Gianni Vernetti

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Gianni Vernetti

Sottosegretario di Stato del Ministero degli Affari Esteri
Durata mandato 17 maggio 2006 –
5 maggio 2008
Presidente Romano Prodi
Predecessore Alfredo Mantica
Successore Vincenzo Scotti

Dati generali
Partito politico Partito Democratico
on. Gianni Vernetti
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Torino
Data nascita 27 novembre 1960
Titolo di studio Laurea in architettura, dottorato di ricerca in tecnologia dell'architettura
Professione Urbanista
Partito Partito Democratico
Legislatura XIV, XVI
Gruppo Misto
Circoscrizione I (Piemonte 1)
Regione Piemonte
Incarichi parlamentari
  • XIV
    • membro della X commissione attività produttive, commercio e turismo (21 giugno 2001 - 27 aprile 2006)
    • membro della commissione parlamentare d'inchiesta sull'affare Telekom-Serbia (1º luglio 2002 - 8 settembre 2004)
  • XVI
    • membro della III commissione affari esteri e comunitari (21 maggio 2008 -)
    • membro della delegazione italiana presso l'Assemblea Parlamentare della NATO (24 giugno 2008 -)
Pagina istituzionale
sen. Gianni Vernetti
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Torino
Data nascita 27 novembre 1960
Titolo di studio Laurea in architettura
Professione Architetto
Legislatura XV (fino al 4 luglio 2007)
Gruppo L'Ulivo
Regione Piemonte
Incarichi parlamentari
  • membro della II commissione permanente giustizia (6 giugno 2006 - 4 luglio 2007)
Pagina istituzionale

Gianni Vernetti (Torino, 27 novembre 1960) è un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Studi, famiglia e vita professionale[modifica | modifica sorgente]

È sposato con Laura de Donato, giornalista del TG3. Hanno 4 figli: Pietro, Mosè,Sibilla e Lorenzo.

Nel 1985 si è laureato alla facoltà di architettura del Politecnico di Torino e fra il 1985 e il 1995 ha svolto la libera professione di architetto e urbanista. Nel 1989 ha ottenuto il dottorato di ricerca in Tecnologia dell'Architettura al Politecnico di Milano.

Impegno tra i Verdi a Torino negli anni '80 e '90[modifica | modifica sorgente]

Nel 1979 è tra i promotori del Comitato di Controllo per le Scelte Energetiche e del movimento antinucleare.

Nel 1984 è fra i fondatori della Federazione dei Verdi italiani e nel 1990 viene eletto nelle liste dei Verdi al consiglio comunale di Torino.

Fra il 1993 e il 1999 è stato assessore allo Sviluppo Sostenibile della Città di Torino con delega ai Lavori Pubblici, Ambiente e Riqualificazione Urbana, promuovendo numerosi progetti di riqualificazione urbana. Ha avviato la pedonalizzazione e la riqualificazione di molte piazze storiche della città di Torino, fra cui P.za Palazzo di Città, P.za Carignano, P.za Carlo Alberto, P.za Castello, P.za Vittorio Veneto, P.za San Carlo, realizzando un ampio programma di valorizzazione delle piazze storiche torinesi. Ha promosso inoltre numerosi progetti di riqualificazione urbanistica ed ambientale della periferia torinese.[senza fonte]

Deputato per L'Ulivo/Margherita (2001-06)[modifica | modifica sorgente]

Nel 2001 è stato eletto per la prima volta alla Camera dei deputati nelle liste dell’Ulivo. È stato capogruppo della Margherita nella Commissione Attività Produttive della Camera dei deputati promuovendo diverse iniziative legislative in materia di energie rinnovabili. È stato membro della direzione nazionale di Democrazia è Libertà-la Margherita e responsabile prima del dipartimento Energia, poi del dipartimento Relazioni internazionali della Margherita.

Senatore per L'Ulivo (2006-08) e sottosegretario agli esteri[modifica | modifica sorgente]

Nel 2006 è stato eletto al Senato della Repubblica ed è diventato Sottosegretario agli Affari Esteri (2006-2008) nel secondo Governo Prodi. Durante il suo mandato alla Farnesina ha avuto la delega alle relazioni bilaterali fra l'Italia e i paesi dell’Asia e del Pacifico ed ai Diritti Umani. Ha promosso numerose iniziative volte ad intensificare il dialogo politico e la cooperazione politica e militare fra l’Italia e numerosi paesi asiatici promuovendo oltre 50 missioni in tutti i paesi dell’Asia/pacifico Ha coordinato l'azione italiana in Afghanistan all’interno della Missione NATO coordinando le attività di ricostruzione e sviluppo e promuovendo la Conferenza Internazionale sulla Giustizia e lo Stato di Diritto in Afghanistan che si è tenuta a Roma nel giugno del 2007.[senza fonte]

Ha coordinato, inoltre, la politica italiana in Asia Centrale promuovendo la prima Conferenza Italia-Asia Centrale nel settembre 2007 nella quale sono stati implementati numerosi progetti di cooperazione economica, commerciale e politica. Ha coordinato l'azione italiana in tutti i paesi asiatici in particolare promuovendo numerosi progetti di cooperazione economica, scientifica e universitaria fra l'Italia e l'India, la Cina, la Corea, il Vietnam, Sri Lanka e il Pakistan. Ha inoltre coordinato l'azione italiana nel Pacifico raggiungendo l'obiettivo di far entrare l’Italia nel Pacific Islands Forum.

