Servizio pubblico (programma televisivo)
| Servizio pubblico | |
|---|---|
| Anno | 2011 – in corso |
| Genere | politica, attualità |
| Durata | 160-180 min |
| Produttore | Zerostudio's S.r.l. |
| Presentatore | Michele Santoro |
| Regia | Alessandro Renna |
| Rete | LA7 (2012 - in corso) Radio Radicale (2012 - in corso) Televisioni locali (2011 - 2012) Sky TG 24 Eventi (2011 - 2012) Cielo (2012) Radio Capital (2011) |
| Sito web | www.serviziopubblico.it |
Servizio pubblico è un programma televisivo e radiofonico d'approfondimento politico condotto, a partire dal 3 novembre 2011, da Michele Santoro.
Il programma è realizzato nel Teatro 3 di Cinecittà[1][2] e dal 25 ottobre 2012 va in onda, in prima serata, su LA7.
In Italia, è uno dei primi esperimenti di trasmissione "multipiattaforma":[3] Servizio pubblico può essere seguito su internet, in televisione (sia sul satellite che sul digitale terrestre) e in radio.[4]
Indice |
Storia [modifica]
Inizialmente annunciata con il titolo di Comizi d'amore,[5] la trasmissione nasce dall'interruzione in RAI dello storico talk-show politico Annozero ed è contrassegnata da accese polemiche sulla libertà d'informazione in Italia, in particolare con riferimento al controllo della RAI da parte dei partiti politici. Lo stesso Santoro dichiara nel suo monologo d'introduzione alla prima puntata che l'idea di un programma sostenuto dal contributo economico di numerosi cittadini, diffuso fuori dai tradizionali poli televisivi su una multipiattaforma TV, web e radio, costituisce il tentativo di una «rivoluzione civile, democratica e pacifica», «contro il degrado della TV generalista occupata dai partiti, sia nel pubblico che nel privato».[6]
Le polemiche in RAI e la chiusura di Annozero [modifica]
I rapporti tra Michele Santoro, RAI e mondo politico sono caratterizzati da innumerevoli polemiche già a partire dai primi anni 2000, dove il giornalista è travolto da critiche e accuse di faziosità da parte degli esponenti politici di centro-destra e, nel 2002, dal cosiddetto "editto bulgaro" dell'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, evento quest'ultimo che preluderà il suo licenziamento dalla RAI effettuato per «motivi di tutela aziendale».
Il ritorno del conduttore in RAI avviene dopo una sentenza del 2005 del Giudice del lavoro del Tribunale di Roma[7] (successivamente impugnata dal CdA RAI a maggioranza di centro-destra,[8] tuttavia confermata in appello nel marzo 2009[9]) che riconoscendo il licenziamento non motivato da giusta causa ordina la reintegrazione del giornalista: nel 2006 inizia il nuovo talk-show Annozero.
Anche la nuova trasmissione sarà contrassegnata da numerose controversie, che culmineranno nuovamente, nel giugno 2011, con la risoluzione del rapporto di lavoro tra il giornalista e la RAI.
