Sostenibilità

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La sostenibilità è la caratteristica di un processo o di uno stato che può essere mantenuto ad un certo livello indefinitamente.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Con il movimento ambientalista negli anni sessanta del XX secolo, annunciato dal libro Silent Spring (1962) di Rachel Carson e corroborato dalla ricerca Rapporto sui limiti dello sviluppo (1972) del Think tank chiamato Club di Roma, ci fu una presa di coscienza che l'utilizzo umano delle risorse naturali stava raggiungendo il limite e che questa tendenza, piuttosto che diminuire, stava raggiungendo un livello di allarme. L'interesse internazionale sopra lo sviluppo globale, fortemente connesso allo stato di salute e di povertà dei paesi in via di sviluppo, risultò evidente nel programma di sviluppo sostenibile stilato dall'ONU. Ciò non è sempre stato appoggiato dal movimento ambientalista.

Negli anni '70, mentre i paesi industrializzati consideravano gli effetti dell'esplosione dell'incremento demografico globale, inquinamento e consumismo, i PVS fronteggiarono continue situazioni di povertà e privazioni, considerarono lo sviluppo come essenziale - per sopperire alle loro necessità di cibo, acqua potabile e tetti. La "Conferenza sull'Ambiente Umano" delle Nazioni Unite del 1972, che si tenne a Stoccolma, fu la prima importante conferenza indetta dall'ONU riguardo a tale questione e segnò l'inizio della cooperazione internazionale in politiche e strategie per lo sviluppo ambientale.

Nel 1980 l' "Unione Internazionale per la Conservazione della Natura" pubblicò il suo influente documento "Strategie per la Conservazione del Mondo", seguito nel 1982 dalla "Carta per la Natura", che richiamò l'attenzione sul declino dell'ecosistema globale. Tenendo in considerazione le differenze di priorità fra i G20 ed i PVS, la Commissione mondiale delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo (la Commissione Brundtland) lavorò per due anni per provare a risolvere l'apparente conflitto fra tutela dell'ambiente e sviluppo. La commissione giunse alla conclusione che l'approccio allo sviluppo avrebbe dovuto mutare e divenire sostenibile: dando così vita alla definizione di sostenibilità sopracitata.

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

In anni recenti questo concetto è stato applicato più specificamente agli organismi viventi ed ai loro ecosistemi.

Con riferimento alla società tale termine indica un "equilibrio fra il soddisfacimento delle esigenze presenti senza compromettere la possibilità delle future generazioni di sopperire alle proprie" (Rapporto Brundtland del 1987).[1] Il termine, nel suo impiego nell'ambito ambientale, si riferisce alla potenziale longevità di un sistema di supporto per la vita umana, come il sistema climatico del pianeta, il sistema agricolo, industriale, forestale, della pesca, e delle comunità umane che in genere dipendono da questi diversi sistemi. In particolare tale longevità è messa in relazione con l'influenza che l'attività antropica esercita sui sistemi stessi.

Il termine trae la sua origine dall'ecologia, dove indica la capacità di un ecosistema di mantenere processi ecologici, fini, biodiversità e produttività nel futuro. Perché un processo sia sostenibile esso deve utilizzare le risorse naturali ad un ritmo tale che esse possano essere rigenerate naturalmente. Sono emerse oramai chiare evidenze scientifiche che indicano che l'umanità sta vivendo in una maniera non sostenibile, consumando le limitate risorse naturali della Terra più rapidamente di quanto essa sia in grado di rigenerare.
Di conseguenza uno sforzo sociale collettivo per adattare il consumo umano di tali risorse entro un livello di sviluppo sostenibile, è una questione di capitale importanza per il presente ed il futuro dell'umanità. Il concetto viene spesso utilizzato nell'ambito dell'economia dello sviluppo per analizzare processi economici. Il concetto di sostenibilità economica è alla base delle riflessioni che studiano la possibilità futura che un processo economico "duri" nel tempo.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Sostenibilità può essere contemporaneamente un'idea, uno stile di vita, un modo di produrre. Per alcune persone è poco più che una vacua parola in voga. Sebbene la definizione di sviluppo sostenibile data dalla Commissione Brundtland (qui adottata) sia quella più ampiamente condivisa, essa non è plenariamente condivisa e quindi spesso sottoposta a differenti interpretazioni. È difficile dare la definizione di sistema sostenibile poiché esso ingloba in sé la totalità delle attività umane.
Come "Giustizia" o "Libertà" è un concetto sfaccettato che può essere quindi definito solo nell'ottica di un dialogo fra valori e che resiste ad una stabile definizione consensuale.
Concerne anche il modo di operare sulla situazione corrente e su quella a venire, rientrando quindi nella sfera d'azione della politica. Un'ulteriore difficoltà ad una definizione universale sta nel fatto che le tecniche per veicolare la sostenibilità varieranno a seconda della particolare situazione considerata.

