Abruzzi e Molise

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Abruzzi e Molise
regione non attuata
Localizzazione
Stato Italia Italia
Amministrazione
Capoluogo L'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Data di istituzione 1948
Prevista dall'articolo 131 della Costituzione italiana.
Data di soppressione 1963
Inattuata ai sensi dell'articolo 1 della legge costituzionale n. 3 del 27 dicembre 1963.
Territorio
Coordinate
del capoluogo
42°21′58″N 13°23′40″E / 42.366111°N 13.394444°E42.366111; 13.394444 (Abruzzi e Molise)Coordinate: 42°21′58″N 13°23′40″E / 42.366111°N 13.394444°E42.366111; 13.394444 (Abruzzi e Molise)
Superficie 15 191 km²
Abitanti 1 625 848 (2013)
Densità 107,03 ab./km²
Province L'Aquila, Chieti, Pescara, Teramo, Campobasso
Regioni confinanti Marche, Lazio, Campania, Puglia
Altre informazioni
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti abruzzesi e molisani
Cartografia

Abruzzi e Molise – Localizzazione

Abruzzi e Molise (o, impropriamente, Abruzzo e Molise) fu una delle regioni previste dall'articolo 131 della Costituzione italiana nella sua stesura originale. La regione, che si estendeva per circa 15.191 km², comprendendo gli attuali Abruzzo e Molise, restò inattuata, poiché, con l'articolo 1 della legge costituzionale n. 3 del 27 dicembre 1963, che istituiva la Regione Molise, il testo costituzionale fu modificato, tornando, di fatto, a separare quest'ultimo territorio dall'Abruzzo[1].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisione amministrativa del Regno di Napoli.

In età normanna e, poi, sveva, l'Abruzzo costituì un unico giustizierato. In epoca angiona, la provincia fu ripartita in due distinte circoscrizioni, l'Abruzzo Ulteriore (Ultra flumine Piscaria) e l'Abruzzo Citeriore (Citra flumine Piscaria), stabilendo come limite tra esse il confine naturale segnato dal corso del fiume Pescara. La bipartizione in due province perdurò per oltre cinque secoli e fu proprio l'esistenza di due diverse circoscrizioni abruzzesi a far sì che il toponimo Abruzzo venisse declinato al plurale, indicandosi, quindi, con Abruzzi, il territorio di ambedue le province. Con le riforme napoleoniche e murattiane del XIX secolo, l'Abruzzo Ulteriore fu a sua volta diviso in due circoscrizioni, l'Abruzzo Ulteriore I, con capoluogo Teramo e l'Abruzzo Ulteriore II, con capoluogo Aquila, portando a tre il numero delle province abruzzesi.

Il territorio molisano, invece, già durante il regno di Federico II, costituì un'unica provincia assieme alla Terra di Lavoro, andando a formare, per l'appunto, il giustizierato di Terra di Lavoro e Contado di Molise. Con la scissione del Regno di Sicilia in due distinte entità statuali, Regno di Trinacria e Regno di Napoli, il Molise cominciò a essere considerato come un territorio a sé stante, sebbene esso continuasse a non possedere autonomia amministrativa. Fino al 1538, infatti, il Molise continuò a essere amministrato congiuntamente alla Terra di Lavoro; successivamente, fu aggregato alla Capitanata[2], rimanendovi legato sino al 1806, quando, la Provincia di Molise, il cui capoluogo fu fissato in Campobasso, ottenne l'autonomia amministrativa.

La confinazione tra le quattro province seguiva anche criteri di natura geografica: gli Abruzzi Ultra I, Citra e il Molise erano separati dai corsi dei fiumi Pescara e Trigno, mentre l'Abruzzo Ultra II era diviso dalle restanti province tramite le alte vette dell'Appennino abruzzese, dal Terminillo fino ai Monti della Meta, passando per Monti della Laga, il Gran Sasso e la Majella.

