Ecomafia

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La parola ecomafia è un neologismo coniato da Legambiente per indicare le organizzazioni criminali che commettono reati arrecanti danni all'ambiente.

In particolare sono generalmente definite ecomafie le associazioni criminali dedite al traffico e smaltimento illegale di rifiuti e all'abusivismo edilizio di larga scala. Anche attività quali l'escavazione abusiva, il traffico di animali esotici, il saccheggio dei beni archeologici e l'allevamento di animali da combattimento possono essere considerate in questo modo.

Secondo il rapporto Ecomafia 2007 di Legambiente[1], il giro d'affari sarebbe stimabile in circa 23 miliardi di euro all'anno. Le regioni ove si registrano il maggior numero di reati ambientali sono nell'ordine Campania, Sicilia, Calabria e Puglia, le stesse in cui sono presenti le principali organizzazioni mafiose italiane.

Indice

[modifica] Traffico di rifiuti

Il ruolo giocato dalle mafie "tradizionali" è generalmente molto importante nelle attività ecomafiose, ma spesso sono imprese private, amministratori locali e organi di controllo corrotti a costituire reti che compiono reati ambientali. Lo smaltimento illegale di rifiuti tossici o di scorie nucleari da parte di aziende che hanno ricevuto l'appalto per la loro depurazione, gestione e messa in sicurezza è considerato da Legambiente il più lucroso e pericoloso campo di attività delle ecomafie.

In Italia lo smaltimento illegale di rifiuti tossici riguarda in particolar modo la Campania.

Per approfondire, vedi la voce Triangolo della morte Acerra-Nola-Marigliano.

[modifica] Storia

Questi traffici si sono sviluppati a partire dal 1982, quando è entrata in vigore la normativa sul trattamento dei rifiuti speciali. Per la prima volta nel 1991 ("Operazione Adelphi") vennero accertati reati di questo tipo commessi su larga scala. Sei imprenditori ed amministratori vennero condannati dalla Settima Sezione del Tribunale di Napoli per abuso di ufficio e corruzione. Vennero assolti, invece, dal reato di associazione mafiosa. Dal 1994 è stato istituito l'"Osservatorio Ambiente e Legalità" da Legambiente in collaborazione con l'Arma dei Carabinieri e nel 1997 è stato pubblicato il primo Rapporto Ecomafia dell'associazione ambientalista, che da allora ogni anno fa il punto sull'argomento. Nel 1995 è stata istituita la "Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti". Decine di azioni di polizia sono state condotte contro traffici di rifiuti:

  • Operazione Eco, Campania, 1994-1996
  • Il caso "Pitelli", La Spezia, 1996
  • Operazione Humus, Abruzzo, 1996
  • Operazione Ebano, Abruzzo, 1996
  • Operazione Cassiopea, Campania, 1999-2002
  • Operazione Ecoscalo, Abruzzo, 1999-2002
  • Operazione Falso Cdr, Lombardia, aprile 2001
  • Operazione Greenland, Umbria, febbraio 2002
  • Operazione Murgia violata, Puglia, aprile 2002
  • Operazione Econox, Calabria, aprile 2002
  • Operazione Banda Bassotti, Lombardia, 2002
  • Operazione Mar rosso, Sicilia, gennaio 2003
  • Operazione Re Mida, Campania, aprile 2003
  • Operazione Terra Mia, Campania, giugno 2004
  • "Rifiutopoli", Forlì, 2004
  • Operazioni Madre Terra e Madre Terra 2, Campania, 2005-2006
  • Operazione Sinba, Toscana, ottobre 2005
  • Operazione Dry Cleaner, Campania, 2006
  • Operazione Black River, Puglia, gennaio 2008
  • Operazione Fenice, Puglia e Campania, agosto 2008

Nonostante l'attenzione e la repressione, secondo l'agenzia governativa Apat in Italia nel 1999 sono stati prodotti 72.5 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, di cui 23 milioni da industrie di costruzione e 4 milioni considerati rifiuti pericolosi. Legambiente ha stimato che nello stesso anno siano stati smaltiti illegalmente 11.2 milioni di tonnellate di questi rifiuti.

[modifica] Tipi di reati

I reati possono avvenire ad ogni livello del ciclo dei rifiuti: produzione, trasporto e smaltimento. Il produttore può dichiarare il falso sulla quantità o sulla tipologia di rifiuti da smaltire, oppure incaricare dell'operazione imprese che lavorano sottocosto, essendo a conoscenza del fatto che utilizzeranno metodi illegali. A livello di trasporto, possono venire manomessi i documenti di classificazione della merce, in modo da dirottare il carico o farlo scomparire. Nelle operazioni di smaltimento infine la maggior possibilità che avvengano truffe: finte trasformazioni, bancarotte fraudolente degli impianti di traformazione con il risultato di abbandonare sul posto i materiali, trattamenti inadeguati, abbandono di rifiuti in discariche abusive.

[modifica] Aree di smaltimento abusivo

Il sud Italia è l'area dove la maggior parte di questi rifiuti vanno a finire, in particolare lungo le cosiddette "rotta adriatica" e "rotta tirrenica", dal nord verso la Puglia e verso la Campania-Calabria. Parte dei rifiuti viene sotterrata in cave abusive, già oggetto di reati ambientali di escavazione. Nel nord Italia in più casi è stato accertato lo smaltimento di fanghi tossici come fertilizzanti in campi coltivati. Ma l'Italia è anche crocevia di traffici internazionali di rifiuti, provenienti dai paesi europei e destinati in Nigeria, Mozambico, Somalia, Romania. Si ipotizza che l'omicidio di Ilaria Alpi sia riconducibile a inchieste che la giornalista stava conducendo su questo tema.

[modifica] Note

  1. ^ Vedi il rapporto Ecomafia 2007 dal sito di Legambiente (è accessibile in rete l'introduzione).

[modifica] Bibliografia

Legambiente, Rifiuti S.p.A. I traffici illegali di rifiuti in Italia. Le storie, i numeri, le rotte, le responsabilità, Roma, 2003

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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