Enrico Manca

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on. Enrico Manca
Monogramma della Camera dei deputati Parlamento italiano
Camera dei deputati
Enrico Manca
Luogo nascita Roma
Data nascita 27 novembre 1931
Luogo morte Roma
Data morte 5 luglio 2011
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Giornalista
Legislatura VI, VII, VIII, IX, X, XI Legislatura
Gruppo Partito Socialista Italiano
Collegio Perugia

Enrico Manca (Roma, 27 novembre 1931Roma, 5 luglio 2011) è stato un giornalista e politico italiano.

Laureato in giurisprudenza, nel 1959 entrò in RAI e dal 1961 al 1972 è stato redattore del Giornale Radio, caporedattore centrale del Telegiornale e direttore dei servizi culturali della televisione.

Esponente del Partito Socialista Italiano, fu deputato dal 1972 al 1994 e Ministro del commercio con l'estero nel governo Cossiga II e nel governo Forlani. Il suo nominativo fu ritrovato nelle liste degli iscritti alla loggia massonica P2 (tessera n. 864), anche se lo stesso Manca smentì a più riprese la sua effettiva adesione alla loggia. Una sentenza del Tribunale di Verona confermò che la presenza del nome di Manca nell'elenco di Licio Gelli non era prova della sua effettiva adesione. In quell'occasione Manca fu assistito dall'avvocato Cesare Previti.

Il 4 dicembre 1986 (durante la IX legislatura) cessò dal mandato parlamentare "Per il reato di cui agli articoli 1 e 6 della legge 24 aprile 1975, n. 130 (violazione delle norme per la disciplina della propaganda elettorale)"[1]. Venne rieletto nella X legislatura, ma cessò nuovamente dal mandato il 4 agosto 1987. Fu poi rieletto nel 1992.

Presidente della RAI dal 1986 al 1992, dopo il crollo del PSI, prima di aderire alla Margherita, fondò nel 1994 il Partito socialista riformista (PSR) con Fabrizio Cicchitto. Ha diretto fino alla morte l'associazione Pol-Is per il "rinnovamento della politica e della democrazia" e la fondazione Socialisti Democratici per il Partito Democratico (con Giusi La Ganga). Tale fondazione non è una corrente politica, ma soltanto un'associazione culturale.

È stato anche presidente dell'ISIMM (Istituto per lo studio dell'Innovazione nei Media e per la Multimedialità) e della Fondazione Ugo Bordoni.

È scomparso nel 2011 all'età di 79 anni dopo una lunga malattia[2]

[modifica] Note

  1. ^ Autorizzazioni a procedere a carico. Camera dei Deputati. URL consultato il 4-1-2008.
  2. ^ Notizia della morte da La Repubblica

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