Corno Grande

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Corno Grande
Gran sasso.jpg
Il Corno Grande da Forca di Valle
Stato Italia Italia
Regione Abruzzo Abruzzo
Provincia L'Aquila L'Aquila
Teramo Teramo
Altezza 2.912 m s.l.m.
Catena Appennini
Coordinate 42°28′09.35″N 13°33′54.76″E / 42.469265°N 13.56521°E42.469265; 13.56521Coordinate: 42°28′09.35″N 13°33′54.76″E / 42.469265°N 13.56521°E42.469265; 13.56521
Altri nomi e significati Monte Corno
Data prima ascensione 1573
Autore/i prima ascensione Francesco De Marchi
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Corno Grande

Il Corno Grande (2912 m) è la cima più alta del massiccio montuoso del Gran Sasso d'Italia e degli Appennini continentali. È situata in Abruzzo e la sommità si trova nel comune di Isola del Gran Sasso d'Italia (TE), all'interno del parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Di conformazione geomorfologica simile a quella dei gruppi alpini dolomitici, sia pur formato in buona parte da rocce calcaree, è composto da quattro vette o sottocime:

  • la Vetta Occidentale è la più elevata, risultando la cima più alta degli Appennini continentali (m 2912);
  • il Torrione Cambi è la meno elevata (m 2875);
  • la Vetta Centrale (m 2893);
  • la Vetta Orientale (m 2903).

Il versante teramano è più aspro, roccioso e a maggior dislivello rispetto a quello aquilano, segnato invece da evidenti fenomeni di erosione con presenza di diversi vasti brecciai. Sul versante settentrionale, a una quota compresa tra i 2650 m e i 2850 m si estende il ghiacciaio del Calderone, il ghiacciaio più meridionale d'Europa.

La vista dalla cima spazia a 360° su tutte le altre cime del Gran Sasso d'Italia, su gran parte dell'Italia centrale, il mar Adriatico e gli altri grandi massicci e gruppi appenninici (Sibillini, Monti della Laga, Maiella, Velino, Sirente).

Il 22 agosto 2006 nella parete nord-est (il paretone), a causa di normali processi erosivi, si è verificata una frana di grandi dimensioni (da 20.000 a 30.000 m³ di roccia si sono distaccati dal quarto pilastro), senza conseguenze sull'incolumità pubblica.

Prima ascesa[modifica | modifica sorgente]

Nel XVI secolo Francesco De Marchi notò con interesse il Gran Sasso, come racconta nella sua "Cronaca" e dopo trent'anni di attesa, alla veneranda età di 69 anni Francesco De Marchi compie la prima scalata della cima.

Accompagnato dal milanese Cesare Schiafinato e da Diomede dell'Aquila, nell'agosto del 1573 De Marchi si recò ad Assergi («Sercio») alla ricerca di qualche montanaro che avesse potuto fargli da guida. Individuò un cacciatore di camosci, Francesco Di Domenico, che aveva già scalato la cima e che si aggregò volentieri. Volle reclutare anche due fratelli, Simone e Giovampietro Di Giulio, e «a preghi e premi» li convinse a fargli da portatori. Così, il 19 agosto 1573, con non poco sforzo, in cinque ore e un quarto, fu raggiunta la cima del Corno Grande (che lui chiamava il «Corno Monte»): «mirand'all'intorno, pareva che io fussi in aria».

Itinerari[modifica | modifica sorgente]

Alpinismo sulla parete est del Corno Grande.

Oltre che per diverse vie alpinistiche su roccia, neve o ghiaccio, la Vetta Occidentale si raggiunge tramite differenti percorsi di difficoltà via via crescente:

  • la Via Normale da SUD diff. EE/F, che parte da Campo Imperatore e risale il vasto brecciaio del versante nord-ovest;
  • la Via da NORD diff. EE/F, che parte dal Rifugio Franchetti nel Vallone delle Cornacchie e che una volta superata la Sella dei due Corni e il Passo del Cannone si ricongiunge alla normale;
  • la Via della cresta-ovest diff. F;
  • la Direttissima diff. F, facile salita alpinistica che risale i canali e le placche sopra il Sassone. Per la salita è necessario il caschetto visto l'affollamento e la facilità di distacco e caduta di massi e pietre.

La Vetta Centrale e quella Orientale sono invece raggiungibili tramite numerose vie di roccia che risalgono il Paretone e le pareti sovrastanti il ghiacciaio del Calderone. Per quanto riguarda le vie ferrate sul Corno Grande, attualmente sono percorribili la Via ferrata Ricci che sale alla Vetta Orientale diff. EEA (casco, imbraco e set da ferrata), il sentiero attrezzato che raggiunge il Bivacco Bafile diff. EEA. È stata invece definitivamente chiusa, e ne è iniziata la fase di smantellamento, la Via ferrata Brizio.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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