Favignana (comune)

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Favignana
comune
Favignana – Stemma
Panorama del centro abitato di Favignana
Panorama del centro abitato di Favignana
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Trapani-Stemma.png Trapani
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Pagoto (lista civica Egadi in Movimento Pagoto Sindaco) dal 10/06/2013
Territorio
Coordinate 37°56′00″N 12°20′00″E / 37.933333°N 12.333333°E37.933333; 12.333333 (Favignana)Coordinate: 37°56′00″N 12°20′00″E / 37.933333°N 12.333333°E37.933333; 12.333333 (Favignana)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 37,45 km²
Abitanti 4 225[1] (31-12-2013)
Densità 112,82 ab./km²
Frazioni Lèvanzo, Marèttimo
Comuni confinanti nessuno
Altre informazioni
Cod. postale 91023
Prefisso 0923
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 081009
Cod. catastale D518
Targa TP
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti favignanesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Favignana
Posizione del comune di Favignana nella provincia di Trapani
Posizione del comune di Favignana nella provincia di Trapani
Sito istituzionale

Favignana (Faugnana in siciliano) è un comune italiano di 4.225 abitanti della provincia di Trapani in Sicilia.

Comune totalmente insulare, il suo territorio corrisponde all'arcipelago delle isole Egadi, comprendente le isole di Favignana, Levanzo e Marettimo. Il suo territorio comprende anche gli isolotti minori di Maraone e Formica. Il nome di Favignana deriva dal latino favonius (favonio), termine con il quale i romani indicavano il vento caldo ricadente proveniente da ovest. Il villaggio sorge intorno a un'insenatura naturale dove è strutturato il porto sulle cui sponde sono presenti gli edifici delle antiche tonnare Florio.

Le tradizionali architetture mediterranee dell'isola, caratterizzate da intonaci bianchi e finestre azzurre o verdi sono, specialmente negli ultimi anni, oggetto di riscoperta e valorizzazione.

L'isola è ricoperta prevalentemente da macchia mediterranea costituita da arbusti cespugliosi e da boschi di pini mediterranei.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Cala Rossa

L'isola di Favignana si trova a circa 7 km dalla costa siciliana, tra Trapani e Marsala, di fronte alle Isole dello Stagnone di Marsala ovvero all'aeroporto di Trapani-Birgi "Vincenzo Florio".

Favignana si raggiunge via nave dal porto di Trapani in circa un'ora di navigazione e via aliscafo dal porto di Trapani e dal porto di Marsala in venti minuti.

Sull'isola di Favignana si trova il Monte Santa Caterina, alto 314 metri, sul quale sorge l'omonimo Forte costituito da una struttura dalla chiara impostazione architettonica militare. Edificato come torre di avvistamento nel IX secolo d.C., durante il regno di Ruggero d'Altavilla, nel 1081, fu ampliato e nel XV secolo, da Andrea Rizzo, Signore di Favignana, potenziato al fine di contrastare i frequenti attacchi saraceni. Successivamente, nel 1655, venne rimaneggiato fino ad essere destinato a prigione dai Borbone dal 1794 al 1860. Dopo svariati usi, venne reimpiegato durante il secondo conflitto mondiale e dotato di postazioni di artiglieria a difesa dell'isola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Santa Caterina

La presenza umana a Favignana risale al Paleolitico superiore, tracce di antichissimi insediamenti umani si hanno principalmente nelle grotte del Faraglione e del Pozzo in zona San Nicola. Era nota agli antichi greci con il nome Aegussa (Αιγούσα, isola delle capre). I Fenici si stabilirono a Favignana a partire dall'VIII secolo a.C. fino all'anno 241 a.C. quando, l'esercito romano guidato da Gaio Lutazio Catulo, sbaragliò la flotta cartaginese nella battaglia finale della Prima Guerra Punica detta appunto Battaglia delle Isole Egadi, in cui la Sicilia venne definitivamente annessa a Roma. Dopo il crollo dell'Impero Romano le isole caddero in mano dei Vandali e dei Goti ed in seguito dei Saraceni.

Nel 1081 venne occupata e fortificata da Ruggero d'Altavilla. Seguì infine il destino della Sicilia fino al XVI secolo, quando divenne, insieme all'intero arcipelago, proprietà dei Pallavicini-Rusconi di Genova e poi, nel 1874, dei Florio che potenziarono le tonnare dell'isola.

Durante il secondo conflitto mondiale l'isola venne dotata lungo le coste, vista la sua posizione strategica, di una imponente rete di casematte e fortificazioni militari, in gran parte ancora oggi conservate.

Favignana, sin dai tempi della dominazione romana, è stata lungamente sede estrattiva del tufo bianco conchigliare. Questo materiale utilizzato nell'edilizia di origine sedimentaria e conosciuta come calcarenite, ha rappresentato una fonte economica importante per gli abitanti dell'isola. La lunga attività estrattiva, presente particolarmente nella parte orientale dell'isola, ha dato origine a particolari fossati, forre e caverne oggi trasformate, specialmente dai privati cittadini, in particolari e suggestivi orti, giardini e abitazioni.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Florio

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Al centro del paese di Favignana sorge la chiesa settecentesca intitolata alla Madonna dell'Immacolata Concezione all'interno della quale è custodito un prezioso crocifisso ligneo del XVIII secolo e una statua marmorea raffigurante Sant'Antonio del XVII secolo.

Architetture civile[modifica | modifica wikitesto]

Villa Florio è una palazzina neogotica, costruita da Ignazio Florio dal 1876 al 1878 su progetto dell'architetto Giuseppe Damiani Almeyda [2]. Oggi è di proprietà del comune.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Persone legate a Favignana[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Favignana fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.6 (Isole Egadi)[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2013.
  2. ^ Villino Florio, Monumento a Favignana su TouringClub.com
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008. URL consultato l'8 maggio 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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