Vincenzo Scotti
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| Vincenzo Scotti | ||||
| Luogo di nascita | Napoli | |||
| Data di nascita | 16 settembre 1933 | |||
| Partito politico | Democrazia Cristiana | |||
| Coalizione | Governo Andreotti VII | |||
| Mandato | 16 ottobre 1990 - 28 giugno 1992 | |||
| Titolo di studio | Laurea in giurisprudenza | |||
| Professione | Sindacalista | |||
| Predecessore | Antonio Gava | |||
| Successore | Nicola Mancino | |||
| Parlamento Italiano Camera dei deputati |
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| Partito | Democrazia Cristiana |
| Legislatura | V, VI, VII, VIII, IX, X, XI. |
| Gruppo | Democratico Cristiano |
| Circoscrizione | Napoli |
Vincenzo Scotti (Napoli, 16 settembre 1933) è un politico italiano. Dopo una lunga carriera ai vertici della Democrazia cristiana e come ministro in diversi governi fino al 1992, ed un successivo periodo di inattività politica, è oggi sottosegretario agli Esteri del governo Berlusconi IV.
Indice |
[modifica] Biografia
Si laurea cum laude nel 1955 all'Università di Roma La Sapienza con una tesi su Economia dello Sviluppo e Regioni Arretrate.
Dal 1954 al 1958 è stato responsabile del Centro di Ricerca della CISL, occupandosi delle politiche di sviluppo in Italia e in particolare nel Mezzogiorno. Nel 1968 viene eletto deputato per la DC entrando a far parte della Commissione Finanze. Ripetutamente rieletto nel Collegio di Napoli-Caserta, nel 1979 raggiunge il massimo delle preferenze con 219.000 voti. Nel 1976 è sottosegretario al Bilancio. Dal 1978 al 1992 ricopre la carica di ministro in diversi dicasteri, varcando anche le soglie del Viminale e della Farnesina. Nel 1983 concluse il primo accordo fra sindacati, Governo e Confindustria, che divenne noto come "Accordo Scotti". Nel 1984 è stato eletto sindaco di Napoli. Nel 1989 è capogruppo DC alla Camera. Nel 1991, da ministro degli Interni, con il decreto-legge 345/91, istituisce la Direzione Investigativa Antimafia. Nel periodo del suo Dicastero - 1990-'92 - sono state promulgate le leggi più importanti che hanno permesso alle forze dell'ordine ed ai magistrati di agire contro l'organizzazione mafiosa.
Attualmente è Presidente della Link Campus University, sede italiana dell'Università di Malta (Decreto del ministro Mussi del 4 luglio 2007). Aderisce all'MPA con cui è candidato alle elezioni del 2008. Non eletto, il 12 maggio 2008 è stato nominato Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri.
[modifica] Vicenda 'Sale Bingo'
Un'inchiesta di Report del 1 ottobre 2002, intitolata "Dietro al Bingo", rivela alcuni retroscena torbidi sulla "industrializzazione" del gioco della tombola (rinominata di fatto 'Bingo') e i coinvolgimenti politici. In particolare la Gabanelli sintetizza dicendo "Imprenditori privati e multinazionali spagnole del gioco d'azzardo che hanno fiutato l'affare nel 1999 quando sotto il governo D'Alema il gioco della tombola diventa Bingo. Ma il decreto legge che lo rende operativo e che trasformerebbe in illegali tutte le tombole di quartiere nasce il 21 Novembre 2000. Ministro delle Finanze Ottaviano del Turco, Ministro del tesoro Vincenzo Visco."[1] Nella partita entra anche l'ex ministro Vincenzo Scotti, che co-fonda, assieme a Luciano Consoli (in area D'Alema), "Formula Bingo", società nella quale è presidente, che svolge consulenze per l'apertura delle sale bingo e rapidamente ottiene 214 delle 420 concessioni[2][3] messe in campo sino a quel momento, grazie anche all'alleanza con Codere, una multinazionale spagnola del gioco d'azzardo. Codere e "Formula Bingo" danno un'impronta industriale e altamente lucrativa al gioco casalingo della tombola, dove sono necessari grandi costi e investimenti da parte dei concessionari (i quali -stando all'inchiesta- per rifarsi necessitano di giochi più lucrosi e speculativi). Con questa operazione "Formula Bingo" guadagna l'1.50% su ogni cartella venduta dalla sue 214 consociate. Scotti è anche presidente di Ascob, l'associazione dei concessionari. È lo stesso Scotti, infatti, che, in Senato, preme per rendere abusive le tombole nei circoli e consentire l'introduzione di slot machine e videopoker.[4]
[modifica] Vicende giudiziarie
Assolto dall'accusa di corruzione nella gestione della Nettezza urbana e in quello dei Mondiali di Italia 90, rinviato a giudizio per peculato e abuso d'ufficio per lo scandalo Sisde, e in seguito prosciolto per prescrizione. Una sentenza della Corte dei Conti gli ha imposto di risarcire allo Stato 2.995.450 euro, giudicandolo colpevole insieme all'ex direttore del Sisde, Alessandro Voci, di aver fatto acquistare un palazzo a Roma con fondi riservati del Sisde a un prezzo maggiorato di 10 miliardi di lire per la creazione di fondi neri.[5]
[modifica] Onorificenze
[modifica] Note
- ^ Report 1/ottobre/2002
- ^ Repubblica 14 feb 2001
- ^ Report 1/ottobre/2002
- ^ per esempio "Senato - seduta 3 APRILE 2002"
- ^ “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez; ISBN 978-88-61-90054-7
- ^ Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte Vincenzo Scotti Ex Ministro dei Beni Culturali
[modifica] Collegamenti esterni
| Predecessore: | Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale della Repubblica Italiana | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Tina Anselmi | 1978 - 1980 | Franco Foschi | I |
| Michele Di Giesi | 1982 - 1983 | Gianni De Michelis | II |
| Predecessore: | Ministro dei Beni e delle Attività Culturali della Repubblica Italiana | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Oddo Biasini | 28 luglio 1981 - 7 agosto 1982 | Vincenzo Scotti | I |
| Vincenzo Scotti | 23 agosto 1982 - 13 novembre 1982 | Nicola Vernola | II |
| Predecessore: | Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Gianni De Michelis | 28 giugno 1992 - 29 luglio 1992 | Giuliano Amato (ad interim) |

