Pierre Bourdieu

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Pierre Bourdieu (Denguin, 1 agosto 1930Parigi, 24 gennaio 2002) è stato un sociologo e filosofo francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver studiato al liceo di Pau, e poi al liceo Louis-le-Grand a Parigi, entra all'École Normale Supérieure (ENS) di Parigi, nel 1951. Agrégé di filosofia nel 1954, insegna l'anno successivo al liceo di Moulins. Tra il 1955 e il 1958 fa il servizio militare in Algeria, allora in guerra. Diventa quindi assistente all'università di Algeri.

Tornato in Francia nel 1960, come assistente alla Sorbona, nel 1961 è professore incaricato all'università di Lilla. Nel 1964 viene nominato direttore di studi all'Ecole pratique des hautes études (VI sezione) e nel 1981 è chiamato alla cattedra di sociologia del Collège de France. Dirige il Centro di Sociologia Europea (del Collège de France e dell'Ecole des hautes études en sciences sociales), e le riviste "Actes de la recherche en sciences sociales" (fondata nel 1975) e "Liber".

Diventa dottore honoris causa della Freie Universität di Berlino (1989), membro dell'Accademia Europea e dell'American Academy of Arts and Sciences, medaglia d'oro del CNRS (1993), dottore honoris causa dell'Università Johann Wolfgang Goethe di Francoforte (1996).

Nel 1999 è stato insignito del titolo di "duca di Desarraigo", dal Sovrano del Regno di Redonda.

Pierre Bourdieu è scomparso il 24 gennaio del 2002.

Il pensiero[modifica | modifica wikitesto]

Influenzato contemporaneamente dal marxismo e dallo strutturalismo, Bourdieu si è dedicato in particolare alla sociologia dei processi culturali, elaborando il concetto originale di "violenza simbolica", connessa secondo lui con i processi educativi (acquisizione di capitali culturali, politici e sociali). Inoltre, Bourdieu ha sviluppato il concetto di "habitus", che permette di spiegare la maniera attraverso cui un essere sociale interiorizza la cultura dominante (la doxa) riproducendola. Il punto di vista dominante non è dunque né immobile (è il risultato delle percezioni sociali degli individui), né facilmente evolvibile (la violenza simbolica porta i dominati e i dominanti a riprodurre involontariamente gli schemi della dominazione).

I suoi studi sul ceto studentesco universitario francese ebbero vasta eco negli anni attorno al 1968, in piena agitazione studentesca. Bourdieu ha rinnovato la tradizione francese dell'engagement, prendendo posizione negli eventi più significativi del nostro tempo, in difesa di Solidarnosc, al fianco degli studenti nelle lotte del 1986, e con gli intellettuali algerini.

La critica del sistema scolastico francese[modifica | modifica wikitesto]

