Maurizio Landini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
« Ho cominciato a lavorare a 15 anni, a fare l’apprendista saldatore. Eravamo un gruppo di ragazzi giovani, lavoravamo in una cooperativa di Reggio Emilia. Dovevamo lavorare all’aperto, faceva freddo d’inverno e c’era un disagio. Non è che volessimo lavorare meno, volevamo vedere riconosciuto questo disagio e abbiamo chiesto alla cooperativa di affrontare questo problema. Era una cooperativa rossa, eravamo tutti iscritti al Partito Comunista e i dirigenti ci dissero che sì, avevamo ragione, però dovevamo tenere conto che la cooperativa aveva dei problemi e che dovevamo fare degli sforzi. Io ero giovane e d’istinto mi venne di interromperlo e di dirgli: “Guarda, tu sei un dirigente, e io in tasca ho la tessera del partito che hai anche tu. Però ho freddo lo stesso”. Lì ho capito una cosa: il sindacato deve rappresentare le condizioni di chi lavora e non deve guardare in faccia nessuno[1]. »
Maurizio Landini, Bologna, 17 giugno 2011 (110° Fiom)

Maurizio Landini (Castelnovo ne' Monti, 7 agosto 1961) è un sindacalista italiano, segretario generale della FIOM-CGIL.

Dal 1º giugno 2010 è segretario generale della Federazione Impiegati Operai Metallurgici FIOM[2] In precedenza è stato segretario della FIOM di Reggio Emilia, dell'Emilia-Romagna, e di Bologna, prima di entrare a far parte della Segreteria nazionale dove si è occupato in particolare dell'Ufficio sindacale.

Cenni biografici[modifica | modifica wikitesto]

Maurizio Landini è il penultimo di cinque figli. Il padre, attivo durante la Resistenza, svolgeva l’attività di cantoniere, la madre lavorava come casalinga. Cresciuto a San Polo d'Enza, dopo le scuole medie si iscrisse a un istituto per geometri, ma fu costretto ad abbandonare la scuola dopo due anni per contribuire al sostentamento familiare, trovando occupazione in un’azienda metalmeccanica in qualità di apprendista saldatore. Divenuto delegato sindacale della FIOM, a metà degli anni ottanta si impegnò a tempo pieno all’interno della struttura sindacale di appartenenza, iniziando l’itinerario che lo avrebbe portato, venticinque anni dopo, a raggiungere il vertice dell’organizzazione[3].

Attività sindacale[modifica | modifica wikitesto]

Landini nel 2013

Landini è stato un funzionario della Federazione Impiegati Operai Metallurgici di Reggio Emilia e poi suo segretario generale. Successivamente, è stato eletto segretario generale della FIOM dell’Emilia-Romagna e di quella di Bologna. Il 30 marzo del 2005 Landini è stato eletto nella segreteria nazionale della FIOM, il sindacato dei metalmeccanici della Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL).

In qualità di segretario nazionale è stato responsabile del settore degli elettrodomestici e di quello dei veicoli a due ruote. Ha condotto trattative con imprese quali Electrolux, Indesit Company e Piaggio. A questi incarichi si è aggiunto quello di responsabile dell’Ufficio sindacale che lo ha portato a seguire a stretto contatto con l’allora segretario generale, Gianni Rinaldini, le trattative per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici nel 2009.

Sempre con l’incarico di responsabile dell’Ufficio sindacale, Landini è stato il responsabile della delegazione FIOM nelle trattative per il rinnovo dei contratti nazionali delle imprese aderenti alla Unionmeccanica-Confapi e di quello delle imprese artigiane.

Nel 2011 ha pubblicato per Bompiani – con Giancarlo Feliziani – Cambiare la fabbrica per cambiare il mondo - la FIAT, il sindacato, la sinistra assente, un libro-intervista nel quale ripercorre l'intera vicenda FIAT, il rapporto con Marchionne, quello con gli altri sindacati e con il mondo della politica.

Il caso Thyssen[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 aprile 2011 ha definito "una sentenza storica” la condanna dei vertici della Thyssen Krupp a pene detentive per l’incidente sul lavoro nella fabbrica di Torino che ha causato la morte di sette operai. La FIOM si era costituita parte civile. All'epoca l’amministratore delegato della Thyssen Krupp era stato condannato alla pena di 16 anni per il reato di omicidio volontario, poi derubricato in omicidio colposo nel processo di secondo grado.

Il caso Taranto[modifica | modifica wikitesto]

Gli stabilimenti ILVA di Taranto (2007)

Il 26 luglio 2012 il GIP del Tribunale di Taranto, Patrizia Todisco, titolare dell'indagine che vede il vertice ILVA accusato di gravissimi reati legati all'inquinamento dell'ambiente e all'avvelenamento della popolazione della città ionica, ordina il sequestro di sei impianti dell'area a caldo del locale siderurgico (parco minerali, cokerie, agglomerato, altoforni, acciaierie, gestione rottami ferrosi)[4]. I lavoratori escono dai cancelli e si dirigono verso la Prefettura del capoluogo ionico; al termine della giornata vengono allestiti blocchi presso le principali arterie stradali urbane ed extra-urbane (dureranno per i successivi due giorni). Il 27 luglio Maurizio Landini è a Taranto per chiarire la posizione della sua organizzazione: esprime sostegno all'azione della magistratura e avanza ad ILVA la richiesta di realizzare tutti gli investimenti necessari a mettere a norma lo stabilimento. Il suo intervento, tenuto all'interno dei cancelli della fabbrica davanti a diverse migliaia di lavoratori, riceve gli applausi dei presenti[5].

