Maurizio Gasparri
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| Parlamento Italiano Senato della Repubblica |
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| Sen. Maurizio Gasparri | |
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| Luogo nascita | Roma |
| Data nascita | 18 luglio 1956 |
| Professione | giornalista |
| Partito | AN – Il Popolo della Libertà |
| Legislatura | XVI |
| Gruppo | Il Popolo della Libertà |
| Regione | Lazio |
| Incarichi parlamentari | |
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| Pagina istituzionale | |
| Parlamento Italiano Camera dei deputati |
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| Luogo nascita | Roma |
| Data nascita | 18 luglio 1956 |
| Partito | Movimento Sociale Italiano (XI); Alleanza Nazionale (XII, XIII, XIV, XV); |
| Legislatura | XI, XII, XIII, XIV, XV |
| Gruppo | Il Popolo della Libertà |
Maurizio Gasparri (Roma, 18 luglio 1956) è un politico italiano, presidente del gruppo parlamentare Il Popolo della Libertà al Senato della Repubblica.
Vive a Roma e dopo la maturità classica si è dedicato al giornalismo e alla politica. [1]
Indice |
[modifica] Biografia
Parlamentare del Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale dal 1992 e, dal 1994, di Alleanza Nazionale, è stato sottosegretario all'Interno del governo Berlusconi I nel 1994 e ministro delle Comunicazioni dal 2001 al 2005 nel governo Berlusconi II. Con Ignazio La Russa ha guidato una corrente di AN, Destra Protagonista, che faceva riferimento alla rivista politica "EuroDestra", fino al superamento delle correnti nel partito. Ha lavorato anche come giornalista, arrivando a diventare condirettore del "Secolo d'Italia", organo politico del MSI-DN. Nel partito, Gasparri ha ricoperto un ruolo di primo piano, soprattutto dopo il 1988, quando Gianfranco Fini ne è diventato segretario politico.
Nel 1998 ha fondato il sito di informazione politica Destra.it.
Negli anni novanta nel mezzo dello sconvolgimento politico di Tangentopoli che azzera una parte di classe politica ,tiene un atteggiamento di totale approvazione in difesa delle indagini portate avanti dal pubblico ministero Antonio Di Pietro con fermezza, e non accetta un atteggiamento ostile da parte dei suoi alleati verso il magistrato,affermando "per noi è un mito" [2]}.
Nel 2007 entra nel CdA della società di telecomunicazioni Telit Communications in qualità di "director" [amministratore] non esecutivo. [3] [4] Per questa sua posizione viene coinvolto nell'inchiesta giornalistica di Report del maggio 2007 ("Il Mistero del Faraone"), che indagava sulla torbida[5] vendita di Wind agli egiziani di Sawiris, e sull'uso dei cosidetti "gsm-box", in quanto Telit era "presieduta da manager israeliani e che in Italia fa affari con Sawiris" (e con i gsm-box medesimi). [6]
Nel 2007 ha fondato l'associazione Italia Protagonista. A maggio 2007 ha pubblicato un nuovo libro "Il cuore a destra" che ha presentato nel corso dell'estate in varie località d'Italia.
Il 5 novembre 2008 nel corso della registrazione del Gr3 Rai, parlando del presidente eletto degli Stati Uniti e della lotta al terrorismo, ha dichiarato: «Con Obama alla Casa Bianca Al Qaeda forse è più contenta».[7] [8] [9]. Gasparri dopo la sua dichiarazione ha avuto critiche dure da svariati esponenti del Partito Democratico, a partire dalla capogruppo al Senato Anna Finocchiaro. [10]
In televisione è stato oggetto di una caricatura ad opera dell'attore Neri Marcorè, apparsa su Rai Due nella trasmissione l'Ottavo Nano, su Rai Tre nella trasmissioni Raiot e Parla con Me.
[modifica] "Legge Gasparri"
Nel 2001 la sua carriera politica ha raggiunto il suo punto più alto, quando è stato chiamato, sempre da Berlusconi, a ricoprire l'incarico di Ministro delle Comunicazioni. In questa veste, Gasparri si è fatto promotore di una legge di riordino del sistema televisivo, nota come "legge Gasparri".
