Sottosviluppo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Sottosviluppo è un termine generalmente usato nella sua accezione economica ed è sinonimo, per quanto riguarda un paese, di povertà. Incluse nel concetto di povertà ci sono lo scarso accesso alle cure mediche, all'acqua potabile, al cibo, a un'educazione e alla casa.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il concetto di sottosviluppo è stato introdotto, al termine della seconda guerra mondiale, da H.S.Truman nel suo discorso del 20 gennaio 1949. Truman sottolinea, in questa occasione, la necessità di supportare i paesi "sottosviluppati" affinché possano arginare il divario che li allontana dai paesi occidentali. La dicotomia sviluppo-sottosviluppo coincide, da parte dei paesi più forti, con la prospettiva di cercare soluzioni per sottrarre i paesi del Sud del mondo da una situazione di degrado e arretratezza, prospettiva fondata sulla concezione di sviluppo come qualcosa di "desiderabile" e "necessario" a tutti i paesi del mondo. Il termine sottosviluppo è stato poi reso celebre a partire dalla fine degli anni sessanta da Andre Gunder Frank che studiò gli effetti dell'imperialismo in America latina. Egli sostenne che i paesi ricchi e industrializzati hanno in vari modi bloccato lo sviluppo dei paesi poveri ad economia prevalentemente agricola, con politiche e interventi mirati a proteggere la propria potenza e la propria posizione privilegiata nel commercio internazionale.

Il sottosviluppo è determinato da due cause:

  • Cause interne: Mancanza di strutture sanitarie (ospedali) e vie di comunicazioni, mentalità contadina chiusa alle innovazioni, influsso delle religioni e calamità naturali.
  • Cause esterne: Colonialismo (Dipendenza politica che comporta dipendenza economica), Neocolonialismo (Dipendenza economica che comporta dipendenza politica) e lo scambio ineguale

È molto importante però non dimenticare che il sottosviluppo è determinato anche dal tasso di mortalità e dall'analfabetismo.

Il termine sottosviluppo suggerisce un'interpretazione "ottimistica" del fenomeno, inteso come un ritardo di alcuni paesi nella crescita economica. In realtà il sottosviluppo è molto più di questo: è un problema strutturale di molti paesi che potrebbe essere risolto tramite un'azione organizzata a livello internazionale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cipolla Carlo Maria, Uomini, tecniche, economie, Milano, 1977
  • Germani Gino, Sociologia della modernizzazione, Bari, 1975
  • Gill Robert, Lo sviluppo economico, Bologna, 1968
  • Jossa Bruno (a cura di), Economia del sottosviluppo, Bologna, 1973.
  • Philip McMicheal, Ascesa e declino dello sviluppo. Una prospettiva globale.,2006
  • Mauri, Arnaldo, Il mercato del credito nei paesi sottosviluppati, Giuffré, Milano 1966.
  • Mauri, Arnaldo (a cura di), Problematiche finanziarie dello sviluppo rurale, Giuffrè, Milano, 1989.
  • Mauri, Arnaldo, La finanza informale nelle economie in via di sviluppo, Working Paper n. 9-2000, DEAS, Università degli Studi di Milano.[1]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]