In particolare nel 2010 si accende un dibattito sulla censura in RAI a seguito della diffusione di alcune intercettazioni telefoniche nell'ambito dell'inchiesta di Trani tra il commissario dell'AGCOM Giancarlo Innocenzi, l'allora Presidente del Consiglio Berlusconi, ed il direttore generale della RAI Mauro Masi. Dall'inchiesta – come precisato dalla stessa Procura – emergeranno da parte di Berlusconi delle «pressioni sull'AGCOM per arrivare alla chiusura di Annozero» nonché ulteriori pressioni per la chiusura degli altri programmi RAI Ballarò e Parla con me.[10][11][12][13]
In aprile 2011 Santoro subirà un ulteriore ricorso presentato dal direttore generale RAI Mauro Masi alla Corte d'appello di Roma, in cui si invocava la sospensione di Annozero in attesa del giudizio di terzo grado sulla vicenda del suo licenziamento; ricorso anch'esso respinto.[14]
In questo clima di tensione il 6 giugno 2011, alla vigilia della sentenza di terzo grado che avrebbe posto definitivamente termine al contenzioso, viene definitivamente concordata la «risoluzione consensuale» del rapporto di lavoro tra Santoro e la RAI, e viene annunciato che Annozero non sarà presente nei palinsesti per l'autunno successivo.[15]
L'approdo mancato a LA7 [modifica]
Visto il gran successo di Annozero in termini di ascolti ed introiti pubblicitari, dopo il divorzio consensuale tra la RAI ed il suo conduttore, l'emittente televisiva LA7 si interessa a Santoro per produrre il talk-show. Tuttavia nonostante entrambe le parti dichiarino nel corso delle trattative di esser giunti ad un accordo quasi definitivo[16][17][18] e nonostante il titolo della società Telecom Italia Media (editrice di LA7) il giorno seguente la notizia sia oggetto in borsa di un rialzo del 17%,[19] l'accordo, tra svariate polemiche, non si chiude «a causa di inconciliabili posizioni riguardo alla gestione operativa dei rapporti fra autore ed editore».[20][21][22][23]
Secondo Santoro «un accordo praticamente concluso», «vanificato senza nessuna apprezzabile motivazione editoriale», è una «eloquente ed inoppugnabile prova dell'esistenza nel nostro Paese di un colossale conflitto di interesse», che impedisce a Telecom Italia, proprietaria della maggioranza delle azioni di TI Media (LA7), di svolgere in libertà la sua campagna acquisti, per non esporsi altrimenti a possibili ritorsioni da parte del governo e del suo premier Silvio Berlusconi, che avrebbero l'interesse a mantenere invariato il duopolio televisivo RAI-Mediaset.[20][22][24]
La tesi del conflitto di interessi nel caso Santoro-LA7 è ulteriormente rimarcata da un'inchiesta condotta da il Fatto Quotidiano, e sostenuta in particolare dal giornalista Marco Travaglio, che mette in evidenza come nel giorno 28 giugno fosse in discussione in Parlamento una prima bozza della manovra finanziaria del governo (approvata poi a luglio) in cui compariva un'inaspettata norma che imponeva a Telecom Italia (che controlla TI Media) l'esproprio delle strutture della rete telefonica fissa dopo averla potenziata a proprie spese, sempre nella stessa inchiesta si fa notare inoltre come il 30 giugno, giorno della rottura con Santoro, fosse contemporaneamente scomparsa tale norma dalla manovra.[21][23]
Nell'edizione delle 20 del TG LA7, il direttore di testata Enrico Mentana, dopo aver mandato in onda un servizio sull'argomento, si rivolge all'editore del canale chiedendo pubblicamente delle spiegazioni, perché «altrimenti si è autorizzati a pensare che qualcuno non volesse questo risultato», e cioè che Mediaset avesse voluto impedire l'ingresso di Santoro a LA7 per evitare il rafforzamento della rete concorrente operando una «censura di mercato».[25] In risposta TI Media ribadisce le motivazioni ufficiali della rottura con Santoro e commenta le ipotesi di collegamento con i passaggi parlamentari sulla manovra finanziaria come «prive di fondamento reale».[26]
Santoro, per le sue dichiarazioni sul conflitto d'interessi del premier sul caso LA7, viene citato in giudizio da Mediaset per danni.[27]
Il nuovo programma [modifica]
| « 10 euro di tivvù. » |
| (Lo spot per le donazioni dei telespettatori) |
Fallito l'ingaggio a LA7 Santoro, seguendo il modello delle sue esperienze pregresse Raiperunanotte e Tutti in piedi, decide di autoprodurre il suo nuovo programma per trasmetterlo su una multipiattaforma Web e di emittenti TV locali e satellitare, avvalendosi anche del finanziamento volontario dei telespettatori tramite sottoscrizioni a partire da 10 euro.
