Vincenzo Scotti

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Vincenzo Scotti
Scotti.jpg

Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale della Repubblica Italiana
Durata mandato 11 marzo 1978 –
4 agosto 1979
Presidente Giulio Andreotti
Predecessore Tina Anselmi

Durata mandato 5 agosto 1979 –
4 aprile 1980
Presidente Francesco Cossiga
Successore Franco Foschi

Durata mandato 1º dicembre 1982 –
4 agosto 1983
Presidente Amintore Fanfani
Predecessore Gianni De Michelis
Successore Michele Di Giesi

Ministro dei Beni e delle Attività Culturali della Repubblica Italiana
Durata mandato 28 luglio 1981 –
13 novembre 1982
Presidente Giovanni Spadolini
Predecessore Oddo Biasini
Successore Nicola Vernola

Ministro per il Coordinamento della Protezione Civile della Repubblica Italiana
Durata mandato 4 agosto 1983 –
26 marzo 1984
Presidente Bettino Craxi
Predecessore Loris Fortuna
Successore Giuseppe Zamberletti

Sindaco di Napoli
Durata mandato 30 aprile 1984 –
5 agosto 1984
Predecessore Francesco Picardi
Successore Mario Forte

Capogruppo del gruppo della Democrazia Cristiana alla Camera dei Deputati
Durata mandato 25 settembre 1989 –
15 ottobre 1990
Predecessore Mino Martinazzoli
Successore Marco Giordani

Ministro dell'Interno
Durata mandato 16 ottobre 1990 –
28 giugno 1992
Presidente Giulio Andreotti
Predecessore Antonio Gava
Successore Nicola Mancino

Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana
Durata mandato 28 giugno 1992 –
29 luglio 1992
Presidente Giuliano Amato
Predecessore Gianni De Michelis
Successore Emilio Colombo

Sottosegretario di Stato del Ministero degli Affari Esteri
Durata mandato 12 maggio 2008 –
8 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Vittorio Craxi
Successore Staffan de Mistura
Marta Dassù

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana (1968-1994)
Movimento per l'Autonomia (2005-2010)
Noi Sud (2010-2012)
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Sindacalista
on. Vincenzo Scotti
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Napoli
Data nascita 16 settembre 1933
Partito Democrazia Cristiana
Legislatura V, VI, VII, VIII, IX, X, XI.
Gruppo Democratico Cristiano
Circoscrizione Napoli
Regione Campania
Pagina istituzionale

Vincenzo Scotti (Napoli, 16 settembre 1933) è un politico italiano. Dopo una lunga carriera ai vertici della Democrazia cristiana e come ministro in diversi governi fino al 1992, ed un successivo periodo d'inattività politica, è stato Sottosegretario agli Esteri del governo Berlusconi IV.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Si laurea cum laude nel 1955 all'Università di Roma La Sapienza con una tesi su Economia dello Sviluppo e Regioni Arretrate.

Dal 1954 al 1958 è stato responsabile del Centro di Ricerca della CISL, occupandosi delle politiche di sviluppo in Italia e in particolare nel Mezzogiorno. Nel 1968 viene eletto deputato per la DC entrando a far parte della Commissione Finanze. Ripetutamente rieletto nel Collegio di Napoli-Caserta, nel 1979 raggiunge il massimo delle preferenze con 219.000 voti. Nel 1976 è sottosegretario al Bilancio. Dal 1978 al 1992 ricopre la carica di ministro in diversi dicasteri, varcando anche le soglie del Viminale e della Farnesina. Nel 1983 concluse il primo accordo fra sindacati, Governo e Confindustria, che divenne noto come "Accordo Scotti".

Nel 1984 è stato eletto sindaco di Napoli. Nel 1989 è capogruppo DC alla Camera. Nel 1991, da ministro degli Interni, con il decreto-legge 345/91, istituisce la Direzione Investigativa Antimafia. Nel periodo del suo Dicastero - 1990-'92 - sono state promulgate le leggi più importanti che hanno permesso alle forze dell'ordine ed ai magistrati di agire contro l'organizzazione mafiosa.

Attualmente è Presidente della Link Campus University, sede italiana dell'Università di Malta (Decreto del ministro Mussi del 4 luglio 2007). Aderisce all'MPA con cui è candidato alle elezioni del 2008 venendo nominato dal segretario e leader Raffaele Lombardo presidente nazionale del partito. Non eletto, il 12 maggio 2008 è stato nominato Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri. Alle elezioni europee del 2009 si candida col Polo dell'Autonomia nella circoscrizione Sud: ottiene 30.446 voti e non viene eletto.[1] Il 22 gennaio 2010, dopo essere stato espulso[2] dal MPA, diventa presidente nazionale del nuovo partito Noi Sud.

