Sergio Marchionne

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Sergio Marchionne
Sergio Marchionne.jpg

Presidente della Ferrari S.p.A
In carica
Inizio mandato 13 ottobre 2014
Predecessore Luca Cordero di Montezemolo

Amministratore delegato di Fiat SpA
In carica
Inizio mandato 1 giugno 2004
Predecessore Giuseppe Morchio

Sergio Marchionne (Chieti, 17 giugno 1952) è un dirigente d'azienda italiano naturalizzato canadese. Possiede anche la cittadinanza canadese, paese dove si è trasferito all'età di 14 anni, laureandosi e formandosi con diverse esperienze manageriali. Marchionne è domiciliato in Svizzera, precisamente nel Canton Zugo[1], ma abita a Blonay, nel canton Vaud[2]. E' stato perciò criticato perché non paga le tasse in Italia[3]. Nel 2012 risulta essere il manager più pagato in Italia, tra le società italiane quotate in Piazza Affari (come A.D. di Fiat Spa e Presidente di Fiat Industrial) con compensi monetari per 7,4 milioni di euro e azioni gratuite («stock grant») assegnate all'inizio del 2012 in base al piano di incentivazione 2009-2011, che il giorno dell'assegnazione valevano 40,7 milioni[4]. Per la carica di A.D. del Gruppo Chrysler non percepisce alcun compenso.

Marchionne è noto a livello internazionale per aver guidato il profondo rinnovamento della FIAT. Oggi il manager ricopre molteplici ruoli: è Amministratore Delegato di FIAT S.p.A. e Presidente e Amministratore Delegato di Chrysler Group LLC. È inoltre Presidente di FIAT Industrial S.p.A. e di CNH. È stato eletto Presidente del Consiglio di Amministrazione dell'ACEA (European Automobile Manufacturers Association) per l'anno 2012. Fa parte del Consiglio di Amministrazione di Philip Morris International Inc.. È inoltre membro del Consiglio di Amministrazione del Peterson Institute for International Economics e co-presidente del Consiglio per le Relazioni tra Italia e Stati Uniti. È consigliere di Exor S.p.a. e membro permanente della Fondazione Giovanni Agnelli.

Nel 2006 è stato nominato cavaliere del lavoro dal presidente Giorgio Napolitano.

Nel 2009 Marchionne ha avviato un'alleanza strategica con il gruppo Chrysler, supportato dai governi americano e canadese e dai sindacati. In meno di due anni Chrysler è passata dalla bancarotta pilotata[5] al ritorno dei profitti, dopo aver risanato i conti della Fiat, tornata all'utile nel 2006. L'obiettivo di Marchionne è di trasformare Fiat e Chrysler in un gruppo presente a livello globale, facendo leva su nuove sinergie e nuovi modelli, in particolare a livello di rete distributiva.

Il 10 settembre 2014 il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo presenta le dimissioni che avranno effetto il prossimo 13 ottobre e Marchionne viene nominato suo successore proprio a partire da questa data.[6]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Famiglia[modifica | modifica sorgente]

Il padre Concezio nacque a Cugnoli in Abruzzo fu un maresciallo dei Carabinieri trasferitosi in Istria negli anni trenta, dove risiedette e prestò servizio fino al termine della seconda guerra mondiale quando la regione venne occupata dalla Jugoslavia. Qui conobbe la futura moglie, Maria Zuccon, istriana del luogo. Negli anni della guerra la famiglia materna fu colpita da due tragici lutti: nel settembre del 1943 il nonno di Sergio, Giacomo Zuccon, fu sequestrato e gettato in una foiba da partigiani titini (i suoi resti verranno in seguito recuperati, assieme ad altri, nella foiba di Terli dai Vigili del Fuoco e riconosciuti dall'altra figlia Anna). Alcune settimane dopo, anche lo zio Giuseppe, fratello della madre, messosi alla ricerca del padre di cui non si avevano più notizie, cadde in un rastrellamento dei militari tedeschi che, scambiandolo per un partigiano o disertore, lo passarono per le armi. A seguito di questi fatti e della seguente occupazione dell'intera regione da parte delle milizie iugoslave, i genitori di Sergio decisero di rifugiarsi presso i familiari di Concezio a Chieti, dove subito dopo si sposano e dove nascerà, nel 1952, Sergio.