L'11 settembre 2011 Santoro, ospite alla festa del secondo anniversario de il Fatto Quotidiano in Marina di Pietrasanta, annuncia ufficialmente la sua nuova trasmissione con il titolo di Comizi d'amore, in omaggio a Pier Paolo Pasolini e al suo film-inchiesta del 1965, annunciando inoltre la costituzione dell'Associazione Servizio Pubblico dedita alla raccolta fondi dei telespettatori. Nella stessa occasione il direttore de il Fatto Quotidiano Antonio Padellaro rivela pubblicamente l'intenzione del giornale di sostenere economicamente il progetto divenendone socio editore.[5][28]
Il giorno 8 ottobre 2011 viene attivato il sito web del programma e ha inizio la raccolta delle donazioni.[29][30][31] Nel suo primo giorno il sito registra 90.000 visitatori unici,[31][32] in quattro giorni di raccolta la redazione dichiara di aver raggiunto 400.000 euro,[33] e nel corso della diretta della prima puntata lo stesso Santoro annuncia il raggiungimento di 100.000 sottoscrizioni per un totale di circa un milione di euro.[34]
Molti sono i personaggi celebri che hanno pubblicamente dichiarato la loro sottoscrizione, tra i più noti il premio Nobel Dario Fo, i politici Antonio Di Pietro, Nichi Vendola, Giuliano Pisapia, Luigi De Magistris, Flavio Tosi, Michele Emiliano, Flavio Zanonato, Massimo Zedda, ed ancora Umberto Ambrosoli, Lucia Annunziata, Edoardo Bennato, Alessandro Bergonzoni, Alessio Boni, Adriano Celentano, Daria Colombo, Francesca Comencini, Luisella Costamagna, Serena Dandini, Teresa De Sio, Pierfrancesco Favino, Fabio Fazio, Isabella Ferrari, Sabrina Ferilli, Rosario Fiorello, Elio Germano, Monica Guerritore, Ficarra e Picone, Leo Gullotta, Riccardo Iacona, Lucrezia Lante della Rovere, Franca Leosini, Lillo e Greg, Riccardo Iacona, Fiorella Mannoia, Dacia Maraini, Mario Martone, Corradino Mineo, Claudia Mori, Gianluigi Nuzzi, Max Paiella, Flavia Perina, Pif, Nicola Piovani, Franca Rame, Claudio Santamaria, Roberto Saviano, Riccardo Scamarcio, Daniele Silvestri, i Subsonica, il Trio Medusa, Roberto Vecchioni, Antonello Venditti, Dario Vergassola.[35][36][37][38]
Il 24 ottobre 2011 è annunciato definitivamente il nuovo nome del programma: Servizio pubblico.[39]
Il 3 novembre 2011 la prima puntata di Servizio pubblico ottiene uno share medio televisivo del 12% configurando la multipiattaforma TV come il terzo canale più visto a livello nazionale, e primo per l'informazione. Nel Web la stessa puntata ottiene un livello di ascolti record mai registrato in Italia con più di 300.000 utenti medi contemporanei e con 5 milioni di contatti complessivamente, il sito ufficiale della trasmissione risulta il primo canale sulla rete per 5 ore consecutive, e su iPhone e iPad l'evento è il più seguito di sempre con un picco di 4 000 utenti contemporanei,[40][41] infine l'hashtag #serviziopubblico diventa trending topic su Twitter a livello italiano e, per poco tempo, mondiale.[42].
L'approdo a LA7 [modifica]
A partire dalla terza stagione il programma viene trasmesso, in tv, da LA7. L'accordo con la LA7 prevede piena libertà autoriale ma senza la copertura legale da parte dell'emittente.
Il programma utilizza anche la piattaforma LiquidFeedback per consentire alla rete dei donatori di portare avanti proprie proposte politiche.[43].
Il 10 gennaio 2013 Michele Santoro ospita il leader del PdL Silvio Berlusconi, raggiungendo circa 9 milioni di telespettatori.
La trasmissione [modifica]
(Foto tratta da Raiperunanotte)
Il programma, nato dalle ceneri del talk-show politico Annozero di Rai 2, conserva numerosi giornalisti della vecchia redazione, ed in particolare i collaboratori Marco Travaglio, Sandro Ruotolo, Giulia Innocenzi, il vignettista Vauro[4] e dal 25 ottobre 2012 al 19 gennaio 2013 Luisella Costamagna.
