Appennino centrale
| Appennino centrale | |
|---|---|
| Collocazione dell'Appennino centrale negli Appennini | |
| Continente | Europa |
| Paesi | |
| Catena principale | Appennini |
| Cima più elevata | Corno Grande (nel Gran Sasso) (2.912 m s.l.m) |
| Massicci principali | Appennino umbro-marchigiano Appennino abruzzese |
L'Appennino centrale è una suddivisione della catena degli Appennini.
L'Appennino centrale ha come suo limite settentrionale la Bocca Serriola o, secondo altri, la Bocca Trabaria[1] e come limite meridionale Bocca di Forlì. A nord l'Appennino Centrale si unisce con l'Appennino settentrionale, mentre a sud prosegue con l'Appennino meridionale.
Indice |
[modifica] Suddivisione
Si suddivide nelle sezioni: Appennino umbro-marchigiano e Appennino abruzzese.
[modifica] Appennino umbro-marchigiano
L'Appennino umbro-marchigiano dalla Bocca Trabaria[2] o, secondo altri, dalla Bocca Serriola va fino al Passo di Montereale, o, secondo altri, al Passo della Torrita, (tra Rieti e Ascoli Piceno), che mette in comunicazione la valle del Tronto con quella del Velino.
L'Appennino umbro-marchigiano non è costituito da una sola catena, da cui si stacchino dei contrafforti, ma piuttosto da un fascio di catene che si estendono da Nord-Ovest a Sud-Est. Questi si possono ridurre a cinque principali:
- Catena occidentale - comincia a sud-est della Bocca Trabaria e si dirige verso sud fino all'altezza di Città di Castello, mantenendosi ben unita; da qui comincia ad abbassarsi ed allargarsi formando l'altopiano di Gubbio. Quindi si rialza nuovamente con il Monte Subasio (1290 m) e più a sud con il Monte Maggiore (1488 m), termina sul fiume Nera dopo i Monti Martani.
- Catena centrale o del Monte Catria - segue la direzione della precedente, elevandosi in molti punti oltre i 1500 m (Monte Catria 1702 m), costituendo così la maggiore altitudine tra i Sibillini ed il Corno alle Scale. La catena centrale è unita alla catena occidentale da un piccolo altipiano che culmina al Passo della Scheggia.
- Catena orientale o del Monte S.Vicino - comincia sulla riva sinistra del fiume Metauro e si dirige a sud-est, mantenendosi parallela alla dorsale. A monte S.Vicino si eleva fino a 1486 metri e si interrompe in più punti per far passare i fiumi che, nati dalla catena centrale, vanno a gettarsi nell'Adriatico. Con il Monte S.Vicino la catena punta direttamente a sud e dopo essersi abbassata per consentire il passaggio del Chienti, si eleva con i Monti Sibillini che ospitano il Monte Vettore (2476 m) che costituisce la massima elevazione dell'Appennino umbro-marchigiano. Dal passo di Forca Canapine, che mette in comunicazione la valle di Norcia con la valle del Tronto, la catena prosegue verso sud-ovest dapprima delimitando la valle del Tronto e poi la valle del fiume Velino, in direzione del Monte Terminillo, la massima elevazione (2216 m) della catena dei Monti Reatini.
- elissoide di Cingoli Andando ancora verso Est si incontra una ulteriore piega appenninica, detta a causa della sua forma "ellissoide di Cingoli" (MC) che svetta nel panorama collinare marchigiano, e sul quale sorge Cingoli, non a caso definita il "balcone delle Marche".
- Monte Conero Ultima piega appenninica verso oriente è il Monte Conero o Monte d'Ancona, che arriva a toccare il mare formando il promontorio omonimo. Le pendici settentrionali del Conero proteggono il porto di Ancona.
Per la sua conformazione è intersecato da valli longitudinali (che seguono cioè la direzione delle catene), la più importante delle quali è la Val Tiberina (alta valle del Tevere), la conca di Gubbio, la valle Umbra, l'altopiano di Leonessa, la Conca Ternana e la conca Reatina.
Le rocce calcaree contengono molti fossili marini di invertebrati, tra cui anche le ammoniti.
[modifica] Appennino abruzzese
L'Appennino abruzzese va dal Passo di Montereale o, secondo altri, dal Passo della Torrita alla Bocca di Forlì.
È formato da catene calcaree aspre e spesso rassomiglianti alle Dolomiti (Alpi Orientali), di altipiani e conche parallele alla catena.
- Catena orientale - È la più alta e la si può dividere in tre gruppi:
- Gruppo settentrionale o dei Monti della Laga fra il Tronto ed il Vomano con le cime del Monte Gorzano (2458 m), Cima Lepri (2445 m), Pizzo di Sevo (2419 m) e Pizzo di Moscio (2411 m).
- Gruppo centrale o del Gran Sasso d'Italia, tra le valli del Vomano e dell'Aterno-Pescara. Il Gran Sasso con la vetta del Monte Corno (2912 m) segna la massima elevazione appenninica.