Emigrazione[modifica | modifica sorgente]

Quando Sergio aveva 14 anni, la famiglia Marchionne si sposta ancora, emigrando in Ontario, Canada, dove si era già stabilita, esule dall'Istria, Anna Zuccon, zia materna di Sergio.

Formazione universitaria[modifica | modifica sorgente]

In Canada Sergio Marchionne si laurea in legge alla Osgoode Hall Law School of York University con il massimo dei voti, consegue presso la University of Windsor un Master in Business Administration (MBA). Presso l'Università di Toronto completa invece i suoi primi studi universitari in filosofia. Esercita quindi come commercialista, procuratore legale, avvocato ed esperto contabile diplomato.

L'esperienza canadese e l'affermazione alla SGS[modifica | modifica sorgente]

Lascia il mondo forense e svolge la prima parte della sua attività professionale nel Nord America come dirigente. Dal 1983 al 1985 lavora per la società Deloitte Touche come avvocato commercialista ed esperto nell'area fiscale; successivamente dal 1985 al 1988 ricopre il ruolo di controllore di gruppo e poi direttore dello sviluppo aziendale presso il Lawson Mardon Group di Toronto. Dal 1989 al 1990 è nominato vice presidente esecutivo della Glenex Industries. Dal 1990 al 1992 ricopre il ruolo di responsabile dell'area finanza della Acklands.

Sempre a Toronto, nel periodo tra il 1992 e il 1994 ha ricoperto, nell'ordine, la carica di Responsabile per lo sviluppo legale e aziendale e di Chief Financial Officer al Lawson Group, acquisito da Alusuisse Lonza (Algroup) nel 1994. In seguito ha guidato il Lonza Group Ltd, separatosi da Algroup, in veste di Amministratore Delegato prima (2000-2001), e di Presidente poi (2002). Nel febbraio del 2002 è stato nominato Amministratore Delegato del Gruppo SGS di Ginevra, azienda leader mondiale nei servizi di ispezione, verifica e certificazione, un gruppo forte di 55 000 dipendenti in tutto il mondo. Il nome di Sergio Marchionne, proprio per l'ottima gestione del gruppo svizzero, risanato in soli due anni[7], è molto stimato negli ambienti economici e finanziari internazionali. Nel marzo del 2006 è stato eletto Presidente della Società di Ginevra, incarico che mantiene tuttora. Dal 2008 fino ad aprile 2010 ha ricoperto la carica di vicepresidente non esecutivo e Senior Independent Director di UBS.

In Fiat[modifica | modifica sorgente]

Sergio Marchionne

Fa parte del Consiglio di Amministrazione del Lingotto dal 2003 su designazione di Umberto Agnelli. Per le sue grandi doti dimostrate nella SGS, in seguito alla morte di Umberto Agnelli e alle dimissioni dell'amministratore delegato Giuseppe Morchio che aveva lasciato l'azienda dopo il rifiuto della famiglia Agnelli di affidargli anche la carica di presidente, Sergio Marchionne viene nominato dal 1º giugno 2004 Amministratore delegato del Gruppo FIAT. Dopo alcuni contrasti con il dirigente austriaco Herbert Demel[8], nel 2005 assume anche la guida dell'allora FIAT Auto, oggi Fiat Group Automobiles, in prima persona. Da aprile 2006 è Presidente di CNH, azienda che opera nel settore delle macchine agricole e per le costruzioni. A giugno 2009 ha assunto la carica di Amministratore Delegato di Chrysler Group. A maggio 2010 è entrato a far parte del Consiglio di Amministrazione di Exor SpA. Ricopre inoltre la carica di Presidente di Fiat Industrial SpA da gennaio 2011, a seguito della scissione del Gruppo Fiat.