Il costo di ogni puntata, della prima delle due stagioni, è stata di circa 250.000 euro[44] (Annozero ne costava 194.000),[45] ed è in parte finanziato da sottoscrizioni, di almeno 10 euro, effettuate dai telespettatori a partire dall'8 ottobre 2011.[4][29][31]
I fondi restanti delle donazioni degli utenti sono stati utilizzati per il premio "Generazione Reporter", la cui premiazione è avvenuta il 9 settembre 2012.[46].
Il bilancio annuale di Servizio Pubblico è pubblicamente consultabile sul sito della trasmissione[47].
Editore [modifica]
La società editrice del programma è Zerostudio's S.r.l., il cui capitale sociale, al mese di gennaio 2012, ammonta a 199.000 €, così ripartito tra i seguenti soci:[44]
- Michele Santoro e Sanja Podgajski ~ 50,25%
- Associazione Servizio Pubblico (associazione senza scopo di lucro che ha raccolto le donazioni dei telespettatori)[48] 24,87%
- Editoriale Il Fatto S.p.A. (società editrice de il Fatto Quotidiano) 17,59%
- Videa - C.D.E. S.p.A. (società di produzione di Sandro Parenzo) 5,03%
- Maria Fibbi 2,26%
Presidente e amministratore delegato è Cinzia Monteverdi (azionista e amministratore delegato di Editoriale Il Fatto S.p.A.). Gli altri membri del consiglio di amministrazione sono Michele Santoro, Sanja Podgayski (moglie di Santoro), Giulia Innocenzi (presidente Associazione Servizio Pubblico) e Angelica Canevari (consigliere delegato di Videa S.p.A.).[44]
Simbolo del programma è il celebre mosaico della Casa del Poeta Tragico degli scavi archeologici di Pompei, raffigurante un cane nero al guinzaglio con sotto la scritta CAVE CANEM ("attenti al cane").
Stagioni del programma [modifica]
Prima stagione [modifica]
La prima stagione va in onda dal 3 novembre 2011 al 22 dicembre 2011 ogni giovedì sera, in prima serata, per un totale di otto puntate.
Oltre a Sky TG 24, la prima e la seconda stagione di Servizio pubblico venivano trasmesse principalmente attraverso reti televisive locali[49]:
- 8 Video Calabria
- Antenna Sicilia
- Antenna Tre Nordest
- Canale 9
- DI.TV
- Extra TV
- Free tv
- NuovaRete
- Primocanale
- RTV 38
- Radio Tele Trentino Regionale
- Rete 8
- T9
- TRC-Telemodena
- Tele Costa Smeralda
- Telecapri[50]
- Telecapri News
- Telecapri Sport
- Telecupole Piemonte
- Telelombardia
- Telenorba
- Telenuovo
- Telereggio
- Teleroma 56
- Telesanterno
- Tv Centro Marche
- Umbria TV
- Videogruppo Piemonte
In più, i siti internet del Corriere della Sera, de il Fatto Quotidiano[51] e di Blitz quotidiano[52] trasmettevano il programma in streaming (oltre al sito ufficiale della trasmissione). Il programma era trasmesso anche in diretta radiofonica da Radio Capital.
Seconda stagione [modifica]
La seconda stagione di Servizio Pubblico va in onda dal 12 gennaio 2012 e viene trasmessa, oltre che sui canali della prima stagione, anche su Cielo[53].
Sempre, dalla seconda stagione, la diretta radiofonica non viene più trasmessa da Radio Capital ma da Radio Radicale.
Fanno parte della seconda stagione anche quattro puntate speciali, caratterizzate per l'assenza della componente talk nel programma, trasmesse in esclusiva su Cielo.
Terza stagione [modifica]
A partire dalla terza stagione in onda dal 25 ottobre 2012 il programma viene trasmesso su LA7, in streaming sul sito ufficiale del programma e dell'emittente e de Il Fatto Quotidiano oltre che su YouTube. La diretta audio viene trasmessa da Radio Radicale.[54].
La nuova sigla della trasmissione è realizzata da Nicola Piovani, già autore di quella di Annozero. Si tratta della composizione denominata "Le colonne d'Ercole", dell'album I viaggi di Ulisse.
