Fulvio Abbate

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Fulvio Abbate (Palermo, 20 dicembre 1956) è uno scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Al suo romanzo d'esordio, "Zero Maggio a Palermo" del 1990, dove Abbate ricostruisce l'esperienza vissuta da giovanissimo - nel 1970 - nella Federazione Giovanile Comunista Italiana, in termini magico-realistici, un libro accolto dalla critica come esempio di stile lirico e visionario, fa poi seguito un'ampia produzione che spazia tra narrativa civile, saggistica, reportage e pamphlet, come nel caso di "Sul conformismo di sinistra", un testo che segna la sua rottura con la sinistra istituzionale. Dopo una formazione di segno neo-avanguardistico, Abbate si è concesso alla narrazione eroicomica, fino a "riscrivere" il capolavoro di Albert Camus in chiave allegorico-paradossale, è il caso di "La peste bis", Bompiani, 1997.

Si è poi orientato verso la narrazione autobiografica in modo sempre più determinante, una soluzione letteraria in grado di custodire sia il fantastico sia il reale. Ne è un esempio "Quando è la rivoluzione" del 2008, romanzo dedicato al tema della laicità dove Abbate rielabora con cifra grottesca e surreale l'esperienza microstorica dell'Unione dei Comunisti Italiani (marxisti-leninisti), un'organizzazione maoista meglio nota con il nome del suo giornale, Servire il popolo. Dopo avere militato nel Partito Comunista Italiano fino al suo scioglimento, si è infine riconosciuto nel pensiero laico e libertario. Nel 1981 si laurea con Armando Plebe in filosofia con una tesi su Louis-Ferdinand Céline e l'Apocalisse.

Dal 1979 al 1983, durante la direzione di Nicola Cattedra, fa parte della redazione del quotidiano palermitano L'Ora. Dal 1992 al 2008 è opinionista de l'Unità. Sempre come opinionista scrive, fra l’altro, su Reporter, Rinascita, La Stampa, Tuttolibri, Il Mattino, Il Messaggero, Alfabeta, Nuovi Argomenti, Il Riformista, A/Rivista Anarchica, Sette, Il Foglio, La Lettura, Gli Altri. Nel 1998 dà vita a Teledurruti, la sua cosiddetta televisione monolocale. Ospitata fino al 2003 da un'emittente romana, nel 2007 Teledurruti diventa un canale su YouTube.

Come critico d'arte contemporanea si è occupato di avanguardie e di classici, scrivendo sull'opera di Mario Schifano, Yves Klein, Joseph Beuys, Ettore Sordini, Alighiero Boetti, Piero Manzoni, Milan Kunc, Mario Ceroli, Antonio Sanfilippo, Carla Accardi. È del 1989 la mostra "Progetti futuri" tenuta a Roma nei locali della sezione del Pci "Regola-Campitelli", cui parteciparono, fra gli altri, Giulio Turcato, e Achille Perilli, un progetto nato come sorta di "risarcimento" morale da parte di un partito che negli anni Quaranta, per bocca del suo leader Palmiro Togliatti-Roderigo di Castiglia, aveva bollato l'arte astratta come una raccolta di «cose mostruose», di «orrori e scemenze», di «scarabocchi».

Nel 1991 ha curato una mostra di tavole originali del vignettista Jacovitti, il primo riconoscimento che il genio del fumetto italiano ha ricevuto in vita in una galleria d'arte. La Fondazione Orestiadi di Gibellina di Ludovico Corrao gli ha commissionato A las barricadas, una tragicommedia andata in scena nell’agosto del 1999 nella cittadina siciliana. Dal 1994 al 1998 idea e conduce su ItaliaRadio il talk-show Avanti popolo. Nell'ambito del Teatro Festival Parma, nel 2004, mette in scena il monologo “Il teatro degli oggetti”, un one-man show che vede protagonisti gli oggetti, riproposto poi al Teatro Corte di Coriano (Rimini) il 7 maggio 2011 e infine al Teatro Argentina di Roma nel novembre del 2013, destinato a diventare uno spettacolo itinerante.

Il 25 dicembre 2008 riceve il Premio Le Ceneri dall'Associazione Moana Pozzi con la seguente motivazione: "Allo scrittore e noto polemista Fulvio Abbate, in qualità di fantasma o postumo di se stesso, quale attestato straordinario e premio per la sua recente ed eroica resistenza al regime mediatico bipolare italiano (nel suo caso, prima al polo sinistro e poi a quello destro)". Dal maggio 2010 al giugno 2012 è stato opinionista fisso, insieme ad Adriano Panatta, del programma di LA7 (ah)iPiroso condotto da Antonello Piroso. L'8 settembre 2012, a Parigi, è stato nominato Commandeur Exquis de L’Ordre de la Grande Gidouille che risponde al Collège de Pataphysique.

Il 12 settembre 2012 ha annunciato la propria candidatura per le primarie del centrosinistra con il movimento Situazionismo e libertà[1], da lui stesso fondato in rete nell’agosto del 2010 con lo slogan “Aboliamo il lavoro” e in seguito “Abbasso la realtà”, ma alla fine la mancanza delle firme necessario a sostegno della sua candidatura lo fanno desistere dall'intento. Nel dicembre 2012 ha realizzato un brano musicale con il cantautore Rudy Marra, "Da NordaSsudd". Nel settembre del 2013 gli è stato assegnato il 41º Premio Satira Politica Forte dei Marmi per l’informazione sul web. Attualmente commenta i programmi televisivi su il Fatto Quotidiano, mentre su Linus cura la rubrica "Iconosfera".

Opere[modifica | modifica sorgente]

Romanzi[modifica | modifica sorgente]

Altre opere[modifica | modifica sorgente]

  • Capo d'Orlando. Un sogno fatto in Sicilia, Theoria, 1993
  • Il rosa e il nero. Palermo trent'anni dopo Mauro De Mauro, Editrice Zona, 2001.
  • Il ministro anarchico, Baldini Castoldi Dalai, 2004, con postfazione di Fernando Arrabal
  • C'era una volta Pier Paolo Pasolini, edizioni de l'Unità, 2005
  • Sul conformismo di sinistra, Gaffi, 2005
  • Reality, Cooper, 2006
  • Roma. Guida non conformista alla città, Cooper, 2007
  • La Rivoluzione è una suora che si spoglia, Bfs Edizioni, 2009
  • Manuale italiano di sopravvivenza. Come fare una televisione monolocale e vivere felici in un paese perduto, Cooper, 2010.
  • Fernando Pessoa, Il banchiere anarchico, introduzione di Fulvio Abbate, Nova Delphi Libri, Roma 2010.
  • Pier Paolo Pasolini raccontato ai ragazzi, Dalai editore, 2011
  • Le avventure di Super Trappi (illustrazioni di Carla Abbate), :duepunti edizioni, 2011

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Situazionismo e libertà" dal sito teledurruti.it

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]