La legge venne inizialmente rinviata alle Camere dal Presidente Ciampi dieci giorni dopo la sua approvazione al Parlamento nel dicembre del 2004, in quanto l'aumento del limite antitrust viola il principio del pluralismo sancito dall'art. 21 della Costituzione ("Non c'è democrazia senza pluralismo e imparzialità dell'informazione"). Il Governo Berlusconi si preoccupò allora di adottare subito un decreto legge (il decreto salvareti), che venne poi convertito in legge dal Parlamento il 23 febbraio 2004, aspramente criticato perché di fatto calpestava una sentenza della Consulta che ordinava la messa sul satellite di una rete Mediaset, appunto Rete4, e la conseguente perdita di pubblicità su Raitre. Il nuovo testo della legge Gasparri è stato approvato in via definitiva il 29 aprile (dopo 130 sedute e la presentazione di 14000 emendamenti), e promulgato dal Presidente il 3 maggio 2004. Tale legge è stata bocciata dall'Unione Europea. Questa legge costa agli italiani 350.000 euro al giorno. Dal primo gennaio 2006, con effetto retroattivo. La Corte di Giustizia Europea ha condannato l'Italia a una multa di circa 130 milioni di euro all'anno se Rete 4 non cederà a Europa 7 le frequenze che ha in concessione dallo Stato.[senza fonte] Per l'Europa l'assegnazione delle frequenze in Italia non rispetta la libera prestazione dei servizi e non ha criteri di selezione obiettivi[11]. A gennaio 2009, con decisione n.242[12], il Consiglio di Stato (riprendendo la questione già parzialmente decisa con la sentenza non definitiva del Consiglio n. 2622/08 del 31 maggio 2008) dà sostanzialmente ragione ad Europa7, concedendole una vittoria di pirro (danni esigibili dallo Stato per un solo milione di euro e un canale preso dal VHF III). Si calcolano cosi quattro sentenze a favore di Europa 7 dopo quelle della Corte di Giustizia Europea, Corte Costituzionale, e del TAR del Lazio. [13]
| Predecessore: | Ministro delle Comunicazioni della Repubblica Italiana | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Salvatore Cardinale | 11 giugno 2001 - 23 aprile 2005 | Mario Landolfi |
[modifica] Voci correlate
[modifica] Bibliografia
- 1986 - Maurizio Gasparri - Adolfo Urso: "L'età dell'intelligenza" ed.Settimo Sigillo
- 2005 - Maurizio Gasparri - "Fare il futuro" intervista a cura di Lucilla Parlato
- 2007 - Maurizio Gasparri - "Il cuore a destra" - ed. Rubbettino
[modifica] Note
- ^ Curriculum Vitae di Maurizio Gasparri
- ^ Verderami Francesco. «Tangentopoli, alleati ancora divisi = Corriere della Sera», 25-luglio-1994, pag. 3. URL consultato in data 22-06-2009.
- ^ Il digitale terrestre ingaggia Gasparri - La Stampa, 18 luglio 2006
- ^ Il digitale terrestre ingaggia Gasparri - La Stampa, 18 luglio 2006
- ^ La procura aprirà un'indagine e ipotizza una tangente di 97 milioni di euro. Si veda Repubblica, feb 2008
- ^ Report - 17 maggio 2007
- ^ http://www.youtube.com/watch?v=D3nGtZmFaxY&feature=related
- ^ Obama, gaffe sprint di Gasparri "Al Qaeda ora forse è più contenta". Repubblica.it, 5/11/2008. URL consultato il 5/11/2008.
- ^ «Obama? Ora Al Qaeda più contenta» Bufera sulle parole di Gasparri. Corriere.it, 5/11/2008. URL consultato il 5/11/2008.
- ^ LaStampa, 5/11/2008
- ^ Causa C-380/05 presso Corte di Giustizia Europea
- ^ Consiglio di Stato n.242/20 gennaio 2009
- ^ la vicenda, paradossale, si dipana tra 10 anni di ricorsi e sentenze. Il 22 dicembre 1999, vinta nel 1997 la gara pubblica, il Ministero ribadiva la concessione delle frequenze. Nel novembre 2002 la Corte Costituzionale (sentenza 466/2002) ribadisce il concetto. Nel 2004 vi è una sentenza favorevole TAR n. 9325/04 che lo ribadisce di nuovo. Luglio 2005, ricorso al Consiglio di Stato, che, essendo in grave imbarazzo, rivolge dei quesiti interpretativi alla Corte di giustizia Europea. Questa concede udienza il 30 novembre 2006 e, dopo enormi ritardi emette un'altra sentenza favorevole, in gennaio 2008. Senza produrre risultati reali. Si veda Europa7 per ulteriori dettagli.
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