In "la reproduction" (scritto in collaborazione con J.C. Passeron), Bourdieu sviluppa un'analisi estremamente critica nei confronti del sistema scolastico il quale, come da titolo, ha secondo lui come risultato di "riprodurre" la struttura sociale esistente, e non la mobilità sociale che si prefiggerebbe come scopo dichiarato. Ciò avverrebbe perché l'educazione, in particolar modo quella umanistica, inculcherebbe non tanto il sapere, ma degli habitus che riguardano il rapporto col sapere. Questi habitus sarebbero convergenti con gli habitus familiari di certi gruppi sociali, che dunque si ritroverebbero avvantaggiati rispetto ad altri. In questo modo, il sistema scolastico non tenderebbe a selezionare chi possiede il sapere, ma chi appartiene ad una determinata classe sociale.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Sociologie de l'Algérie, P.U.F., Paris, 1956
  • The Algerians, Beacon Press, Boston, 1962
  • con A. Darbel, J. P. Rivet e C. Seibel, Travail et travailleurs en Algérie, Mouton, Paris, 1963
  • con A. Sayad, Le déracinement. La crise de l'agriculture traditionnelle en Algérie, Minuit, Paris, 1964
  • con J. C. Passeron, Les héritiers, Minuit, Paris, 1964
  • con J. C. Passeron, Les étudiants et leurs études, Mouton, Paris, 1964
  • con L. Boltanski, R. Castel e J.C. Chamboredon, Un art moyen. Essai sur les usages sociaux de la photographie, Minuit, Paris, 1965
  • con J. C. Passeron e M. de Saint-Martin, Rapport pédagoqique et communication, Mouton, Paris, 1965
  • con A. Darbel, L'Amour de l'art, Minuit, Paris, 1966
  • con J. C. Passeron e J. C. Chamboredon, Le Métier de sociologue, Mouton-Bordas, Paris, 1968; Zur Soziologie der symbolischen Formen, Suhrkamp, Frankfurt, 1970
  • con J.-C. Passeron, La reproduction. Eléments pour une théorie du système d'enseignement, Minuit, Paris, 1970
  • con Luc Boltanski e P. Maldidier, La défense du corps, in Social Science Information, vol. 10, n° 4, pp.45-86, 1971
  • con Luc Boltanski, Le titre et le poste : rapports entre système de production et système de reproduction, in Actes de la recherche en sciences sociales, vol. 1, n° 2, pp. 95 – 107, 1975.
  • con Luc Boltanski, Le fétichisme de la langue, in Actes de la recherche en sciences sociales, vol. 1, n° 4, pp. 2– 32, 1975.
  • con Luc Boltanski, La production de l'idéologie dominante, in Actes de la recherche en sciences sociales, vol. 2, n° 2-3, 1976, pp. 4-73.
  • Esquisse d'une théorie de la pratique, Droz, Genève, 1972
  • La distinction. Critique sociale du Jugement, Minuit, Paris, 1979
  • Le Sens pratique, Minuit, Paris, 1980
  • Questions de sociologie, Minuit, Paris, 1980
  • Ce que parler veut dire. L'économie des échanges linguistiques, Fayard, Paris, 1982
  • Homo academicus, Minuit, Paris, 1984
  • Choses dites, Minuit, Paris, 1987
  • L'ontologie politique de Martin Heidegger, Minuit, Paris, 1988
  • La noblesse d'état, Paris, 1988
  • Réponses. Pour une anthropologie réfléxive, Paris, 1992
  • Les Règles de l'art. Genèse et structure du champ littéraire, Seuil, Paris, 1992
  • La Misère du monde, Paris, 1993
  • Libre-échange, Paris, 1994
  • Raisons pratiques. Sur la théorie de l'action, Seuil, Paris, 1994.
  • Sur la télévision; suivi de l'emprise du journalisme, Paris & Dijon-Quetigny: Éditions Liber, distribution Seuil
  • Méditations pascaliennes. Éléments pur une philosophie négative, Paris: Seuil
  • La domination masculine, Seuil, Paris, 1998

traduzioni in italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • La distinzione. Critica sociale del gusto, Il Mulino, 1983
  • Il corpo tra natura e cultura, Franco Angeli, 1988
  • Führer della filosofia? L'ontologia politica di Martin Heidegger, Il Mulino, 1989
  • Lezione sulla lezione, Marietti, 1991
  • La responsabilità degli intellettuali, Laterza, 1991
  • Risposte. Per un'antropologia riflessiva, Bollati Boringhieri, 1992
  • Ragioni pratiche, Il Mulino, 1995
  • Sulla televisione, Feltrinelli, 1997
  • Meditazioni pascaliane, Feltrinelli, 1998
  • Il dominio maschile, Feltrinelli, 1999, 2ª ed.
  • Gli usi sociali della scienza. Per una sociologia clinica del campo scientifico, Seam, 1999
  • Controfuochi, PL Promozione Libri, 1999
  • La distinzione. Critica sociale del gusto, Il Mulino, 2001
  • Controfuochi [vol 2]. Per un nuovo movimento europeo, Manifestolibri, 2001
  • Campo del potere e campo intellettuale, Manifestolibri, 2002
  • Per una teoria della pratica. Con tre studi di etnologia cabila, Milano, Raffaello Cortina, 2003
  • Il mestiere di scienziato. Corso al Collège de France 2000-2001, Feltrinelli, 2003
  • Il senso pratico, Armando, 2003
  • Le strutture sociali dell'economia, Asterios, 2004
  • con Luc Boltanski e Robert Castel La fotografia. Usi e funzioni sociali di un'arte media, Guaraldi, 2004, 2ª ed.
  • Il mondo sociale mi riesce sopportabile perché posso arrabbiarmi, Nottetempo, 2004
  • Questa non è un'autobiografia. Elementi di autoanalisi, Feltrinelli, 2005
  • Le regole dell'arte. Genesi e struttura del campo letterario, Il Saggiatore, 2005
  • Proposta politica. Andare a sinistra, oggi, Castelvecchi, 2005
  • Sul concetto di campo in sociologia, Armando, 2010
  • Cose dette. Verso una sociologia riflessiva, Orthotes Editrice, Napoli-Salerno 2013
  • Homo Academicus, Edizioni Dedalo, 2013

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