Cavriago

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Cavriago
comune
Cavriago – Stemma Cavriago – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Reggio Emilia-Stemma.png Reggio Emilia
Amministrazione
Sindaco Paolo Burani (centrosinistra) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°41′40″N 10°32′42″E / 44.694444°N 10.545°E44.694444; 10.545 (Cavriago)Coordinate: 44°41′40″N 10°32′42″E / 44.694444°N 10.545°E44.694444; 10.545 (Cavriago)
Altitudine 78 m s.l.m.
Superficie 17,02 km²
Abitanti 9 682[1] (31-07-2013)
Densità 568,86 ab./km²
Frazioni Corte Tegge, Quercioli
Comuni confinanti Bibbiano, Reggio Emilia
Altre informazioni
Cod. postale 42025
Prefisso 0522
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 035017
Cod. catastale C405
Targa RE
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti cavriaghesi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cavriago
Posizione del comune di Cavriago nella provincia di Reggio Emilia
Posizione del comune di Cavriago nella provincia di Reggio Emilia
Sito istituzionale

Cavriago (Quariêgh nel dialetto locale, Queriêgh in dialetto reggiano) è un comune italiano di circa 9.682 abitanti della provincia di Reggio Emilia in Emilia-Romagna.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Cavriago è sito nella pianura Padana, ad 8 km a sud-ovest di Reggio nell'Emilia. Il territorio comunale è composto, oltre che dal capoluogo, dalle frazioni di Corte Tegge e Quercioli per un totale di 17 chilometri quadrati. Confina a nord e ad est con Reggio nell'Emilia, a sud e ad ovest con Bibbiano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Cavriago viene menzionato per la prima volta in un documento dell'Archivio Capitolare di Parma datato 1º dicembre 996, attraverso il quale la contessa Rolenda, figlia illegittima di Re Ugo d'Italia donava il castello e la cappella di Corviaco a un certo Paulone.

Certamente, però, Cavriago esisteva ben prima di questa carta bollata, che già cita costruzioni importanti come un castello. È probabile che la fondazione di Cavriago come agglomerato di case risalga addirittura all'epoca romana e alla costruzione della Via Emilia, anche se sfortunatamente non è possibile comprovare questa tesi. Quel che è certo è che il nome “Cavriago" deriva dal latino curvus ager, in riferimento al territorio collinare su cui si estende. Altre interpretazioni, meno plausibili, vogliono il nome derivare dal latino curviacum, oppure dall'espressione cuprum, in riferimento al colore del rame. A tutt'oggi gli studi più accreditati vogliono il toponimo "Cavriago" derivare dal franco-gallo-celtico Cap du Lac, conosciuto infatti in epoca tardo-romana / pre-normanna come Codellago, villaggio palafitticolo adagiato sulle rive del pantano acquitrinoso che dalle prime pendici pre-appenniniche si estendeva fino all'estremo orizzonte del fiume Pau (più tardi contratto in Po). Magnifica era la vista che dalle alture del Ghiardo si godeva sulla liquida distesa, a partire dall'avamposto fortificato e periodicamente semi-sommerso di Codemondo, sulle cui controverse origini toponimiche (si sospetta un'origine proto-scota) ricerche più approfondite sono tuttora in corso.

Il medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Paulone Bovini (Bruini secondo altri documenti), in virtù della donazione della contessa Rolenda, diventa quindi il primo feudatario di Cavriago, nonché capostipite della dinastia che dominerà il territorio del paese per quattro secoli. Fino al 1077, anno in cui l'imperatore Enrico IV si umiliò a Canossa, Cavriago restò nell'orbita dei possedimenti matildici. Poi, sul finire dell'XI secolo, i cavriaghesi si unirono ai reggiani nella lotta contro l'Impero, che culminerà, nel 1167, nella Lega Lombarda.
Durante l'età comunale Cavriago è tagliata in due dal confine tra i comuni di Reggio e Parma. Il confine correva proprio lungo il Rio di Cavriago, che ancora oggi attraversa il paese, e di tale divisione rimane traccia ancora oggi nel fatto che in paese vi siano due chiese: San Terenziano fu sempre sotto la diocesi di Reggio, mentre San Nicolò sotto quella di Parma. Il borgo è il teatro di continui scontri armati. Cavriago viene citato esplicitamente come teatro di una sanguinosa battaglia tra reggiani e parmensi nel 1215. Di questo periodo fanno parte, con ogni probabilità, i lavori che dotarono il castello di Cavriago di mura più spesse.
Terra di confine, il paese diventa la meta preferita di briganti e criminali di entrambe le signorie. In questo periodo, molto probabilmente, nasce il detto popolare (sopravvissuto fino ai giorni nostri): “A Cavriago piantano i fagioli e nascono i ladri".
La situazione non cambia nemmeno quando, alla fine del XIII secolo, Cavriago passa, insieme a Reggio, agli Este di Ferrara, che governeranno queste terre, seppur a spazi alterni, fino all'Unità d'Italia. L'epoca delle discordie civili a Reggio non sembra coinvolgere Cavriago: bisogna aspettare il 1458 per vedere il paese di nuovo menzionato in un documento ufficiale. In quell'anno, sotto il dominio di Borso d'Este, a Cavriago viene realizzato il Canale Ducale, un sistema di irrigazione che migliora l'agricoltura in tutto il contado.
Nel 1465, infine, Cavriago viene donato da Borso d'Este a Teofilo Calcagnini, a cui si deve la promulgazione degli Statuti di Cavriago, una raccolta di leggi che metteva per iscritto alcune consuetudini locali.

