Vincenzo Scotti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Bandiera Ministro dell'Interno Stemma
Vincenzo Scotti
Luogo di nascita Napoli
Data di nascita 16 settembre 1933
Luogo di morte
Data di morte
Partito politico Democrazia Cristiana
Coalizione Governo Andreotti VII
Mandato 16 ottobre 1990 - 28 giugno 1992
Elezione {{{elezione}}}
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Sindacalista
Coniuge {{{coniuge}}}
Vicepresidente {{{vice}}}
Predecessore Antonio Gava
Successore Nicola Mancino
{{{nome campo 1}}} {{{campo 1}}}
{{{nome campo 2}}} {{{campo 2}}}
{{{nome campo 3}}} {{{campo 3}}}
Monogramma della Camera dei deputati Parlamento Italiano
Camera dei deputati
On.
[[Immagine:|200px]]
Luogo nascita
Data nascita
Luogo morte
Data morte
Titolo di studio
Professione
Partito Democrazia Cristiana
Legislatura V, VI, VII, VIII, IX, X, XI.
Gruppo Democratico Cristiano
Coalizione
Circoscrizione Napoli
Regione {{{regione}}}
Collegio
{{{mandato}}}
Elezione {{{elezione}}}
Senatore a vita
Nomina {{{nomina_senatore_a_vita}}}
Data nomina {{{data_nomina_senatore_a_vita}}}
Incarichi parlamentari
[ Pagina istituzionale]

Vincenzo Scotti (Napoli, 16 settembre 1933) è un politico italiano. Dopo una lunga carriera ai vertici della Democrazia cristiana e come ministro in diversi governi fino al 1992, ed un successivo periodo di inattività politica, è oggi sottosegretario agli Esteri del governo Berlusconi IV.

Indice

[modifica] Biografia

Si laurea cum laude nel 1955 all'Università di Roma La Sapienza con una tesi su Economia dello Sviluppo e Regioni Arretrate.

Dal 1954 al 1958 è stato responsabile del Centro di Ricerca della CISL, occupandosi delle politiche di sviluppo in Italia e in particolare nel Mezzogiorno. Nel 1968 viene eletto deputato per la DC entrando a far parte della Commissione Finanze. Ripetutamente rieletto nel Collegio di Napoli-Caserta, nel 1979 raggiunge il massimo delle preferenze con 219.000 voti. Nel 1976 è sottosegretario al Bilancio. Dal 1978 al 1992 ricopre la carica di ministro in diversi dicasteri, varcando anche le soglie del Viminale e della Farnesina. Nel 1983 concluse il primo accordo fra sindacati, Governo e Confindustria, che divenne noto come "Accordo Scotti". Nel 1984 è stato eletto sindaco di Napoli. Nel 1989 è capogruppo DC alla Camera. Nel 1991, da ministro degli Interni, con il decreto-legge 345/91, istituisce la Direzione Investigativa Antimafia. Nel periodo del suo Dicastero - 1990-'92 - sono state promulgate le leggi più importanti che hanno permesso alle forze dell'ordine ed ai magistrati di agire contro l'organizzazione mafiosa.

Attualmente è Presidente della Link Campus University, sede italiana dell'Università di Malta (Decreto del ministro Mussi del 4 luglio 2007). Aderisce all'MPA con cui è candidato alle elezioni del 2008. Non eletto, il 12 maggio 2008 è stato nominato Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri.

[modifica] Vicenda 'Sale Bingo'

Un'inchiesta di Report del 1 ottobre 2002, intitolata "Dietro al Bingo", rivela alcuni retroscena torbidi sulla "industrializzazione" del gioco della tombola (rinominata di fatto 'Bingo') e i coinvolgimenti politici. In particolare la Gabanelli sintetizza dicendo "Imprenditori privati e multinazionali spagnole del gioco d'azzardo che hanno fiutato l'affare nel 1999 quando sotto il governo D'Alema il gioco della tombola diventa Bingo. Ma il decreto legge che lo rende operativo e che trasformerebbe in illegali tutte le tombole di quartiere nasce il 21 Novembre 2000. Ministro delle Finanze Ottaviano del Turco, Ministro del tesoro Vincenzo Visco."[1] Nella partita entra anche l'ex ministro Vincenzo Scotti, che co-fonda, assieme a Luciano Consoli (in area D'Alema), "Formula Bingo", società nella quale è presidente, che svolge consulenze per l'apertura delle sale bingo e rapidamente ottiene 214 delle 420 concessioni[2][3] messe in campo sino a quel momento, grazie anche all'alleanza con Codere, una multinazionale spagnola del gioco d'azzardo. Codere e "Formula Bingo" danno un'impronta industriale e altamente lucrativa al gioco casalingo della tombola, dove sono necessari grandi costi e investimenti da parte dei concessionari (i quali -stando all'inchiesta- per rifarsi necessitano di giochi più lucrosi e speculativi). Con questa operazione "Formula Bingo" guadagna l'1.50% su ogni cartella venduta dalla sue 214 consociate. Scotti è anche presidente di Ascob, l'associazione dei concessionari. È lo stesso Scotti, infatti, che, in Senato, preme per rendere abusive le tombole nei circoli e consentire l'introduzione di slot machine e videopoker.[4]

[modifica] Vicende giudiziarie

Assolto dall'accusa di corruzione nella gestione della Nettezza urbana e in quello dei Mondiali di Italia 90, rinviato a giudizio per peculato e abuso d'ufficio per lo scandalo Sisde, e in seguito prosciolto per prescrizione. Una sentenza della Corte dei Conti gli ha imposto di risarcire allo Stato 2.995.450 euro, giudicandolo colpevole insieme all'ex direttore del Sisde, Alessandro Voci, di aver fatto acquistare un palazzo a Roma con fondi riservati del Sisde a un prezzo maggiorato di 10 miliardi di lire per la creazione di fondi neri.[5]

[modifica] Onorificenze

Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte

— Roma, 5 agosto 1983.[6]

[modifica] Note

  1. ^ Report 1/ottobre/2002
  2. ^ Repubblica 14 feb 2001
  3. ^ Report 1/ottobre/2002
  4. ^ per esempio "Senato - seduta 3 APRILE 2002"
  5. ^ “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez; ISBN 978-88-61-90054-7
  6. ^ Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte Vincenzo Scotti Ex Ministro dei Beni Culturali

[modifica] Collegamenti esterni

Predecessore: Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale della Repubblica Italiana Successore:
Tina Anselmi 1978 - 1980 Franco Foschi I
Michele Di Giesi 1982 - 1983 Gianni De Michelis II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Tina Anselmi {{{data}}} Franco Foschi
Predecessore: Ministro dei Beni e delle Attività Culturali della Repubblica Italiana Successore:
Oddo Biasini 28 luglio 1981 - 7 agosto 1982 Vincenzo Scotti I
Vincenzo Scotti 23 agosto 1982 - 13 novembre 1982 Nicola Vernola II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Oddo Biasini {{{data}}} Vincenzo Scotti
Predecessore: Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana Successore:
Gianni De Michelis 28 giugno 1992 - 29 luglio 1992 Giuliano Amato (ad interim) I
II
III
IV
V
VI
VII
VIII
IX
X
con
con
Gianni De Michelis {{{data}}} Giuliano Amato (ad interim)
Strumenti personali