Castel di Sangro

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Castel di Sangro
comune
Castel di Sangro – Stemma Castel di Sangro – Bandiera
Castel di Sangro – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Umberto Murolo (PdL) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 41°47′03.2″N 14°06′30.686″E / 41.784222°N 14.108524°E41.784222; 14.108524 (Castel di Sangro)Coordinate: 41°47′03.2″N 14°06′30.686″E / 41.784222°N 14.108524°E41.784222; 14.108524 (Castel di Sangro)
Altitudine 793 m s.l.m.
Superficie 84,44 km²
Abitanti 6 461[1] (31-12-2013)
Densità 76,52 ab./km²
Frazioni Roccacinquemiglia, Torre di Feudozzo
Comuni confinanti Montenero Val Cocchiara (IS), Rionero Sannitico (IS), Rivisondoli, Roccaraso, San Pietro Avellana (IS), Scontrone, Vastogirardi (IS)
Altre informazioni
Cod. postale 67031
Prefisso 0864
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066028
Cod. catastale C096
Targa AQ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 676 GG[2]
Nome abitanti castellani
Patrono san Rufo
Giorno festivo 27 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castel di Sangro
Posizione del comune di Castel di Sangro all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Castel di Sangro all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Castel di Sangro (Castiellë in dialetto sangrino) è un comune italiano di 6.461 abitanti [1] in Abruzzo. La città è capoluogo e sede principale della Comunità Montana Alto Sangro e Altopiano delle Cinque Miglia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aufidena.

Anticamente era chiamato Aufidena, ed era abitato dai Sanniti.

Le superbe mura megalitiche della rocca evocano le gesta gloriose dell'età sannitica che vide in questa zona nascere la civiltà di Aufidena, roccaforte conquistata poi dai romani nel 209 a.C.

I romani elevarono tale popolazione dotandola di un ordo, o senato autonomo, di un foro e successivamente anche di strutture per i giochi in onore dell'imperatore Augusto.

Nel IX secolo tutto il territorio della chiesa di Santa Maria, l'antica sede episcopale fu donata dal duca di Benevento ai Benedettini della prossima Badia di San Vincenzo al Volturno sorta nel 703, i quali riportarono la vita e la civiltà in questi luoghi.

Successivamente le scorrerie unne e saracene, costringendo a rinunciare agli insediamenti sparsi in prossimità delle terre coltivate, indussero gli abitanti di queste contrade ad arroccarsi sulle alture e a realizzare opere fortificate, finché nell'XI secolo i figli di un tal Borrello si sostituirono ai Benedettini. Appartenente a questa famiglia, Oderisio assunse il titolo di conte e mutò il nome del casato in quello dei "di Sangro" e nel 1050 si fece edificare un castello di grande importanza strategica sulla rocca difesa dalle mura megalitiche, riuscendo a stabilizzare il suo predominio fra i territori circostanti. Da allora tutto l'insediamento circostante assunse il nome di Castrum Sari.

Tale posizione strategica e situazione di prosperità caratterizzò La via degli Abruzzi per molti secoli, sempre minacciata e invidiata per la sua posizione e per l'importanza per i rapporti commerciali.

Nel 1228 le truppe del cardinale Colonna incendiarono e distrussero il borgo e il castello di Castrum Sari per punire la fedeltà serbata a Federico II di Svevia dal Conte Rinaldo II di Sangro.

Qualche anno dopo un giovane monaco di Isernia, Pietro di Angelerio, il futuro Celestino V, diede inizio qui alla sua vita eremitica.

Caduti gli Svevi, gli eredi di Rinaldo di Sangro subirono la vendetta di Carlo d'Angiò; infatti seguirono rappresaglie, saccheggi ed incendi. Tutto ciò finché Re Ferrante, dopo aver battuto il figlio di Renato D'Angiò, riparò i danni e concesse franchigie e immunità. Così Castel di Sangro rinasceva come una piccola borghesia artigiana e mercantile.

Castel di Sangro era così forte che neppure il devastante terremoto del 1456 o la peste del 1656 fece cadere il paese. Tutto ciò indusse Carlo III di Borbone ad insignire Castel di Sangro del titolo di città nel 1744. Però quando Napoli perse il suo ruolo di capitale anche la Via degli Abruzzi perse di importanza, ed i governi post unitari si dimostrarono di scarsa sensibilità. Questi e altri problemi di cui era protagonista il meridione provocarono la miseria di cui peraltro si fece interprete Teofilo Patini (Castel di Sangro 1840 - Napoli 1906) in memorabili dipinti.