Avendo avuto anche la delega ai diritti umani, ha rappresentato l’Italia nel Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite e in tutti gli organismi internazionali impegnati nella promozione della democrazia e dei Diritti Umani: dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, alla Community of Democracies.

Ha coordinato la campagna italiana per Moratoria universale della pena di morte, coordinando anche l’azione di ricerca del consenso alle Nazioni Unite che ha portato all'approvazione della risoluzione nel dicembre del 2007.

Deputato PD/ApI/misto (2008-2013)[modifica | modifica sorgente]

Nel 2008 è stato eletto per un terzo mandato alla Camera dei deputati nelle liste del Partito Democratico.

È membro della Commissione Affari Esteri della Camera dei deputati e della Delegazione Italiana nell’Assemblea Parlamentare della NATO.

È stato responsabile esteri del Partito Democratico Europeo e coordinatore dell'Alleanza dei Democratici, una rete di oltre 60 partiti di tutti i continenti di estrazione liberal-democratica e progressista, nata nel 2004 a Roma in seno alla conferenza sulle Relazioni Transatlantiche promossa insieme ai Democratici USA.

In questi anni ha promosso in Italia e nel mondo diverse iniziative di dialogo politico con i più importanti partiti democratici: dai Democratici USA, al partito del Congresso Indiano, ai partiti Democratici del Giappone, Hong Kong, Thailandia, al Partito Liberale Canadese, a Kadima in israele, ai nuovi partiti democratici e liberali del continente africano.

Ha coordinato le diverse conferenze internazionali promosse dalla “Alliance of Democrats”: sulle relazioni transatlantiche (2004); sulla globalizzazione e sui rapporti Asia/Europa (2005); sulla nuova Agenda Globale dei Democratici (2006 e 2008) ed ho promosso decine di missioni politiche in molti paesi del mondo per consolidare la “Alliance of Democrats” e il dialogo politico fra i Democratici italiani e i Democrats nel resto del mondo

Dal 2008 è co-presidente del gruppo italiano dell’Internazionale Liberale.

Nel 2008 ha fondato l'Integruppo Parlamentare Italia-Darfur di cui è presidente ed è anche vicepresidente dell'Associazione Parlamentare Italia-Israele e dell'Intergruppo Italia-Tibet.

Lo stesso anno si è dichiarato a favore di impedire al presidente iraniano Ahmadinejad di recarsi al vertice FAO a Roma, in quanto considerato persona non grata.[1]

Nel 2009 ha fondato l’Associazione “Il Coraggio delle Riforme”, di cui è Presidente.[2]

Nel novembre del 2009 è fra i promotori del movimento politico di Alleanza per l'Italia, che abbandona il 2 giugno 2012 insieme a Linda Lanzillotta denunciando troppo personalismo da parte del leader Francesco Rutelli e il fallimento del progetto del Nuovo Polo per l'Italia, partito unitario delle forze moderate e centriste che comprendesse UdC, Fli, Api e Mpa. Lanzilotta e Vernetti si iscrivono entrambi al Gruppo Misto senza componente della Camera.

Nel maggio del 2010 ha fondato il Center For International Studies/ Centro per gli Studi Internazionali con sede a Torino, di cui è Presidente.

Nel 2011 ha sostenuto i ribelli durante la guerra civile libica,[3] sostenendo che il cambio di regime a Bengasi sia stato "un fatto di enorme importanza ed un indubbio successo della NATO e delle forze di opposizione democratica che in questi mesi hanno dato vita al Consiglio Nazionale di Transizione libico"[4]

Attività successive[modifica | modifica sorgente]

Decide di non ricandidarsi alle elezioni politiche del febbraio 2013 e nel maggio del 2013 si iscrive nuovamente al Partito Democratico.[5] Si è espresso a favore di una leadership di Matteo Renzi nel partito.

Si è dichiarato a favore di un intervento internazionale nella guerra civile siriana, anche in assenza di mandato ONU.[6]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ IranDemocraticoWeb
  2. ^ Gianni Vernetti | Alleanza x l'Italia Lab
  3. ^ SpazioDi
  4. ^ AGIPA press
  5. ^ Lo Spiffero
  6. ^ Il Foglio, 23 agosto 2013

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Sottosegretario di Stato del Ministero degli Affari Esteri Successore Emblem of Italy.svg
Alfredo Mantica 17 maggio 2006 - 5 maggio 2008 Vincenzo Scotti