Maurizio Gasparri
| Maurizio Gasparri | |
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| Ministro delle Comunicazioni della Repubblica Italiana | |
| Durata mandato | 11 giugno 2001 – 23 aprile 2005 |
| Presidente | Silvio Berlusconi |
| Predecessore | Salvatore Cardinale |
| Successore | Mario Landolfi |
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| Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Interno | |
| Durata mandato | 10 maggio 1994 – 17 gennaio 1995 |
| Presidente | Silvio Berlusconi |
| Predecessore | Antonino Murmura |
| Successore | Fabrizio Abbate |
| on. Maurizio Gasparri | |
|---|---|
| Parlamento italiano Camera dei deputati |
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| Luogo nascita | Roma |
| Data nascita | 18 luglio 1956 |
| Titolo di studio | maturità classica |
| Professione | giornalista |
| Partito | Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (fino al 1995); Alleanza Nazionale (1995-2009); Popolo della Libertà (dal 2009) |
| Legislatura | XI, XII, XIII, XIV, XV |
| Gruppo | Movimento Sociale Italiano (XI); Alleanza Nazionale (XII, XIII, XIV, XV) |
| Coalizione | Polo del Buon Governo (XII), Polo per le Libertà (XIII), Casa delle Libertà (XIV, XV) |
| Circoscrizione | Roma - Viterbo - Latina - Frosinone (XI), Lazio 1 (XIII), Calabria (XIV, XV) |
| Collegio | Roma-Ciampino (XII) |
| sen. Maurizio Gasparri | |
|---|---|
| Parlamento italiano Senato della Repubblica |
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| Legislatura | XVI |
| Gruppo | Popolo della Libertà |
| Coalizione | Popolo della Libertà |
| Regione | Lazio |
| Incarichi parlamentari | |
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| Pagina istituzionale | |
Maurizio Gasparri (Roma, 18 luglio 1956) è un politico italiano, presidente del gruppo parlamentare Il Popolo della Libertà al Senato della Repubblica.
Vive a Roma e dopo la maturità classica si è dedicato alla politica.[1]
Indice |
[modifica] Biografia
Figlio del generale dei Carabinieri Domenico Gasparri e di Iole Siani (1921-2009), Maurizio Gasparri è stato parlamentare del Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale dal 1992 al 1994. Ha un fratello, Clemente, Generale di Corpo d'Armata dell'Arma dei Carabinieri, che attualmente regge il Comando delle Scuole dell'Arma dei Carabinieri. Negli anni Settanta diviene segretario provinciale del Fronte della Gioventù (MSI). Gianfranco Fini nel 1979 lo vuole come suo vice nel FDG. A fine anni Ottanta diviene presidente nazionale del FUAN
[modifica] Deputato del MSI (1992-1994) e di AN (1994-2001)
Nel partito, Gasparri rientrava nella corrente, detta Destra in movimento, che appoggiava la leadership di Gianfranco Fini[2], ottenendo un ruolo di spicco a partire dal 1988, quando Fini fu nominato segretario politico.
Ha lavorato anche come giornalista, arrivando a diventare condirettore del "Secolo d'Italia", organo politico del MSI-DN. Nel mezzo dello sconvolgimento politico di tangentopoli che azzera una parte di classe politica, tiene un atteggiamento di totale approvazione e appoggio delle indagini portate avanti con fermezza dalla Magistratura.
Dal 1994 è parlamentare di Alleanza Nazionale e sottosegretario all'Interno del governo Berlusconi I. Membro del consiglio direttivo di An alla Camera nel 1994.Ha ricoperto il ruolo di vicecapogruppo di AN alla Camera nel 1996. Nel 1998 ha fondato il sito internet di informazione politica Destra.it.
[modifica] Ministro delle Comunicazioni (2001-2006)
Dal 2001 al 2005 è ministro delle Comunicazioni nel governo Berlusconi II. Con Ignazio La Russa ha guidato una corrente di AN, Destra Protagonista, che faceva riferimento alla rivista politica "EuroDestra", fino al superamento delle correnti nel partito.
[modifica] "Legge Gasparri"
| Per approfondire, vedi la voce Legge Gasparri. |
Nel 2001 la sua carriera politica ha raggiunto il suo punto più alto quando è stato chiamato, sempre da Berlusconi, a ricoprire l'incarico di Ministro delle Comunicazioni. In questa veste, Gasparri si è fatto promotore di una legge di riordino del sistema televisivo, nota come "legge Gasparri".