Il 7 novembre 1943 i Tedeschi fecero saltare in aria l'intero centro abitato per rallentare l'avanzata delle forze alleate che qui si batterono per i successivi 8 mesi fino a sfondare la difesa tedesca sulle coste del Monte Arazzecca e sulla cima del Colle di San Giovanni o Castello Superiore, entrambi compresi nella famosa linea "Gustav".

Quest'ultima radicale distruzione determinò un'ennesima diaspora degli abitanti che avevano resistito al nemico e favorito l'avanzata alleata con un ardimento inadeguatamente riconosciuto dalla tardiva medaglia di bronzo al valore militare conferita al Gonfalone municipale.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia di bronzo al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al Merito Civile
«Resisteva impavidamente ai bombardamenti e alle vessazioni del nemico invasore, subendo dure perdite di vite umane e di beni materiali. Ottobre 1943 - Maggio 1944.»
— Castel di Sangro (AQ)

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La vallata di Castel di Sangro

La Città sorge al limite di una valle molto ampia, sulla riva destra di un corso d'acqua a carattere torrentizio: il Sangro. Il Sangro ha le sorgenti nei pressi della cittadina di Pescasseroli, nel cuore del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Prima di raggiungere la valle il torrente forma un lago di discrete dimensioni nell'invaso in prossimità di Barrea, altro ridente Comune facente parte del parco. A valle di Castel di Sangro il torrente si arricchisce di altre acque e assume la caratteristica di fiume. A Villa Santa Maria (Chieti) il Sangro forma il lago navigabile di Bomba grazie a una diga in terrapieno. Infine sfocia nel Mar Adriatico. Il Sangro è ancora popolato da trote della specie "fario" e, frequentemente, è sede di gare di pesca valevoli per il titolo italiano. Dai ponticelli dentro Castel di Sangro è possibile ammirare le trote mentre, controcorrente, attendono l'eventuale cibo trasportato dal torrente. Castel di Sangro è la sede commerciale della zona, nonché attivo centro turistico per la vicinanza con gli impianti sciistici di Roccaraso, Pescocostanzo e Rivisondoli.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Castel di Sangro.
La Basilica di Santa Maria Assunta
Convento della Maddalena in una giornata nevosa

Castel di Sangro è caratterizzata da un clima appenninico, reso più rigido dagli influssi di aria fredda provenienienti dall'Adriatico e dalla vicinanza ai massicci montuosi del Greco e delle Mainarde; è inoltre influenzato dalla presenza di due fiumi: il Sangro e lo Zittola. Le nevicate non sono rare, ma trovandosi a soli 800 metri spesso si tratta di eventi poco consistenti, fatta eccezione per alcuni casi. Le estati sono secche e ventilate, con temperature che possono superare i 30 gradi. Rispetto alla parte più alta dell'omonima valle gode di un clima più gradevole e relativamente meno nevoso.

Da visitare[modifica | modifica wikitesto]

Tra le cose da visitare a Castel di Sangro ricordiamo:

