Partito Popolare Trentino Tirolese

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Partito Popolare Trentino Tirolese
Stato Italia Italia
Fondazione
Ideologia Autonomismo, cristianesimo democratico
Coalizione nessuna

Il Partito Popolare Trentino Tirolese (PPTT) è stato un partito politico regionale, attivo nella Provincia di Trento, di ispirazione autonomista e cristiano-democratica. È stato presente nel dibattito politico del Trentino dal 1948 fino al 1982.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le radici: l'ASAR[modifica | modifica sorgente]

Le radici storiche del Partito Popolare Trentino Tirolese vanno ricondotte ad una associazione di carattere culturale e autonomista, l'Associazione Studi Autonomistici Regionali (ASAR).

L'Asar, attiva dopo la seconda guerra mondiale a partire dal settembre del 1945, fu un movimento decisivo per l'ottenimento dello statuto speciale per l'intero territorio del Trentino-Alto Adige (lo slogan del movimento era infatti «autonomia integrale da Borghetto al Brennero»).

Espressione soprattutto delle istanze autonomiste e cristiano-democratiche radicate nelle valli, dove era presente con gruppi e sezioni, l'Asar fu protagonista di diverse manifestazioni per l'ottenimento della specificità e dell'autonomia trentina. Particolarmente imponente quella organizzata a Trento il 20 aprile 1947, alla presenza di 30.000 persone[1].

Il Partito Popolare Trentino Tirolese[modifica | modifica sorgente]

Seguì un periodo di crisi interna al movimento, che ebbe come epilogo la decisione presa dalla maggioranza dei partecipanti all'ultimo congresso (svoltosi il 25 luglio 1948) dello scioglimento dell'Asar e la sua trasformazione in un soggetto politico, il Partito Popolare Trentino Tirolese (PPTT). Inoltre, una minoranza dei delegati costituì un altro gruppo di ispirazione autonomista, Autonomia Integrale.

La spaccatura nel movimento autonomista e la trasformazione di parte di esso in un partito politico provocarono la diminuzione del consenso popolare: il 28 novembre 1948 le prime elezioni regionali videro il Partito Popolare Trentino Tirolese ottenere il 16,8% dei consensi e quattro consiglieri regionali, risultato ben lontano dal 57,6% della Democrazia Cristiana di Alcide Degasperi[2].

Nei decenni successivi il governo della regione Trentino-Alto Adige e della Provincia di Trento fu dominato dalla Democrazia Cristiana, spesso legata da rapporti turbolenti con il partito di raccolta degli altoatesini di lingua tedesca, la Südtiroler Volkspartei (SVP). Il leader autonomista in questo periodo fu Enrico Pruner, consigliere regionale ininterrottamente dal 1952 al 1984.

Pruner cercò di modificare la condizione di subalternità del PPTT nei confronti della SVP, storicamente considerata la "sorella maggiore" del partito trentino, e al tempo stesso di ricercare un compromesso con i sudtirolesi, il cui obiettivo era la demolizione della Regione autonoma Trentino-Alto Adige e la costituzione di due enti indipendenti diversi per le province di Trento e Bolzano, soluzione che poteva minare i fondamenti dell'autonomia del Trentino.

A metà degli anni settanta il nome del partito venne mutato in Partito Popolare Trentino Tirolese per l'Unione Europea (PPTT-UE) per sottolineare la volontà del partito di lavorare per l'integrazione europea e per il superamento dei confini nazionali.

La spaccatura e il PATT[modifica | modifica sorgente]

Con gli anni 1980 nel PPTT emersero due gradi correnti, una più conservatrice ed una più centrista. La spaccatura avvenne nel 1982, che portò alla presentazione di due liste per le elezioni provinciali del 1983: l'Unione Autonomista Trentino Tirolese, con leader Franco Tretter, e Autonomia Integrale, guidata da Enrico Pruner[3].

Il 29 maggio 1987 i Congressi dei due partiti, Unione Autonomista Trentino Tirolese e Autonomia Integrale, dichiarano la volontà di unirsi nuovamente in un unico partito, cosa che avvenne il 17 gennaio 1988 con la fondazione del Partito Autonomista Trentino Tirolese (PATT), il quale divenne erede legale del PPTT, e di cui ne divenne segretario Carlo Andreotti.[3][4]

Risultati elettorali[modifica | modifica sorgente]

Elezioni voti  % seggi
Regionali del 1948 33.137 16,8% 4
Regionali del 1952 12.906 6,2% 2
Regionali del 1956 9.541 4,3% 1
Regionali del 1960 9.008 3,8% 1
Regionali del 1964 13.756 5,7% 2
Regionali del 1968 18.182 7,4% 2
Regionali del 1973 23.080 9,0% 3
Regionali del 1978 36.820 13,1% 5

I risultati[5] sono riferiti al solo collegio di Trento (corrispondente alla Provincia di Trento).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dall'accordo Degasperi-Gruber agli statuti di autonomia: L'A.S.A.R., Provincia autonoma di Trento.
  2. ^ Il secondo dopoguerra e l'autonomia trentina: Gli esordi dell'autonomia regionale, Trentino Cultura.
  3. ^ a b Franco Panizza, Autonomisti in Trentino - Una tradizione che apre al futuro in Patt, 2007, p. 28. URL consultato il 13 agosto 2008.
  4. ^ Antonio Del Giudice, Tra CL e cattocomunisti Trento si scopre verde, la Repubblica, 20 novembre 1988. URL consultato il 13 agosto 2008.
  5. ^ Elezioni del Consiglio Regionale, Regione Trentino-Alto Adige.