Durante l'amministrazione Marchionne, il gruppo lancia nuovi modelli, tra cui l'Alfa 159, la Fiat Nuova 500, la Grande Punto, l'auto più venduta in Italia nel 2006 e nel 2007[9]. Durante la sua gestione, il titolo FIAT è passato da un minimo prossimo ai € 4 del 2005 ai € 23 del luglio 2007, per declinare poi a € 13 (comprensivo anche dello spin-off delle attività industriali, conferite in Fiat Industrial SpA), e scendere a 3,944 € nell'aprile 2012[10][11].

L'acquisizione di Chrysler e il tentativo con Opel[modifica | modifica sorgente]

A causa della grave crisi economico-finanziaria che coinvolge il mondo intero, e in particolare il settore automobilistico, agli inizi del 2009 Marchionne tenta di acquisire attraverso FIAT altri importanti gruppi automobilistici europei e non, tali da rendere il gruppo torinese il secondo al mondo. Tale politica ha subito critiche da parte del vice presidente della Commissione Europea, il tedesco Günter Verheugen, in merito all'alto indebitamento del Gruppo FIAT e alla impossibilità, a detta di Verheugen, di attuare una così aggressiva politica sul mercato mondiale[12]. Tali critiche sono poi rientrate parzialmente grazie all'intervento del presidente della commissione, José Manuel Durão Barroso[13].

Nel mese di aprile del 2009 Marchionne effettua lunghe e travagliate trattative legate all'acquisizione di Chrysler con i sindacati e il governo americani. Al termine delle trattativa viene raggiunto un accordo che prevede l'acquisizione da parte del Lingotto del 20% delle azioni Chrysler, in cambio del know how e delle tecnologie torinesi, facendo nascere così il sesto gruppo automobilistico del mondo[14]. L'annuncio di tale accordo è stato dato dallo stesso presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Dopo un tentativo fallito di alcuni creditori di Chrysler di bloccare, attraverso la Corte Suprema degli Stati Uniti, la trattativa tra i due gruppi, il 10 giugno 2009 FIAT acquista ufficialmente il 20% di Chrysler, diventando holding controllante di tutto il gruppo statunitense.

Grazie alla strategia attuata da Marchionne, la casa automobilistica americana nel primo trimestre del 2011 è tornata all'utile e ha ottenuto un risultato netto operativo pari a 116 milioni di dollari. A maggio 2011, a seguito del rifinanziamento del debito di Chrysler e del rimborso da parte di Chrysler dei prestiti concessi dai Governi USA e Canadese, FIAT ha incrementato la propria partecipazione in Chrysler raggiungendo il 46%. A luglio 2011, con l'acquisto delle partecipazioni in Chrysler del Canada e del Dipartimento del Tesoro Statunitense, FIAT è arrivata a detenere il 53,5% del capitale di Chrysler. Quindi, FIAT ha esercitato nei primi giorni del 2012 il diritto di acquistare un'ulteriore partecipazione del 5% in Chrysler a seguito della realizzazione dell'ultimo Performance Event, ovvero la realizzazione di un'auto (Dodge Dart) in grado di percorrere 40 miglia con un solo gallone di benzina (17 km/L), portando così FIAT a detenere il 58,5% del capitale di Chrysler Group LLC. Il 1 gennaio 2014 infine, FIAT Group completa l'acquisizione di Chrysler acquisendo il rimanente 41,5% dal Fondo VEBA (di proprietà del Sindacato metalmeccanico UAW) salendo al 100% della proprietà di Chrysler, accordandosi per un valore di 3,65 miliardi di US$, di cui 1,75 versati cash ed i rimanenti 1,90 in un maxi dividendo di cui FIAT girerà a VEBA la quota relativa al proprio 58,5%.

