirolese "senza falsificazioni", l'eliminazione dei toponimi introdotti dal fascista Ettore Tolomei nel prontuario dei nomi locali dell'Alto Adige in favore di quelli anticamente in uso, e l'abbattimento dei monumenti di epoca fascista esistenti sul territorio della provincia[4].

Collocazione politica[modifica | modifica wikitesto]

Il movimento è membro dell'Alleanza Libera Europea e fa parte dell'area politica dell'autonomismo/secessionismo. Dichiara di essere lontano da qualsiasi forma di estremismo politico[5] anche se altre fonti propendono per collocarlo nell'estrema destra[6] ed altre ancora hanno rilevato la presunta vicinanza con movimenti neonazisti, soprattutto in riferimento al consigliere provinciale Sven Knoll.[7] In merito a tale circostanza, l'allora procuratore capo di Bolzano Cuno Tarfusser precisò che Knoll non era indagato e che, a quanto ne sapeva, il partito aveva in passato allontanato esponenti ritenuti troppo vicini all'estrema destra.[8]. Altri ancora lo collocano a sinistra, visto che nella simbologia del partito è contemplata l'effigie di Che Guevara[9].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il movimento è nato nel maggio del 2007 da una scissione dell'Union für Südtirol, quando esplosero le tensioni presenti da tempo fra i due leader del partito,[10] Eva Klotz ed Andreas Pöder. Fino a quel momento il partito era stato guidato da una diarchia. Pöder però, allora segretario, fece reintrodurre dal congresso del partito la figura dell'Obmann, accentrando su di sé i poteri ed estromettendo di fatto la Klotz. La mozione era passata con soli 6 voti di scarto (76 contro 70) e la Klotz, con parte del gruppo dirigente, uscì dal partito che aveva contribuito a fondare.

Al momento della nascita, contava su un consigliere provinciale e regionale, la leader Eva Klotz,[11] ed una trentina di consiglieri comunali in tutta la provincia.[12]

Nelle elezioni provinciali del 2008 il partito ha ottenuto il 4,9% dei voti ed ha eletto due consiglieri: la leader Klotz e Sven Knoll.[13]

Alla successiva tornata elettorale, nel 2013 i consensi del partito salgono al 7,2% e il numero dei consiglieri sale a tre: ai rieletti Eva Klotz e Sven Knoll si aggiunge Bernhard Zimmerhofer[14].

Sempre in quell'anno, il partito lancia l'iniziativa Selbstbestimmung 2013: un referendum popolare (senza alcuna effettiva validità legale e giuridica) realizzato in parte online e in parte con degli stand allestiti in provincia per sondare l'opinione dei cittadini sul tema dell'autodeterminazione[15].

Il 17 novembre 2014 Eva Klotz si dimette per motivi personali da consigliera provinciale;[16] al suo posto subentra la candidata più votata tra i non eletti, Myriam Atz Tammerle[17].

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Elezioni provinciali[modifica | modifica wikitesto]

Voti % Seggi
Provinciali di Bolzano 2008 14.888 4,9 2
Provinciali di Bolzano 2013 20.736 7,2 3

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (ENDE) EFA - Member Parties. URL consultato il 26-09-2014.
  2. ^ Eva Klotz ha spiegato le origini del nome per il nuovo movimento in un'intervista alla "Tagesschau" (telegiornale del Rai Sender Bozen) nel 2007.
  3. ^ Breve storia del sud-tirolo dal 1918 ai nostri giorni, dal sito ufficiale del Süd-Tiroler Freiheit. Consultato il 3 dic 2013.
  4. ^ (DE) Programmatische Grundzüge (linee programmatiche) - Süd-Tiroler Freiheit. Consultato il 18 set 2013.
  5. ^ Manifesto politico del movimento Süd-Tiroler_Freiheit. URL consultato il 28 marzo 2012.
  6. ^ (FR) Richard Heuzé, L'allemand gagne à l'écrit dans le Haut-Adige, Le Figaro, 26 luglio 2010. URL consultato il 19 febbraio 2012.
  7. ^ Pura razza Sud Tirolo, L'Espresso, 23 ottobre 2008. URL consultato il 28 marzo 2012.
  8. ^ Intervista al procuratore Cuno Tarfusser del Corriere della Sera
  9. ^ Che Guevara nuovo eroe di Eva Klotz - altoadige.gelocal.it - 14 ago 2012.
  10. ^ Si veda l'intervista ad Eva Klotz sul quotidiano Alto Adige del 7 maggio 2007, p. 7.
  11. ^ I gruppi consiliari - Süd-Tiroler Freiheit. URL consultato il 28-10-2007.
  12. ^ (DE) Eva Klotz präsentiert "Süd-Tiroler Freiheit", www.stol.it, 08-05-2007. URL consultato il 28-10-2007.
  13. ^ Süd-Tiroler Freiheit, Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano. URL consultato il 10-03-2010.
  14. ^ Risultati elezioni provinciali 2013 - provincia.bz.it
  15. ^ Knoll: "Il referendum sarà la nostra campagna elettorale" - salto.bz- 2 set 2013.
  16. ^ Eva Klotz si è dimessa dal consiglio provinciale: "Mio marito è malato, voglio stargli vicino" - Alto Adige, 17 nov 2014
  17. ^ Al suo posto la Tammerle, la protagonista del video anti-italiano - Alto Adige, 21 nov 2014

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]