Sicurezza alimentare

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La sicurezza alimentare è la possibilità di garantire in modo costante e generalizzato alimenti che per quantità, qualità e varietà possano permettere alle persone una vita sana ed attiva. Tuttavia in funzione delle situazioni di partenza si accentua l'attenzione sugli aspetti quantitativi (come avviene nei documenti Fao) [1] e agli esordi della Comunità Europea[2]) o a quelli qualitativi, caratteristici della attuale politica dell'Unione Europea.

Là dove infatti le condizioni di base della popolazione sono caratterizzate da forte rischio di denutrizione, per sicurezza alimentare si intende appunto le misure che assicurano la copertura delle esigenze delle popolazioni da un raccolto all'altro con un sufficiente livello di scorte per le evenienze negative.[3]. Là dove invece il pericolo di carestie generalizzate sono solo ricordi storici i problemi qualitativi hanno l'assoluto predominio [4]

In tal caso sicurezza alimentare è un termine che si riferisce ad un insieme di prassi, da un lato, e di requisiti, da un altro lato, che mirano a garantire la buona qualità di un cibo o di una bevanda sotto il profilo igienico e sanitario.

Indice

[modifica] Caratteri essenziali

L'adozione di prassi idonee a cogliere questo obiettivo compete ai produttori dei generi alimentari ma anche a tutti coloro che intervengono nei successivi passaggi e/o intermediazioni che l'alimento subisce fino all'acquisto da parte del consumatore finale (a questo proposito si parla di tracciabilità di filiera).

L'obiettivo è quello di salvaguardare i necessari requisiti di salubrità del prodotto.

Gli strumenti utili a raggiungere il risultato possono essere molteplici: taluni risultano obbligatori per legge, altri possono essere comunque opportunamente osservati anche se non imposti legislativamente.

Alla prima categoria appartiene l'insieme di misure - che vanno sotto il nome di HACCP - introdotte dal decreto legislativo 155 del 1997.

Alla seconda categoria appartengono tutte le altre misure adottate volontariamente, tra le quali molte sono state riassunte e codificate nello Standard ISO 22000:2005.


[modifica] Note

  1. ^ Vedi in particolare il summit di Roma del Giugno 2008)
  2. ^ in una Europa uscita devastata dalla guerra e dalla penuria di cibo conseguente, la politica agricola comune fu pensata nel senso di favorire, a livello continentale e non più nazionale, il formarsi non solo dell'autosufficienza, ma anche di adeguate scorte la cui gestione costituì per anni una delle voci più consistenti di spesa del bilancio comunitario
  3. ^ Vedi in tal senso l'uso del termine nei documenti FAO.
  4. ^ Vedi i documenti dell'Unione Europea

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