La distruzione del castello e il Rinascimento[modifica | modifica wikitesto]

Uno degli eventi centrali della storia di Cavriago è certamente quello della distruzione del suo castello. Tutto inizia nel 1482: Cavriago è ancora sotto il dominio di Teofilo Calcagnini, ma Ercole I d'Este (Duca di Ferrara, Modena e Reggio) è entrato in guerra con i veneziani, appoggiati dai conti Rossi della vicina Parma e da Guido Torelli di Montechiarugolo. Proprio il Torello, approfittando di un errore strategico di Ercole I, conquista e saccheggia Montecchio, poi attacca Cavriago. I cavriaghesi, stanchi delle alte tasse imposte dagli Este, si consegnano spontaneamente al Torello, suscitando l'ira dei reggiani e della signoria di Ferrara.
Il verdetto del piccolo senato reggiano, datato 7 dicembre 1482 è unanime: punire Cavriago con la distruzione del castello. Si trattava, quasi certamente, di una soluzione estrema già considerata, dal momento che Borso d'Este, predecessore di Ercole I, qualche anno prima aveva definito il paese "La bicocheta qui de Cavriaco...sempre ribelle e cagione di molti danni".
Il 14 aprile 1486 il castello di Cavriago viene abbattuto a cannonate, ma gli Este non si fermano qui. La sete di vendetta è troppa e così, giorno dopo giorno, un migliaio di guastatori ferraresi rade al suolo ogni edificio del paese. Le poche costruzioni rimaste in piedi il 25 aprile 1486 vengono ribattezzate Villa Nova, con l'intenzione di cancellare per sempre il ricordo degli odiati traditori.
Del castello non rimane granché. Il fossato è rimasto visibile, intorno alla chiesa di San Terenziano, fino al XVIII secolo, poi è scomparso. Oggigiorno, della costruzione medievale non restano che due torri, peraltro irriconoscibili a colpo d'occhio, a causa dei molti restauri che hanno subito nel corso dei secoli. Una è l'attuale biblioteca municipale (già sede del Municipio), l'altra è un edificio privato, conosciuto dagli abitanti di Cavriago come Il Mulino.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il Multisala900 il primo cinema multisala della provincia di Reggio Emilia, nasce dalle ceneri del Teatro Nuovo costruito dopo la guerra per volontà degli abitanti del paese.
Il circolo CALAMITA uno degli Indie Live Club più noti d'Italia propone concerti e spettacoli con gruppi della scena indipendente italiana e straniera.
Il Multiplo[2] è il nuovo Centro Cultura del Comune di Cavriago.

Persone legate a Cavriago[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Ogni terza domenica del mese, escluso agosto, si svolge nel centro storico uno dei più grandi mercatini dell'antiquariato e del collezionismo della regione. Vi prendono parte circa 200 espositori provenienti da tutto il nord Italia. L'ultima domenica di marzo si tiene la grande fiera del bue grasso dove si possono degustare i sapori e gli aromi della carne dell'animale. La seconda domenica di settembre è la volta invece della fiera dei tori. L'ultima domenica di settembre, da oltre 300 anni, si svolge la Sagra di San Vincenzo con iniziative di vario genere fra cui spicca il Corteo matildico della domenica pomeriggio con oltre un centinaio di comparse in costume medievale a sfilare e gareggiare nelle sfide che si svolgono a fianco dell'antica chiesa di San Nicolò. A giugno, in occasione della festa del Santo Patrono, si tiene la nota "Tortellata di san Giovanni", un evento nel quale è attivamente coinvolto l'intero paese. Ogni anno a gennaio, per iniziativa del Partito Marxista-Leninista Italiano (PMLI), si tiene la commemorazione di Lenin, davanti al suo busto.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2010 gli stranieri residenti a Cavriago sono 849, pari all 8,70% della popolazione comunale. Le nazionalità più numerose[4]:

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Cavriago è dotata di una propria stazione lungo la ferrovia Reggio Emilia-Ciano d'Enza. La stazione di Reggio Emilia è la fermata ferroviaria più vicina sulla linea Milano-Bologna.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Lenin sindaco onorario[modifica | modifica wikitesto]

Grazie a un gruppo musicale reggiano, gli Offlaga Disco Pax, è girata voce che Lenin dal 1917, anno della Rivoluzione russa, fosse sindaco onorario di Cavriago, opinione avallata anche dalla presenza nell'omonima Piazza Lenin di un busto in suo onore. Tuttavia "Non esiste alcun atto formale dal quale si possa desumere il conferimento del titolo di primo cittadino onorario al leader del bolscevismo"[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Il Multiplo
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2010. URL consultato il 1º ottobre 2011.
  5. ^ Il busto di Lenin. URL consultato il 21 marzo 2014.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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