Come per qualunque argomentazione, la necessità di stabilire le linee guida, per una comprensibilità condivisa, non può essere disattesa per una così forte ed attuale tesi come quella della "Sostenibilità". L'uomo, attraverso l'evoluzione tecnologica, la ricerca innovativa incontrollata, la volontà di trasformazione ma con più certezza la volontà di un consumismo sfrenato, ha delineato la perdita di controllo dell'eco sistema fino al punto da non avere consapevolezza e riscontro dell' utilizzo delle materie prime, necessarie ed usate per la trasformazione, dimostrando scarsa attenzione alla possibilità certa di esaurimento della risorse naturali oltre ad un inquinamento dell'ambiente dilagante che rischia di soffocarci.

Risulta ovvio che: gli effetti devastanti e generati da una continua produzione e trasformazione di prodotti ottenuti senza un'organica programmazione non possano più essere perseguiti. Necessita, come di fatto è in atto, una radicale trasformazione sostenibile, che segna le sue affermazioni di radici e consapevolezza nella: " Conferenza sull'Ambiente Umano" tenuta a Stoccolma dalle Nazioni Unite del 1972 e certo non trascurabile il "Rapporto Brundtland" del 1987.

Da quella conferenza la convinzione che bisogna intervenire e sensibilizzare allo scopo di finalizzare un ciclo completo che generi un processo definito che attraverso linee guida di continuità e controllo, possano gestire integralmente, a partire dall'idea che definisce un prodotto abbia come chiave: l'utilizzo la sua durabilità ed il suo riciclo, comne forza costante che accompagna i ravveduti . Il tutto gestito in maniera tale da garantire un ciclo organico chiuso che riduca al minimo o tenda allo zero lo scarto come rifiuto e garantisca la qualità dell'ambiente. Il rifiuto da scarto è l'atto conclusivo di qualunque ciclo, preferibilmente, da scongiurare comunque da controllare; non è un caso che la riciclabilità sia un altro tema correlabile e strettamente connesso al tema trattato.

Il concetto di sostenibilità non può prescindere da quello di globalizzazione in atto, quest'ultima è forse la forza generatrice della sensibile crescita individuale e comunitaria che mira dritta verso la salvaguardia dell'ambiente e della stessa umanità. Umanità che si è trovata catapultata nella nuova visione della società contemporanea che da sfrenata e consumista cerca di far nascere una nuova società matura che, attraverso la conservazione trova radici nella sua consapevolezza storica; quest'ultima necessaria per la giusta visione dell'intera esistenza umana.

La nuova società si affaccia verso un nuovo mondo in totale trasformazione. Questa Nuova Società è consapevole di dovere gestire Il suo operato diligentemente nel rispetto dell'utilizzo delle risorse umane e dei materiali naturali. Società che si muove nel convincimento di operare anche attraverso la salvaguardia delle generazione future, al fine di garantire e garantirsi la continuità umana attraverso un controllo dell'eco sistema che come involucro ci ospita e ci offre le sue potenzialità . Le risorse devono essere sfruttate nel rispetto della rigenerazione delle stesse al fine di scongiurarne l'esaurimento ed attraverso metodiche di trasformazione ad impatto prossimo allo zero a tutela dell'ambiente. L'individuo come matrice del tutto, necessità che diventi esso stesso diligentemente sostenibile. Necessita comprendere che l'essere umano è parte integrante dell'ambiente, che appartiene a tutti, ed è lui che vivendolo lo trasforma quotidianamente.

