Porto di Trapani

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Porto di Trapani
La banchina passeggeri. A sinistra Capitaneria e Dogana
La banchina passeggeri. A sinistra Capitaneria e Dogana
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Trapani-Stemma.png Trapani
Comune Trapani
Mare Mediterraneo
Tipo container, officine navali, traghetti
Passeggeri ~881 000 (2006)
Traffico merci ~3 000 000 t (2006)
Posti barca totali 200

Il porto di Trapani, in Sicilia, è sede primaria dei collegamenti marittimi con le isole Egadi e Pantelleria, e storicamente scalo di riferimento per i traffici con i paesi nordafricani.

Indice

Posizione [modifica]

È un bacino naturale con uno specchio d'acqua di circa 921 000 m². La sua posizione strategica nella estremità più occidentale della Sicilia ne ha fatto nei secoli crocevia del mar Mediterraneo. Si trova in una posizione equidistante sia dal canale di Suez che dallo stretto di Gibilterra, e lungo le rotte est–ovest. Svolge un ruolo primario nei collegamenti con il Nord Africa, principalmente con la Tunisia. Essendo ben riparato da tutti i venti, è uno degli scali più sicuri d'Italia[1][senza fonte].

Storia [modifica]

Vista aerea del porto

Il porto di Trapani nacque come antico sbocco commerciale per Eryx (odierna Erice), sita sul monte che sovrasta Trapani. Nell'antichità fu utiilizzato da Fenici, Cartaginesi, Greci, Romani e, successivamente, Arabi.

Dopo l'arrivo in Sicilia dei Normanni il porto ebbe grande fermento, anche grazie alle crociate. Durante il medioevo il porto fu tra i più importanti del Mediterraneo: tutte le più potenti città marinare (Genova, Pisa, Venezia, Amalfi) avevano un consolato nel porto trapanese e, specialmente con le prime due, Trapani aveva l'accordo per fungere da scalo principale verso i loro possedimenti nell'Africa settentrionale. Nel 1266 le forze veneziane sconfissero la flotta genovese, guidata da Lanfranco Borborino, nelle acque di Trapani[2].

Il 3 dicembre 1270 18 navi genovesi con quattromila uomini al comando di Ansaldo Doria, durante la seconda crociata furono costrette a riparare nel porto di Trapani[3]. Nel 1273 Lanfranco Pignataro, ammiraglio della Repubblica genovese, entrò nel porto di Trapani, saccheggiandolo e incendiando tutte le navi ivi presenti[4]. Il 31 agosto 1282 vi sbarcò Pietro III di Aragona con la sua flotta, iniziando l'occupazione della Sicilia dagli angioini[5]. Nel 1535 vi sbarcò la flotta spagnola con Carlo V, di ritorno dalla vittoria contro le navi turche[6].

Nell'Ottocento un'importante flotta commerciale era di stanza nel porto, soprattutto destinata al traffico del sale verso il nord Europa e del vino Marsala. Tra il 1885 e il 1908 furono costruiti i pontili, i moli e le banchine. Durante la seconda guerra mondiale fu porto e base sommergibilistica di primaria importanza e, nel dopoguerra, furono avviate importanti opere di dragaggio dei fondali.

Il relitto del Città di Trapani affondato nel porto

Nel dicembre del 1957 la nave Città di Trapani della Tirrenia, diretta a Palermo, a causa di una mareggiata dovuta alle pessime condizioni meteorologiche si incagliò sugli scogli in prossimità del porto, e nelle operazioni di soccorso affondò anche un rimorchiatore lì giunto per prestare assistenza, il Pirano. Nel disastro navale morirono 6 persone[7], compreso il comandante del mezzo di soccorso. Anni dopo, nel 1990, in fase di attracco la nave-traghetto Espresso Trapani, della società CONATIR, affondò causando la morte di 13 passeggeri[8].

