Italo Bocchino

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on. Italo Bocchino
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Italo Bocchino
Luogo nascita Napoli
Data nascita 6 luglio 1967
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione giornalista
Partito Alleanza Nazionale-Il Popolo della Libertà- Futuro e Libertà per l'Italia
Legislatura XIII, XIV, XV, XVI
Gruppo Futuro e Libertà per l'Italia
Coalizione nessuna
Circoscrizione * Campania 2 (XIII e XV Legislatura)
  • Campania 1 (XIV e XVI Legislatura)
Collegio Casal di Principe (XIII Legislatura)
Incarichi parlamentari
  • Capogruppo del gruppo Fli alla Camera dei Deputati dal 4/8/2010 al 28/2/2011
  • Vice Capogruppo Vicario del gruppo PdL alla Camera dei Deputati dal 5/5/2008 al 29/04/10
  • Vicepresidente della delegazione parlamentare presso l'Assemblea del Consiglio d'Europa
  • Componente - I Commissione (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni);
  • Componente - Delegazione parlamentare presso l'Assemblea dell'Unione dell'Europa occidentale
  • Componente - XIV Commissione (Unione europea);
Pagina istituzionale

Italo Bocchino (Napoli, 6 luglio 1967) è un politico, giornalista ed editore italiano, già vicepresidente di Futuro e Libertà per l'Italia.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Dopo una militanza giovanile nel Movimento Sociale Italiano e nel FUAN, e una collaborazione come portavoce del deputato pugliese Giuseppe Tatarella, diviene giornalista nel quotidiano napoletano Roma edito da Giuseppe Tatarella. È stato poi assunto come cronista parlamentare al Secolo d'Italia.

Deputato di AN[modifica | modifica sorgente]

Nel 1996 è eletto alla Camera dei deputati per Alleanza Nazionale nel collegio di Casal di Principe, che rientra nella circoscrizione Campania 2.

Nel 2001 è rieletto alla Camera dei deputati. È membro in Commissione (affari costituzionali, della presidenza del consiglio e interni), della III Commissione (affari esteri e comunitari, IX Commissione (trasporti, poste e telecomunicazioni) e Commissione Parlamentare d'inchiesta sull'affare Telekom Serbia.

Nel 2005 si candida alla presidenza della Regione Campania in una coalizione di centrodestra, prendendo solo il 34,4% dei consensi. Perde infatti le elezioni, vinte dal presidente uscente e candidato del centrosinistra Antonio Bassolino con il 61,6% dei consensi[1]. Diviene leader dell'opposizione, ma subito decide di lasciare l'incarico per tornare a fare il deputato a Roma.

Nel 2006 è rieletto alla Camera dei deputati nel collegio Campania 2. È capogruppo per Alleanza Nazionale nella I Commissione (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) e membro dell'esecutivo nazionale del partito.

Nel 2007 è responsabile del partito per la raccolta di firme in favore del referendum per la modifica della legge elettorale; nello stesso anno nasce, sotto la sua direzione, la rivista Con, che mira a divenire punto di riferimento dei conservatori contemporanei italiani.

Dal PdL a FLI[modifica | modifica sorgente]

Nel 2008 viene eletto alla Camera dei deputati nella lista PdL, diventando vicecapogruppo vicario del PdL. Nel partito, Italo Bocchino è tra i principali esponenti della componente che fa capo al presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Il 29 aprile 2010 rassegna le dimissioni irrevocabili da vicecapogruppo vicario del PdL alla Camera dopo il plateale scontro tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini alla Direzione Nazionale del partito. Bocchino ha affermato: "Sono stato epurato. Berlusconi ha chiesto la mia testa".[1]

È fondatore di Generazione Italia, corrente facente riferimento a Gianfranco Fini[2].

Il 29 luglio 2010, con un documento approvato dall'Ufficio di presidenza del PdL a seguito della rottura tra Berlusconi e il cofondatore del partito Fini, Italo Bocchino e i suoi colleghi Carmelo Briguglio e Fabio Granata sono stati, di fatto, messi fuori dal PdL per la loro vicinanza politica al Presidente della Camera Gianfranco Fini. Ha aderito al nuovo gruppo parlamentare Futuro e Libertà per l'Italia, che fa sempre riferimento a Gianfranco Fini,[3] di cui il 4 agosto diviene capogruppo. Il 13 febbraio 2011 all'assemblea costituente del nuovo soggetto viene nominato Vicepresidente di Futuro e Libertà per l'Italia. Diventa di fatto presidente ad interim del partito dopo l'autosospensione immediata di Gianfranco Fini perché Presidente della Camera dei Deputati. La poltrona di Capogruppo alla Camera passerà a Benedetto Della Vedova.[2].

