Bobo Craxi

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Bobo Craxi
Bobo craxi by Stefano Bolognini.JPG

Sottosegretario di Stato agli affari esteri
Durata mandato 17 maggio 2006 –
8 maggio 2008
Primo ministro Romano Prodi
Legislature XV
Coalizione L'Unione

Dati generali
Partito politico I Socialisti (2006-2007)
Partito Socialista Italiano (2007-)
on. Vittorio Michele Craxi
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Milano
Data nascita 6 agosto 1964
Titolo di studio laurea in Scienze Politiche
Professione editore
Partito Nuovo Partito Socialista Italiano
Legislatura XIV
Gruppo Gruppo misto (componente Liberal-democratici, Repubblicani, Nuovo PSI)
Coalizione Casa delle Libertà
Circoscrizione Sicilia 1
Collegio Trapani
Incarichi parlamentari

III commissione permanente (Affari Esteri e Comunitari)

Pagina istituzionale

Bobo Craxi, all'anagrafe Vittorio Michele Craxi (Milano, 6 agosto 1964), è un politico italiano, già Sottosegretario agli Affari Esteri con delega ai rapporti con l'ONU nel Governo Prodi II.

Già esponente del Partito Socialista Italiano storico, membro del Nuovo PSI e passato poi alla formazione politica dei Socialisti Uniti, ha aderito in seguito col suo gruppo al ricostituito Partito Socialista.

È il figlio secondogenito di Bettino Craxi (1934-2000) e fratello di Stefania.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Craxi è stato consigliere comunale a Milano e Segretario cittadino del PSI sino al 1992. Dopo gli anni della diaspora socialista (è membro dei Socialisti Italiani dal 1994 al 1998, e confluisce con essi nei Socialisti Democratici Italiani), il 10 maggio 2000 fonda la "Lega Socialista" staccando una componente già operativa all'interno dello SDI, che a sua volta confluirà nel Nuovo PSI, partito al quale Craxi aderisce insieme a Gianni De Michelis e ad altri esponenti socialisti della prima ora, che si colloca all'interno della coalizione di centrodestra guidata da Silvio Berlusconi.

Nel 2001 viene eletto deputato, nel collegio uninominale di Trapani, come candidato della Casa delle Libertà, sconfiggendo con il 56,8% il candidato dell'Ulivo Vito Galluffo, fermo al 30,7%;[1] nella XIV legislatura è stato membro della III Commissione alla Camera dei Deputati.

Sul finire della legislatura, assume un atteggiamento critico verso il Governo Berlusconi. Così, all'interno del Nuovo PSI e insieme a Saverio Zavettieri chiede di dichiarare conclusa l'alleanza con la CdL e di ricercare un'intesa a sinistra per raggiungere l'unità delle forze socialiste. Così presenta un'apposita mozione al congresso del partito che si tiene ad ottobre 2005, con cui si candida alla segreteria, proponendo di uscire immediatamente dal Governo e perseguire l'unità socialista nel centrosinistra. Il congresso fa vivere momenti molto convulsi: in aula si creano tafferugli e la stragrande maggioranza dei delegati che sostiene la mozione contraria, presentata dal segretario uscente De Michelis, abbandona l'aula mentre la parte restante dei partecipanti acclama Craxi nuovo segretario. Tuttavia, l'esito del congresso sarà dichiarato nullo a causa di irregolarità nell'accreditamento dei delegati, decisione a cui seguiranno aspetti legali che portano a una scissione: il 7 febbraio 2006 Craxi, insieme a Zavettieri, fonda I Socialisti, un movimento che aderisce alla coalizione di centrosinistra dell'Unione, all'interno della quale affronta le elezioni politiche del 2006.

Craxi è candidato nella lista dell'Ulivo alla Camera dei deputati: posizionato al nono posto della lista nella Circoscrizione Lombardia 3, non viene eletto poiché la lista si aggiudica soltanto 6 seggi né la formazione dei Socialisti riesce ad eleggere altri parlamentari, in quanto non supera le soglie di sbarramento.

Il 18 maggio 2006, Bobo Craxi viene nominato sottosegretario agli Affari Esteri (con delega ai rapporti con le Nazioni Unite) del Governo Prodi. Aderisce, in seguito, alla "costituente" lanciata da Enrico Boselli, che porterà alla nascita del Partito Socialista nel 2007.

Alle elezioni europee del 2009, non condividendo la scelta di confluire nel cartello di Sinistra e Libertà, si dimette dalle cariche dirigenziali.

Alle elezioni regionali nel Lazio del 2010 è capolista del PSI nelle provincie di Roma e Latina, a sostegno di Emma Bonino, ma ottiene un risultato deludente: tra i candidati del suo partito è sesto a Roma con 812 preferenze,[2] e secondo a Latina con 83 preferenze.[3] Ritorna a fare il dirigente del PSI, come responsabile Esteri.

È capolista nella lista per il Senato del PSI nella Circoscrizione Lazio nella coalizione di centrosinistra alle elezioni politiche del 2013, ma non viene eletto, poiché il PSI ottiene lo 0,42% a fronte dello sbarramento del 3%.

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

Ha pubblicato due libri: Route el Fawara. Hammamet (2003), con Gianni Pennacchi, che racconta gli ultimi giorni del padre, passati in latitanza, e Craxi. Il socialismo dei padri e quello di domani (2006), una lunga intervista concessa a Francesco Borgonovo in cui parte dalla figura di Bettino Craxi per delineare i suoi progetti per i socialisti italiani.

Nel 2009, fonda e dirige con Biagio Marzo il giornale online Socialist-Il socialista clandestino.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Bobo Craxi, Gianni Pennacchi, Route el Fawara. Hammamet, Palermo, Sellerio editore, 2003, ISBN 88-389-1902-X.
  • Bobo Craxi, Craxi. Il socialismo dei padri e quello di domani, Reggio nell'Emilia, Aliberti Editore, 2006, ISBN 88-7424-152-6.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Camera del 13 maggio 2001 - Collegio Trapani in Archivio Storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 29 dicembre 2013.
  2. ^ Liste nella circoscrizione di Roma - Lazio - Elezioni Regionali 28-29 marzo 2010, la Repubblica. URL consultato il 29 dicembre 2013.
  3. ^ Liste nella circoscrizione di Latina - Lazio - Elezioni Regionali 28-29 marzo 2010, la Repubblica. URL consultato il 29 dicembre 2013.

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