Guerra ispano-americana

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Affondamento della USS Maine, 1898
Storia militare della Spagna
Storia militare degli Stati Uniti
Guerra Guerra ispano-americana
Data 1898
Luogo Caraibi e Oceano Pacifico
Esito Trattato di Parigi (1898): Cuba ottiene l'indipendenza, la Spagna cede le Filippine, Guam e Porto Rico agli Stati Uniti per la somma di $20 milioni.
Battaglie della guerra ispano-americana
Combattenti
Stati Uniti d'America Spagna
Forze
306,760 200,000
Perdite
2.446 5.500

La guerra ispano-americana fu combattuta nel 1898 tra gli Stati Uniti e la Spagna in merito alla questione cubana. In un periodo di forti tensioni diplomatiche fra i due governi, l'esplosione della nave Maine, che costò la vita a 266 marinai, focalizzò l'attenzione dell'opinione pubblica americana su Cuba. La stampa sensazionalista dell'epoca, la cosiddetta stampa gialla (yellow press) del magnate William Randolph Hearst, contribuì in modo determinante, assieme alla propaganda dei dissidenti cubani stanziatisi negli Usa, ad orientare l'opinione degli statunitensi verso una volontà di guerra contro la Spagna.

L'allora presidente McKinley, inizialmente titubante, venne quindi convinto dal suo gabinetto, formato tra gli altri da Theodore Roosevelt, a muovere guerra alla Spagna. Nel frattempo la tensione tra i due paesi era aumentata, e il 23 aprile 1898 la Spagna dichiarò guerra agli Stati Uniti, che a loro volta la dichiararono il 25 aprile. Gli americani vinsero in tempi molto brevi e con perdite relativamente minime, tanto che la guerra venne definita splendid little war.

Il 12 agosto venne firmato l'armistizio, e gli Stati Uniti ottenerono dalla Spagna:

  • il riconoscimento dell'indipendenza di Cuba
  • la cessione di Porto Rico e dell'isola di Guam
  • l'accettazione dell'occupazione di Manila nelle Filippine.

Questi risultati vennero quindi ratificati dal Trattato di Parigi nel dicembre dello stesso anno.

Dopo la guerra fu svolta un'indagine sull'esplosione e si appurò che l'incidente non era stato in alcun modo provocato dalla Spagna ma era dovuto ad un atto di incompetenza del capitano della nave che avrebbe permesso il deposito di esplosivi nei locali della caldaia. [1]

[modifica] Antefatti

Dopo quattro secoli dall'inizio della colonizzazione dell'emisfero occidentale, verso la fine del diciannovesimo secolo alla Spagna rimanevano ben pochi possessi coloniali, sparpagliati nel Pacifico, in Africa, e nelle Antille. La maggior parte dei possedimenti dell'ex-impero spagnolo avevano già acquisito la loro indipendenza e molti altri territori sotto il controllo spagnolo puntavano ad acquisirla. Nelle Filippine ed a Cuba operavano, già dalla seconda metà del diciannovesimo secolo, gruppi di guerriglieri.

Il governo spagnolo non aveva le risorse finanziarie nè militari per gestire queste rivolte, ed a Cuba decise quindi di spingere con la forza la popolazione ad allontanarsi dalle campagne ed a riversarsi nelle città ed in apposite aree urbane fortificate[2], cercando di isolare i ribelli dalle loro fonti di sostegno rurale. In tali aree di "concentramento e controllo" della popolazione le condizioni di vita erano terribili, e si stima vi abbiano avuto luogo in pochi mesi molte decine di migliaia di decessi, a causa delle precarie condizioni igieniche, sanitarie ed alimentari.

[modifica] Note

  1. ^ Questo fatto fa pensare oggigiorno ad un lesione autoinferta degli Stati Uniti per avere il sostegno dell'opinione pubblica e quindi un valido pretesto per la guerra.
  2. ^ Aree di concentramento

[modifica] Collegamenti esterni

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