La legge venne inizialmente rinviata alle Camere dal Presidente Ciampi dieci giorni dopo la sua approvazione al Parlamento nel dicembre del 2004, in quanto l'aumento del limite antitrust viola il principio del pluralismo sancito dall'articolo 21 della Costituzione ("Non c'è democrazia senza pluralismo e imparzialità dell'informazione"). Il governo Berlusconi si preoccupò allora di adottare subito un decreto legge (il decreto salvareti), che venne poi convertito in legge dal Parlamento il 23 febbraio 2004, aspramente criticato perché di fatto calpestava una sentenza della Consulta che ordinava la messa sul satellite di una rete Mediaset, ovvero Rete 4, con la conseguente perdita di pubblicità per Raitre. Il nuovo testo della legge Gasparri è stato approvato in via definitiva il 29 aprile (dopo 130 sedute e la presentazione di 14000 emendamenti), e promulgato dal Presidente il 3 maggio 2004.
Nel 2007 la Commissione Europea si è espressa in modo critico sulla legge con la motivazione che questa ha introdotto "vantaggi ingiustificati agli operatori analogici" già sul mercato, scoraggiando l'ingresso di nuovi operatori[3][4] e ha perciò iniziato una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia, poi sospesa quando il governo italiano si è impegnato ad adeguare la legge alla normativa europea che garantisce l'assegnazione trasparente delle frequenze televisive. A gennaio 2009, con decisione n.242[5], il Consiglio di Stato (riprendendo la questione già parzialmente decisa con la sentenza non definitiva del Consiglio n. 2622/08 del 31 maggio 2008) dà sostanzialmente ragione ad Europa7, concedendole una "vittoria di Pirro" (danni esigibili dallo Stato per un solo milione di euro e un canale preso dal VHF III). Si calcolano cosi quattro sentenze a favore di Europa 7 dopo quelle della Corte di Giustizia Europea, Corte Costituzionale, e del TAR del Lazio[6].
[modifica] Attività societaria ed associativa (2006-2008)
Nel 2007 entra nel CdA della società di telecomunicazioni Telit Communications in qualità di "director" [amministratore] non esecutivo.[7][7] Per questa sua posizione viene coinvolto nell'inchiesta giornalistica di Report del maggio 2007 ("Il Mistero del Faraone"), che indagava sulla torbida[8] vendita di Wind agli egiziani di Sawiris, e sull'uso dei cosiddetti "gsm-box", in quanto Telit era "presieduta da manager israeliani e che in Italia fa affari con Sawiris" (e con i gsm-box medesimi).[9]
Nel 2007 ha fondato l'associazione Italia Protagonista. A maggio 2007 ha pubblicato un nuovo libro "Il cuore a destra" che ha presentato nel corso dell'estate in varie località d'Italia.
[modifica] Senatore PdL (2008-)
Dalle elezioni politiche italiane del 2008 è senatore e presidente del gruppo parlamentare Il Popolo della Libertà al Senato della Repubblica.
Il 5 novembre 2008 nel corso della registrazione del Gr3 Rai, parlando del presidente eletto degli Stati Uniti e della lotta al terrorismo, ha dichiarato: «Con Obama alla Casa Bianca al-Qāʿida forse è più contenta»[10][11] [12]. Gasparri dopo la sua dichiarazione ha avuto critiche dure da svariati esponenti del Partito Democratico, a partire dalla capogruppo al Senato Anna Finocchiaro.[13]
Nel gennaio 2011 ha firmato, insieme a Roberto Formigoni ed altri, una lettera aperta per chiedere ai cattolici italiani di sospendere ogni giudizio morale nei confronti di Silvio Berlusconi, indagato dalla procura di Milano per concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile.[14]
[modifica] Disegno di legge sul processo breve
| Per approfondire, vedi la voce processo breve. |
Nel novembre 2009 Gasparri è primo firmatario del disegno di legge "Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi, in attuazione dell'articolo 111 della Costituzione e dell'articolo 6 della Convenzione europea sui diritti dell'uomo"[15], comunemente noto come Processo breve.
Gasparri ha presentato il provvedimento come parte di un «decalogo sulla giustizia» che comprenda anche «nuove norme antimafia, riforma del processo civile, riforma della professione forense, intercettazioni e riforma costituzionale della giustizia»[16], auspicando che «Per incominciare, i magistrati inizino a lavorare di più»[17]
[modifica] Parodie
In televisione Gasparri è stato oggetto di una caricatura ad opera dell'attore Neri Marcorè, apparsa su Rai 2 nella trasmissione l'Ottavo Nano, su Rai 3 nella trasmissioni Raiot e Parla con me, infine su La 7 nel programma The show must go off.
