Ubu re

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Ubu re
Opera teatrale in cinque atti
Locandina della prima dell'Ubu re
Locandina della prima dell'Ubu re
Autore Alfred Jarry
Titolo originale Ubu roi
Lingua originale Francese
Composto nel 1896
Prima assoluta 10 dicembre 1896
Théâtre de l'Œuvre, Parigi
Personaggi
  • Padre Ubu
  • Madre Ubu
  • Capitano Bordure
  • Re Venceslao
  • Regina Rosamunda
  • Boleslao, Ladislao, Bugrelao: loro figli
  • Generale Lascy
  • Stanislao Leczinski
  • Giovanni Sobieski
  • Nicola Rensky
  • L'Imperatore Alessio
  • Giron, Pile, Cotice: paladini
  • Michele Fédérovitch
  • Larbins de Phynances
  • Tutta l'armata russa e tutta l'armata polacca
  • Un Capitano
  • L'Orso
  • Il cavallo da finanze
  • La macchina decervellatrice
  • Il comandante
  • Congiurati e soldati, popolo, nobili, magistrati, consiglieri, finanzieri, paesani, l'equipaggio, le guardie di Madre Ubu.
Trasposizioni operistiche Ubu rex Krzysztof Penderecki, opera buffa in due atti su libretto di Penderecki e Jerzy Jarocki del 1991.
 

Ubu re (in francese, Ubu roi) è un'opera teatrale di Alfred Jarry, appartenente al ciclo di Ubu di cui costituisce la prima parte, pubblicata il 25 aprile 1896 in "Le livre d'Art" (rivista diretta da Paul Fort) e rappresentata per la prima volta il 10 dicembre 1896.

Quest'opera è considerata un'anticipazione del movimento surrealista e del teatro dell'assurdo. Jarry vi mescola provocazione, assurdo, farsa, parodia e umorismo crasso e sbracato.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La pièce segue le avventure di Padre Ubu, «capitano dei dragoni, officiale di fiducia di re Venceslao, decorato con l'ordine dell'aquila rossa di Polonia, ex re d'Aragona, conte di Sandomir», e della Madre Ubu. Il Padre Ubu uccide il re Venceslao e s'impadronisce così del trono; poi uccide i nobili e tutti coloro che l'avevano appoggiato. Ma il Padre Ubu deve diffidare del figlio di Venceslao, il principe Bugrelao, che inavvertitamente ha risparmiato e che spera di riconquistare il trono di suo padre.

I luoghi[modifica | modifica sorgente]

La Polonia citata da Jarry è un paese leggendario, mitico ma, allo stesso tempo, ha delle caratteristiche che ricordano la Polonia reale. I principali luoghi in cui è ambientato il dramma sono:

Ci sono più di 24 scene, tra le quali:

  • Il palazzo reale
  • Il campo di battaglia
  • La cripta
  • Due grotte
  • La nave (al termine della pièce)
  • La casa di Ubu
  • La foresta

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Nella galleria di personaggi della pièce, si riscontrano diverse particolarità: molti di loro non appaiono che per brevi istanti all'interno di una scena, senza più ricomparirvi.

Non tutti sono frutto di fantasia: alcuni, infatti, sono personaggi storici realmente esistiti, come il Re Venceslao o l'Imperatore Alessio, Stanislao Leczinski, Michele Fédérovitch e Giovanni Sobieski.

L'armata russa e l'armata polacca, composte da diverse persone, sono indicate nel dramma originali come un personaggio unico (tutta l'armata russa e tutta l'armata polacca). La macchina decervellatrice, poi, è accreditata come personaggio pur non essendo interpretata da nessun attore.

Prima rappresentazione[modifica | modifica sorgente]

Prima del debutto dell'opera, avvenuto il 10 dicembre 1896 al Théâtre de l'Œuvre di Parigi, Jarry lesse un discorso introduttivo con voce fioca, in modo che fosse quasi impercettibile all'orecchio degli spettatori. Nel discorso annunciò che l'azione si svolgeva «in Polonia, cioè da nessuna parte». Il pubblico si scaldò, e reagì vivacemente fino dal «Merdre!» iniziale: la commedia destò uno scandalo.

Anche durante la replica il pubblico reagì, sebbene composto da amici di Jarry: tutto si svolse tranquillamente fino al terzo atto, nel quale un attore faceva la parte della porta della prigione tendendo le braccia; Padre Ubu girò un dito nella mano per aprire la "porta", e questa ruotò di novanta gradi cigolando...