  • La Basilica di Santa Maria Assunta
  • Il Museo civico Aufidenate, all'interno dell'ex Convento della Maddalena, museo archeologico e sede di frequenti mostre temporanee sulle tradizioni locali e l'intero centro storico.
  • Nello stesso convento è anche presente il Museo Internazionale della pesca a mosca intitolato a Stanislao Kuckiewicz.
  • La Civita
  • Ruderi del Castello Medioevale, con le vicine Mura Megalitiche
  • La Pinacoteca Patiniana, dedicata al pittore castelsangrino Teofilo Patini, è ubicata nell'antico palazzo della famiglia nobile de Petra, che possedeva beni feudali in Campania, Abruzzo e Molise fin dal tempo della dominazione normanna nell'Italia meridionale; il palazzo è abbellito da un leone detto il "Marzocco", portante nella zampa destra un capo mozzato, simbolo araldico della famiglia, presente tutt'ora nel blasone dei discendenti. Personaggi importani della famiglia sono stati: Niccolò I de Petra, firmatario di un appello per l'esenzione delle tasse a favore della città di Castel di Sangro a Roberto d'Angiò, Registro Angioino del 1335/1336; Nicola II de Petra, barone di Castel di Sangro e proprietario del palazzo detto dei due scudi, accanto alla chiesa matrice di Santa Maria di Castel di Sangro, riceve un diploma da Carlo III d'Angiò il 5-3-1383, che gli concede l'esenzione dalle tasse;Giovanni, figlio di Nicola II, Signore di Collalto, Maestro Razionale della Gran Corte e Auditore di tutti gli Officiali del Regno sotto re ladislao; Michele de Petra Vice Protonotario del regno e Presidente del Sacro Consiglio nel 1468 sotto Ferdinando d'Aragona; Donato Antonio Camerario di Castel di Sangro, Signore di Collalto con Privilegio di Carlo V del 23 dicembre 1530, Signore di Rocchetta al Volturno, sua moglie Caterina Quatrari stipula un pubblico istrumento il 5 marzo 1563 per Notar Onofrio Valentini in cui le viene concessa in enfiteusi una casa del Regio Capitolo di Santa Maria di Castel di Sangro; Prospero Petra, famoso giurista, Regio Uditore di Principato Citra, Contado del Molise e Basilicata, secondo barone di Vastogirardi, presenti suoi atti notarili a Castel di Sangro, del 1619, notaio Ottavio Longo, del 1621,notaio Francesco Serricchio, atti con cui acquista il feudo di Varalli;Vincenzo che aggiunge il feudo di Caccavone agli altri possedimenti della famiglia e sarà l'ultimo personaggio che avrà fissa dimora a Castel di Sangro, perché suo figlio Carlo I Petra, Regio Consigliere di Santa Chiara, eletto il 29 maggio 1679 Preside della provincia di Abbruzzo Citra, primo Duca di Vastogirardi, si trasferirà a Napoli.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Contrade o quartieri[modifica | modifica wikitesto]

Castel di Sangro si può dire diviso in otto contrade, o quartieri, e precisamente:

Civita - È la parte più alta della città, in gran parte centro storico.
Stazione - Il quartiere delle stazioni ferroviarie. Vi si trova l'ospedale.
Colle - Altra parte alta di Castel di Sangro, formatasi in periodi moderni ed abitata maggiormente da turisti.
Codacchiola - In dialetto sangrino, la Cudacchiola, altro quartiere storico di Castel di Sangro situato però, a differenza della Civita, a valle.
Ara - Il quartiere sportivo, in cui ci sono lo stadio, il palazzetto dello sport, il Centro F.I.T. e il lago per la pesca.
Piazza - L'attuale centro della città.
Ponte Nuovo Il quartiere ove sono ubicate gran parte le scuole superiori della città.
Santa Lucia - Area periferica alluvionale dove confluisce il fiume Zittola con altri affluelti minori, ma gonfi d'acqua nel periodo invernale, ove sono site aziende agricole e piccoli allevamenti familiari.

Frazioni e località[modifica | modifica wikitesto]

Roccacinquemiglia è una piccola frazione situata su un colle a 5 km dal capoluogo, in direzione di Roccaraso. È posta a 1.121 m s.l.m., e conta 335 abitanti.

Vi si trovano una piazza con una chiesa, una torre medievale (vecchio campanile della chiesa, ora rudere), e un campetto di calcio dove possono andare a giocare i ragazzini e ragazzi paesani. Non vi si trovano esercizi commerciali. È presente un bar, ed uno spaccio ha avuto vita molto breve a cavallo tra il 2007 ed il 2008.

Torre di Feudozzo è una località situata all'estremo sud del territorio comunale, in prossimità del confine con il Molise. Ospita il Centro per la Biodiversità del Corpo Forestale dello Stato, dove sono conservate le razze relitte bovine e equine.

Il Pontone è una località situata nella parte nord del territorio comunale, prevalentemente turistica.

Località Sant'Angelo, infine, è una zona residenziale del comune.

Trasporti e comunicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Castel di Sangro è stato per anni un punto di passaggio obbligato da parte di moltissime persone, a causa della sua posizione di "porta d'Abruzzo".

