Samarcanda

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Samarcanda
città
Samarqand
Samarcanda – Stemma
Samarcanda – Veduta
Dati amministrativi
Stato Uzbekistan Uzbekistan
Regione Samarcanda
Distretto Samarcanda
Territorio
Coordinate 39°39′N 66°57′E / 39.65°N 66.95°E / 39.65; 66.95 (Samarcanda)Coordinate: 39°39′N 66°57′E / 39.65°N 66.95°E / 39.65; 66.95 (Samarcanda)
Altitudine 702 m s.l.m.
Superficie 108 km²
Abitanti 388 600 (2011)
Densità 3 598,15 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 140100
Prefisso (+998) 662
Fuso orario UTC+5
Targa 30 A (030-039)AA
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Uzbekistan
Samarcanda
Sito istituzionale
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Samarcanda - crocevia di culture
(EN) Samarkand – Crossroads of Cultures
Registan - Samarkand - 15-10-2005.jpg
Tipo Culturali
Criterio (i) (ii) (iv)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 2001
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Samarcanda (uzbeko: Samarqand; in tagico e in russo: Самарқанд; in Persiano: سمرقند ; in greco: Μαρακάνδα, Marakánda) è la terza città per dimensioni in Uzbekistan (popolazione 352.047 abitanti calcolati per il 2010) e il capoluogo della regione di Samarcanda. La città è per lo più conosciuta per essere nel mezzo della Via della seta nel percorso tra la Cina e l'Occidente.

È collocata a 702 metri sopra il livello del mare e nonostante sia un'importante città dell'Uzbekistan, la maggior parte degli abitanti è di lingua tagica. Nel 2001, dopo vari fallimenti, l'UNESCO ha inserito la città vecchia di 2700 anni nella lista dei patrimoni dell'umanità sotto il titolo di Samarcanda - Crocevia di culture.

Indice

Storia[modifica]

Samarcanda è una delle più antiche città del mondo, in grado di prosperare per la sua posizione lungo la Via della seta, la maggiore via commerciale di terra tra Cina ed Europa. Un tempo Samarcanda fu la città più ricca dell'Asia centrale e per la maggior parte della sua storia fece parte dell'Impero persiano. Fondata circa nel 700 a.C., era già capitale della satrapia Sogdiana sotto gli Achemenidi di Persia quando Alessandro Magno (nella zona conosciuto come Iskander Khan) la conquistò nel 329 a.C. Sotto i Sasanidi, Samarcanda rifiorì e diventò una delle città maggiori dell'Impero.

Dal VI al XIII secolo la popolazione si ingrandì e divenne più popolosa anche della moderna Samarcanda. In quegli anni la città conobbe l'invasione araba (che portò il suo alfabeto e convertì all'Islam la sua popolazione), quella dei Persiani e di diverse successive dinastie turche. Fu saccheggiata nell'anno 1220 dai Mongoli. Sopravvisse solo una minima parte della popolazione ma essa dovette superare anche un sacco successivo condotto da un altro condottiero mongolo: Barak Khan. La città impiegò decenni per ristabilirsi da quei disastri.

Timpano della madrasa Sherdar, completata nel 1660, nel Registan di Samarcanda

Nel 1370, Tamerlano decise di rendere Samarcanda una città stupenda e usarla come capitale dell'impero che avrebbe costruito e che si sarebbe esteso dall'India alla Turchia. Per 35 anni la città fu ricostruita e fu piena di cantieri con artigiani e architetti provenienti dalle parti più disparate dell'Impero timuride. Tamerlano fece così crescere la città, che divenne il centro della regione chiamata in Occidente Transoxiana e similmente dagli Arabi Mā warāʾ al-Nahr, «Ciò che è al di là del fiume Oxus».

L'osservatorio astronomico di Ulugh Beg a Samarcanda, costruito nel 1420.

Suo nipote Ulugh Beg governò il paese e la sua capitale per 40 anni. Creò varie scuole scientifiche dedite allo studio della matematica e dell'astronomia. Ordinò anche la costruzione di un grande osservatorio, di cui restano imponenti tracce.

Nel XVI secolo gli Uzbeki spostarono la capitale a Bukhara e Samarcanda iniziò un lento declino. Dopo l'assalto dei Persiani guidati da Nadir Shah, la città fu abbandonata nel XVIII secolo. L'emiro di Bukhara tentò di ripopolare la città alla fine di quel secolo.

Nel 1868, la città divenne parte dell'Impero russo, essendo stata conquistata dal colonnello A.K. Abramov, nonostante il contrattacco da parte di forze guidate da Abdul Malik Tura, figlio dell'Emiro di Bukhara, e dal Bek di Shahrisabz. Abramov divenne il primo governatore militare della città di Okrug che i Russi scelsero come capitale amministrativa della zona. La città divenne successivamente capitale del Turkestan russo e venne raggiunta dalla ferrovia transcaspica nel 1888. Divenne capitale della Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka dal 1925 fino al 1930.

Attualmente la città è reclamata dai nazionalisti tagiki, che oltre a essere maggioranza nel luogo, vorrebbero che essa tornasse a far parte del Tagikistan al quale dicono essa apparterrebbe storicamente. Al questo scopo hanno fondato un movimento clandestino chiamato "Rinascimento".[senza fonte]

Monumenti[modifica]

A Samarcanda si trovano alcune fra le più notevoli costruzioni dell'architettura islamica. Nel 2001 la città è stata dichiarata Patrimonio dell'umanità da parte dell'UNESCO.

Personalità[modifica]

Siti principali[modifica]

Registan[modifica]

Uno dei più rilevanti siti d'Asia Centrale, se non uno dei più importanti del mondo intero, è il Registan, che fu il centro della Samarcanda medievale. Consiste di tre grandi corpi di fabbrica (madrasa), che formano tre lati di una vasta piazza.

La Madrasa di Uluğ Bek, a ovest, fu completata nel 1420 sotto lo stesso Uluğ Bek, e ospita mosaici con temi astronomico (la passione del sovrano timuride che fu un vero e proprio scienziato astronomo). Circa 100 studenti imparavano qui le discipline astronomiche e filosofiche, oltre alla teologia.

La Madrasa Sherdar, a est, fu portata a termine nel 1636 dall'Emiro shaybanide Yalangtush, a imitazione della Madrasa di Uluğ Bek, salvo che per la decorazione a leoni ruggenti, in clamorosa violazione delle tradizioni islamiche.

La Madrasa Tilla-Kari, fra le due precedenti, fu terminata nel 1660, con un decoro dorato sul quale spiccano due tigri. Vanta una corte interna assai gradevole.

Moschea di Bibi Khanum[modifica]

Galleria fotografica[modifica]

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]