[modifica] Note
- ^ Sito ufficiale
- ^ «Quando i finiani doc erano Gasparri e La Russa». Il Tempo, 17 aprile 2010. URL consultato in data 19 dicembre 2010.
- ^ Causa C-380/05 presso Corte di Giustizia Europea
- ^ [/www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/07_Luglio/18/legge_gasparri_ue_boccia.shtml «{{{titolo}}}»]. Il Corriere della Sera, 18 luglio 2007. URL consultato in data 19 dicembre 2010.
- ^ Consiglio di Stato n.242/20 gennaio 2009
- ^ la vicenda, paradossale, si dipana tra 10 anni di ricorsi e sentenze. Il 22 dicembre 1999, vinta nel 1997 la gara pubblica, il Ministero ribadiva la concessione delle frequenze. Nel novembre 2002 la Corte Costituzionale (sentenza 466/2002) ribadisce il concetto. Nel 2004 vi è una sentenza favorevole TAR n. 9325/04 che lo ribadisce di nuovo. Luglio 2005, ricorso al Consiglio di Stato, che, essendo in grave imbarazzo, rivolge dei quesiti interpretativi alla Corte di giustizia Europea. Questa concede udienza il 30 novembre 2006 e, dopo enormi ritardi emette un'altra sentenza favorevole, in gennaio 2008. Senza produrre risultati reali. Si veda Europa7 per ulteriori dettagli.
- ^ a b Il digitale terrestre ingaggia Gasparri - La Stampa, 18 luglio 2006
- ^ La procura aprirà un'indagine e ipotizza una tangente di 97 milioni di euro. Si veda Repubblica, feb 2008
- ^ Report - 17 maggio 2007
- ^ YouTube - Gasparri su Obama: Sarà contenta Al Qaeda
- ^ Obama, gaffe sprint di Gasparri "Al Qaeda ora forse è più contenta". Repubblica.it, 5/11/2008. URL consultato il 5/11/2008.
- ^ «Obama? Ora Al Qaeda più contenta» Bufera sulle parole di Gasparri. Corriere.it, 5/11/2008. URL consultato il 5/11/2008.
- ^ LaStampa, 5/11/2008
- ^ ilTempo.it, testo della lettera aperta
- ^ http://www.corriere.it/Media/pdf/ddl_giustizia.pdf
- ^ Ddl sul processo breve in Senato La prescrizione scatta dopo due anni, Corriere della Sera, 12 novembre 2009
- ^ Intervista a Corriere.it
[modifica] Bibliografia
- 1986 - Maurizio Gasparri - Adolfo Urso: "L'età dell'intelligenza" ed.Settimo Sigillo
- 2005 - Maurizio Gasparri - "Fare il futuro" intervista a cura di Lucilla Parlato
- 2007 - Maurizio Gasparri - "Il cuore a destra" - ed. Rubbettino
- 2007 - Maurizio Gasparri - "Il viaggio del Popolo della Libertà. Il PdL e le sue idee" - ed. Koinè Nuove Edizioni
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Maurizio Gasparri
Wikiquote contiene citazioni di o su Maurizio Gasparri
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito personale
- Sito della rivista telematica Destra.it
- Sito dell'associazione Italia Protagonista
- Intervista in cui l'on. Gasparri lancia la proposta del Partito Unico del Centrodestra
| Predecessore: | Direttore del Secolo d'Italia | Successore: |
|---|---|---|
| Guido Lo Porto | 1991 al 1994 | Gennaro Malgieri |
| Predecessore: | Ministro delle Comunicazioni della Repubblica Italiana | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Salvatore Cardinale | 11 giugno 2001 - 23 aprile 2005 | Mario Landolfi |
| Predecessore: | Sottosegretario di Stato del Ministero degli Interni | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Antonino Murmura | 10 maggio 1994-17 gennaio 1995 | Fabrizio Abbate |
| Predecessore: | Capogruppo del Popolo della Libertà al Senato della Repubblica | Successore: |
|---|---|---|
| gruppo non costituto | dal 18 maggio 2008 | in carica |
- Politici italiani del XX secolo
- Politici italiani del XXI secolo
- Nati nel 1956
- Nati il 18 luglio
- Ministri della Repubblica Italiana
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- Politici di Alleanza Nazionale
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