Il 14 dicembre 2010 vota la sfiducia al Governo Berlusconi IV[4]. La sua posizione di antiberlusconismo radicale, esemplificata dal duro intervento del 14 dicembre a Montecitorio, ha creato malumori e fastidio tra le file dello stesso FLI, in particolare tra gli esponenti più inclini al dialogo politico con il PdL (le cosiddette colombe). Esemplare è in tal senso il caso di Silvano Moffa, che si è astenuto dalla votazione per la sfiducia, contravvenendo alle indicazioni del partito, perché non era stata accolta la sua richiesta di dimissioni di Bocchino[5].

Al termine dell'assemblea costituente di Milano del 13 febbraio 2011 è nominato vice presidente di FLI, dal presidente eletto Gianfranco Fini, carica che mantiene fino alle dimissioni di Fini l'8 maggio 2013.
Candidato alle Elezioni politiche italiane del 2013, non viene eletto al Parlamento.

Incarichi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Fa parte del gruppo di industriali editori del quotidiano L'Indipendente, inoltre è editore del Roma.

In data 16 maggio 2009 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria della città di Reggio Calabria per essere stato il proponente ed il primo firmatario, nell'ambito del disegno di legge sul Federalismo Fiscale, dell'emendamento che prevede per Reggio Calabria la qualifica di "città Metropolitana".[senza fonte]

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Caso Telekom Serbia[modifica | modifica sorgente]

Nella richiesta del 7 maggio 2005 da parte del GUP della Procura di Torino Francesco Gianfrotta, con la quale si chiede l'archiviazione dell'indagine aperta nel 2001 sui vertici di Telecom Italia del 1997, emerge un particolare (non penalmente rilevante) che investe direttamente l'on. Bocchino. Nel 2001, Bocchino ricevette dalla "Finbroker", società finanziaria con sede a San Marino, 2 miliardi e 400 milioni di lire per il quotidiano napoletano Roma. Quel denaro proveniva dai 14 miliardi di lire in contanti che erano stati percepiti dal conte Gianni Vitali per la sua mediazione nell'affare Telekom Serbia.[6]

Il caso Global service[modifica | modifica sorgente]

Il 28 gennaio 2009 la Procura di Napoli ha notificato a Bocchino un'informazione di garanzia nell’ambito dell’inchiesta Global service, relativa alla manutenzione delle strade del Comune che ha coinvolto magistrati, deputati ed assessori napoletani, nella quale si ipotizzano per Bocchino i reati di partecipazione in associazione a delinquere e concorso in turbativa d'asta[7]. Il procedimento si chiude con l'archiviazione[8].

La relazione con Mara Carfagna[modifica | modifica sorgente]

Il 2 luglio 2011 le agenzie di stampa diffondono la notizia della separazione tra Italo Bocchino e la moglie Gabriella Buontempo. La causa del divorzio sarebbe stata la precedente relazione tra Italo Bocchino e il ministro Mara Carfagna, ammessa dallo stesso Bocchino in più interviste pubbliche, in una delle quali, avvenuta su Rai 3 alla presenza di Fabio Fazio, ha chiesto pubblicamente scusa alla moglie. La vicenda si è conclusa con la decisione della moglie della separazione consensuale.[9]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Bocchino ha fatto la comparsa nel film La bruttina stagionata, prodotto dalla moglie, nel ruolo di un cameriere[10].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Elezioni regionali Campania, La Repubblica
  2. ^ Nasce Generazione Italia, targata Fini, Il Giornale, 14 marzo 2010
  3. ^ Berlusconi rompe: "Finiani fuori dal partito" Gli uomini del cofondatore verso nuovi gruppi - Repubblica.it
  4. ^ Camera.it - Camera dei deputati - Lavori - Resoconti Assemblea - Dettaglio sedute
  5. ^ Il Fli in pezzi: Moffa chiede la testa di Bocchino e se ne va
  6. ^ Telekom Serbia: soldi a Bocchino - La Repubblica, 10 maggio 2005, pagina 21. URL consultato il 03-01-2009
    Ordinanza di archiviazione dell'inchiesta "Telekom Serbia" della Procura di Torino
  7. ^ Rinascita Campania
  8. ^ Global service, archiviazione per Bocchino - la Repubblica, 6 aprile 2011
  9. ^ Bocchino divorzia: «Dolorosa decisione» - Corriere della Sera
  10. ^ Il Tempo - Politica - Bocchino comparsa della moglie Ha fatto il cameriere in un film

Opere[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Capogruppo di Futuro e Libertà. Per l'Italia alla Camera dei Deputati Successore
Giorgio Conte (ad interim) 4 agosto 2010- 24 febbraio 2011 Benedetto Della Vedova