Bürger Union für Südtirol

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Bürger Union für Südtirol
Segretario Andreas Pöder
Vicesegretario Josefa Brugger
Stato Italia Italia
Fondazione 1988
Sede Via Garibaldi 6, Bolzano
Ideologia autonomismo, indipendentismo, nazionalismo, destra sociale
Collocazione destra
Coalizione Bürger Union-Ladins Dolomites-Wir Südtiroler
Seggi Consiglio provinciale
1 / 35
 (2013)
Testata Familie & Heimat (famiglia e patria)
Colori arancione
Sito web http://www.buergerunion.st/

La Bürger Union für Südtirol (in italiano Unione dei cittadini per il Sudtirolo, fino al 2012 Union für Südtirol) è un partito politico indipendentista attivo nella provincia dell'Alto Adige, ossia la Provincia autonoma di Bolzano, e sostenitore di politiche in favore delle comunità di lingua tedesca e lingua ladina, con particolare attenzione ai diritti delle famiglie, dei lavoratori dipendenti e delle piccole imprese.

Il partito è guidato da Andreas Pöder.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il partito nasce nell'autunno del 1989[1], dopo la fuoriuscita dalla Südtiroler Volkspartei del consigliere provinciale Alfons Benedikter. Attorno a lui, Eva Klotz e Gerold Meraner si riunirono il piccolo partito Freiheitliche Partei Südtirols (in precedenza, Partei der Unabhängigen), il Südtiroler Heimatbund e il movimento per il federalismo.

La sua collocazione si trova a destra[2]. A livello europeo nel 1989, rientrava con la Lega Nord e la Slovenska Skupnost nell'Alleanza Libera Europea, marcando l'avvicinamento di quest'ultima ai nuovi movimenti identitari europei[3].

Benedikter sarà anche il primo Obmann (segretario) del movimento, che si caratterizza per la critica alla politica definita rinunciataria della SVP.

Nel 1991 a Benedikter subentra il giovane Martin Wenter, e l'Union vive un periodo di crisi, caratterizzato da un forte calo dei consensi e degli iscritti, che ha termine quando Wenter viene allontanato. Al suo posto, Karl Augsten riesce a riportare il partito a buoni risultati, con l'elezione di 2 consiglieri provinciali e regionali alle elezioni del 1993 (Klotz e Benedikter).

Nel 1994 la figura dell'Obmann viene sostituita da quella del segretario politico provinciale (Landessekretär), Andreas Pöder, e viene riorganizzata la struttura, anche con la nascita di un movimento giovanile (Junge Union).

L'anno dopo, alle elezioni comunali, l'Union riesce ad eleggere propri rappresentanti in 40 comuni della provincia.

Alle elezioni politiche del 1996 l'UfS si presenta in aperto contrasto con l'SVP, raccogliendo, per la Camera dei deputati (nella quota proporzionale), 55.548 voti e, per il Senato della Repubblica, 19.330 voti senza ottenere alcun seggio. Nel collegio di Bolzano alla camera raggiunge il 5.64%.[4], a livello nazionale al senato ottiene lo 0.06%[5]

Alle elezioni provinciali del 1998, l'UfS sfiora i tre mandati, mancati per soli 2.000 voti. Vengono eletti Pöder e Klotz, confermati poi anche nel 2003,sfiorando il terzo mandato per 108 voti.

Le tensioni personali tra i due leader aumentarono nel corso degli anni[6], fino a che si giunse alla spaccatura durante il congresso del partito, il 5 maggio 2007, ad un anno dalle elezioni provinciali del 2008. Andreas Pöder chiese la reintroduzione della figura dell'Obmann, ottenendola con 76 voti a favore e 70 contrari[7] e scalzando di fatto la Klotz. Quest'ultima decise di uscire dal partito che aveva contribuito a fondare, con parte del gruppo dirigente[8]: nasceva il movimento indipendentista Süd-Tiroler Freiheit.

Nelle elezioni provinciali del 2008 il partito ha ottenuto il 2,3% dei voti [9], riducendo i propri consensi in favore della Süd-Tiroler Freiheit di Eva Klotz, ed eletto un consigliere.

Nel gennaio 2012 il movimento ha mutato nome in Bürger Union für Südtirol.

La Bürger Union ha rifiutato di presentare una lista per le elezioni politiche 2013, domandando ai suoi elettori di annullare il loro voto apponendo sulla scheda elettorale un adesivo con la scritta "Roma, ci hai rotto!" (in tedesco Rom kann uns mal!)[10]. Il motivo addotto dall'Obmann Pöder è che "la politica per il Sudtirolo va fatta in Sudtirolo", non essendo dunque necessario per il suo partito (in quanto separatista) concorrere per entrare nel parlamento italiano.

Alle elezioni provinciali 2013 il partito ha presentato una lista unificata con i Ladins e il movimento Wir Südtiroler (noi sudtirolesi). La lista così composta ha totalizzato il 2,1% dei consensi ed eletto al consiglio provinciale il solo Andreas Pöder[11].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (DE) Eckhard Römer, Italienische Mediensprache. Handbuch / Glossario del linguaggio dei mass Media, Walter de Gruyter, 2009, ISBN 978-3-89949-645-1. (consultabile anche online)
  2. ^ Fiorenzo Toso, Lingue d'Europa:la pluralità linguistica dei Paesi europei fra passato e presente, Dalai editore, 2006, ISBN 978-88-8490-884-1. (consultabile anche online)
  3. ^ (EN) Lieven De Winter,Huri Tursan, Regionalist Parties in Western Europe, Routledge, 2004, ISBN 978-0-203-16939-1. (consultabile anche online)
  4. ^ Oskar Peterlini, Funzionamento dei sistemi elettorali e minoranze linguistiche, FrancoAngeli, 2012, ISBN 978-88-568-4455-9. (consultabile anche online)
  5. ^ Bruno Vespa, Il cuore e la spada: storia politica e romantica dell'Italia unita, 1861-2011, Edizioni Mondadori, 2010, ISBN 978-88-04-60334-4. (consultabile anche online)
  6. ^ Si veda l'intervista ad Eva Klotz sul quotidiano Alto Adige del 7 maggio 2007, p. 7
  7. ^ (DE) intervista a Pöder su stol.it
  8. ^ (DE) intervista a Klotz su stol.it
  9. ^ Antonio D'Atena, Sesto rapporto sullo stato del regionalismo in Italia, Giuffrè Editore, 2011, ISBN 978-88-14-17198-7. (consultabile anche online)
  10. ^ PÖDER VOTA "ROMA CI HAI ROTTO!"
  11. ^ Risultati elezioni provinciali 2013 - provincia.bz.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]