Corruzione ambientale
Si parla di dimensione ambientale del sistema di corruzione, quando il relativo fenomeno sociale e criminoso raggiunge un così vasta disseminazione, e un così alto livello di integrazione, nell'attività politica, amministrativa ed economica in un determinato contesto nazionale o regionale, da indurre le persone implicate a convincersi che determinati comportamenti, quali la prestazione dell'indebito, altrimenti illeciti, facciano parte di una consolidata prassi, utilizzata da tutti, a tal punto diffusa da neutralizzarne i risvolti criminosi, facendola apparire, se non proprio lecita, almeno "normale".
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Corruzione ambientale nel mondo [modifica]
Perché raggiunga la dimensione ambientale, la corruzione deve costituirsi come sistema disseminato ed endemico. La percezione di questo fenomeno è oggetto di indagine e misurazione secondo le procedure della sociologia e dell'econometria, attraverso indicatori come il Corruption Perceptions Index di Transparency International, che misura "il grado al quale è percepita la corruzione esistente tra pubblici ufficiali e politici".
La corruzione endemica è una condizione molto comune nel corso della storia umana e che, in epoca contemporanea, è spesso radicata nei sistemi politico-economici dei paesi sottosviluppati, nei quali essa costituisce al tempo stesso conseguenza e causa del sottosviluppo, oltre che ostacolo all'emancipazione da tale condizione.
Effetti politici ed economici [modifica]
I rapporti tra sviluppo economico e corruzione sono da tempo oggetto di indagine e ricerca. Secondo uno dei protagonisti di questo approccio, il Premio Nobel per l'economia Gunnar Myrdal, la presenza di un sistema di corruzione ambientale ingenera situazioni di "inerzia, [...] inefficienza [e] irrazionalità", con effetti esiziali che si abbattono sul "processo di formazione delle scelte politiche e di pianificazione"[1], inibendolo[1] e generando caos e instabilità politica, e stagnazione economica[2].
Inoltre, sempre secondo Myrdal, è sufficiente la sola percezione diffusa dell'esistenza di un sistema endemico e generalizzato di corruttela, perché sia incrinata la stessa credibilità e l'efficacia della figura del funzionario integerrimo, il quale, trovandosi a pretendere il rispetto di regole, può essere facilmente dissuaso con l'arma del ricatto: può essere infatti il facile bersaglio di accuse false e strumentali, ma molto credibili in un contesto di degrado, come l'aver tentato una concussione[3]
Corruzione ambientale in Italia [modifica]
Particolarmente singolare è il caso dell'Italia che, pur annoverata tra i primissimi paesi ad economia avanzata, ottiene tra questi la peggiore performance in termini di percezione diffusa dell'illegalità legata alla corruzione.
Il sistema di corruzione ambientale radicato nel sistema italiano è venuto alla ribalta della cronaca con particolare risalto nei primi anni novanta, con lo svelamento del sistema che fu detto di Tangentopoli, ad opera dell'inchiesta Mani pulite: in quell'occasione, fu coniata la polirematica dazione ambientale, caratteristica del lessico del cosiddetto dipietrese, con cui «dazione» indicava l'erogazione della tangente, mentre l'epiteto «ambientale» sottolineava la pervasività del sistema di corruzione nella Milano degli anni novanta, in cui la corresponsione illecita era una pratica così scontata e automatica da non dover essere nemmeno più richiesta: «Più che di corruzione o di concussione, si deve parlare di dazione ambientale, ovvero di una situazione oggettiva in cui chi deve dare il denaro non aspetta più nemmeno che gli venga richiesto; egli, ormai, sa che in quel determinato ambiente si usa dare la mazzetta o il pizzo e quindi si adegua»[4] L'erogazione "automatica" della "dazione" non richiede quindi nemmeno la necessità di esplicitare una richiesta, ed essa avviene in adeguamento a un prassi percepita come corrente e ineludibile. Non vi è, da parte del funzionario, la costrizione: nondimeno, in questo caso, si parla in giurisprudenza e in dottrina di concussione ambientale[5], in cui l'induzione si esprime attraverso il silenzio del funzionario infedele[6], che sfrutta la convinzione, più o meno fondata, dell'interlocutore, di non poter ricevere un trattamento trasparente e imparziale se non attraverso regalie[7].