Un'altra trattativa importante svolta da Marchionne è stata quella legata all'acquisizione di Opel, azienda automobilistica europea del gruppo General Motors. Dopo lunghe e difficili trattative sembra che la "partita Opel" sia stata vinta dal colosso Magna International. Ma neppure Magna riuscirà nell'intento di acquisire Opel in quanto quasi a sorpresa General Motors decide di mantenere al suo interno la Opel e di rilanciare il marchio e la produzione seppur sacrificando qualche stabilimento in eccedenza.

Ferrari[modifica | modifica sorgente]

A partire dal 13 ottobre 2014 succederà Luca Cordero di Montezemolo alla presidenza della Ferrari[15][16].

La questione di Termini Imerese[modifica | modifica sorgente]

Nel corso della sua gestione Marchionne ha stilato una lista di stabilimenti FIAT da chiudere o, comunque, ridimensionare. Tra questi il più conosciuto è stato, certamente, quello di Termini Imerese in Sicilia, che occupava quasi 2.000 dipendenti. A cavallo tra gennaio e febbraio 2010, proprio in merito a tale questione, ci fu un aspro dibattito tra i vertici della casa automobilistica torinese e il governo italiano, in merito sia all'opportunità di tenere aperto lo stabilimento siciliano sia agli incentivi statali al settore auto.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
— 1º giugno 2006[17]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Laurea magistrale honoris causa in giurisprudenza conferita dall'Università di Windsor (Canada) - nastrino per uniforme ordinaria Laurea magistrale honoris causa in giurisprudenza conferita dall'Università di Windsor (Canada)
— 15 ottobre 2005[18][19]
Master universitario honoris causa in business administration dalla Fondazione CUOA - nastrino per uniforme ordinaria Master universitario honoris causa in business administration dalla Fondazione CUOA
— 30 novembre 2007
Laurea honoris causa in Economia e Commercio conferita dall'Università degli studi di Cassino - nastrino per uniforme ordinaria Laurea honoris causa in Economia e Commercio conferita dall'Università degli studi di Cassino
«Per le indiscusse doti manageriali e per aver intrapreso una nuova politica con cui dare forte impulso alla Fiat. Strategia che ha portato, in termini produttivi e con costi limitati, all’incremento delle assunzioni sul nostro territorio»
— 5 ottobre 2007[20]
Laurea magistrale honoris causa in Ingegneria Gestionale conferita dal Politecnico di Torino - nastrino per uniforme ordinaria Laurea magistrale honoris causa in Ingegneria Gestionale conferita dal Politecnico di Torino
«Per la lunga e prestigiosa attività manageriale a livello internazionale e per aver saputo risanare la principale impresa industriale italiana, rivitalizzandone l'immagine e la capacità competitiva a livello mondiale»
— 27 maggio 2008[21]
Dottorato di ricerca honoris causa in business administration conferito dall'Università di Toledo (Ohio) - nastrino per uniforme ordinaria Dottorato di ricerca honoris causa in business administration conferito dall'Università di Toledo (Ohio)
— 8 maggio 2011
Laurea magistrale honoris causa in giurisprudenza conferita dal Walsh College of Accountancy and Business Administration di Troy (Michigan) - nastrino per uniforme ordinaria Laurea magistrale honoris causa in giurisprudenza conferita dal Walsh College of Accountancy and Business Administration di Troy (Michigan)
— 30 gennaio 2013[22]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Con i suoi 7.387.300 € di stipendio annuo è considerato il secondo manager italiano più pagato nel 2012.[24]
