Mario Chiesa (politico)

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Mario Chiesa

Mario Chiesa (Milano, 12 dicembre 1944) è un politico, ingegnere, dirigente d'azienda italiano, esponente milanese del Partito Socialista Italiano (1992-1994).[1]

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Nel 1970 Chiesa era stato nominato capogruppo del PSI nel consiglio provinciale di Milano; nel 1972 visto che la società per cui lavorava era intenzionata a mandarlo all'estero attraverso il giro di conoscenze del partito socialista riuscì ad avere un posto di direttore tecnico all'ospedale Sacco di Milano[2][3]. Nel 1980 fu assessore ai Lavori Pubblici del comune di Milano, e nel 1985 all'Edilizia Scolastica. Molto vicino a Paolo Pillitteri, nel febbraio 1986 riuscì a ottenere la presidenza del Pio Albergo Trivulzio[2]. Nelle elezioni amministrative del 1990 Chiesa in cambio della riconferma alla presidenza del Pio Albergo Trivulzio sostenne Bobo Craxi, figlio del leader socialista Bettino Craxi[4].

Carriera amministrativa e vicende giudiziarie[modifica | modifica sorgente]

Il 17 febbraio 1992, quando ricopriva la carica di presidente del Pio Albergo Trivulzio, venne colto in flagrante mentre accettava una tangente di sette milioni di lire dall'imprenditore Luca Magni, che gestiva una piccola società di pulizie[5] e che voleva assicurarsi la vittoria nell'appalto per le pulizie dell'ospizio[6][7]. In seguito a richieste sempre più esose, il piccolo imprenditore Magni aveva contattato il magistrato Antonio di Pietro per denunciare il presidente Chiesa e insieme decisero di incastrarlo. Si trattò del primo arresto dell'inchiesta di Mani pulite che sfocerà in Tangentopoli[8]. In seguito all'arresto, Chiesa venne espulso dal PSI e il segretario del partito socialista Bettino Craxi, il 3 marzo 1992, intervistato al TG3, definì Chiesa un mariuolo, sottolineando che il PSI milanese era composto di persone oneste[9].

Dopo l'arresto gli inquirenti scoprirono inoltre, grazie alla testimonianza della sua ex-moglie Laura Sala, diversi conti bancari in Svizzera, con diversi miliardi di lire intestati alla sua segretaria. L'ex-moglie da tempo aveva intentato una lunga causa per protestare contro l'esiguità degli alimenti che Chiesa pretendeva di versare a lei e al figlio quattordicenne[10]. Dopo cinque settimane di carcere, il 23 marzo 1992, Chiesa decise di parlare. L'interrogatorio durò più di una settimana e il 2 aprile 1992 gli vennero concessi gli arresti domiciliari[11]. Lo stesso Bettino Craxi, in qualità di leader del PSI, definì Mario Chiesa un mariuolo isolato, una scheggia impazzita di un Partito Socialista che altrimenti - a suo dire - doveva essere integro.

Quanto all'obolo estorto alla piccola ditta di pulizie che voleva lavorare per i martinitt della Baggina (come venivano chiamati in dialetto milanese i piccoli orfani di cui si occupava il Pio albergo Trivulzio), la definizione come concussione della condotta di reato - per cui Chiesa fu inquisito e condannato - destò l'interesse della stampa ancor più che della dottrina giuridica: fu notato[12] che la peculiarità del crimine della Baggina (ma, si vide poi, dell'intero sistema della dazione ambientale, o corruzione su vasta scala), era che il pubblico amministratore infedele, non solo estorceva all'imprenditore danaro, ma gli impediva di scaricarlo sull'utente finale con un incremento dei costi.

Questa condotta di Mario Chiesa fu all'epoca additata come il massimo della sopraffazione nei confronti dell'imprenditoria (motore dell'economia liberale) e della collettività tutta, con conseguente grave effetto sulle prospettive di crescita del sistema economico italiano, di cui si denunciò la stasi prodotta dal malaffare generalizzato, del quale a vent'anni di distanza (2012), si soffrono ancora le conseguenze: il debito pubblico, creato da Tangentopoli, strangola le casse dello Stato mentre il pagamento degli interessi dei Titoli di Stato, emessi per coprire il debito pubblico, impedisce di iniziare qualunque sviluppo. La valigetta usata da Magni per portare i contanti è stata venduta all'asta per 5.000 euro nel 2007 al sindaco di Senigallia Luana Angeloni, durante un raduno organizzato dalla trasmissione Caterpillar[13]. Il ricavato è andato in beneficenza all'associazione di Don Luigi Ciotti, che faceva il banditore.