Variazioni territoriali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Variazioni territoriali di Abruzzi e Molise.
Evoluzione storica dei confini

Gli Abruzzi e il Molise hanno subito, nel corso dei secoli, diverse variazioni territoriali, anche importanti, che portarono alla definizione delle quattro province - Abruzzo Ulteriore I, Abruzzo Ulteriore II, Abruzzo Citeriore e Molise - esistite durante il decennio francese e durante il Regno delle Due Sicilie. Nel 1806, in particolare, la struttura periferica dello Stato napoletano fu oggetto di una riforma amministrativa, che portò all'introduzione di un sistema di enti locali di tipo moderno e organizzato su quattro livelli. In seguito alla riforma, il Molise, otteneva l'autonomia amministrativa, ma la definizione dei confini provinciali comportò rilevanti mutamenti territoriali. La provincia acquisì, dalla Capitanata, la parte occidentale del distretto di Larino e un lembo del distretto di Foggia, mentre dall'Abruzzo citeriore acquisì diversi comuni e casali del distretto di Vasto[3]. Nel 1852, per effetto del Trattato del 15 aprile, stipulato tra il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio e sottoscritto dal sovrano Ferdinando II e da Papa Pio IX, vi fu uno scambio di territori tra i due, stati che interessò due province abruzzesi. L'Abruzzo Ulteriore I, acquisì il comune di Ancarano e i villaggi di Villafranca, Vignatico, Valloni, Collegrato, Pietralta, Morrice e Casenuove, mentre cedette i villaggi di Vosci, Forcella e Casa Bianchini. L'Abruzzo Ulteriore II, ottenne i villaggi di Trimezzo, Offeio e San Martino, mentre perse i villaggi di Tufo, Capodacqua e Casette[4].

Alla formazione del Regno d'Italia, il Molise fu oggetto di altre variazioni territoriali, annettendo il territorio di Venafro - già appartenuto alla provincia di Terra di Lavoro - e cedendo svariati comuni alla neocostituita provincia di Benevento, tra cui Pontelandolfo e Casalduni, comuni in cui, nell'agosto del 1860, avvenne da parte delle truppe garibaldine una orribile strage. Nel 1927, contestualmente alla soppressione dei circondari, l'Abruzzo fu interessato da importanti modifiche territoriali. La provincia di Aquila degli Abruzzi perse una larga fetta del suo territorio - 1362 km² e 70.000 abitanti[5] - corrispondente all'ex circondario di Cittaducale, ceduto all'istituenda Provincia di Rieti. Sempre nel 1927, il regime fascista istituì la provincia di Pescara, scorporando porzioni di territorio sia dalla provincia di Chieti, sia alla provincia di Teramo. Nella nuova circoscrizione pescarese, infatti, confluirono alcuni comuni del chietino e tutti i comuni dell'ex circondario di Penne, fatta eccezione per i comuni appartenuti all'ex mandamento di Bisenti, che rimasero alla provincia teramana.

Mancata attuazione della regione[modifica | modifica sorgente]

Già in sede d'Assemblea Costituente, fu prefigurata la formazione di due distinte regioni: l'Abruzzo e il Molise; tant'è che le due proponende regioni furono fatte votare separatamente per le elezioni del Senato nel 1948. La decisione finale, però, fu poi procrastinata a data da destinarsi.

La regione Abruzzi e Molise è nominalmente scomparsa nel 1963, cambiando il proprio nome in regione Abruzzo: la provincia di Campobasso – corrispondente alla totalità dell'odierno Molise (la provincia di Isernia fu istituita solo nel 1970) – fu staccata dall'Abruzzo ed eretta in regione. È l'unico caso della storia dell'Italia repubblicana di formazione di una regione per distacco da un'altra.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La Costituzione della Repubblica Italiana - Titolo V in governo.it, Presidenza del Consiglio dei ministri. URL consultato il 9 luglio 2013.
  2. ^ Marcello De Giovanni, Molise, Pisa, Pacini editore, 2003, p. 25, ISBN 978-88-7781-477-7.
  3. ^ Pasquale Albino, Biografie e ritratti degli uomini illustri della provincia di Molise, vol. 1, Campobasso, 1864, p. 16, ISBN non esistente.
  4. ^ Gabriello de Sanctis (a cura di), Elenco alfabetico delle province, distretti, circondari, comuni e villaggi del Regno delle Due Sicilie, Napoli, Stabilimento Tipografico di Gaetano Nobile, 1854, p. 73, ISBN non esistente.
  5. ^ Touring Club Italiano, Guida d'Italia; Abruzzo e Molise, Milano, Mondadori Printing S.p.A., agosto 2007, p. 78, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]