Via XX settembre in una giornata nevosa

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Le principali strade sono:

  • la Fondovalle Sangro, una superstrada ancora in attesa di completamento per un tratto di qualche chilometro da decenni, che collega Castel di Sangro con la Val di Sangro, e quindi con il Mar Adriatico. La stessa strada prosegue anche per un buon tratto verso sud e viene sfruttata dalle migliaia di turisti che provengono dalle zone della Campania e delle altre regioni meridionali della riva tirrenica d'Italia;
  • la SS 17, una strada a scorrimento veloce che collega L'Aquila a Foggia, anche questa sfruttata molto dai turisti. Necessita di un ampliamento proprio nei pressi di Castel di Sangro, a causa della mole di traffico che deve gestire, superiore alla sua reale capacità (durante tutto l'anno, per l'alto traffico degli abitanti dei paesi vicini che si recano a Castel di Sangro quotidianamente) e questo è stato causa anche di svariati incidenti, alcuni anche mortali. È comunque una strada ben gestita dai mezzi sparti-neve in inverno, visto il tracciato d'alta quota.
  • la superstrada Isernia - Castel di Sangro, aperta da pochi mesi, che permette di dimezzare i tempi di collegamento tra l'Alto Molise e l'Alto Sangro.

Pullman o autobus[modifica | modifica wikitesto]

L'efficiente linea di collegamento Pescara - Napoli passa per Castel di Sangro, grazie alla quale si può anche raggiungere Roma con una coincidenza a Sulmona. Altri autobus collegano Castel di Sangro con la provincia teatina, e ancora una linea Castel di Sangro - Avezzano - Roma viaggia nel cuore del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, con il compito di servire i numerosi comuni del parco e un grande traffico giornaliero di studenti diretti agli istituti superiori di Avezzano e Castel di Sangro.

La stazione FS di Castel di Sangro

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Castel di Sangro.

A Castel di Sangro convergono tre diverse tratte ferroviarie tutte quante chiuse al traffico viaggiatori:

  • La Sangritana (Castel di Sangro - Lanciano), gestita dalla società omonima, ferrovia usatissima soprattutto prima della Seconda guerra mondiale e poco dopo ma poi caduta in profonda crisi a causa dello spopolamento della valle del Sangro, e soprattutto a causa dell'apertura della parallelela superstrada. In alcune circostanze la società Sangritana ha esercito un servizio turistico, chiamato Treno della Valle, riuscendo a riempirlo di turisti. Attualmente la ferrovia è però chiusa al traffico, a causa di lavori in corso tra i comuni di Bomba e Quadri. La linea è a trazione elettrica e fino alla fine della seconda guerra mondiale era armata con binari a scartamento ridotto, poi sostituiti. Nella seconda metà del 2011 è stato avviato lo smantellamento dei binari e dei tralicci lungo la linea a partire dalla stazione di Castel di Sangro.
  • Le tratte da Sulmona e da Carpinone della Ferrovia Sulmona-Isernia, gestita da RFI, dal 10 dicembre 2011 senza più treni da Sulmona. Una linea che risale anch'essa ad un periodo antecedente la Seconda Guerra Mondiale, e che ha fatto la fortuna di queste zone dal punto di vista turistico (ancora oggi se ne sentono i benefici). Questa ferrovia, collegata alla Roma-Pescara, parte da Sulmona ("città dei confetti") e raggiunge Carpinone in Molise: in pratica, sale fino alle pendici della Maiella (Campo di Giove); poi attraversa l'altopiano delle Cinquemiglia toccando la stazione di Rivisondoli-Pescocostanzo (seconda stazione più alta d'Italia dopo quella del Brennero). Dopo Roccaraso il treno scende su Alfedena (porta del Parco d'Abruzzo) e raggiunge Castel di Sangro. Da qui riparte in salita per San Pietro Avellana ("città del tartufo nero"); poi attraversa il verde Alto Molise (zona tipica del caciocavallo) con l'incantevole Carovilli e termina a Carpinone, da dove si può cambiare per Campobasso, Roma oppure Napoli. Dall'11 ottobre 2010 il traffico è sospeso da Castel di Sangro a Carpinone e viceversa.