Per il 2 agosto le tre sigle confederali indicono quattro ore di sciopero in tutti gli stabilimenti ILVA e convocano un corteo con comizio finale a Taranto. Pochi minuti dopo aver iniziato a parlare Maurizio Landini viene interrotto da un gruppo composto da ultras, centri sociali, COBAS ed ex dirigenti FIOM. I contestatori, accorsi nella centrale Piazza della Vittoria al seguito di un'Ape-car, in particolare imputano alla FIOM l'inopportunità della scelta di manifestare insieme a chi, come la Uilm, nei giorni precedenti aveva manifestato solidarietà nei confronti dei dirigenti Ilva arrestati. In realtà la piattaforma di convocazione dell'iniziativa non esprimeva alcuna censura nei confronti dell'azione dei giudici[6]. Landini denuncia: «A me risulta che tra coloro che hanno tentato di impedirmi di parlare ci fosse un gruppo di ex iscritti alla Cgil ora confluito nella Fim. Non voglio nemmeno immaginare che degli iscritti alla Fim volessero togliermi il microfono per questo motivo»[7].

L'8 agosto, in una conferenza stampa tenuta presso la Camera del Lavoro di Taranto, il segretario della FIOM annuncia l'intenzione della sua organizzazione di avviare una vera e propria vertenza sindacale sugli investimenti ambientali nel siderurgico di Taranto; inoltre segnala la volontà dei metalmeccanici della CGIL di costituirsi parte civile in caso di rinvio a giudizio degli indagati[8], come già fatto di recente in un caso analogo[9]. La posizione della FIOM assume ancora maggiore risalto a partire dal 13 agosto, quando l'organizzazione decide di non aderire allo sciopero di due ore indetto per quello e i successivi tre giorni da FIM e UILM[10] a seguito della decisione del GIP di revocare a Bruno Ferrante, presidente del CdA ILVA, l'incarico di custode degli impianti posti sotto sequestro[11], come disposto invece l'8 agosto dal Tribunale del Riesame[12].

Landini in questa occasione dichiara: «Non abbiamo ritenuto utile scioperare contro la magistratura non solo perché è sbagliato ma perché le leggi, la loro applicazione, la difesa di un lavoro con diritti e quindi con una sua dignità, sono l’obiettivo su cui tutte le forze dovrebbero convergere e lavorare»[13]. La distanza da FIM e UILM viene ribadita in occasione della visita dei ministri Corrado Clini e Corrado Passera a Taranto il 17 agosto: a conclusione del confronto coi membri del governo, Maurizio Landini ed Elena Lattuada (segreteria nazionale CGIL) tengono una conferenza separata dai vertici delle altre due organizzazioni[14], confermando l'intenzione della FIOM di aprire la vertenza sulla messa a norma degli impianti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dal discorso tenuto il 16 giugno 2011 in occasione della manifestazione Tutti in piedi, realizzata in collaborazione con la FIOM.
  2. ^ Segretario Generale, fiom.cgil.it. URL consultato il 18-10-2010.
  3. ^ Roberto Mania, Landini, il signor Fiom che non ha letto Marx e non ha tessere di partito, La Repubblica. URL consultato il 19 giugno 2014.
  4. ^ http://pubblicogiornale.it/ilvia-tutti-sapevano-parola-di-gip/2012-07-30#more-3316
  5. ^ Intervento di Maurizio Landini all'assemblea ILVA - YouTube
  6. ^ http://www.cgilpuglia.it/public/news/documenti/369_GYCxv.pdf
  7. ^ Chi ci attacca vuole la fabbrica chiusa e vivere di sussidi a carico dello Stato - la Repubblica.it
  8. ^ Maurizio Landini a Taranto. Conferenza stampa su ILVA - YouTube
  9. ^  rinvio a giudizio dei dirigenti Ilva per omicidio colposo plurimo aggravato, disastro ambientale ed omissione colpose di cautele
  10. ^ La Stampa - Ilva, sciopero di due ore dei sindacati Corteo degli operai sulla statale Appia
  11. ^ Revoca di Ferrante (Ilva), il gip: “Palese conflitto di interessi” – — Inchiostro Verde
  12. ^ File Den
  13. ^ Ilva, gli operai protestano. Landini: “Sbagliato sciopero contro magistrati” - Il Fatto Quotidiano
  14. ^ La Gazzetta del Mezzogiorno.it

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Segretario generale della FIOM Successore
Gianni Rinaldini dal 2010