  • Nel 2006 Sergio Marchionne è stato denunciato dal sindacato svizzero UNIA per l'assunzione illegale di giardinieri italiani pagati un terzo del salario minimo nella sua villa di Blonay. Marchionne ha affermato di non essere mai stato responsabile del pagamento di tali salari.[25]
  • Il noto comico Maurizio Crozza è famoso per la sua imitazione del manager, facendo leva in particolare sui presunti e maligni scherzi di cui Marchionne sarebbe vittima da parte della FIOM.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Sulle tasse vince il canton Zugo", Corriere del Ticino, Svizzera-Economia, 7 gennaio 1914
  2. ^ In Svizzera il domicilio fiscale può essere diverso dal luogo di residenza, per convenienze legate alla più o meno forte imposizione fiscale da un cantone all'altro, vedi: Il domicilio fiscale sul sito di fondounimpresa.ch
  3. ^ In particolare dall'imprenditore Diego Della Valle, Corriere della Sera, 8 settembre 2014 e La Repubblica, 9 settembre 2014
  4. ^ Crescono i compensi dei super-manager di Piazza Affari - Il Sole 24 ORE
  5. ^ Chrysler, bancarotta pilotata Obama: Fiat aiuterà Detroit a produrre auto ecologiche
  6. ^ Montezemolo lascia Ferrari, AD di Fiat Sergio Marchionne nuovo Presidente. URL consultato il 10 settembre 2014.
  7. ^ SGS raddoppia l'utile nel 2003.
  8. ^ Marchionne: vicepresidenza Ubs compatibile con incarico FIAT
  9. ^ Auto più vendute nel 2007
  10. ^ Borsa Italiana
  11. ^ Scheda sul titolo FIAT, Borsa Italiana
  12. ^ Verheugen: "Dove sono i soldi per comprare Opel?"
  13. ^ Fiat-Opel, Barroso chiarisce: «Ue valuterà ogni dossier»
  14. ^ Fiat - Chrysler: c'è l'accordo
  15. ^ Montezemolo lascia Ferrari, AD di Fiat Sergio Marchionne nuovo Presidente. URL consultato il 10 settembre 2014.
  16. ^ Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo lascia, Sergio Marchionne nuovo presidente dal 13 ottobre sul sito di Huffingtonpost.it
  17. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  18. ^ Sergio Marchionne, lo stratega col maglione in h2biz. URL consultato il 25 gennaio 2014 (archiviato il 25 gennaio 2014).
  19. ^ Sergio Marchionne, 28 luglio 2010. URL consultato il 25 gennaio 2014 (archiviato il 25 gennaio 2014).
  20. ^ UNIVERSITA': CASSINO, LAUREA HONORIS CAUSA A MARCHIONNE in Adnkronos, 17 settembre 2007. URL consultato il 25 gennaio 2014 (archiviato il 25 gennaio 2014).
  21. ^ Sergio Marchionne, Laurea Magistrale ad Honorem in Ingegneria Gestionale in Politecnico di Torino, 27 maggio 2008. URL consultato il 25 gennaio 2014 (archiviato il 25 gennaio 2014).
  22. ^ (EN) Walsh College Confers Honorary Doctor of Laws Upon Chrysler Group Chairman and CEO Sergio Marchionne During Commencement Ceremony, 30 gennaio 2013. URL consultato il 25 gennaio 2014 (archiviato il 25 gennaio 2014).
  23. ^ Marchionne premiato e contestato: «Le proteste non fanno bene a nessuno» in Corriere di Bologna, 5 novembre 2010. URL consultato il 25 gennaio 2014 (archiviato il 24 gennaio 2014).
  24. ^ I dieci manager più pagati d'Italia nel 2012
  25. ^ Il patron della FIAT denunciato dal sindacato UNIA, su swissinfo.ch.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Marco Ferrante, Marchionne, l'uomo che comprò la Chrysler, Mondadori 2009
  • Marco Ferrante, Marchionne, rivoluzione Fiat, Mondadori 2011
  • Serena Di Ronza, Liliana Faccioli Pintozzi, Sergio l'Americano. Marchionne e la Fiat visti dagli Stati Uniti, Castelvecchi 2012

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 101186778 LCCN: no2009111093