Il tracciato montano non permetteva alte velocità, ma proprio per questo consentiva una ottimale osservazione delle bellezze naturali attraversate e dunque ripaga ampiamente il viaggiatore in qualsiasi stagione. Per chi non si accontentava di ammirare dal finestrino c'era la possibilità di vivere l'esperienza del "treno+bici": cioè caricare la bicicletta (senza smontarla) sul treno (con l'apposito biglietto). Raggiunti gli altopiani, si sarebbe potuto pedalare in grande libertà in tutte le direzioni (Rivisondoli e Pescocostanzo, Agnone e Capracotta, senza dimenticare il teatro sannitico di Pietrabbondante e il Santuario dell'Addolorata). Per maggiori informazioni sulle due linee ferroviarie, visitare i relativi collegamenti esterni.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Gli aeroporti più vicini sono quelli di Pescara (Aeroporto d'Abruzzo) e Napoli (Capodichino). Relativamente vicini anche gli aeroporti della capitale.

Altre forme di comunicazione[modifica | modifica wikitesto]

A Castel di Sangro vi è la sede della locale TV teleAesse. In passato vi era anche una seconda televisione, ormai chiusa, Rete Sangro TV, ed una radio, anch'essa non più in funzione, Radio Antenna Sangro. Inoltre la città è sede della testata giornalistica EcoDelSangro.it, WebTV d'informazione che usufruisce della moderna rete internet.

Persone legate a Castel di Sangro[modifica | modifica wikitesto]

Gonfalone civico
  • Giuseppe Liberatore (Castel di Sangro, 1756 - L'Aquila, 1842), medico
  • Teofilo Patini (Castel di Sangro, 1840 - Napoli, 1906), pittore
  • Aurelio Balzano (Castel di Sangro, 1802 - Palermo, 1825), medico, affiliato alla Carboneria fu esiliato e processato a Palermo dove fu costretto a prestar servizio presso l'Ospedaletto Militare. "In quell'istesso ospedaletto, dove aveva sparse tante benefiche fatiche, consunto miseramente morì lungi dai suoi, andando incontro ad una malattia di petto" (da "La vita di un comune del reame" di Vincenzo Balzano)
  • Vincenzo Balzano (Castel di Sangro, 1866 - Roma, 1951), magistrato italiano, storico dell'arte e studioso della storia d'Abruzzo e Molise
  • Adelchi Sansonetti (Castel di Sangro 10/07/1924 - 16/03/2009), Arciprete

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]


Festività e manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le serate di agosto sono allietate dalle tante manifestazioni musicali dell'Agosto Castellano.
Dal 17 al 22 di agosto l'Associazione Culturale Pandora realizza l'Estate Organistica con concerti sugli organi antichi dell'Alto Sangro e in particolare quello della Basilica di santa Maria Assunta a Castel di Sangro.
Nello stesso mese di agosto, solitamente nelle prime due settimane, l'Associazione Culturale La Clessidra organizza ormai da vari anni la Festa dei Giovani con giochi e manifestazioni culturali dedicate ad un pubblico prevalentemente giovane, ma non solo, e durante la quale viene organizzato un Festival Musicale con la consegna del Premio Clessidra in Musica.
Nel teatro "F. P. Tosti" si svolge, durante tutto l'anno, Aufidena Musica, con spettacoli musicali e teatrali.
Da qualche anno ha preso piede la September Fest, la festa della birra, che dura quattro o cinque giorni tra la fine di agosto e l'inizio di settembre, per la quale viene allestito un grande tendone nei pressi dello stadio, con cena, spettacoli musicali serali e discoteca dalla mezzanotte in poi.
La sera del santo patrono, San Rufo (il 27 agosto) c'è una grande festa, in cui spesso viene invitato a Castel di Sangro qualche cantante di fama, e segue un lungo spettacolo pirotecnico.
Tra ottobre e novembre di ogni anno, vi è il Made in Italy Film Festival, festival del cinema organizzato dall'Associazione 70Eventi per ricordare il vecchio cinema italiano d'autore.

La Matunata[modifica | modifica wikitesto]

Una tradizione di Castel di Sangro, ormai caduta in disuso era la Matunata, che avveniva ogni 1º gennaio. In questa festa, i giovani castellani giravano per le vie della città cantando una canzone chiamata, appunto, La Matunata, con la quale chiedevano dolci e doni alla popolazione, casa per casa.

