Guerra del Rif

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Guerra del Rif
Soldati spagnoli sbarcano a Al-Hoseyma l'8 settembre 1925
Soldati spagnoli sbarcano a Al-Hoseyma l'8 settembre 1925
Data 1911 - 27 maggio 1926
Luogo Marocco del Nord
Esito Vittoria ispano-francese
Dissoluzione della Repubblica del Rif
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Spagna: 140.000 uomini[1]
Francia: 325.000 uomini[1]
più di 150 aerei[2]
Fonti spagnole: 80.000 uomini[1][3]
Perdite
31.000 tra morti e feriti 15.400 tra morti e feriti
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La Guerra del Rif è stata una guerra coloniale che contrappose le tribù rifane (il Rif è una catena montagnosa del nord del Marocco) agli eserciti francese e spagnolo, dal 1921 al 1926. I due eserciti europei agivano ufficialmente in virtù degli accordi di protettorato intervenuti col Sultano del Marocco.

Contesto storico[modifica | modifica sorgente]

I Rifani erano condotti dai capi delle repubbliche contadine, chiamate anche Amghar, in cui il diritto abitudinario era differente dal diritto religioso islamico.

Il 20 luglio 1921, l'esercito spagnolo giunse per assoggettare i "ribelli", ma fu sconfitto. Ciò dava modo di esprimersi all'ambizioso progetto indipendentistico di ʿAbd el-Krīm al-Khattābī, noto semplicemente come ʿAbd el-Krīm. I Rifani, che erano contadini di montagna, tagliati dal grande corpo marocchino, di cui essi formavano solo una piccola parte,, avviarono una Guerriglia determinata contro le due Potenze coloniali: la Spagna e la Francia. Il generale Manuel Fernández Silvestre y Pantiga disponeva all'epoca di una forza armata di 60.000 soldati spagnoli per contrastare la tribù degli Ait Ouriaghel. In giugno trovò però la morte assieme a 18.000 dei suoi uomini nel corso della battaglia di Annual.

ʿAbd el-Krīm riunì i capi tribali, che organizzarono la resistenza con la creazione della Repubblica confederata delle tribù del Rif il 1º gennaio 1922. ʿAbd el-Krīm divenne presidente della Repubblica. Pur non dichiarandosi sultano, e ordinando agli imam del Rif di fare la khutba del venerdì in nome del Sultano Mulay Yusuf ben al-Hasan, ʿAbd el-Krīm non rimise mai nelle sue mani la regione e ancorò la sua "rivoluzione" a una futura rivoluzione nazionale marocchina che avesse come obiettivo di liberare il mondo musulmano dal gioco colonialistico occidentale.[4] Numerose missive in cui si dava la dovuta bay'a al sultano pervennero a Mulay Yusuf b. al-Hasan. Ma il rischio elevato del progetto di ʿAbd el-Krīm dissuase il sultano, che temeva le reazioni violente degli occupanti europei.

Seguì una guerra contro gli Spagnoli, che dovettero ritirarsi sulla costa. Nel 1924 essi occupavano solo Ceuta, Melilla, Aṣīla e Larache. A quel momento cominciarono i bombardamenti chimici: secondo il generale dell'aviazione spagnola Hidalgo de Cisneros, nella sua autobiografia Cambio de rumbo[5], egli fu il primo a lanciare una bomba di 100 kilogrammi di gas mostarda dal suo Farman F.60 Goliath nel corso dell'estate del 1924[6]. La Francia intervenne per venire in soccorso degli Spagnoli ed evitare il "contagio" nel resto del Marocco, allora sotto dominazione francese. Avamposti furono installati dall'esercito francese: cosa che provocò l'urto con le truppe rifane, mandate in rotta al momento dell'offensiva francese in direzione di Fez tra l'inverno e la primavera 1925.

Massacro compiuto da una legione spagnola nel 1922: i soldati iberici tengono in mano le teste decapitate di quattro rifani

Il maresciallo Lyautey, residente generale in Marocco dal 1912, scrisse nel 1925: «In presenza di eventuali problemi creati dalla rapidità e dalla violenza dell'irruzione dei Rifani [...], è impossibile restare nell'attuale condizione, a pena, lo dico nettamente, di rischiare la perdita del Marocco».[7]» Egli conseguì alcune vittorie ma fu sostituito dal generale Pétain. Il comandante Naulin riuscì a sconfiggere i Rifani.

Nell'autunno del 1925, fallirono dei negoziati a causa delle esigenze dei nazionalisti rifani. Le truppe franco-spagnole respinsero i Rifani. ʿAbd el-Krīm fu inviato in esilio nell'isola della Réunion nel 1926, da dove evaderà 20 anni dopo per riparare in Egitto, dove morì nel 1963. In precedenza aveva denunciato alla Società delle Nazioni l'utilizzo da parte francese di gas mostarda sui duʾār e i villaggi.[8].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Timeline for the Third Rif War 1920-25
  2. ^ Pennell, C. R.; page 214
  3. ^ "Rebels in the Rif" pages 149-152 David S. Woolman, Stanford University Press 1968
  4. ^ Intervista di Saʿīd el-Khattābī (figlio di ʿAbd el-Krīm el-Khattābī) a Karīm Boukhari: «ʿAbd el-Krīm Khattābī non combatteva contro il re», sul sito TelQuel: "Il Marocco qual è".
  5. ^ Hidalgo, de Cisneros. Cambio de Rumbo, pp. 193-7
  6. ^ (EN) Sebastian Balfour, Deadly Embrace: Morocco and the road to the Spanish Civil War, Oxford University Press, 2002, ISBN 0-19-925296-3, p. 142
  7. ^ La guerre du Rif n'aura pas lieu.
  8. ^ Omar Mezoug, "Chronique du livre de Courcelle-Labrousse et Marmié", "La guerre du Rif, Maroc 1921-1926", in: La Quinzaine littéraire, n° 973, 16 juillet 2008, p. 26.
    Si veda anche Chemical Weapons: Tenth Session of the Conference of the States Parties to the CWC 7-11 November 2005, The Hague, The Netherlands

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) Vincent Courcelle-Labrousse, Nicolas Marmié, La guerre du Rif, Maroc 1921-1926, Parigi, Tallandier, 2008, 364 pp. ISBN 978-2-84734-253-6
  • Francesco Tamburini, I gas nella guerra del Rif (1923-1927), «Storia Militare» n. 145, a. XIII, settembre 2005

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