Il 25 ottobre 2012 va in onda la prima puntata che ottiene un ascolto medio pari al 12,99% di share medio, superiore di più di 9 punti rispetto alla media di rete in prima serata.[55]
Con la puntata del 10 gennaio 2013 Servizio Pubblico, con ospite Silvio Berlusconi, ha realizzato il record storico per LA7 con il 33,58% di share medio.[56]
- Le puntate dei giorni giovedì 14 febbraio e 21 febbraio 2013 non andarono in onda. Al suo posto fu trasmesso il programma di Enrico Mentana: Bersaglio Mobile.
Servizio Pubblico Più [modifica]
Dal 27 dicembre 2012 va in onda Servizio Pubblico Più: una serie di docufiction sui fatti di stretta attualità.
| Titolo | Messa in onda | Telespettatori | Share | Note |
|---|---|---|---|---|
| Quando la banda passò[57] | 27 dicembre 2012 | 2.018.000 | 07,26%[58] | La puntata ricostruisce il rapimento del ragionier Giuseppe Spinelli.[59] |
| Un paese fuori di testa | 9 aprile 2013 | 350.000 | 03,03%[60] | La puntata ricostruisce le conseguenze della crisi in Italia degli ultimi anni. [61] |
Massimo Minimo
Puntate e ascolti [modifica]
Stagioni e Ascolti Medi [modifica]
| Stagione | Share del programma | Ascolti del programma |
|---|---|---|
| Prima Stagione | 08,12% | 2.071.000 |
| Seconda Stagione | 06,75% | 1.367.000 |
| Terza Stagione |
Massimo Minimo
Prima stagione [modifica]
Massimo Minimo
Seconda stagione [modifica]
| Titolo | Data | Ascolti (telespettatori e share media) | Ospiti | |||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Cielo | Sky TG 24 Eventi | Reti locali | Totali | |||
| Rigore di stato[87] | 12 gennaio 2012 | 446.000 1.81%[88] |
276.276[89] | 970.724 | 1.693.000 6.88%[90] |
Michele Emiliano, Daniela Santanchè e Gian Carlo Caselli |
| Salvare tutti[91] | 19 gennaio 2012 | 473.000 1,91%[92] |
296.215[92] | 1.130.785 | 1.900.000 7,65%[92] |
Maurizio Landini, Benedetto Della Vedova, Alessandra Mussolini, Roberto Sommella |
| La rivolta dei Forconi | 26 gennaio 2012 | 491.000 2,02%[93] |
184.845[94] | 988.155 | 1.664.000 6,85%[95] |
Enrico Letta, Roberto Castelli (lascerà lo studio durante la trasmissione), Maurizio Zamparini |
| La vita davanti | 2 febbraio 2012 | 355.000 1,16%[96] |
260.971[96] | 1.016.029 | 1.632.000 6,11%[97] |
Susanna Camusso, Michele Tiraboschi |
| L'uscita di sicurezza | 9 febbraio 2012 | 456.000 1,76%[98] |
226.911[99] | 852.089 | 1.535.000 5,93%[100] |
Giulio Tremonti, Paolo Mieli, Enrico Mentana |
| Celentano c'è? | 23 febbraio 2012 | 521.000 2,08%[101] |
176.189[102] | 990.811 | 1.688.000 6,71%[101] |
Lucia Annunziata, Carlo Freccero, Corradino Mineo, Norma Rangeri, Maurizio Belpietro, Antonio Di Pietro, Nino Rizzo Nervo e Massimo Bernardini. In collegamento da Milano, Dario Fo. |
| Un leader politico[103] | 1 marzo 2012 | 587.604 2,4% |
223.646 0,9% |
811.250 3,3% |
1.475.000 6,00%[104] |
Pier Luigi Bersani, Maurizio Landini, Irene Tinagli, Michele Ainis e Stefano Bonaga |
| La valle è mia | 5 marzo 2012 | 158.000 0,6%[105] |
Non in onda | Non in onda | 158.000 0,6% |
Nota: si tratta di una puntata speciale, dedicata al popolo No Tav, andata in onda esclusivamente su Cielo. |
| Un ordine nuovo | 8 marzo 2012 | 390.000 1,64% |
131.223 0,55% |
717.000 | 1.238.000 5,2%[106] |
Matteo Salvini, Maurizio Belpietro, Gian Antonio Stella, Sergio Rizzo e Luca Casarini[107] |
| La verità | 15 marzo 2012 | 400.000 1,72%[108] |
