Sociologia politica

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La sociologia della politica è lo studio dei rapporti tra lo stato e le istituzioni, dei poteri sociali, dell'autorità e delle intersezioni di personalità, strutture sociali e politica con i concetti di conflitto, consenso e interesse.[1]

Si tratta di una indagine interdisciplinare, in cui sociologia e scienze politiche collaborano e si intrecciano attivamente. La disciplina usa dati storici comparativi per analizzare i sistemi di governo e le organizzazioni economiche allo scopo di comprendere il clima politico delle società, i modelli e le tendenze politiche.

Origine e storia[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione sociologica si è occupata lungamente di politica, basti pensare alle opere di Tocqueville (1805-1859), agli scritti di Emile Durkheim (1858-1917), di Vilfredo Pareto (1848-1923), oltre ai saggi di quelli che vengono considerati i fondatori della sociologia politica, Max Weber (1864-1920) e Moisei Ostrogorski (1854-1921).

Due sono le questioni dibattute sugli ambiti della sociologia politica: assegnarle un suo spazio ben definito, consentendole di indagare le strutture sociali, lasciando invece, quelle politiche alla competenza delle scienze politiche, sempreché sia possibile distinguere chiaramente tra le due strutture e sia lecito considerare la politica come una struttura autonoma; in secondo ordine tenere conto che le scienze politiche nord-americane influenzate dal comportamentismo e dal funzionalismo, quella francese prettamente fenomenologica e quella tedesca, legata allo storicismo e al marxismo hanno prodotto tre grandi scuole estremamente diversificate[2].

Campi di ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente sono contemplate quattro grandi aree di ricerca:

  • La formazione socio-politica degli stati moderni.
  • Lo studio sulle diseguaglianze sociali presenti tra i vari gruppi (classi, razze, generi, etc.) e sulla loro influenza nella politica.
  • Il tipo di influenza prodotto dai movimenti sociali, dalle personalità e dalle tendenze esterne alle istituzioni formali, sulle scelte politiche.
  • Le relazioni di potere tra e attraverso i gruppi sociali (famiglia, luogo di lavoro, burocrazia, media, etc.).

I campi di indagine sviluppano analisi su come le più importanti tendenze sociali influenzino i processi politici e sul modo in cui le varie forze sociali lavorino insieme per cambiare le scelte politiche.

Modelli teorici[modifica | modifica wikitesto]

Tre sono i più importanti modelli teorici:

  • La teoria del pluralismo, secondo la quale il potere politico non è vincolato alle elezioni e agli elettori e nemmeno alle piccole concentrazioni elitarie, piuttosto è distribuito attraverso un ampio numero di gruppi, quali organizzazioni di affari, gruppi di interessi, etc.
  • La teoria statalista, che prevede l'egemonia delle strutture gestite dallo stato, che verrebbero a formare organizzazioni di grande concentrazione di potere.
  • La teoria delle classi sociali che invece enfatizza il potere in mano ad una élite capitalista, influenzata dalla teorie marxiste e basata su un duplice approccio: il primo è quello strutturalista, secondo il quale l'economia capitalista incoraggia lo stato a svolgere determinati atti e non altri, il secondo è quello non strumentale che concentra la propria attenzione sulle regole.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "La sociologia", di Luciano Gallino, ediz. Utet, Torino, 1989, pag.142-147
  2. ^ "La sociologia", di Luciano Gallino, ediz. Utet, Torino, 1989, pag.142-147

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Catherine Rouvier: sociologie politique LITEC collection objectif droit, 1986
  • (FR) Adam Schaff, La conception du matérialisme dialectique en science politique, in La Science politique contemporaine, UNESCO, 1950.
  • (EN) Dahl, Modern Political Analysis, 2e éd., 1970, p. 6.
  • (FR) Max Weber, Économie et société, Paris, Plon, 1971, vol. 1, p. 57.
  • (FR) Pierre Bourdieu, Questions de politique, Actes de la recherche en sciences sociales, (1977-09) n°16, p. 55-89
  • (FR) Jean-Pierre Cot, Jean-Pierre Mounier, Pour une sociologie politique, Point Seuil, 1974, T. 1, p11-25.
  • (FR) Schwarzenberg, (RG) Sociologie politique, Précis Domat Ed. Montchrestien 1990
  • (FR) Lagroye (J), Sociologie politique, PFNSP Dalloz 1991
  • (FR) Philippe Braud, Sociologie politique, LGDJ ( manuel )1992
  • (FR) Francis Farrugia, Archéologie du pacte social. Des fondements éthiques et sociopolitiques de la société moderne, Paris, L'harmattan, 1994.
  • (ES) Erick Guerrero Rosas, Perredistas al Poder — ¿ Qué pasaría si gana López Obrador en el 2006 ?, ediz. Diana, isbn=968-13-4172-4
  • (FR) Deloye Yves, Sociologie historique du politique, Paris, La Découverte, coll. Repères, 2003 (1re édition, 1997), 124 p., bibliogr.
  • (FR) Dreyfus Françoise, Eymeri Jean-Michel, Science politique de l'administration. Une approche comparative, Paris, Economica, coll. Etudes politiques, 2006, 310 p., bibliogr.
  • (FR) Jean-Pierre Gaudin, L’action publique. Sociologie et politique, Presses de sciences po – Dalloz, 2004.
  • (FR) Lagroye Jacques, avec François Bastien et Sawicki Frédéric, Sociologie politique, Paris, Presses de la FNSP, Dalloz, coll. Amphi, 2002, 600 p., bibliogr., index.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]