Note [modifica]
- ^ a b Gunnar Myrdal, in Il dramma dell'Asia, 1971, p. 293 (citato in Franco Cazzola, «Corruzione», Enciclopedia delle Scienze Sociali, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani)
- ^ Franco Cazzola, «Corruzione», Enciclopedia delle Scienze Sociali, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani)
- ^ Gunnar Myrdal, in Il dramma dell'Asia, 1971, p. 294 (citato in Franco Cazzola, «Corruzione», Enciclopedia delle Scienze Sociali, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani)
- ^ Antonio Di Pietro in Mani pulite, anno zero, Micromega, 2004 (da societacivile.it, url consultato il 1º dicembre 2011
- ^ Vincenzo Cuzzola, Carlo A. Indellicati, La responsabilità penale dei dipendenti pubblici, 2005 (p. 45)
- ^ Vincenzo Cuzzola, Carlo A. Indellicati, La responsabilità penale dei dipendenti pubblici, 2005 (p. 41)
- ^ Antonio Pagliaro, Il diritto penale fra norma e società, Vol. 2, 2009, p. 57
Bibliografia [modifica]
- Franco Cazzola, «Corruzione», Enciclopedia delle Scienze Sociali, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani
- Gunnar Myrdal, Il dramma dell'Asia, Il Saggiatore, Milano, 1971
- Ferdinado Imposimato, Giuseppe Pisauro, Sandro Provvisionato, Corruzione ad alta velocità. Viaggio nel governo invisibile, Koinè Nuove Edizioni, 1999
- Antonio Di Pietro in Mani pulite, anno zero, Micromega, 2004
- Vincenzo Cuzzola, Carlo A. Indellicati, La responsabilità penale dei dipendenti pubblici, Halley editrice, 2005 ISBN 9788875890926 (p. 41)
- Piercamillo Davigo, Grazia Mannozzi, La corruzione in Italia. Percezione sociale e controllo penale, Laterza, 2007
- Donatella Della Porta, Alberto Vannucci, Mani impunite. Vecchia e nuova corruzione in Italia, Laterza, 2007
- Antonio Pagliaro, Il diritto penale fra norma e società, Volume 2, Giuffrè Editore, 2009, ISBN 9788814144424
- Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Marco Travaglio, Mani pulite. La vera storia, 20 anni dopo, Chiarelettere, 2012; prefazione di Piercamillo Davigo; ISBN 8861900534
- Alberto Vannucci, Atlante della corruzione, Edizioni Gruppo Abele, 2012
Voci correlate [modifica]
- Corruzione
- Trasparenza (società)
- Principio dell'imparzialità
- Indice di percezione della corruzione di Transparency International
- Tecniche di neutralizzazione
- Tangentopoli
- Mani pulite
- Dipietrese
Collegamenti esterni [modifica]
- (IT) (EN) (FR) (ES) Sito di Libera
- Sito di Avviso pubblico
- Speciale di Avviso Pubblico: "Corruzione"
- Alto Commissario per la prevenzione ed il contrasto della corruzione
- CIVIT (Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l'Integrità delle amministrazioni pubbliche)
- (EN) (FR) Consiglio d'Europa - Contrasto alla criminalità economica
- (EN) (FR) Consiglio d'Europa - GRECO (Group of States against corruption)
- (EN) (FR) (ES) (RU) (AR) (ZH) IAACA (International Association of Anti Corruption Authorities)
- (EN) Transparency International
- (EN) FLARE (Freedom, legality and rights in Europe)
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