191.929[109] | 698.367[108] | 1.290.000 6,00%[108] |
Walter Veltroni, Fabrizio Cicchitto, Massimo Ciancimino, Salvatore Borsellino e Antonio Ingroia[110] |
| A un passo dalla verità (1) | 19 marzo 2012 | 214.000 | Non in onda | Non in onda | 214.000 0,73% | Nota: Si tratta di uno speciale, incentrato sulla mafia, sulle stragi e sulle domande che attendono ancora delle risposte, andato in onda esclusivamente su Cielo. |
| Le mani pulite | 22 marzo 2012 | 450.000 1,9% |
99.088 0,4% |
750.000 3,2%[111] |
1.292.000 5,55%[111] |
Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo, Piercamillo Davigo, Clemente Mastella, Francesca Fornario |
| Lo stato sociale | 29 marzo 2012 | 481.000 1,94% |
165.000 0,67% |
911.000 3,67% |
1.558.000 6.3%[112] |
Rosy Bindi, Luigi de Magistris, Maurizio Landini, Nicola Porro e Franco Bechis |
| La mafia è bianca | 12 aprile 2012 | 263.000 0,95%[113] |
Non in onda | Non in onda | 263.000 0,95% |
Nota: si tratta di due speciali, incentrati su indagini, intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti, interrogatori e processi, con la versione integrale dell’intervista di Dina Lauricella ad Angelo Provenzano, andati in onda esclusivamente su Cielo. |
| A un passo dalla verità (2) | ||||||
| Spazzare via tutti | 19 aprile 2012 | 466.000 2,12% |
251.000 1,13% |
973.000 4,41% |
1.691.000 7,66%[114] |
Matteo Renzi, Francesco Speroni, Giovanni Favia, Gian Antonio Stella, Sergio Rizzo, Norma Rangeri e Stefano Cappellini |
| Uscire dall’euro? | 26 aprile 2012 | 463.000 1,95% |
198.000 0,83% |
812.000 3,42% |
1.474.000 6.2%[115] |
Stefano Fassina, Alessandra Mussolini, Federico Rampini e Eugenio Benetazzo |
| La carica dei tecnici | 3 maggio 2012 | 497.000 2,51% |
159.000 0,70%[116] |
951.218 4,19% |
1.607.218 7,08%[117] |
Antonio Di Pietro, Luigi Zingales, Giacomo Vaciago, Nicola Lusuardi e Sabrina Ferilli |
| L'anno del Grillo | 10 maggio 2012 | 484.000 2,22% |
172.000 0,79% |
874.000 4,01% |
1.531.000 7,02%[118] |
Giulio Tremonti, Sergio Cofferati e Federico Rampini |
| La politica | 17 maggio 2012 | 515.000 1,98%[119] |
205.416 0,93%[120] |
937.584 4,24% |
1.658.000 7,5%[121] |
Maurizio Landini, Roberto Sommella e Ernesto Preatoni |
| Vedo, Sento, Parlo | 24 maggio 2012 | 354.000 1,39%[122] |
145.206 0,67%[123] |
690.794 3,19% |
1.190.000 5,5%[124] |
Antonio Ingroia, Leoluca Orlando, Roberto Scarpinato, Giovanna Maggiani Chelli e Piero Sansonetti |
| L'anno del Grillo | 27 maggio 2012 | 482.000 2,03% |
Non in onda | Non in onda | 482.000 2,03%[125] |
Nota: Lo speciale di Servizio Pubblico, in esclusiva su Cielo, proporrà il documentario Payback time in Iceland, in anteprima per l’Italia.[126] |
| Fare le cose bene | 31 maggio 2012 | 494.000 1,92%[127] |
173.229 0,76%[128] |
750.771 3,31% |
1.418.000 6,26%[129] |
Massimiliano Fuksas, Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella e Philippe Daverio |
| Lascia o raddoppia | 7 giugno 2012 | 423.000 1,72%[130] |
154.490 0,73%[131] |
813.510 3,87% |
1.391.000 6,61%[132] |
Paolo Bonolis, Paolo Mieli, Antonio Padellaro, Carlo Freccero, Vittorio Sgarbi, Luisella Costamagna, Massimo Ghini, Claudio Santamaria e Neri Marcorè |
Massimo Minimo
Terza stagione [modifica]
Massimo Minimo
Note [modifica]
- ^ Paolo Conti. Santoro apre Servizio pubblico «La nostra rivoluzione pacifica». Corriere della Sera, 4 novembre 2011. URL consultato in data 6 novembre 2011.