Nel 2005 il comitato organizzatore dalla 32ª America's Cup scelse il porto di Trapani come sede degli Acts 8 & 9 della Louis Vuitton Cup[9] che si tennero in tali acque dal 28 settembre al 9 ottobre di quell'anno. Per tale evento furono completate una serie di opere strutturali e viarie.

Traffici [modifica]

La zona orientale del porto

Il porto è classificato come scalo commerciale di interesse nazionale (2ª Categoria - 1ª Classe).

Dal porto è possibile raggiungere le Isole Egadi, Pantelleria, Cagliari, Tunisi e Livorno. Il suo posizionamento baricentrico nel Mediterraneo ne fanno uno scalo ideale sul Canale di Sicilia.

Merci [modifica]

Il traffico merci si assesta intorno a poco più di tre milioni di tonnellate l'anno[10].

Passeggeri [modifica]

Nel 2006 ha avuto un totale di 881 000 passaggeri, 24º scalo italiano per traffico (dati Istat). Nel 2008 sono arrivate 47 navi da crociera.[senza fonte]

Compagnie di navigazione [modifica]

Strutture [modifica]

Il porto di Trapani dispone complessivamente di circa 1 650 metri di banchine. È possibile distinguerlo in tre zone: la prima, riservata al traffico passeggeri, è inserita nel centro storico della città; la seconda è quella riservata al traffico merci; la parte più orientale del porto è destinata a porto peschereccio, che ospita 252 imbarcazioni, di piccola e media pesca. Vi è anche un approdo turistico per circa 200 imbarcazioni.

Il porto ospita inoltre due bacini di carenaggio gallaggianti e otto scali d'alaggio, oltre ai locali della capitaneria[11], delle dogane[12] e, fino alla sua messa in liquidazione avvenuta il 31 dicembre 2008, anche dell'Autorità portuale[13]. Il terminal ferroviario è situato in prossimità del porto.

Stazione marittima [modifica]

Nel 1908 è inaugurata la stazione marittima. Ristrutturata negli anni novanta offre una serie di servizi, dalle informazioni turistiche a quello di ristorazione.[senza fonte]

Note [modifica]

  1. ^ [1]
  2. ^ Marco Pozza. DONDULO, Giacomo in Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. 41. Enciclopedia Treccani, 1992. URL consultato in data 29 settembre 2012.
  3. ^ Boldorini, op. cit., p. 8; docc. 18 e segg.
  4. ^ Canale, op. cit.
  5. ^ Andreas Kiesewetter. FALCONE, Federico in Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. 44. Enciclopedia Treccani, 1994. URL consultato in data 30 settembre 2012.
  6. ^ Giuseppe Riggio, Carlo V in Sicilia, la Repubblica, 15 ottobre 2009. URL consultato in data 30 settembre 2012.
  7. ^ Sei marinai morti nel naufragio di due navi sugli scogli di Trapani, La Stampa, 6 dicembre 1957. URL consultato in data 30 settembre 2012.
  8. ^ Attilio Bolzoni, Intrappolati nella nave della morte, la Repubblica, 15 ottobre 2009. URL consultato in data 30 settembre 2012.
  9. ^ Gaia Piccardi, Effetto Trapani, tutti pazzi per la vela, Corriere della Sera, 11 ottobre 2005. URL consultato in data 30 settembre 2012.
  10. ^ Un progetto per il porto di Trapani. Camera di Commercio di Trapani, 2 aprile 2009. URL consultato in data 30 settembre 2012.
  11. ^ Capitaneria di Porto di Trapani. Sito ufficiale della Guardia Costiera. URL consultato in data 30 settembre 2012.
  12. ^ Uffici doganali abilitati alle operazioni di importazione, esportazione e riesportazione, anche temporanea, di specimen inclusi negli elenci della CITES e del Reg. (CE) 338/97 e successive attuazioni e modifiche (PDF). Agenzia delle Dogane. URL consultato in data 30 settembre 2012.
  13. ^ Autorità portuale di Trapani. Trail - Unione delle Camere di Commercio. URL consultato in data 30 settembre 2012.

Voci correlate [modifica]

Bibliografia [modifica]

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]