Jolly Rosso

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Jolly Rosso
Descrizione generale
Civil Ensign of Italy.svg
Tipo Traghetto Ro-Ro
Proprietario/a Ignazio Messina & C.
Cantiere Lodose (Svezia)
Completata 1968
Entrata in servizio 1968
Radiata 1991
Destino finale Demolita nel 1991
Caratteristiche generali
Stazza lorda 2307,86 tsl
Lunghezza 100,70 m
Larghezza 16,03 m
Pescaggio 5,49 m
Propulsione Due motori Diesel 4 tempi con potenza unitaria di 2260 CV
Note
Immatricolata nel Registro Navale Italiano nel 1973

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La motonave Jolly Rosso, dal 1989 semplicemente Rosso, (anche impropriamente Jolly Rosso I, in quanto sostituita nella flotta dalla II, acquisita dalla compagnia nel 1989) era una nave della società di navigazione Ignazio Messina & C. utilizzata, alla fine della sua vita operativa e dopo un temporaneo disarmo alla Spezia durato fino al 1989, per trasportare rifiuti tossici. Alcuni fatti di cronaca riferiti a queste e a presunte altre attività, alcune illegali, collegati all'attività della nave fecero legare al nome della Rosso l'appellativo di nave dei veleni[1][2] La nave si arenò il 14 dicembre 1990 sulla spiaggia in località Formiciche, nel Comune di Amantea (CS)[3].

La Rosso spiaggiò dopo aver navigato per alcune ore alla deriva, in seguito all'abbandono da parte dell'equipaggio, con assetto gravemente sbandato a causa dell'imbarco di acqua avvenuto attraverso alcune falle nello scafo. L'equipaggio venne soccorso da due elicotteri della Guardia Costiera.

Al momento dello spiaggiamento, la nave trasportava, stando ai documenti ufficiali, merce normale come generi di consumo e tabacco. Venne demolita sul luogo del naufragio nel 1991. Una lunga inchiesta durata diversi anni si è conclusa nel maggio 2009 con l'archiviazione.[4] La vicenda è stata anche collegata all'assassinio di Ilaria Alpi a Mogadiscio e alla forte radioattività di una cava, ora sigillata, legata a rifiuti nucleari radioattivi giunti per via navale nella zona[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Massimo Clausi, Roberto Grandinetti, Le navi dei veleni. Tutta la verità sull'intrigo radioattivo, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2009.
  2. ^ La nave dei veleni vent'anni dopo. URL consultato l'8 maggio 2013.
  3. ^ William Domenichini, Poeti avvelenati: storia di una delle più provinciali province italiane in Informazionesostenibile.info.
  4. ^ Rosso: naufragio di un certificato di morte. (archiviato dall'url originale il 25 agosto 2007).
  5. ^ Nave dei veleni, Sigillata la cava radioattiva, L’ombra della Jolly Rosso. URL consultato l'8 maggio 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]