Note sulla commedia[modifica | modifica sorgente]

Ubu disegnato da Alfred Jarry

Numerosi riferimenti al Macbeth di Shakespeare sono presenti nella commedia, che inizia con un gioco di parole sul nome dell'autore inglese. Il padre Ubu usa molte espressioni inventate da Jarry, come il famoso neologismo «Merdre».

Jarry si è ispirato al suo professore di Fisica al liceo, monsieur Hébert, che rappresentava per i suoi studenti l'incarnazione del grottesco; lo avevano soprannominato "il padre Hébert", e molte farse scritte dai liceali raccontavano le avventure di P.H., diminutivo abbastanza gentile se confrontato con le declinazioni che si facevano del suo nome: Ebé, Eb, Ebon, Ebance, Ebouille, etc. Gli studenti erano particolarmente affascinati dalla passione che l'insegnante aveva per l'andouille, un tipo di salame. Tutti i doppi sensi semantici diventavano possibili.

Tornando alle origini: Charles, il maggiore dei fratelli Morin, aveva scritto un giorno un episodio che narrava le disavventure di P.H. in Polonia, della quale diventava re. Da questo, più tardi, sarà tratto I polacchi: «I polacchi. Dramma in cinque atti dei Sigg. Charles e Henri M(orin), autori della Bastringa, de La Presa d’Ismaele e di molte altre opere sul P.H.».

Quando Jarry conobbe questo libriccino scritto qualche tempo prima, lo trasformò in commedia e lo mise quindi in scena nel granaio dei Morin, nel dicembre 1888 e nel gennaio 1889, quindi nel 1890 nell'appartamento dove viveva con la madre e la sorella. La commedia è interpretata dalle marionette del Théâtre des Phynances; Jarry preparò in seguito la scena per un teatro d'ombre in cui Henri Morin interpretava il ruolo di P.H., sempre re dei polacchi. La satira s’intitolava sempre I polacchi, ed è la versione più vicina alla prima commedia del ciclo di Ubu.

Arrivato a Parigi nel 1891, Jarry affittò un locale che utilizzava come laboratorio, chiamato «Calvario del trucidato». Coi suoi nuovi compagni di studi ed amici, organizzò diverse rappresentazioni dalle quali rinacque il ciclo di Ubu, che subì molti ritocchi prima di arrivare alla sua forma definitiva. A questo punto il padre Hebert diventò padre Ubu.

Quando Jarry vinse il concorso di prosa del giornale L’Echo de Paris littéraire illustré fece conoscenza con Marcel Schwob al quale si legò d'amicizia e di stima. Grazie alla sua crescente popolarità, incontrò e fece amicizia con Alfred Valette, direttore del Mercure de France, e di sua moglie Rachilde. Nel 1894 Jarry mise in scena a casa loro, per gli amici, una versione di Ubu Re che fu molto apprezzata.

Verso la fine della vita, Jarry cominciò ad assomigliare sempre più al suo personaggio: si mise a parlare come lui, e firmava tutte le sue lettere col nome di Ubu.

Riferimenti in altre opere[modifica | modifica sorgente]

  • La rock band statunitense Pere Ubu deve il suo nome proprio al personaggio principale dell'opera. Inoltre la band ha composto ed eseguito uno spettacolo musicale alla radio che risulta un adattamento dell'opera di Jarry, intitolandolo "Bring Me The Head of Ubu Roi", pubblicato poi su CD nel 2009[1]:
  • Il premio Nobel Dario Fo ha ideato un brillante monologo teatrale il cui soggetto principale è "Ubu bas", personaggio riconducibile a Silvio Berlusconi, richiamando ed esaltando l'opera di Alfred Jarry. Dario Fo ha recitato il monologo (in versione ridotta) al Palavobis di Milano nel 2002, in concomitanza al decimo anniversario di "Mani Pulite".[1]
  • Nel gioco Broken Sword sono inseriti molti riferimenti quali Rue Jarry o Hotel Ubu.
  • L'esclamazione "Merdre" con cui esordisce l'opera di Alfred Jarry e più volte ripetuta da Père Ubu ha dato il titolo a "Merdre - Antologia del sapere patafisico", singolare rivista e raro esempio italiano di periodico dedicato alla patafisica, fondata da Enzo Rossi Roiss e pubblicata dal 1987 al 1990 (in tutto 5 numeri).
  • Ubu Roi è anche un dipinto di Max Ernst.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bring Me The Head Of Ubu Roi

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alfred Jarry (note e prefazione di Michel Arrivé), Œuvres complètes I, Gallimard, Bibliothèque de la Pléiade, 1972
  • Jean-Hugues Sainmont, Ubu ou la création d'un mythe, in Cahiers du Collège de 'Pataphysique n°3-4, 1951

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