Nel 1999 si tentò di rinnovare la tradizione, con una speciale matunata a cui parteciparono molti bambini delle scuole elementari. Fu tuttavia un evento isolato e dal 2000 si è tornati a non farla più.

Dialetto sangrino[modifica | modifica wikitesto]

Il dialetto sangrino è la lingua parlata a Castel di Sangro prima del sopravvento dell'italiano. I principali fonemi del castelsangrino sono la "e" muta a fine di parola, come nella lingua francese, e la "sc" dolce, più cupa di quella italiana e meno netta e sibilante.

Si tratta di un dialetto parlato da una civiltà contadina, vicina alla natura, pertanto con molte espressioni crude o sconce, sinonimo di una lingua semplice e schietta.

Alcuni termini o espressioni di esempio, con relativa pronuncia:

  • Abbasce (pron.: abbàsc) = sotto, laggiù
  • Cannela (pron.: cannèla) = candela
  • Capezzone (pron.: capzzòn) = persona importante
  • Cascia (pron.: càscia) = cassa
  • Datte na mossa! (pron.: datt na mòssa) = muoviti!
  • Nesciune (pron.: niùn oppure, se ha funzione di pronome, nsciùn) = nessuno
  • Sinneche' (pron.: sìnch, non con la N molto pronunciata) = sindaco
Parte dello Stadio Teofilo Patini

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio locale, il Castel di Sangro Calcio, per gli amici semplicemente "il Castello", raggiunse nel 1996 la Serie B e vi rimase due anni, fino al 1998. Pertanto, venne costruito uno stadio (intitolato a Teofilo Patini, uno fra i maggiori pittori di fine Ottocento e primi Novecento) da 7200 posti circa, ma che in occasione di un'importante partita contro il Pescara per rimanere in Serie B (finita con una vittoria per il Castello) e di un'altra di Coppa Italia contro l'Inter (finita 1-1), toccò i 10000 spettatori, con l'aggiunta di tribune metalliche removibili.[senza fonte]. Dopo molte traversie e un fallimento nel 2005, la società ha terminato di esistere al termine della stagione 2011-12, disputata nel campionato regionale di eccellenza abruzzese.

L'impianto cittadino ha anche ospitato due gare valide per le qualificazioni al Campionato europeo di calcio Under-21 e due amichevoli della Nazionale di calcio dell'Italia.

Castel di Sangro vanta delle attrezzature sportive di alto livello, forse sotto-sfruttate. Nelle vicinanze dello stadio, sono presenti anche molte attrezzature per la pratica del tennis, con il Centro F.I.T. (Federazione Italiana Tennis), e numerosi campi, due dei quali coperti e riscaldati, sfruttabili nelle giornate invernali.

Di gran rilievo anche il Palazzetto dello Sport, recentemente rimodernato, capace di ospitare partite di calcio a 5, pallacanestro (tra le quali quelle della locale squadra Sangro Basket) e pallavolo; è dotato di tribuna per gli spettatori.

Sempre a proposito di pallavolo, la squadra sangrina Volley Alto Sangro ha vinto campionato di Prima Divisione nella stagione agonistica 2009/2010.

Poi c'è da qualche anno un divertente parco acquatico, completo di scivoli e onde artificiali, con due piscine più un lago da girare affittando un pedalò, una barca a remi o una moto d'acqua. Nella stessa zona, trova posto anche un secondo lago per la pesca alla trota.

Da segnalare anche il parco faunistico Abruzzo Zoo, ospitante vari animali della zona e non (alcuni giungono da altri continenti), con la possibilità di gite a cavallo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri storici[modifica | modifica wikitesto]