Risulta ovvio come esistano dei fatti sostanziali che determinino l'esigenza di un intervento sostenibile.

Tre i fondamentali filoni: 
1 - la nascita di un nuovo prodotto, 
2 - il mantenimento in vita di un prodotto esistente e per il quale è stato generato .
3 - il riciclo del prodotto nella speranza di una nuova vita.

Per tutti e tre i casi lo scarto, generato dai tre cicli, rappresenta un indice fondamentale per comprendere cosa si intenda per processo sostenibile.

Possiamo dire: -"più lo scarto è prossimo allo zero più il nostro operato può essere definito sostenibile; quindi quanto più il nostro operato è capace di generare, mantenere, riciclare un prodotto, mantenendo minimi i consumi inutili e nocivi, più sostenibile sarà il nostro intervento. È evidente come emerga che l' opera più è necessaria più essa si muove nel rispetto dell'ambiente, meno consumi si generano per l'ottenimento dello stesso più l'oggetto stesso è sostenibile; quindi "metodo di sostenibilità", - massimizzazione della qualità con il minimo impegno di risorse intese come consumo di materie prime, - ancora possiamo dire che le materie necessarie per generare il prodotto più appartengono al mondo naturale, non derivato da trasformazione industriali, più esso steso è sostenibile. - ancora la possibilità di controllo del prodotto alla fine del ciclo vitale per il quale è stato generato, pensato per una nuova rinascita, ridurrebbe a rifiuto da scarto il minimo auspicabile, traducendo il tutto in un utilizzo minimo di discariche a salvaguardia certa dell'ambiente.

Cosa assolutamente fondamentale, nella convinzione della ricerca sostenibile, è data dalla minimalizzazione dell'impatto ambientale misurabile con diversi parametri ma certamente il fondamentale investe: la salvaguardia e la bonifica continua dell'ambiente stesso.

Nell'interpretazione generica e superficiale del rispetto delle risorse naturali, sembrerebbe, paradossalmente, che le stesse risorse naturali non vadano utilizzate; meno consumo nel rispetto dell'ambiente di prodotti industriali a favore delle risorse naturali significa invece, che la sostenibilità è: - meno inquinamento, attraverso l'uso appropriato di risorse naturali per il benessere globale non ultimo quello della qualità della vita e la salvaguardia dell'umanità.

Diremo meglio:

"l'utilizzo di materie prime naturali con il minimo investimento energetico al fine di ottenere un prodotto più prossimo al chilometro zero capace di essere programmato anche per un nuovo ciclo di vita che eviti o minimizzi il generare rifiuti da scarto per il benessere collettivo tendente all'ottimizzazione sostenibile ambientale globalizzata".

Sviluppi, il Valore Condiviso[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi tre anni, sta emergendo a livello mondiale un nuovo concetto che si basa molto sui concetti di sostenibilità del business aziendale, ovvero il Valore Condiviso, o Shared Value. Al di là della differenza di nome, l'idea di Valore Condiviso, sistematizza quanto è già stato sviluppato dalla teoria e dalla pratica in termini di Corporate Social Responsability e Sostenibilità d'Impresa, contestualizzando il tema della sostenibilità sociale e ambientale da un livello strategico fino a un livello di bottom line del business.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Commissione Ambiente e Sviluppo delle Nazioni Unite, Rapporto Brundtland (PDF), 1987. URL consultato il 23 settembre 2013.

Alcuni documenti sulla sostenibilità in generale e sul GREEN IT sul sito www.lhyra.it. In Italiano qui: http://www.lhyra.it/index_files/documenti_environment_ITA.htm ed in inglese qui: http://www.lhyra.it/index_files/LHYRAPaginadownloaddocumentiENVIRONMENTENG.htm

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