- Gruppo meridionale detto della Majella, tra le valli dell'Aterno-Pescara e del Sangro. Ha parecchie vette che oltrepassano i 2500 metri: Monte Amaro, 2793 metri; Monte Acquaviva, 2737 metri; Monte Focalone, 2676 metri; Monte Rotondo, 2656 metri; Monte Macellaro, 2646 metri; Pesco Falcone, 2546 metri.
- Catena centrale - Comincia dal fiume Velino davanti al massiccio del Monte Terminillo, separando le acque del Velino e dell'Aterno da quelle del Salto, con il Monte Calvo (1901 m), Monte Nuria (1892 m) Monte Rotondo (2064 m); quindi va man mano innalzandosi e culmina con il Monte Velino (2486 m). Al Monte Sirente (2347 m) piega più a sud e forma con le ultime pendici della Maiella lo stretto e lungo altopiano delle Cinque Miglia, una gola livellata, fondo di un antico bacino lacustre. Finisce sul Sangro a Castel di Sangro.
- Catena occidentale - Si può dividere in tre tratti:
- Il primo tratto, che prende il nome di Monti Reatini, è compreso fra la Nera ed il suo affluente Velino, con il Monte Terminillo. Il Terminillo è unito al Monte Vettore (monti Sibillini) da una catena trasversale che forma il margine dell'altopiano di Leonessa.
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- Il secondo tratto è formato da una catena lunga e non molto alta, che dal Velino, seguendo la direzione generale sud-est va sino al Liri, interrompendosi due volte per lasciar passare il Salto ed il Turano, affluenti del Velino. Da principio la catena è bassa, ma va poi rialzandosi fino alla catena dei monti Simbruini, culminanti con le cime del Monte Castel Amato (1475 m), Monte Autore (1855 m), Monte Tarino (1959 m) e Monte Cotento (2015 m).
- Il terzo tratto comprende la Meta, cresta alta e sottile, che si estende dal Sangro al Volturno. Ha molte cime che oltrepassano i 2000 metri come Monte Meta (2241 m) Monte Petroso (2247 m) e Monte Metuccia (2167 m).
Altri monti importanti sono i monti Cantari nella Ciociaria con il Monte Viglio e i gruppi delle Mainarde, al confine meridionale tra Lazio, Abruzzo e Molise.
Tra gli altopiani si aprono conche che prendono il nome delle città che in esse gli antichi abitanti hanno eretto: Conca Aquilana e la conca di Sulmona tra la catena orientale e quella centrale, la conca di Avezzano altrimenti chiamata Marsicana tra la catena centrale e quella occidentale. Quest'ultima era occupata fino al XVIII secolo in gran parte dal lago Fucino, ora prosciugato.
[modifica] Montagne
Le montagne principali dell'Appennino centrale sono:
- Corno Grande - 2.912 m
- Monte Amaro - 2.793 m
- Monte Acquaviva - 2.737 m
- Monte Pesco Falcone - 2657 m
- Monte Corvo - 2.623 m
- Monte Velino - 2.486 m
- Monte Vettore - 2.476 m
- Monte Gorzano - 2.458 m
- Monte Sirente - 2.347 m
- Monte Terminillo - 2.217 m
- Monte Ocre - 2.204 m
- Monte Cagno - 2.153 m
- Monte Catria - 1.702 m
- Monte Nerone - 1.525 m
- Monte San Vicino - 1.486 m
- Monte Carpegna - 1.415 m
[modifica] Valichi
Tra un versante e l'altro e fra le varie catene, i valichi più notevoli sono:
- la Bocca Trabaria
- la Bocca Serriola
- il Passo della Scheggia (Foligno-Fano)
- il Passo di Fossato di Vico (Foligno-Ancona)
- il Valico di Colfiorito (Foligno-Macerata)
- il valico di Forca Canapine (Norcia - Ascoli Piceno)
- il Passo della Torrita (Rieti - Ascoli Piceno)
- il Passo delle Capannelle (L'Aquila-Teramo)
- la Sella di Corno, tra la Conca Reatina e la Conca Aquilana
- la Bocca di Forlì o Passo di Rionero, tra Volturno e Sangro
- il Valico della Somma, tra la Provincia di Terni e Provincia di Perugia.
[modifica] Note
- ^ Sono tante le fonti che la pensano così, ad esempio: Romano Gasperroni, in Viaggio in Italia - anno II - volume 37 - Appennino Umbro-Marchigiano, (Gruppo Editoriale Fabbri) Milano 1983; Questo Nostro Mondo - L'Italia (Istituto Geografico De Agostini - Novara)
- ^ Sono tante le fonti che la pensano così, ad esempio: Romano Gasperroni, in Viaggio in Italia - anno II - volume 37 - Appennino Umbro-Marchigiano, (Gruppo Editoriale Fabbri) Milano 1983; Questo Nostro Mondo - L'Italia (Istituto Geografico De Agostini - Novara)
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