  • Aufidena - Scavi e topografia (di G. De Petra, anno 1901).
  • Aufidena Caracenorum - Ai confini settentrionali del Sannio (Memorie storiche intorno all'antica città di Castel di Sangro) (di Vincenzo Balzano, Edizioni Sansaini, anno 1923).
  • Aufidena oggi Castel di Sangro (di L. Fiocca, anno 1899).
  • Avanzi della città pelasgica, osca, sannita in Castel di Sangro (di Vincenzo Balzano, anno 1907).
  • Castel di Sangro 1943-1945 – 70º Anniversario della Distruzione (di Alessandro Teti, anno 2013).
  • Documenti per la storia di Castel di Sangro (di Vincenzo Balzano). Opera divisa in 3 volumi. Primo volume: Edizioni Lapi, anno 1915. Secondo volume: Tip. delle Mantellate Editore, anno 1929. Terzo volume: Edizioni Vecchioni, anno 1935.
  • Dove fu Aufidena? (di Vincenzo Balzano, Tipografia Editore Oriente Putaturo, anno 1899).
  • Francesco Ferradini e il cantiere della Collegiata di Castel di Sangro (in "Opus" di D. V. Fucinese, anno 1988).
  • I legisti ed artisti abruzzesi - Lettori nello studio di Bologna (di Vincenzo Balzano, Tipografia Oriente Putaturo, anno 1892).
  • Gli Antichi Italici (di G. Devoto, anno 1961).
  • Gli avvenimenti dal 1791 al 1806 nelle Valli dell'Alto Sangro e del Sagittario ed in alcune zone della Marsica e della Conca Peligna (di U. D'Andrea, anno 1974).
  • La storia di Castel di Sangro raccontata a scuola (di Vincenzo Balzano, Tipografia Mareggiani, anno 1889).
  • La vita di un comune del Reame, Castel di Sangro (di Vincenzo Balzano, anno 1942).
  • Le antichità di Castel di Sangro. Guida illustrata alle epigrafi (di E. Splendore, anno 1983).
  • Ubicazione di alcune sedi pelasgiche nella Valle del Sangro (di Vincenzo Balzano, Tipografia Aternina, anno 1905).

Libri sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • L'Urlo - La storia appassionante del Castel di Sangro Calcio (di Leopoldo Gasbarro, Carsa Edizioni, anno 2000).
  • Il miracolo di Castel di Sangro (di Joe McGinnis, Kaos Edizioni, anno 2001)

Libri dialettali[modifica | modifica wikitesto]

  • La Ceniscia - Dizionario del dialetto castelsangrino (di Tommaso Marzano, anno 1992).
  • Ru Suònne - fatte e fattariélle de paese ("Il Sogno, fatti e fatterelli di paese", di Tommaso Marzano, anno 2004).
  • Ru lavatùre - fatte e perzóne de re tiémbe mia ("Il Lavatoio, fatti e personaggi dei miei tempi", di Tommaso Marzano, anno 2009).

Libri biografici[modifica | modifica wikitesto]

  • Castel di Sangro a Clemente Marchionna. Discorso. (di Vincenzo Balzano, anno 1922).
  • Il pittore dei poveri (Teofilo Patini) (di Virgilio Serafini, Coop. Tip. "Ars et Labor", anno 1949).
  • La Giustizia in Sabina (di Vincenzo Balzano, Tipografia Editore Oriente Putaturo, anno 1887).
  • Le onoranze patrie a Teofilo Patini. Discorso. (di Vincenzo Balzano, Stabilimento Tipografico del Lauro, anno 1908).
  • Patini, momenti d'arte e di vita (di Cosimo Savastano, anno 1991).
  • Teofilo Patini' (di F. Bologna, anno 1990).
  • Vincenzo Balzano - l'unico gentiluomo del Tribunale Speciale (di Mario Balzano, Biblioteca Comunale "Vincenzo Balzano" di Castel di Sangro, anno 1989).

Libri d'attualità[modifica | modifica wikitesto]

  • Roccacinquemiglia (Gioventù Studentesca di Bologna, anno 1987).

Libri narrativi[modifica | modifica wikitesto]

  • Canzone del Sud (di Pasquale Scarpitti, Edizione "La Madia", anno 1969).
  • Discanto (di Pasquale Scarpitti, Editrice SARUS, anno 1972).
  • I superstiziosi - Novelle (di Vincenzo Balzano, Tipografia Putaturo, anno 1893).
  • Lunga storia di Natale (di Pasquale Scarpitti, Editrice SARUS, anno 1970).
  • Terra Promessa (di Pasquale Scarpitti, Edizioni Gastaldi, anno 1959).
Singolare vista del centro di Castel di Sangro dalla Civita

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 in carica Umberto Murolo Il Popolo delle Libertà Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Castel di Sangro[modifica | modifica wikitesto]

Roccacinquemiglia[modifica | modifica wikitesto]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]