- ^ Santoro: con Comizi d' amore andrò in onda anche su Sky. la Repubblica, 10 ottobre 2011. URL consultato in data 6 novembre 2011.
- ^ Aldo Grasso, L’esperimento (riuscito) di Santoro, Corriere della Sera, 7 novembre 2011. URL consultato in data 21 febbraio 2012.
- ^ a b c Leandro Palestrini, Michele Santoro torna sullo schermo contro la TV che fa schifo, la Repubblica, 3 novembre 2011, p. 60. URL consultato in data 6 novembre 2011.
- ^ a b Leandro Palestrini, Santoro: Spettatori, datemi 10 euro e vado in onda con Comizi d'amore, la Repubblica, 12 settembre 2011, p. 59. URL consultato in data 30 novembre.
- ^ Carlo Tecce, Michele Santoro: Servizio Pubblico, terzo "canale" in Italia. Michele Santoro: "Rivolta contro il degrado tv", il Fatto Quotidiano, 4 novembre 2011, p. 8. URL consultato in data 11 novembre 2011.
- ^ Rai, "Santoro deve essere reintegrato". Corriere della Sera, 26 gennaio 2011. URL consultato in data 11 novembre 2011.
- ^ Rai, il Cda delibera su Santoro appello contro il reintegro. la Repubblica, 13 dicembre 2005. URL consultato in data 11 novembre 2011.
- ^ RAI: Santoro, depositata motivazione sentenza che ha rigettato appello RAI. Adnkronos, 23 settembre 2009. URL consultato in data 11 novembre 2011.
- ^ "Telefonate per fermare Annozero". Trani, indagati Berlusconi e Minzolini. Corriere della Sera, 12 marzo 2010. URL consultato in data 11 novembre 2011.
- ^ Giuliano Foschini. "Voglio una lettera, bloccate tutto". E a Santoro: "Per te una multa del 3%". la Repubblica, 13 marzo 2010. URL consultato in data 11 novembre 2011.
- ^ Curzio Maltese, L'ossessione televisiva, la Repubblica, 15 marzo 2010. URL consultato in data 11 novembre 2011.
- ^ Berlusconi indagato per "Annozero", La Stampa, 12 marzo 2010. URL consultato in data 8 ottobre 2011.
- ^ Rai: Corte d'appello respinge ricorso contro Santoro. Adnkronos, 7 aprile 2011. URL consultato in data 1 novembre 2011.
- ^ Santoro-Rai, ora il divorzio è ufficiale "Rapporto risolto consensualmente". La Repubblica, 6 giugno 2011. URL consultato in data 7 giugno 2011.
- ^ Santoro, Mentana: "A un passo da La7". Corriere TV (Corriere della Sera), 6 giugno 2011. URL consultato in data 11 novembre 2011.
- ^ Mentana, Santoro a un passo da La7. ANSA, 6 giugno 2011. URL consultato in data 11 novembre 2011.
- ^ Paolo Conti, Rai senza dirigenti. Santoro vicino a La7, Corriere della Sera, 13 giugno 2011, p. 6. URL consultato in data 11 novembre 2011.
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Voci correlate [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
- Sito ufficiale di Servizio Pubblico
- Pagina dedicata a Servizio Pubblico su LA7.it
- Puntate di Servizio Pubblico su LA7.tv