A novembre 2011 insieme ad alcuni deputati del suo partito Luciano Sardelli e Antonio Milo scrive una lettera in cui invita il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a dimettersi e accettare un governo di unità nazionale. Dopo aspre critiche rivolte da alcuni giornali di centrodestra circa la sua posizione nel Governo, l'8 novembre 2011 rassegna le dimissioni da Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri.

Vicenda 'Sale Bingo'[modifica | modifica sorgente]

Un'inchiesta di Report del 1º ottobre 2002, intitolata "Dietro al Bingo", rivela alcuni retroscena torbidi sulla "industrializzazione" del gioco della tombola (rinominata di fatto 'Bingo') e i coinvolgimenti politici. In particolare la Gabanelli sintetizza dicendo "Imprenditori privati e multinazionali spagnole del gioco d'azzardo che hanno fiutato l'affare nel 1999 quando sotto il governo D'Alema il gioco della tombola diventa Bingo. Ma il decreto legge che lo rende operativo e che trasformerebbe in illegali tutte le tombole di quartiere nasce il 21 novembre 2000. Ministro delle Finanze Ottaviano del Turco, Ministro del tesoro Vincenzo Visco."[3]

Nella partita entra anche l'ex ministro Vincenzo Scotti, che co-fonda, assieme a Luciano Consoli (in area D'Alema), "Formula Bingo", società nella quale è presidente, che svolge consulenze per l'apertura delle sale bingo e rapidamente ottiene 214 delle 420 concessioni[3][4] messe in campo sino a quel momento, grazie anche all'alleanza con Codere, una multinazionale spagnola del gioco d'azzardo. Codere e "Formula Bingo" danno un'impronta industriale e altamente lucrativa al gioco casalingo della tombola, dove sono necessari grandi costi e investimenti da parte dei concessionari (i quali -stando all'inchiesta- per rifarsi necessitano di giochi più lucrosi e speculativi).

Con questa operazione "Formula Bingo" guadagna l'1.50% su ogni cartella venduta dalla sue 214 consociate. Scotti è anche presidente di Ascob, l'associazione dei concessionari. È lo stesso Scotti, infatti, che, in Senato, preme per rendere abusive le tombole nei circoli e consentire l'introduzione di slot machine e videopoker.[5]

Vicende giudiziarie[modifica | modifica sorgente]

Rinviato a giudizio per peculato e abuso d'ufficio per lo scandalo Sisde, le accuse penali sono poi decadute per sopravvenuta prescrizione. La Corte dei Conti gli ha imposto di risarcire allo Stato 2.995.450 euro, giudicandolo colpevole insieme all'ex direttore del Sisde, Alessandro Voci, di aver fatto acquistare un palazzo a Roma con fondi riservati del Sisde a un prezzo maggiorato di 10 miliardi di lire per la creazione di fondi neri. È stato assolto dall'accusa di corruzione nella gestione della nettezza urbana e in quello dei Mondiali di Italia 90.[6]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte
— Roma, 5 agosto 1983.[7]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I risultati elettorali della circoscrizone Sud su La Repubblica
  2. ^ Mpa: espulsi Scotti, Iannaccone, Belcastro, Sardelli e Milo Libero-news.it
  3. ^ a b Report 1/ottobre/2002
  4. ^ Repubblica 14 feb 2001
  5. ^ per esempio "Senato - seduta 3 APRILE 2002"
  6. ^ “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez; ISBN 978-88-61-90054-7
  7. ^ Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte Vincenzo Scotti Ex Ministro dei Beni Culturali

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Tina Anselmi 1978 - 1980 Franco Foschi I
Michele Di Giesi 1982 - 1983 Gianni De Michelis II
Predecessore Ministro dei Beni e delle Attività Culturali della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Oddo Biasini 28 luglio 1981 - 7 agosto 1982 Vincenzo Scotti I
Vincenzo Scotti 23 agosto 1982 - 13 novembre 1982 Nicola Vernola II
Predecessore Ministro per il Coordinamento della Protezione Civile della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Loris Fortuna 4 agosto 1983 - 26 marzo 1984 Giuseppe Zamberletti
Predecessore Sindaco di Napoli Successore CoA Città di Napoli.svg
Francesco Picardi 30 aprile 1984-5 agosto 1984 Mario Forte
Predecessore Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Gianni De Michelis 28 giugno 1992 - 29 luglio 1992 Emilio Colombo
Predecessore Sottosegretario di Stato del Ministero degli Affari Esteri Successore Emblem of Italy.svg
Vittorio Craxi 18 maggio 2008-8 novembre 2011 Staffan de Mistura
Marta Dassù
(dal 29/11/11)
Predecessore Sottosegretario di Stato del Ministero del Bilancio e della Programmazione Economica Successore Emblem of Italy.svg
Salvatore Lima 29 luglio 1976-11 maggio 1978 Lucio Gustavo Abis

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