Scontata la pena, Chiesa si riavvicinò all'ambiente politico partecipando a convegni pubblici della Compagnia delle Opere[14], associazione imprenditoriale legata a Comunione e Liberazione. Ha inoltre affermato di essere entrato nell'ufficio di presidenza dell'organizzazione[15]. Il 31 marzo 2009 Mario Chiesa venne arrestato di nuovo, con l'accusa di essere stato il collettore delle tangenti nella gestione del traffico illecito di rifiuti nella Regione Lombardia[16][17]. È stato definito "L'uomo del 10%" in quanto avrebbe avuto la capacità di far lievitare i costi di smaltimento dei rifiuti di un decimo rispetto al valore raggiunto a fine gara (d'appalto)[18].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mario Chiesa biografia. Corriere della Sera. Cinquantamila giorni.
  2. ^ a b Da politico a manager, una carriera all' ombra del Garofano. Goffredo Buccini. Corriere della Sera. Archivio Storico. 19 febbraio 1992.
  3. ^ Diario di Mario Chiesa. Roberto Leone. Repubblica. Archivio. 3 aprile 1993.
  4. ^ Ordine di Amato, via dagli Enti. Vittorio Testa. Repubblica. Archivio. 5 giugno 1992.
  5. ^ Da un'impresa di pulizie monzese il via all' arresto di Mario Chiesa. Michele Brambilla. Corriere della Sera. Archivio Storico. 20 febbraio 1992.
    Luca Magni era all'epoca dei fatti il presidente del consiglio di amministrazione e consigliere delegato dell'azienda, I.L.P.I. (Impresa Lombarda Pulizie Industriali), che contava allora sette dipendenti.
  6. ^ Bustarelle: Mario Chiesa in manette. Corriere della Sera. Archivio Storico. 18 febbraio 1992.
  7. ^ Magni: oggi non denuncerei Mario Chiesa, gli onesti sono perdenti. Corriere della Sera. Archivio Storico.27 agosto 2000.
    Magni dice: Io sono fallito, lui ha ancora miliardi.
  8. ^ L'arresto di Chiesa al Trivulzio. Così è cominciata Tangentopoli. Corriere della Sera. Cronaca. 18 febbraio 1992.
  9. ^ PSI: Craxi al TG3. Adnkronos. Archivio. 3 marzo 1992.
    Argomentava Craxi: Mi preoccupo di creare le condizioni perché il Paese abbia un governo che affronti gli anni difficili che abbiamo davanti, mi trovo davanti un mariuolo che getta un'ombra su tutta l'immagine di un partito che a Milano in cinquant'anni, non in cinque, ma in cinquant'anni, non ha mai avuto un amministratore condannato per reati gravi contro la pubblica amministrazione.
  10. ^ Chiesa, ingegner miliardo. Piero Colaprico. Repubblica. 1 marzo 1992.
    Chiesa calcolava gli alimenti sul suo stipendio ufficiale, e non sul tenore di vita così elevato che avrebbe potuto garantire aprendo ogni tanto le cassette di sicurezza.
  11. ^ Chiesa ritorna a casa. Corriere della Sera. Archivio Storico. 3 aprile 1992.
  12. ^ Vivono con i ladri e poi fingono di stupirsi se rubano.Giorgio Bocca. Metropolis. Mondadori. 1993.
  13. ^ Per la valigetta di Mario Chiesa 5mila euro, corriere.it, 20 giugno 2007. URL consultato il 2009-07-01.
  14. ^ Fine pena per Mario Chiesa. Corriere della sera. Archivio Storico. 26 agosto 2006.
  15. ^ Don Giussani porta in platea Mario Chiesa. Corriere della Sera. Archivio Storico. 23 maggio 2000
  16. ^ Milano, traffico di rifiuti e tangenti. Tra i 10 arrestati c'è Mario Chiesa. La Nuova Ecologia. 31 marzo 2009.
  17. ^ Rifiuti pericolosi, arrestato Mario Chiesa. Corriere della sera. Cronaca. 31 marzo 2009.
  18. ^ Arrestato Chiesa: ancora tangenti. Il Giornale. Interni. 1 aprile 2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Marcella Andreoli, Andavamo in piazza Duomo, nella testimonianza di Mario Chiesa, Milano, Sperling & Kupfer, 1993. ISBN 88-200-1596-X.
  • Gianni Barbacetto, Peter Gomez, Marco Travaglio, Mani pulite. La vera storia. Da Mario Chiesa a Silvio Berlusconi, Roma, Editori Riuniti, 2002. ISBN 88-359-5241-7.

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